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Before 2006-8-11

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Io so che un giorno

[1966]
Testo e musica di Ivan Della Mea
Chitarra di Paolo Ciarchi [?]
Dall'album "Io so che un giorno"
Lyrics and music / Paroles et musique
Text och musik / Sanat ja sävel: Ivan Della Mea
Albumi: "Io so che un giorno"



“Si chiamava Alessandro Di Meo. Era un grandissimo poeta, di Benevento. Aveva fatto l'occupazione delle terre, era venuto a Milano. L'ho conosciuto in Mondadori, insieme facevamo le correzioni e le revisioni. A un certo punto, lui non aveva una casa. Io avevo una casa popolare che mi faceva cagare, cioè non mi piaceva proprio per niente. A me piaceva stare in Brera, giocare a carte, eccetera, gli ho detto, senti queste sono le chiavi, pigliati la casa. Lui aveva scritto un libro. Aveva scritto un libro e lo aveva portato a Feltrinelli, e Feltrinelli gli aveva detto: sì, prima o poi te lo pubblico. E lui su questa speranza aveva messo su tutta la vita. Tutta. E un giorno... (Continues)
Viva la vita
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/11 - 22:42
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Nassiriya

Eppure questi nostri compatrioti bisogna compatirli sono pedine di un gioco piu' grande di loro !
Willy 2006/8/11 - 19:16
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Messieurs les Présidents

Decouvrez le clip Soldats! d'Herbert Pagani!

DailyMotion
YouTube
VideoGoogle
fzer0 2006/8/11 - 18:00
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La mauvaise réputation

autore di Effetto Medugorje 1990 Ed. Messaggero Padova
autore di " I dintorni del diavolo!" Ed. Guida Napoli 2005
sariostrocchia@libero.it
LA CATTIVA REPUTAZIONE
(Continues)
2006/8/11 - 17:46
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Les enfants de Palestine

Des enfants sont allés tout près de la frontière
(Continues)
Contributed by adriana 2006/8/11 - 15:07
Song Itineraries: The Palestinian Holocaust

Canzone della Piazza d'Armi

Dal "Cantacronache" di Jona e Straniero, CREL/Scriptorium 1995.
C'erano tre sergenti - sull'attenti facevano star
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/11 - 13:00

Ssssst!...

[1959]
Testo di Giustino Durano
Musica di Sergio Liberovici
Esecuzione di Giustino Durano e Cantacronache

Di Giustino Durano forse qualcuno si ricorderà per la sua apparizione nel famoso film di Roberto Benigni, La vita è bella. Morì per davvero non molto tempo dopo, nel 2002; e dico "per davvero" perché il 19 febbraio 1985 il giornale radio della RAI ne aveva annunciato la falsa notizia della morte. Un "caratterista", come si diceva un tempo; un attore poliedrico, buono per ogni ruolo, che potevi vedere in parti secondarie sia nel film di qualità che in quello di poche pretese, alla TV, al teatro, dovunque ci fosse da recitare. Pochissimi sanno però che scrisse e cantò anche alcune canzoni, per Cantacronache. In particolare questa e Per soli negri, entrambe musicate da Sergio Liberovici; e non sono canzoni di poco conto. [CCG/AWS Staff]

Sonnecchia la talpa
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/11 - 12:40
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L'insurgé

[1884]
Paroles d'Eugène Pottier
Musique de Pierre Degeyter

Testo di Eugène Pottier
Musica di Pierre Degeyter

In “Chants révolutionnaires”, 1887 (edizione ampliata nel 1908)‎

Tornato dall'esilio negli Stati Uniti, a seguito dell'amnistia, Eugène Pottier compone nel 1884 "L'insurgé" in omaggio a Blanqui e ai Comunardi. Si tratta, probabilmente, del componimento (giustamente) più famoso di Pottier, se si esclude ovviamente L'Internationale. E "L'insurgé" ha anche lo stesso compositore per quanto riguarda la musica: Pierre Degeyter.

