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Before 2009-1-29

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Il mercenario di Lucera

Mi permetto io, anonimo navigatore el web, di intervenire in una discussione alquanto animata e se mi si permette, colorata. Non sono proprio convinto che questa canzone possa essere definita contro la guerra, in quanto le sue origini la pongono inequivocabilmente in un contesto militare. E' piuttosto, a mio avviso, un'esaltazione dell'ardimento, del desiderio di vivere nel modo più assoluto la vocazione all'essere guerriero. Lungi da me il dare una qualsiasi forma di valenza a tutto questo, e lungi da me l'esternare la mia fede politica o i miei ideali esistenziali per evitare di diventare bersaglio di un attacco da qualsiasi fronte, desideravo solo fare presente questa (almeno per me) incogruenza, aggiungendo un link a supporto della mia tesi: http://www.brigatafolgore.com/canzoni/...
Ringrazio per l'attenzione
Ema 2009/1/29 - 22:57
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Song For Ireland

Phil Colclough
"...Dreaming in the night
I saw a land where no one had to fight..."
Walking all the day
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/1/29 - 22:21
Song Itineraries: Conflicts in Ireland
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Claudio Lolli: Anna di Francia

Chanson italienne – Anna di Francia – Claudio Lolli – 1976
ANNE DE FRANCE
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/1/29 - 21:41
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Hard Times Come Again No More

"Hard Times Come Again No More" is a popular song written by Stephen C. Foster in 1854. Well-known and popular in its day, both in America and Europe, it was a favorite of both sides in the American Civil War. The song has been parodied many times. The first audio recording was a wax cylinder by the Edison Company (Edison Gold Moulded 9120) in 1905. It has been recorded numerous time since.

en.wikipedia
Let us pause in life's pleasures and count its many tears,
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/1/29 - 20:31
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Le chant des Canuts, ou Les Canuts

Magyar nyelvre fordította Riccardo Venturi
2009-01-29-én
LYONI SELYEMSZÖVŐDAL
(Continues)
2009/1/29 - 19:31
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The Battle Hymn Of Lt. Calley

Gli americani hanno avuto ciò che si meritavano in Vietnam. Il popolo americano ha poche colpe e forse solo quella di essere un popolo asservito ad una casta di lupi che storicamente hanno determinato il destino del loro popolo - vedi le multinazionali -.E' un popolo totalmente dominato dai mass media e che agisce con il marchio che la mericanizzazione produce nelle menti:la sottocultura. Non è così invece per coloro che guidano il popolo dove il bene supremo è il denaro ed anche -se serve- la sopraffazione creata ad arte per affermare la propria libertà.Questa americanizzazione oggi ci ha preso tutti e se ne scontano le conseguenze con la perdita progressiva della cultura di ogni popolo. E' questa che oggi trasforma il mondo e lo trasformerà, fino a che lo stesso popolo americano sarà così compresso e passerà dalla parte della rivoluzione: quella della giusta ripartizione della ricchezza... (Continues)
carlo sacco. 2009/1/29 - 19:17
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La tua prima luna

Ogni volta che l'ascolto mi proietto su quel prato e percepisco il sole che baciava la pelle dei figli dei fiori. Mi commuove questa canzone, sempre, ogni volta che la sento, o che la canticchio da sola..
lamiaprimaluna 2009/1/29 - 16:34
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Claudio Lolli: Quelli come noi

Chanson italienne – Quelli come noi – Claudio Lolli – 1972
CEUX COMME NOUS
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/1/29 - 15:27
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Hopes of Peace

mancano delle
strofe
(francesco)

allora
mandacele

(CCG / AWS Staff)
2009/1/28 - 23:32

La fête chez les kapos

LA FÊTE CHEZ LES KAPOS
(19 septembre 1943 - Suite en plusieurs tableaux.)

Chanson française – La Fête chez les Kapos – Marco Valdo M.I. – 2009

La Fête chez les Kapos est la neuvième étape d'un cycle de chansons qui raconte l'histoire d'un jeune Italien qui déserta pour ne pas servir le fascisme; réfugié en France, il fut rendu par les pétainistes aux sbires du régime, emprisonné. Les étapes ultérieures de ce tour d'Italie un peu particulier se prolongent en Allemagne et racontent la suite de l'aventure qui se terminera à Dachau.
La Fête chez les Kapos raconte la fête que firent – à de nombreuses reprises – les kapos, lorsqu'il leur en prenait l'envie. Pour, comme cette fois, « fêter » des séances de punition de prisonniers récalcitrants. Pour ce faire, ils se réservaient els baraques en contraignant les prisonniers à une attente interminable à l'extérieur. La fête consistait en beuveries,... (Continues)
C'était la fête chez les kapos
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/1/28 - 22:12
Song Itineraries: Extermination camps

Neuf – barre – Vingt-deux = 9/22

[2009]
Paroles par Marco Valdo M.I.
(19 septembre 1943 - Suite en plusieurs tableaux.)

