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Author Luis Eduardo Aute

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No sé qué pasará

[1969]
Parole e musica di Luis Eduardo Aute
Interpretata dalla cantante María Trinidad Pérez de Miravete-Mille y Pascual del Riquelme, in arte Mari Trini (1947-2009) nel suo disco d'esordio.

Solo una canzone d'amore, ma che nella Spagna sotto la dittatura di Franco aveva un sapore ancora più amaro...
Tantos mares, tantas tierras
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2017/3/31 - 09:09
Song Itineraries: Anti War Love Songs
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Sueño con serpientes

[1974]
Parole e musica di Silvio Rodríguez
L'introduzione parlata è la versione spagnola di una strofa dalla “Kantate zu Lenins Todestag”, la “Cantata in morte di Lenin” di Bertolt Brecht e Hanns Eisler.
Nell'album di Silvio Rodríguez intitolato “Días y flores”, pubblicato nel 1975
Interpretata anche da Luis Eduardo Aute, Mercedes Sosa, León Gieco e Los Bunkers
Testo trovato su Cancioneros.com

Sul sito carusopascoski trovo una bella descrizione di questa canzone, messa in relazione con il 25 aprile e con Stefano Giaccone e i suoi Franti, mitico gruppo hardcore folk torinese degli anni 80:

Qui la storia di una delle più belle canzoni antifasciste che conosca, sulla forma più subdola e pericolosa di fascismo che si insinua anche nelle più celebrate democrazie: l’imperialismo. Buona liberazione!

Un pomeriggio d’estate, in un prato fresco dietro a una casa di campagna, ho ascoltato con... (Continues)
Hay hombres que luchan un día
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2017/2/28 - 22:54
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Rosas en el mar

[1966]
Una delle prime canzoni scritte da Aute, poi inserita nell’albun d’esordio “Diálogos de Rodrigo y Ximena” pubblicato nel 1968.
Testo trovato su Cancioneros.com
Recentemente reinterpretata dal gruppo punk rock spagnolo Reincidentes nella loro raccolta intitolata “Aniversario” pubblicata nel 2013.
Voy buscando un amor
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/1/20 - 13:14
Song Itineraries: Anti War Love Songs

Yankee go home

‎[1968-75]‎
Parole e musica di Luis Eduardo Aute
Nell’album intitolato “Babel (Canciones satíricas 1968-75)” pubblicato nel 1975.‎
Testo trovato su Cancioneros.com

L’aeroporto militare di Torrejón de Ardoz, vicino a Madrid, è stato base aerea tattica dell’US Air ‎Force dal 1953 al 1996. Fu usatissima ancora durante la prima guerra del Golfo nel 1990-91.‎
Yo no entiendo nada lo que pasa aquí,
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/11/8 - 15:35
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Hay algo en el aire

‎[1973]‎
Parole e musica di Luis Eduardo Aute
Nell’album intitolato “Rito - Canciones de amor y muerte”‎
Testo trovato su Cancioneros.com

Puzza di bruciato, odore di rabbia, tanfo di decomposizione, di merda, odore di menzogna, di paura: ‎questi gli odori nelle strade di Spagna alla fine del franchismo, per chi voleva sentirli…‎
Hay algo en el aire,
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/11/8 - 15:04
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Made in Spain

‎[1967]‎
Singolo poi incluso nella raccolta intitolata “Álbum 1966-67”‎
Testo trovato su Cancioneros.com




Canzone satirica sulla situazione della Spagna franchista alla fine degli anni 60, quella del ‎‎“Desarrollo”, del “miracolo economico” realizzato da tecnocrati neoliberisti legati all’Opus Dei a ‎beneficio di una nuova borghesia cresciuta all’ombra del fascismo ma a cui l’isolazionismo ‎falangista andava ormai stretto, la stessa borghesia che avrebbe pilotato a suo vantaggio il processo ‎di transizione democratica… Quanto al popolo, i benefici che ne ebbe sono sintetizzati nel verso ‎‎“Tu piso está pagado cuando ya estés enterrado” (“Finirai di pagare la tua casetta quando sarai ‎morto”)… ‎

Il simbolo del “Desarrollo” (che “non” è carta da culo, dice Aute) fu la “seisciento”, la SEAT 600… ‎Dov’è che l’ho già vista?‎
Made in Spain,
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/11/8 - 14:31
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Sí, sí, señor

