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Before 2010-5-15

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Blanca fra Santena e Venaria Reale

[2009]
Featuring Gianny Symbolo, ovvero Fabio Ghelli
Testo e musica di Davide Giromini
Album: Giromini Redelnoir, Ballate di fine comunismo




Giromini Redelnoir: Ballate di fine comunismo (o di comunismo fine)
Recensione di Giorgio Maimone dalla "Brigata Lolli"
Giromini Redelnoir MySpace


"Questo lavoro nasce dalla mia vita notturna e dal bisogno di trovare un canale comunicativo per alcuni sfoghi personali. Nei miei lavori precedenti non ho mai messo in campo il mio 'io narrante', ma sempre mediata la mia visione del mondo attraverso altri personaggi usati allo scopo.
Riguardo alla fine del comunismo, che dire? Come mi fa notare la mia compagna, molto più giovane e rivoluzionaria di me, il nome 'fine' associato al comunismo può essere anche inteso come l'aggettivo di 'finezza'... E allora... un po' di finezza non guasta.
Finezza morale che ci dovrebbe distinguere dal tanto vituperato... (Continues)
Piove ed il mio cuore che dimentica ogni tanto persino di pulsare
(Continues)
Contributed by CCG/AWS Staff 2010/5/15 - 19:07
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Canto dei carcerati calabresi

[1958]
Testo di anonimo, tradizionale
Musica di Gino Negri
Album: Le canzoni della mala, vol.2 [1984]

Dopo il debutto di Ornella nel 1956, a soli 24 anni, sul palcoscenico in veste di attrice, Giorgio Strehler intuite le sue doti vocali, le fece interpretare alcuni canti popolari della Rivoluzione Francese, negli intervalli dello spettacolo "I Giacobini" di Federico Zardi..
Fu in seguito a questa esperienza e all'interessamento di Roberto Leydi che nacquero le cosiddette "Canzoni della mala", scritte per lei oltre che dallo stesso Strehler, anche da Fiorenzo Carpi, Michele Straniero, Fausto Amodei, Gino Negri e Dario Fo.
Presentate come vecchi canti popolari ritrovati dopo una serie di ricerche (talvolta come nel caso di questo canto è anche vero), raccontano storie violente e tragiche di minatori uccisi, delinquenti milanesi e carcerati calabresi.
Brani come il "Canto dei carcerati... (Continues)
Tutti 'sti caribinìri
(Continues)
Contributed by giorgio 2010/5/15 - 08:41
Song Itineraries: From World Jails
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Albatro

Chanson italienne – Albatro – Apuamater Indiesfolk ( Davide Giromini)

Te souvient-il Lucien l'âne mon ami de ce poème que Charles Baudelaire avait écrit sur les poètes et qu'il intitula L'Albatros ?

Et comment donc, Marco Valdo M.I. mon ami et je m'en vais de ce pas te le réciter, comme sans doute as-tu dû le faire à l'école :

"Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.
A peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d'eux.
Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid!
L'un agace son bec avec un brûle-gueule,
L'autre mime, en boitant, l'infirme qui volait!
Le Poète est semblable... (Continues)
ALBATROS
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2010/5/14 - 21:27
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La lotta continua

FIGHT CONTINUES
(Continues)
Contributed by Donquijote82 2010/5/14 - 18:52
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La nuova Auschwitz

ci ricorda la dura vita nei campi di concentramento e di lavoro una canzone vera e da ricordare. Il cui testo ti rimane impresso nella mente
2010/5/14 - 18:36
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Piazzale degli eroi

[1974]

Album "Quando Verrà Natale"
No non voglio più passare in Piazzale Degli Eroi
(Continues)
Contributed by Donquijote82 2010/5/14 - 18:19
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Coyote, My Little Brother

[1963]
Album “As Long as the Grass Shall Grow: Peter La Farge Sings of the Indians”, Folkways Records
Coyot', Coyotee-ee-ee!
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/14 - 13:09
Song Itineraries: Native American Genocide
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Trail of Tears

[1985]
Written by Roger Cook, Allen Reynolds and Randy Handley
Album “Dreamland Express”

Tra il 1830 e il 1840 oltre 50.000 nativi già pacificati e “civilizzati” furono deportati dalle loro terre nel sud degli USA verso l’Oklahoma. Furono marce estenuanti nel corso delle quali morirono migliaia di persone. Il percorso seguito per raggiungere i nuovi territori fu chiamato “The Trail of Tears”, “Il Cammino delle Lacrime”…
Per un’introduzione più estesa si veda l’omonima The Trail of Tears di Guy Carawan.
No more beautiful moons may we spend on our land
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/14 - 12:52
Song Itineraries: Native American Genocide
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The Trail of Tears

