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Song Itinerary From olden times: Songs against war, inside war, around war

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The Girl I Left Behind Me

Anonymous
Versione strumentale di Sam Sweeney


Molto interessante è anche “The girl I left Behind”…

La conosco da prima che imparassi a suonare il violino. È uno dei brani più suonati in Inghilterra ed è stato adottato nel corso dei secoli come canzone da marcia militare e una canzone, con molte versioni diverse che sono emerse in tutto il Regno Unito e nel Nord America. La melodia è così comune qui che ho voluto metterla nell’album, ancora una volta nel tentativo di reclamarla come una melodia bellissima e non solo qualcosa che è stata distrutta come standard e ha avuto pochissima considerazione.

blogfoolk.com


Dq82 2019/5/26 - 22:34

The Bonny Moorhen

Anonymous
Per completezza d'informazione devo dire che in Bretagna (che come sapete è la mia terra d'elezione) Gerard Delahaye ha messo un testo originale su questa favolosa melodia scozzese. Si può ascoltare nel suo CD "La ballade du Nord Ouest" e si tratta di una triste canzone d'amore dal titolo "A Meneziou Crenn".
Flavio Poltronieri 2019/5/25 - 19:16
Video!

Die schlesischen Weber

La version française de Maurice Vaucaire (1892)
Maurice Vaucaire's French version (1892)
Maurice Vaucairen ranskankielinen versio (1892)

La versione francese di Maurice Vaucaire, del 1892, non è storica soltanto in sé, ma anche per il fatto che ha senz'altro ispirato la celeberrima canzone di Aristide Bruant, Les Canuts. Il testo di Heine tradotto da Maurice Vaucaire aveva in pratica sostituito il canto dei rivoltosi slesiani del 1844 citato nel dramma Die Weber di Gerhart Hauptmann (anch'egli slesiano, premio Nobel per la letteratura nel 1912, e poi autore compromesso col Nazismo ed inserito nella Lista dei Gottbegnadeten, la lista degli “Artisti benedetti da Dio” stilata personalmente da Adolf Hitler e Joseph Goebbels). Il dramma, tradotto in francese da Jean Thorel, era stato messo in scena da André Antoine nel 1893 al Théâtre-Libre di Parigi.

Maurice Vaucaire (1863-1918) è stato un... (Continues)
LES TISSERANDS DE SILÉSIE
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2019/5/15 - 23:21
Downloadable! Video!

Su patriottu Sardu a sos feudatarios [Procurad' e moderare]

solo per segnalare che una versione di 10 strofe apre, come canzone più vecchia, la raccolta "Canzoni italiane di protesta - 1794-1974" a cura di Giuseppe Vettori, Newton Compton editore
gipi 2019/4/28 - 16:37
Video!

Les cent quatre vingt pucelles

[1975]
Una canzone tradizionale della Normandia ripresa e riarrangiata da Jean Blanchard de La Bamboche
Dall'album d'esordio del gruppo folk di Lione

Non so con esattezza a quale epoca risalga la canzone, probabilmente all'invasione inglese di Enrico V all'inizio del 400...
A Rouen il y a
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2019/4/22 - 21:06

Ach, Krieg, Krieg!

Caro B.B., mi ha incuriosito questo tuo contributo e ho fatto un po’ di ricerca nella grande rete. In effetti, come hai intuito, la versione ceca esiste, e se non ho capito male, dovrebbe essere addirittura quella originale, mentre la traduzione del testo in tedesco viene attribuita in più luoghi a Max Brod (cfr. ad esempio questo database, oppure archivio di Leoš Janáček, dove ho ritrovato entrambi i testi in tedesco da te riportati, attribuiti uno a Max Brod, l’altro a Bedřich Eben, con una sigla dt Ue (che credo si riferisca a “deutsche Übersetzung”). Infatti, si trova (anche se non facilmente) in rete anche la versione ceca (o meglio: versione nel dialetto della moravia meridionale) della raccolta di Sušil che tu menzioni (qui) e anche un paio di registrazioni su youtube, in particolare questa che nel video presenta anche lo spartito con il testo che qui trascrivo.
È vero quello che scrivi riguardo alla zona della Moravia e della Boemia, fino a un secolo fa parte dell’Impero Asburgico e successivamente Austro-Ungarico, con la coseguente imposizione della lingua tedesca. Ma bisogna altrettanto ricordare che anche se le classi scolarizzate avevano una conoscenza del tedesco che veniva utilizzato anche per la redazione dei documenti ufficiali ecc., la lingua realmente usata dalla gente è sempre stata quella ceca (ovvero i suoi numerosi dialetti e varietà regionali). Esiste (e per fortuna tuttora viene tramandato) un vastissimo patrimonio culturale di quei secoli (costituito soprattutto da fiabe e canzoni popolari) interamente in ceco e nei suoi dialetti (e ad averci tempo, sai quante CCG...) A pensarci bene, la cosa non sorprende: quelle che chiamiamo canzoni popolari o folkloristiche, visto i temi che trattano, normalmente non si compongono in una lingua imposta dall’alto, bensì in una più vicina al cuore, diciamo così...
Saluti!
ACH VOJNA, VOJNA
(Continues)
Contributed by Stanislava 2019/4/7 - 14:56




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