‎‎“L’insurgé” cui è dedicata questa canzone è Eugène Protot (1839-1921) che insorto fu per tutta la ‎sua vita.‎

Nato in una famiglia povera, riuscì a portare a termine gli studi di diritto e negli anni di Napoleone ‎III fu avvocato difensore di molti oppositori del Secondo Impero, condividendo più volte con loro il ‎carcere. ‎
Nel maggio del 1870 fu condannato... (Continues)
L’insurgé, son vrai nom c’est l’homme
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/11 - 12:29
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Kinderhymne [Anmut sparet nicht noch Mühe]

Testo di Bertolt Brecht
Musica di Hanns Eisler
Anmut sparet nicht noch Mühe,
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/11 - 12:20

Vent'anni

A vent'anni non vogliamo piangere
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/11 - 11:16

Francia Maggio 1958

Testo di Michele L. Straniero
sull'aria di "Colloquio con l'anima"

Nel maggio del 1958 ufficiali dell'esercito e coloni francesi, temendo che il governo di Parigi si stesse preparando a negoziare con i ribelli algerini, insorsero e presero il controllo di Algeri, appoggiati dai comandi militari: sull'esempio algerino, il colpo di stato militare sembrava imminente anche in Francia. In questa situazione critica il generale De Gaulle rientrò sulla scena politica come un salvatore, ma Mitterand, i comunisti e molti intellettuali, come Sartre, non esitarono a denunciare che in realtà De Gaulle era il capo del colpo di Stato fascista che si stava perpetrando in Francia. A giugno l'Assemblea nazionale gli concedette poteri straordinari per governare il paese per sei mesi e preparare una nuova Costituzione.
Queste notti dormo male,
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/11 - 11:04
Song Itineraries: The Algerian War
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Il giorno dell'eguaglianza

Era tempo che non leggevo un testo così bello ed ottimista...
Alessandro 2006/8/11 - 10:23

La Crociata

"In occasione di una delle nostre 'trasferte' fuori sede - se non ricordo male per un concerto al circolo culturale Il Pozzetto di Padova (non ricordo con precisione in quale anno, ma erano gli anni in cui i generali francesi, scornati dalla guerra d'Algeria, minacciavano un colpo di stato in Francia) apparve sui giornali una presa di posizione particolrmente dura da parte di qualche pezzo grosso dell'episcopato italiano (un Cardinal Ottaviani, tanto per dire) contraria al processo di distensione tra i blocchi in nome di un qualche integralismo cattolico-reazionario di tanto in tanto risorgente. Durante il viaggio in treno composi il testo della canzone, nella sosta in albergo, prima del concerto, Liberovici abbozzò la linea melodica ed il giro armonico e così la canzone venne eseguita in prima assoluta la sera stessa".

Fausto Amodei, da "Cantacronache - Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta", a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, CREL/Scriptorium 1995.
Ho letto sui giornali
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/11 - 09:40
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Für den Frieden der Welt

Für Den Frieden Der Welt (English translation: "For The Peace Of The World") was the Austrian representative at the Eurovision Song Contest 1994, performed in German by Petra Frey.
The song was performed twentieth on the night (following Greece's Costas Bigalis & The Sea Lovers with To Trehandiri and preceding Spain's Alejandro Abad with Ella No Es Ella). At the close of voting, it had received 19 points, placing 17th in a field of 25.
The song is a ballad, in which Frey explains that she is singing in the hope of bringing peace to the world.
It was succeeded as Austrian representative at the 1995 Contest by Stella Jones singing Die Welt Dreht Sich Verkehrt.
From en.wikipedia
Worte, die wehtun und Bilder, die schrei'n
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/10 - 22:22

Pirati del ventesimo secolo

Dzilda Mazikaite
Si tratta della traduzione italiana di una canzone russa (dell'artista lituana Dzilda Mazikaite) il cui titolo originale è Пираты двадцатого вeка. Purtroppo non siamo riusciti a reperire il testo originale russo, ma proseguiremo come sempre le ricerche. Inseriamo per il momento soltanto la traduzione italiana proveniente da La musica dell'altra Italia, sezione canzoniere internazionale, a sua volta riportata nel disco "Generazione Vietnam". [RV]
Nel cielo sfrecciano gli aerei
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/10 - 21:28
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Gorila gorilón

Testo e musica di Judith Reyes
Ripreso da La musica dell'altra Italia
El gobierno de hoy en día
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/10 - 16:52
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Rockin' In The Free World

Per rispondere alla domanda di Guglielmo: non credo che "Rockin' in the free world" sia direttamente una canzone contro la guerra: è piuttosto, come ad esempio Chimes Of Freedom di Dylan, una canzone di libertà. Inoltre, come Fuel di Ani DiFranco, va a scavare nelle ragioni profonde che portano parti della società statunitense a considerare la guerra quasi una necessità ed una normalità.