Neuf – barre – Vingt-deux : 9/22 est la sixième étape d'un cycle de chansons qui raconte l'histoire d'un jeune Italien qui déserta pour ne pas servir le fascisme; réfugié en France, il fut rendu par les pétainistes aux sbires du régime, emprisonné. Les étapes ultérieures de ce tour d'Italie un peu particulier se prolongent en Allemagne et racontent la suite de l'aventure qui se terminera à Dachau.
Neuf - barre – Vingt-deux = 9/22 se situe dans le cycle Dachau express juste après l'arrivée des 1700 Italiens sur la grande esplanade du camp de concentration.

Ne pas bouger, attente, attente
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/1/28 - 17:41
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Angelita di Anzio

avevo sei anni quando ascoltavo questa canzone sul 45 giri di papà e ogni volta mi commuovevo tantissimo. per tanti anni (ora ne ho 50) mi è rimasto in testa il ritornello e il ricordo della commozione ma senza sapere il perchè. ora l'ho risentita è finalmente ho capito perchè mi faceva piangere. è molto triste ma fa riflettere sulle guerre e sui sentimenti delle persone ; vorrei che nessuno mai più sentisse il bisogno di scrivere canzoni contro le guerre. la mia è solo una utopistica speranza o in fondo al proprio sè ogni uomo nasconde qualcosa di buono?
marina 1958
marina 2009/1/28 - 14:37
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A Song For Gaza

UNA CANZONE PER GAZA
(Continues)
Contributed by Kiocciolina 2009/1/28 - 10:45

מזעס איז די ערשטע זאַך

Anonymous
Mues iz di ershte zakh
[1942?]
Incisione/Recording:
Adrienne Cooper and Zalmen Mlotek,
Ghetto Tango, 2005

"Una canzone su di un tema difficile e dibattuto, quello del governo dei ghetti da parte delle autorità ebraiche (Judenräte) imposte dai nazisti.

"Quel che serve sono i soldi", dice questa canzone dal tono duro e sarcastico... Lo Judenrat passa solo un po' di pane e zucchero e, se non hai i soldi per corrompere i poliziotti (il riferimento è alla polizia ebraica), si può finire molto male: divorati dalla fame, dai pidocchi e dai vermi e "immortalati" nel registro dei decessi della comunità...

Testo trovato qui" [Alessandro "Bartleby"]

La canzone sembra provenire direttamente dal ghetto di Varsavia, e di questo risente molto lo yiddish utilizzato: pieno di termini in slang (uno slang proveniente in parte, come è ovvio, dalla lingua polacca), che non sono di facile interpretazione.... (Continues)
מועס איז די ערשטע זאַך.
(Continues)
Contributed by Alessandro + CCG/AWS Staff 2009/1/28 - 09:05
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Il diario di Anna Frank

pure mi sarebbe piacciuto avere il tuo coraggio, sei sarai per sempre nel mio cuore anche se nn ti consco eri coraggiosa per questo vorrei il tuo coraggio un bacio
rosalia crisà 2009/1/27 - 23:40
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Dachaulied

LA CANZONE DI DACHAU
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/1/27 - 15:40
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Mestizaje

Chanson espagnole – MESTIZAJE - Ska-P
MÉLANGES
(Continues)
Contributed by Marco Valdo M.I. 2009/1/27 - 14:35
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Le Déserteur

There is also a fourth Swedish version, performed by Cornelis Vreeswijk, which is more of a song inspired by the original than a faithful rendition in Swedish. It is a far bloodier version, but it brings the gore of war into the song.

See the lyrics here.
(Christer Gulbrandsen)

Dear Mr Gulbrandsen, the song Desertören by Cornelis Vreeswijk is already included in our website as an independent song. As you can see in the relevant page, we've clearly specified that the music is the same as for the original French lyrics, but Vreeswijk's Swedish lyrics are too different to be considered as a simple translation (and, for this reason, the song is provided with an Italian translation, too). It is a fully self-standing antiwar song that needs a self-standing page; so did we. Anyway, we are pleased to thank you for your remark. [CCG/AWS Staff]
2009/1/27 - 13:27
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L'ovile delle vanità

[2003]
Album “non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice”
Scritta da Scritta da Lorenzo "Lollomanna" Mannarini
Evelina la papera carina
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2009/1/27 - 12:00
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Il sogno di Mhedy

Tratta dall'album "Il segreto della felicità" una canzone (tremendamente attuale) su CPT e lavoro nero

[2008]
Album “Il segreto della felicità”
Scritta da Lorenzo "Lollomanna" Mannarini
In una notte di sale e di luna
(Continues)
Contributed by DonQuijote82 2009/1/27 - 11:55
By including the last song, the transcription of what is maybe the most important album of songs originating from Nazist camps: Songs from the Depths of Hell, recorded by Aleksander Kulisiewicz (a survivor of German extermination camps) has come to an end. All this in the Day of Memory of January 27, never to forget any extermination, any past and current genocide.
Riccardo Venturi 2009/1/27 - 10:56

Candy

[1952]
Una canzone sulla guerra di Corea, dal punto di vista di un ragazzino americano il cui fratello maggiore è stato spedito al fronte...