[1990]
Album “Tree of Life - Arbol de la Vida”
Written by Pat & Victoria Garvey

Nel 1830 il Congresso USA approvò il cosiddetto “Indian Removal Act”. Si trattava sostanzialmente di concentrare le nazioni indiane dispersa tra Florida (Seminole), Georgia e Alabama (Cherokee e Creek) e Mississippi (Chickasaw e Choctaw) in un’unica grande riserva in Oklahoma, il tutto per far spazio ai sempre più numerosi coloni, richiamati soprattutto dalla scoperta dell’oro nel nord della Georgia.
Nel 1831 i Choctaw furono i primi a mettersi in marcia ed è questo primo esodo che diede il nome a tutta l’operazione proseguita negli anni successivi: “Il cammino delle lacrime”. Il filosofo e storico francese Alexis de Tocqueville ne fu testimone diretto e così lo raccontò nel suo “De la démocratie en Amérique” (1835): “À la fin de l'année 1831, je me trouvais sur la rive gauche du Mississipi, à un lieu... (Continues)
The trail of tears went winding weeping into Tennessee
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/14 - 11:43
Song Itineraries: Native American Genocide
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Objection

Démo 2003 - Août 2003 - jamais réellement distribuée
Un beau jour ils m’ont appelé
(Continues)
Contributed by Lorenzo 2010/5/14 - 00:25
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Jonathan

Renaud è uno dei migliori cantanti francesi, un cuore infinitamente grande e una verità stupefacente... E sempre di attualità e ognuno di noi ci si ritrova... Meravilioso...
paula 2010/5/13 - 22:48
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Angelita di Anzio

Avevo due anni quando fu scritta. Ma me la ricordo, me la ricorderò sempre, perchè quando mia madre me l'accennava non riusciva ad andare oltre la prima strofa, poi mi stringeva e non riusciva a continuare. Lei quelle cose le aveva vissute davvero, qualche kilometro più a nord. Allora chiedevo a papà, classe 1922, che non aveva fatto esperienze migliori. Ma ho dovuto aspettare fino ad oggi per sapere un po' di più. Ora, a distanza di tanti anni, sento lo stesso groppo alla gola dei miei genitori.
fabio 2010/5/13 - 19:56
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Go, Move, Shift

Da English Folk Music, la trascrizione della terza sezione (solo la parte cantata, meglio nota come “Go! Move! Shift!”) dell’originale radiofonico “The Travelling People” andato in onda sulla BBC il 17 aprile 1964
GO! MOVE! SHIFT!
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/13 - 13:37
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War Pigs

CAR PIGS
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/13 - 12:43
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A Stitch In Thime

[1986]
Parole di Mike Waterson (1941-2011), scrittore e cantautore inglese.
Incisa da Martin Carthy nel suo album “Right of Passage” del 1988
La melodia è quella del tradizionale sea shanty On Board Of A Man-of-War
Testo trovato su MySongBook.de

Un’altra canzone contro la violenza sulle donne.
“A true story put into song by Mike Waterson about four years ago. It happened about 1962 in the Hessle Road area of Hull and the tune is that of a brutal Royal Navy song called On Board Of A Man-of-war.” (Martin Carthy)


Cosa può fare una donna, una casalinga (come tante) sfruttata (come tante) e brutalizzata (come tante) da un compagno violento (come tanti) e ubriacone (come tanti)? Può usare gli “attrezzi del mestiere”, così come nei primi anni 60 fece la signora di Hull, Yorkshire, madre di quattro figli, protagonista di questa canzone…
Oh there was a woman and she lived on her own
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/13 - 11:37
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Steady As She Goes

[1995]
Album “No Gods”

Una canzone sulla quotidiana e feroce guerra che gli uomini fanno alle donne…
And it's steady as she goes
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/13 - 11:23

Song Of The Whale

[1980]
Album “Now I'm Easy”

Mentre una ormai rarissima balena grigia del Pacifico, sterminata da secoli di caccia spietata, perde la rotta a causa dei mutamenti climatici e si ritrova smarrita davanti alle coste israeliane, mentre il più dannoso e inutile degli animali presenti sul pianeta, l’uomo, continua a moltiplicarsi e a devastare l’ambiente, la velocità con cui le altre specie animali e vegetali si estinguono è di mille volte superiore al normale, sicchè entro breve ne sparirà un terzo: “la minaccia di sparire dalla faccia della Terra incombe sul 21 per cento dei mammiferi, il 30 per cento degli anfibi, il 12 per cento dei volatili, il 17 per cento degli squali e il 27 per cento dei coralli, come si evince dalla «lista rossa» che è stata redatta dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn).”
The saddest sound I've ever heard
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/13 - 11:04
Song Itineraries: War on Earth
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Sergeant, Where's Mine?