Non bisogna dimenticare inoltre, come citato nell'introduzione, l'uso che recentemente ne ha fatto Michael Moore nel documentario Farenheit 9/11 (forzandone in qualche modo il significato) accostando i versi "That's one more kid that’ll never go to school. Never get to fall in love, never get to be cool." alle immagini di un soldato americano ucciso in Iraq.
Lorenzo Masetti 2006/8/10 - 16:39
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Povero Matteotti

Anonymous
Canzone raccolta a Milano dalla voce di Mario De Micheli; deriva probabilmente da una canzone dallo stesso titolo (raccolta a Trino Vercellese) ricalcata da Ivan Della Mea per il primo volume di "Canti e Inni Socialisti" del 1962.
(da "Canzoni italiane di protesta - 1794/1974 - Dalla Rivoluzione Francese alla repressione cilena", a cura di Giuseppe Vettori, Paperbacks poeti/26, Newton Compton Editori, 1974)
Povero Matteotti
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/10 - 15:02

La cárcel de Lecumberri

Album: México 68 Vol.2
Letra/Testo: Anonimo
Música/Musica:Carcel De Cananea
Voy a dar un pormenor
(Continues)
Contributed by adriana 2006/8/10 - 14:39

Huapango del 26 de julio

Letra/Testo :anonimo
Musica/Musica : Guadalupe Aguilar Morales
Album: México 68 Vol.2
El día 26 de Julio
(Continues)
Contributed by adriana 2006/8/10 - 14:30

Elegía combativa

L. Adapt. De un poema de carmen de la fuente / m. Oscar Chavez
Da :Mexico 68 Vol.2
Yo no tengo veinte años,
(Continues)
Contributed by adriana 2006/8/10 - 14:15
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No nos vamos a dejar

Testo ripreso da Tlatelolco en la canción comprometida
Album: México 68 Vol.1
Letra/Testo: Antonio García de León
Música/Musica: Zapateado Jarocho
No nos vamos a dejar,
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/10 - 13:43
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황성옛터

Nam In-su / 남인수
Music: Jun Su-rin (전수린 全壽麟)
Lyrics: Wang Pyong (왕평 王平)
Singer: Nam In-su (남인수)

This music was composed in 1928 while the authors toured Man-wol-dae (만월대 滿月臺), the ruins of a Koryo* palace. It became a hit overnight and spread throughout the Korean peninsula like a prairie fire. The Japanese attempted, in vain, to suppress the song.

The site (shown below) is located by the Songak mountains that embrace today's Kaesung.

*the old Kingdom of Korea, from which the name "Korea" itself is derived.

Lyrics reproduced from Korean War Songs. No translation is provided. The title means: "The ruins of Whang-sung fortress".
황성 옛터에 밤이되니 월색만 고요해
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/9 - 23:18
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La presa del potere

Da "Dialogo tra un Impegnato e un non So" del 1972
(... il primo disco che mi hanno regalato i miei genitori, che avevo solo 7 anni... sarà per quello che sono cresciuto un po' "storto"?)
[parlato]: Un mastino. Un mastino nero, lucido, metallico. Un cane mastino con un occhio solo, vitreo, in mezzo alla fronte. Una mano che schiaccia un bottone. Dall'occhio del mastino parte un fascio di luce intensa, verdastra, elettrica...
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/9 - 22:17
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La pistola

In "Polli di Allevamento" del 1978.
Questi nostri tempi di sconvolgimenti
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/9 - 22:12
Song Itineraries: Weapons: our daily home war
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La masacre en Tlatelolco

Testo ripreso da Tlatelolco en la canción comprometida
Da/De "México 68 Vol. 1"
Arreglada por Jorge Ortega y Oscar Chávez
Arrangiamento di Jorge Ortega e Oscar Chávez
con música del Palomo (Canción Guerrerense)
La masá... La masacre en Tlatelolco
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/9 - 21:37

Corrido de Cuetito Ramírez

Testo ripreso da Tlatelolco en la canción comprometida
Letra/Testo: anónima/anonimo
Música/Musica: Rosita Alvírez
De/De "México 68 Vol. 1"
Año de las olimpiadas,
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/9 - 21:30
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Le Déserteur

Caro Riccardo,
Ho appena trovato un altro errore ortografico (spero l'ultimo :-) ) nella mia traduzione del Disertore in Romancio dell'Alta Engadina.
Nel pezzo "Eau giaro dappertuot/vivand scu ün murdieu/e dormaro sün via,/pero eau giaro a tuots", avrei dovuto scrivere "pero eau dscharo a tuots" anziché "pero eau giaro a tuots". Mi faresti la cortesia di correggerlo, per piacere?