Trovato su “Songs of Peace & Friendship” di Jerry Silverman, 1992.
Candy, oh candy, I love you so,
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/1/27 - 10:16
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Vitti na crozza

Una domanda. Se, come e' stato detto da qualcuno, in origine era un canto di minatori siciliani...
Perche' di minatori? La crozza ha a che fare coi minatori, con la miniera, in qualche modo.
Ho l'impressione che la storia sia un'altra, e che ci sita sfuggendo.

Mi viene in mente la canzone catalana

Santa barbara bendida,
Patrona de los mineros
mira
mira marucina, mira
mira como vengo yo

Tengo la camicia roja
(anche qui c'è un dubbio lallaralala, lallala)
del sangre de un compañero

Tengo la cabeza rota
y me la rumpió un marreno

Eventualmente posso essere piu' precisa e ritrovare le altre parole

A me sembra che si debba cercare in questa direzione.

perche' infatti e' una canzone bellissima, ed e' vero che I Mattanza sono quelli che l'hanno raccolta nel modo piu' egregio, a mio musicale parere.

Un saluto

Karagoz - Musica nomade
Toti O'Brien 2009/1/27 - 01:02
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War

Bob,anche se sei morto sei sempre vivo nel mio cuore.grazie alla tua musica ho superato momenti difficili della mia adolescenza e grazie a te ho capito che nel mondo c'he ancora gente che sfrutta i propri talenti x portare pace.C'è 1 tua frase bellissima che dice"Chi ha paura di sognare è destinato a morire",con questa ho capito che bisogna sempre rincorrere i propri sogni,anche irrangiugibili.Ciao,Bob,stammi bene lassù
BigBOB 95 2009/1/26 - 23:11

9420 Wogan Terrace

[1983]
Words and music by Bob Lusk

"9420 Wogan Terrace was the address of the house I grew up in. I was born in 1947 and was 13 years old in 1960. When I was 16 I was sent to a southern Baptist military academy where I watched training films about a place called Vietnam. When I was 18 I was denied conscientious objector status, drafted against my will and given orders to go to Vietnam. To make a long story short I refused to go and was court martialed, serving 6 months in the Fort Dix stockade. I was then sent to Germany where I was active in the anti-war movement in the military, served out the remainder of my time and received an honorable discharge.
Some years later I put some thoughts down in a tone poem/song, which I updated for today. It's rather narcissistic and self-involved but every once in a while I sing it as a present to myself." Bob Lusk.
My father, talked to the man who worked the tugboats
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/1/26 - 15:27

Fort Dix Stockade

[1980]
Words: Bob Lusk
Tune: Columbus Stockade

"I was in the Fort Dix, New Jersey, Stockade from September 1967 to February 1968 because I refused to serve in Vietnam. I wrote this song in 1980 when I was playing with the Irish Bluegrass group 'The Green Ridge Boys'. The original stockade has now been demolished." Bob Lusk
Over there, in Fort Dix. New Jersey
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/1/26 - 15:22
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Mestizaje

La frasetta "del fascismo non approvo entrata in guerra & leggi razziali" sembra essere stata studiata a tavolino. La pronunciano tutti i neanchepiufascisti, dai politicanti ai calciatori (Di Canio e Abbiati l'hanno spesso dichiarata, il primo nella sua eccelsa autobiografia finita rapidamente nei cestoni degli scarti negli autogrill, il secondo nel suo famoso "outing" di qualche mese fa). Inutile cercare di far presente la realtà storica a questi bellimbusti; sorvolando ovviamente sui pallonari (ma neppure tanto, vista la "presa" che costoro hanno svr pòpolo), il politicante deve ovviamente confrontarsi con il sionèsimo a puntate e la sua dolce consistenza, un must cui non può sfuggire. La realtà reale la si vede poi nelle riproposizione di autentiche leggi razziali che costoro fanno in nome della sicurezza; al posto degli ebrei ci sono altri, ma non cambia certo la sostanza. La definizione di neanchepiufascisti è quindi senz'altro suggestiva, ma a mio parere necessita di essere integrata con l'avverbio apparentemente.
Riccardo Venturi 2009/1/26 - 11:19




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