‎[1966-67]‎
Parole e musica di Luis Eduardo Aute
Lato B del singolo Yo pertenezco del 1968, poi inclusa nella raccolta intitolata “Álbum 1966-67”‎
Sí, sí señor.
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/11/7 - 15:40
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Nana al rey que se muere

‎‎[1968]‎
Parole e musica di Luis Eduardo Aute
Nell’album d’esordio del grande cantautore spagnolo, intitolato “Diálogos de Rodrigo y Ximena”‎
Testo trovato su Cancioneros.com

El rey se muere, ya se muere el rey,
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/11/7 - 15:24
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Niño en la playa

‎[1968]‎
Parole e musica di Luis Eduardo Aute
Nella raccolta intitolata “24 canciones breves”.‎
Testo trovato su Cancioneros.com
Hay un niño en la playa
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/11/7 - 14:35
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Crucifixión

‎[1968]‎
Parole e musica di Luis Eduardo Aute
Nella raccolta intitolata “24 canciones breves”.‎
Testo trovato su Cancioneros.com

Cuando sufres las cárceles del silencio,
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/11/7 - 14:30
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Clamo al firmamento (Aleluya n° 2)‎

‎[1968]‎
Parole e musica di Luis Eduardo Aute.‎
Sul lato B, Labrador
Voy andando los caminos
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/11/7 - 13:37

Labrador

‎[1968]‎
Parole e musica di Luis Eduardo Aute, lato B del singolo intitolato “Clamo al firmamento”‎
En tu mano está la tierra, labrador,
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/11/7 - 13:24
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‎¡Ay Carmela!‎

‎‎[1976]‎
Scritta dal poeta e liricista basco ‎‎Jesús Munárriz insieme a ‎‎Luis Eduardo Aute
Nell’album della León intitolato “Oído por ahí” pubblicato nel 1976.‎

Un album emblematico del periodo della transizione dalla dittatura alla “democrazia”, quando gli ex ‎falangisti preparavano il proprio riciclaggio nelle nuove istituzioni e nel frattempo la polizia e le ‎organizzazioni paramilitari fasciste ammazzavano per le strade operai e militanti di sinistra…‎

‎¿Quén se acordaba de tí
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/3 - 12:52
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A por el mar

‎[1976]‎
Scritta da Luis Eduardo Aute, che la incise personalmente nel 1978 nel suo album intitolato ‎‎“Albanta”.‎
Nell’album della León intitolato “Oído por ahí” pubblicato nel 1976.‎

Un album emblematico del periodo della transizione dalla dittatura alla “democrazia”, quando gli ex ‎falangisti preparavano il proprio riciclaggio nelle nuove istituzioni e nel frattempo la polizia e le ‎organizzazioni paramilitari fasciste ammazzavano per le strade operai e militanti di sinistra…‎
El mar, que fue una palabra
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/10/3 - 10:58

Aquellas palabras

[1960]
Versi del grande poeta catalano in omaggio a Miguel Hernández, poeta e drammaturgo spagnolo, combattente repubblicano, morto in un carcere franchista nel 1942.

Poesia originariamente pubblicata su “Ínsula - revista de letras y ciencias humanas”, anno XV, n. 168, novembre 1960.
In seguito compresa nella raccolta intitolata “Palabras para Julia y otras canciones” pubblicata nel 1979 e dedicata all’amico Paco Ibáñez.
Fueron unas palabras
(Continues)
Contributed by Bernart 2013/5/30 - 23:22
Downloadable! Video!