Grazie e a presto

Daniele

Immediatamente, Daniele, e grazie ancora per quello che hai fatto. Naturalmente, se tu avessi altre traduzioni di canzoni in "putér", saranno sempre le benvenute! [RV]
Daniele Pandocchi 2006/8/9 - 19:54
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Lebbra Is The Reason

[2005]
Da "Pocapocalisse"

Oggi 15 settembre 2006 la cricca dei cordogli di mezzo mondo ci ha fatto apprendere la morte della signora cui è dedicata questa canzone. Cogliamo l'occasione per manifestare la nostra più calorosa indifferenza alla notizia.

Questa è una gentile canzoncina dedicata a Oriana Fallaci, detta l'"Oriana Furiosa" e titolare di altri nomignoli più o meno carucci che le si addicono a meraviglia (ne ricordiamo uno per tutti: "Orina Fallaci").

La grande giornalista "libertaria", campionessa di tutte le "battaglie per la libertà", ferita durante il massacro di Tlatelolco il 2 ottobre 1968 (e che per questo ne riportò un "odio feroce verso tutti i messicani [!!]), furibonda amante di Alekos Panagoulis eccetera eccetera. Col tempo ha grattato la maschera e dietro i suoi smisurati occhialoni, o meglio dietro il suo smisurato ego, è apparsa la guerrafondaia, la reazionaria,... (Continues)
cara Oriana Fallaci,
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/9 - 16:14
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Che cosa hai fatto a Ustica?

Testo e musica di Tito Schipa jr.
Grazie a Adriana per aver reperito il testo dalla homepage di Tito Schipa jr.

"Quando ho pubblicato questa pagina su Ustica non mi sarei mai aspettato di poter un giorno recensire una canzone sulla Strage...
...e invece, tra quelli che non vogliono dimenticare, c'è stato anche chi ha pensato di cantarci sopra! E grazie a Tito Schipa Jr. e agli "Arcipelaghi Diversi" la strage di Ustica viene rievocata in questa canzone il cui testo in modo ironico e sottile pur non riferendosi mai alla vicenda, rievoca tradimenti e insabbiamenti di cui la tragica storia della Strage di Ustica è permeata.
Ben venga la satira, dunque, anche per mezzo di una canzone dal ritmo rock molto sostenuto e dalla melodia accattivante. Che serva, anche questa, a non far dimenticare..."

Dalla Webpage di Stefano Bizzarri, da dove è possibile anche ascoltare un estratto della canzone.
Un’altra estate che se ne va
(Continues)
Contributed by Adriana e Riccardo 2006/8/9 - 15:13
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(Re) Carlo (non) torna dalla battaglia di Poitiers

Meraviglioso.
Da vedere.
Elena 2006/8/9 - 14:32
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Sciences Sans Conscience

Dall'album "Masada" del 1992.
Sciences sans conscience
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/9 - 13:53
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Peace in Liberia

Dall'album "Masada" del 1992
We want peace in Liberia
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/9 - 13:50

Ustica

[2003]
Dal primo album degli Zarathustra, "Strade".

Una canzone direttamente dedicata alla strage di Ustica. Una delle poche, escludendo la celebre Disastro aereo sul canale di Sicilia di Francesco De Gregori, per la cui vera storia si rimanda alla relativa pagina, e la sottile e ironica Che cosa hai fatto a Ustica? di Tito Schipa jr..
Argento vivo e lo sguardo serio,
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/9 - 13:43

Una vita spezzata

[2003]
Dal primo album degli Zarathustra, "Strade".

Le ultime strofe della canzone sono liberamente scaricabili dal Sito ufficiale degli Zarathustra.