[1974]
Album “Cop Yer Whack for This”

"I'm Asking You Sergeant, Where's Mine" (also known by the shorter title "Sergeant, Where's Mine") is a folk song written and first performed in the mid-1970s by Scottish comedian, actor and singer Billy Connolly. It was later popularized by The Dubliners. Inspired by The Troubles in Northern Ireland, it is told from the point of view of a wounded soldier and makes ironic reference to British Army recruitment advertisements of the era that showed recruits having a grand time in exotic places and enjoying such activities as skiing. (en.wikipedia)
I'm lying in bed, I'm in room twenty-six
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/13 - 09:35
Song Itineraries: Conflicts in Ireland
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See The People Run

[1991]
Album “Seeds to the Wind”, prodotto da Dick Gaughan
Scritta da Davy Steele
Testo trovato su MySongBook

“All internal/civil disputes when ending in conflict are in general about power and how to prevent the masses from obtaining any. This is done by training (brainwashing) a few of the masses to subdue the rest. The song is one of hope. (Davy Steele, notes Ceolbeg, 'Seeds to the Wind')”
In an Eastern land, on a national square
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/13 - 09:20
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Scapegoats

[1991]
Album “Smoke and Strong Whiskey”
Written by E. Cowan and Christy Moore.

Ancora oggi però non si sa chi fece saltare in aria il Mulberry Bush e il Tavern in the Town, due pub nella zona centrale di Birmingham, che quella sera maledetta erano strapieni di gente… E mentre sono parecchie le canzoni come questa (un’altra, per esempio, è Birmingham Six) che ricordano i nomi di coloro che vennero ingiustamente accusati e incarcerati per quell’attentato, non mi è riuscito ancora di trovare una canzone dedicata a quei 21 che morirono mentre si bevevano tranquilli una pinta …
Hugh Callaghan, Paddy Hill, Gerry Hunter, Johnny Walker
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/13 - 08:54
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Non importa

2008
Domani
Non importa che tu sia di destra o di sinistra
(Continues)
Contributed by Sally Rose. 2010/5/12 - 23:00

Têtes de peintres

Têtes de peintres

Canzone de langue française – Têtes de peintres Marco Valdo M.I. – 2010

Une nouvelle canzone, Lucien l'âne mon ami. Tu vois, je recommence à écrire... Après Dachau Express et ensuite, le Cycle du Cahier Ligné, j'étais comme vidé, tari. Plus rien ne bougeait. J'étais un bout de bois stérile en train de se dessécher... J'avais évidemment repris les traductions et je n'avais jamais vraiment abandonné les rendez-vous avec toi. Presque chaque jour, comme il se doit. Une sorte de désert post-partum. Et les jours passaient. Et puis, j'ai fait cette canzone sur les têtes de peintres. En fait, elle s'est imposée d'elle-même.

Une canzone sur les peintres ? Sur les têtes de peintres ? Que vas-tu imaginer là, Marco Valdo M.I. mon ami ?, dit Lucien l'âne en dressant ses oreilles tout effilées en points d'exclamation. Une canzone qui s'impose d'elle-même... Qu'est-ce que çà peut... (Continues)
La peinture est le langage des peintres
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2010/5/12 - 20:54

Romeo and Juliet in Sarajevo

Romeo, has your star set
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/12 - 13:54
Song Itineraries: Balkan Wars of the 90's, Bridges
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Right Will Conquer Might

[1974?]
Album "Winds Are Singing Freedom & Love"
Testo trovato su MySongBook
Right will conquer might
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/12 - 13:00
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The Revolution's Here

[1990]
Album "Snapshot"
Testo trovato su MySongBook
As long as the mushroom clouds don't rise
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/12 - 12:45

The Recruiting Service Drum

[1978]
Album “Burn the Witch”
Testo del poeta scozzese Robert Tannahill (1774-1810), trovato su The Balladeers

Robert Tannahill è stato un poeta e musicista contemporaneo di Robert Burns ma non altrettanto famoso, anche perché distrusse gran parte della sua produzione prima di suicidarsi, nel 1810. Probabilmente Tannahill era inadatto alla vita in una società come quella scozzese dell’epoca, tutta fondata su contrapposizioni violente (Stuart vs. Orange, cattolici contro protestanti,…) e con una cultura impregnata di militarismo, marzialità e culto degli eroi. Nel 1809 scrisse ad un suo amico integratosi nella milizia del Renfrewshire: “Non vedo la fine di questo sistema di guerra”… Forse proprio per questo non trovò di meglio che porre fine alla propria esistenza gettandosi nel Paisley Canal.
I hate the drums discordant sound,
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/12 - 11:35
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Sutta `n velu

[1980]
Album “Sutta `n velu”, con i I Cílliri
Testo e musica di Calo Muratori
Sutta `n velu ch` è niuru e di pannu
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/12 - 10:16
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A Change Is Gonna Come