El niño que miraba el mar

[2012]

Album :El niño que miraba el mar
Cada vez que veo esa fotografía
(Continues)
Contributed by adriana 2013/1/26 - 16:05
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Ahora sí, ahora no

‎[1977]‎
Album “De paso”‎
Scritta da Luis Eduardo Aute per Ana Belèn e in seguito da lui stesso incisa nell’album ‎‎“Albanta” (1978)‎
Testo trovato su Cancioneros.com‎

‎“Le frasi fatte e i grandi discorsi che promettono libertà sono da temere come lo specchio che ‎nasconde sempre l’altra metà. Sono chissà quanti anni che si prendono sapientemente gioco della ‎verità coloro che han fatto in modo che la fiducia nelle parole perdesse identità…”‎

Una canzone che mi ha ricordato le parole pronunciate solo l’altro giorno da un filibustiere ‎campione di roboanti discorsi a vuoto e di mistificazione e ribaltamento della verità a suon di frasi ‎fatte:‎
‎“Abbiamo il dovere di continuare a combattere per la nostra libertà. È il primo dei diritti ‎dentro il quale esistono tutti gli altri. Siamo scesi in campo nel 1994 perché non volevamo che il ‎Paese cadesse nelle mani di quei signori che erano... (Continues)
Fue toda una vida
(Continues)
Contributed by Bartleby 2011/12/1 - 16:06
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Érase una vez

Propongo qui l’intero articolo di Alessandro Scuro “Paco Ibáñez all’Olympia. 40 anni fa” comparso sul numero 348 di A – Rivista Anarchica del novembre 2009.


Paco Ibañez all’Olimpya. 40 anni fa
di Alessandro Scuro
Una pagina musicale che è anche un momento di lotta contro il regime franchista. E per la libertà. In filigrana, la lezione anarchica di Georges Brassens.

Il concerto all’Olympia, come ogni esibizione e ogni disco di Paco Ibáñez, è un’antologia in lingua spagnola che raccoglie testi poetici dal medioevo fino all’epoca contemporanea, oltre a un testo di Brassens tradotto in spagnolo da Pierre Pascal (1). I temi sviluppati sono molteplici: si va dalla critica della chiesa a quella del potere, dall’esperienza della guerra civile spagnola a quella dell’esilio repubblicano, dal tono rassegnato di parole “heridas de muerte” fino al grido di battaglia che dà titolo a quest’articolo.... (Continues)
Alessandro 2010/1/15 - 09:57
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Imagine

Canzone ispirata ad "Imagine" di Luis Eduardo Aute dal disco "A día de hoy" del 2007.

Testo trovato su Cancioneros.com

IMAGINACIÓN
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/11/16 - 10:17
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La guerra que vendrá

[1989]
Album "Segundos fuera"

Una canzone (trovata su Cancioneros.com) che non poteva essere composta se non nel 1989...
En vista de la peste de mercado que amenaza con ponernos
(Continues)
Contributed by Alessandro 2009/11/11 - 12:00
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Al alba

Aggiungo ancora che la canzone di Aute racconta dell'incontro fra un condannato e la sua compagna... Si tratta precisamente di José Luis Sánchez Bravo, di 22 anni, e di sua moglie Silvia Carretero, al quarto mese di gravidanza... decisero che il bimbo avrebbe portato il nome di tutti loro tre del FRAP che stavano per essere giustiziati: "Luis Ramón Humberto"... poi nacque una bambina che forse oggi tutti chiamano semplicemente Luisa...

(dal blog di Antonio Piera, che in gioventù fece parte del gruppo Las Madres del Cordero, ossia Desde Santurce a Bilbao Blues Band)
Alessandro 2009/10/27 - 10:10
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Cambalache

[1934]
Letra y música: Enrique Santos Discépolo
Testo e musica: Enrique Santos Discépolo
Lyrica and music: Enrique Santos Discépolo

Interpretata tra gli altri da Joan Manuel Serrat, Caetano Veloso, León Gieco, Luis Eduardo Aute, Liliana Felipe e Ismael Serrano.

Durante il XX secolo l'Argentina è stata, come è noto, sottoposta ad una miriade di dittature più o meno militari. Codazzo necessario di queste dittature sono stati i censori, i "paladini del buon costume e delle belle maniere" regolarmente al servizio di chi voleva mettere a tacere la voce della gente (voce che spesso e volentieri è stata messa a tacere con mezzi ancor più brutali della censura, ad esempio facendo scomparire nel nulla qualche decina di migliaia di persone). Uno degli strumenti preferiti dai vari regimi è stata l'infame Secretaría de Prensa y Radiodifusión (SPR), "sancta sanctorum" dei peggiori lacché del potere.... (Continues)
Que el mundo fue y será una porquería, ya lo sé,
(Continues)
Contributed by Riccardo Venturi 2007/3/23 - 13:56




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