Dedicata ai fatti di Genova, con accenti lorchiani.
Alle cinque di sera non c’era un torero o un poeta
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/9 - 13:39

Lettera ad Adriano

[2003]
Dal primo album degli Zarathustra, "Strade"

Una canzone dedicata a Adriano Sofri. Certo, forse non tiene eccessivo conto dell' "evoluzione" che Sofri ha avuto in questi disgraziati anni di carcere, del Sofri che scrive sul "Foglio" di Giuliano Ferrara, del Sofri che approva i bombardamenti NATO su Belgrado e la guerra in Kosovo, del Sofri che non perde occasione, adesso, di giustificare la politica di aggressione dello stato di Israele. Ma forse, chissà, Sofri è soltanto un pretesto per parlare di certe altre cose, di certe altre persone. Una canzone, anch'essa, di Reti invisibili. Così la vogliamo considerare. [RV]

Era l’ottobre del 1998. Non so dire con esattezza in che luogo mi trovassi, sospeso com’ero lì, in aria, in una terra di nessuno. Non si tratta di facile poesia ma di reali contingenze: viaggiavo in aereo alla volta di Milano nella disperata quanto vana ricerca di responsi... (Continues)
Non sarà il primo non sarai l’ultimo a pagare
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/9 - 13:17

Amore e lotta continua

[2003]
Dal primo album degli Zarathustra, "Strade"

Il primo CD degli Zarathustra uscito nel giugno del 2003 con la produzione di Area Music. Il disco contiene sette brani che percorrono la storia del gruppo fin dalle origini.

Capita anche questo. Di sentire un cd arrivato da parti remote che la tua memoria non riesce ad abbracciare. Te lo trovi lì. Lo metti sul lettore. E ascolti. Magari facendo altro. Poi, all'imrpovviso ti fermi. Fermi il lettore. E vai a leggere cosa stai ascoltando. Andrea Sanfilippo? Boh? Rimetti il cd e riprendi l'ascolto. Il cd scorre fluido. I suoni sono di buona qualità, la voce, eh la voce! La voce è un valore aggiunto! Forte, potente. La voce adatta "per i vaffanculo" come diceva De Andrè, ma la lingua non sembra essere adatta a leccare il culo. Ascolti ancora a spezzoni, si parla di lotta che continua e di Lotta Continua, si parla di Brigate Rosse (e non di... (Continues)
E' passato tanto tempo
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/9 - 13:01
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Peace In The Valley

Mancava un pezzo interpretato dal grande Elvis The Pelvis!

Non che lui fosse un antimilitarista, (come si vede da qui e da qui), però questo è sicuramente un brano pacifista...

Uno dei più famosi standard gospel, scritto da Thomas A. Dorsey e cantato da molti, ma reso famoso da "The King".
Oh well, I'm tired and so weary
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/9 - 12:41
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Perfect Sense

Bellissimo il sito, fantastica la canzone, insuperabile roger waters...
Mazzo 2006/8/9 - 12:35
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La fleur au canon

Léon part pour le front, la fleur au canon
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/9 - 11:23
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El Gigante

Testo tratto da Tlatelolco en la canción comprometida

In realtà una canzone dedicata al Messico intero, in cui il massacro di Tlatelolco ha solo un breve riferimento. Ma è bellissima e la vogliamo mettere lo stesso. [RV]
Yo caminando, ando buscando a donde ir.
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/9 - 11:10
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Canción de amor

Testo ripreso da Tlatelolco en la canción comprometida

Esta fue la única canción de la cual no incluí la letra en el disco con el propósito de que la gente que lo comprara, tuviera el tiempo de escucharla más que ninguna otra. Una vez cumplido ese propósito le doy gracias a mi país que más que ninguno nos arropa y nos desangra, nos ilusiona y nos deprime y sobre todo, nos promete, nos apasiona y nos quiere... ¡Viva México, cabrones! -Abel Velásquez.
Hoy pude haber salido a mendigar una oración
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2006/8/9 - 10:31
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Fuck Armageddon... This Is Hell!

Dal primo album della band, "How Could Hell Be Any Worse?", risalente al 1982, e poi presente in alcune compilation successive come "80-85" del 1991.
there's people out there that say I'm no good,
(Continues)
Contributed by Alessandro 2006/8/9 - 10:28




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