...in questa canzone, c'è l'intera esistenza dell'essere umano!!! ...anzi dico l'esistenza della specie, di tutti gli esseri umani... c'è la storia dell'uomo!
...ed è positiva perchè fa ben sperare!
...Ma so che un cambiamento è in arrivo, sì arriverà. ;)
Oirad 2010/5/11 - 23:00
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Andrea

Una versione inglese diversa e molto libera. Ho cercato di ricreare in inglese il ritmo di filastrocca con tutti i suoi accenti di morte. Ovviamente non e' all'altezza dell'originale, ma e' il miglior modo che ho trovato per ricrearne le emozioni. Ho dovuto rinunciare al bucket perché in inglese ha connotazioni comiche che non ci sono in italiano.

E' una traduzione traditrice, ma De André mi perdonerebbe, aveva pazienza con i mascalzoni.
ANDREA
(Continues)
Contributed by Anna 2010/5/11 - 21:59
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Novelle Lunae fra Macerata Feltria e Lunano

[2009]
Featuring Gianny Symbolo, ovvero Fabio Ghelli
Testo e musica di Davide Giromini
Album: Giromini Redelnoir, Ballate di fine comunismo




Giromini Redelnoir: Ballate di fine comunismo (o di comunismo fine)
Recensione di Giorgio Maimone dalla "Brigata Lolli"
Giromini Redelnoir MySpace


"Questo lavoro nasce dalla mia vita notturna e dal bisogno di trovare un canale comunicativo per alcuni sfoghi personali. Nei miei lavori precedenti non ho mai messo in campo il mio 'io narrante', ma sempre mediata la mia visione del mondo attraverso altri personaggi usati allo scopo.
Riguardo alla fine del comunismo, che dire? Come mi fa notare la mia compagna, molto più giovane e rivoluzionaria di me, il nome 'fine' associato al comunismo può essere anche inteso come l'aggettivo di 'finezza'... E allora... un po' di finezza non guasta.
Finezza morale che ci dovrebbe distinguere dal tanto vituperato... (Continues)
Lavi lente note
(Continues)
Contributed by CCG/AWS Staff 2010/5/11 - 20:23
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Mosh

love,Em...sei un grande.
peace...no war.
Linda
Linda 2010/5/11 - 19:09
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Dove l'aria è polvere

Questa canzone dice una verità molto scomoda: che la guerra non la fanno i politici, ma i soldati. E chi muore o si ferisce sono i militari e i civili, non i potenti.
Pausiniana 2010/5/11 - 18:00
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No Justice No Peace

[2010]
Album : Racconti marginali

Testo di E. Marrella;
Musica di M. Canzoniere - R. Petruccio
"No Justice No Peace"
(Continues)
Contributed by adriana 2010/5/11 - 13:22
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Alla This

TUTTO QUESTO
(Continues)
Contributed by Melani Traini 2010/5/11 - 00:20

Strofe antimilitariste

Strofe di Franco Nebbia
tratte da: S.Catanuto, F. Schirone,
Il canto anarchico in Italia.
p. 258

Quando, dal volume di Santo Catanuto e Franco Schirone, mi è apparso il nome di Franco Nebbia, e le sue "strofe antimilitariste" da lui composte per il "Nebbia Club" di Milano, il cabaret da lui fondato nei primi anni '60 improntato ad un'esigenza sociale, le parole degli autori non sono bastate. Perché mi si sono affacciati ricordi, e quando mi si affacciano i ricordi bisogna che li fermi prima che se ne vadano a fare il loro solito giro interminabile.

Scrivono Catanuto e Schirone, citando A. Vella, "I cabarets a Milano" (1966): "Il maestro Nebbia ha confermato e ci ha dichiarato esplicitamente che tutte le sue simpatie vanno all'anarchismo e queste simpatie vengono dimostrate tra l'altro con alcune canzoni che si cantano nel suo locale". Al "Nebbia Club" vengono eseguiti vecchi canti anarchici,... (Continues)
I generali fanno le guerre
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2010/5/10 - 23:39
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Musica di confine

[2005?]
Testo trovato sul sito del gruppo
Musica di confine
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/10 - 13:41
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Get Down (The Proud and Noble Savage)

[1973]
Album “The American Album”
Testo trovato su MySongBook

“A great part of Indian culture, heritage and pride has been destroyed, but during the last few years the American Indian has become an embarrassment to the government of the United States by eloquently pleading his cause through the mass media. The Proud and Noble Savage is representative of many cultures that have been repressed and exploited, and few nations are completely innocent.” (Allan Taylor)
He had to get down, get down on the ground
(Continues)
Contributed by The Lone Ranger 2010/5/10 - 13:26




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