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Author Arturo Giovannitti

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The Popular Wobbly

[1920]
Parole di T-Bone Slim
Sulla melodia dell’allora molto popolare ragtime “They Go Wild, Simply Wild Over Me” (1917), di Joseph McCarthy e Fred Fisher.
Nell’edizione del 1920 del “Little Red Songbook”, il libretto di canti dell’Industrial Workers of The World (IWW), i cui membri erano appunto noti come “Wobblies”

Testo trovato su Political Folk Music Dot Org
Interpretata, tra gli altri, da Pete Seeger, Utah Phillips, David Rovics e Joe Glazer.





Come mai “tutti si scagliavano selvaggiamente” contro i militanti dell’IWW?
Perchè il suo cantore, lo svedese Joe Hill, fu assassinato dal Governo dell’Utah nel 1915?
Come mai nel 1916 la polizia di Everett, Washington, sparò sui wobblies in sciopero uccidendone 5?
Perchè il wobbly Frank Little fu barbaramente linciato in Montana nel 1917?
Come mai il wobbly Wesley Everest, veterano decorato della Grande Guerra, fu linciato a Centralia,... (Continues)
I’m a mild mannered man as can be,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/4/19 - 14:52
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John Golden and the Lawrence Strike

[1912]
Versi di Joe Hill
Sull’aria dello spiritual “A Little Talk With Jesus”
Nell’edizione 1912 del “Little Red Songbook”, il libretto di canti dell’IWW, Industrial Workers of the World.

Nell’ormai immenso database delle CCG/AWS ci sono già almeno due canzoni, Bread and Roses e Bread and Roses, sul grande sciopero di cui furono protagonisti nel 1912 gli operai tessili – uomini, donne e bambini – di Lawrence, Massachusetts…

Nel 1912 la metà degli 85.000 abitanti di Lawrence sopra i 14 anni lavorava nelle fabbriche della città, in particolare la Wood Mill di William M. Wood, presidente dell’American Woolen Company. La paga era bassissima e le condizioni di lavoro terribili, tanto che un medico del posto rese pubblico un rapporto in cui sosteneva che 35 su 100 dei lavoratori di Lawrence non arrivava ai 25 anni.
Lo sciopero scoppiò spontaneamente quando i padroni, dovendosi adeguare ad... (Continues)
In Lawrence, when the starving masses struck for more to eat
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/4/14 - 11:48
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Ballade Von Den Baumwollpflückern

[1925/1929]
Testo rielaborato da Ernst Busch a partire dal racconto di B. Traven, misterioso scrittore tedesco trapiantato in Messico, intitolato “Die Baumwollpflücker”, pubblicato nel 1925.
Musica di Hanns Eisler, composta nel 1929.
Nei dischi “Der Barrikaden-Tauber” e “Historische Aufnahmen”

B. Traven è il nome di penna di uno scrittore misterioso, certamente tedesco, quasi certamente militante anarchico o spartachista durante la fase rivoluzionaria del 1918-19, che poi emigrò/fuggì in America, stabilendosi in Messico, quasi certamente in Chiapas, benchè l’unico suo contatto col mondo fosse una casella postale a Città del Messico. Beh, di certo vi è molto poco nella biografia di B. Traven: Erich Mühsam riteneva che si trattasse di tal Ret Marut, suo omologo in scrittura ed anarchia; due giornalisti investigatori inglesi scoprirono che il vero nome era Otto Feige, ospite per qualche... (Continues)
Es trägt der Bürger meine Gabe,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2015/3/31 - 15:33
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Jungle Sermon & Dump the Bosses Off Your Back

[1973]
Parole di Utah Phillips.
Sulla melodia di inni religiosi come “Take It to the Lord in Prayer” o "What a Friend We Have in Jesus”.
Nel songbook “Starlight On The Rails and Others Songs – The Golden Voice of the Great Southwest”, raccolta di canzoni scritte da Bruce ‘Utah’ Phillips tra anni 60 e primi 70.
Poi anche in dischi successivi come “All Used Up: A Scrapbook” (1979) e “We Have Fed You All for a Thousand Years” (1983)

Una “tirata” sulla necessità dell’organizzazione fatta da uno di quegli organizzatori/agitatori alla Joe Hill che anche il nostro Utah Phillips conobbe bene e che sono stati ormai, purtroppo, consegnati alla Storia. Gente che conosceva bene il lavoro, i lavoratori, i loro problemi e che naturalmente, non per investitura dall’alto, diveniva leader. Non come i sindacalisti di oggi, giacca e cravatta, indaffarati in continue riunioni nei palazzi del potere, con... (Continues)
I guess you think I'm gonna preach a sermon,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/28 - 17:49
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We Have Fed You All for a Thousand Years

Anonymous
[1918 o 1919]
Canzone di autore anonimo (forse William Dudley Haywood, detto "Big Bill", 1869-1928, dirigente dell’IWW a Chicago), presente nalla 15ma edizione del “Little Red Song Book” dell’IWW (Industrial Workers of The World).
Musica di Rudolf Von Liebich (suppongo un immigrato tedesco a Chicago)
E’ anche il brano che dà il titolo ad un disco di Utah Phillips del 1983.

Big Bill Haywood, che è probabilmente l’autore del testo di questa canzone, è stato un’importante figura del sindacalismo statunitense. Con Arturo Giovannitti e Carlo Tresca fu uno dei protagonisti dello storico sciopero dei tessili a Lawrence, “The Bread and Roses Strike”.

L’ingresso degli USA nella Grande Guerra offrì il pretesto alle autorità per reprimere con ferocia l’IWW, che si era schierato sul fronte anti-interventista: secondo la legge federale del 1917, chiamata “Espionage Act”, 165 membri dell'IWW furono... (Continues)
The working class will never be free until it can blow the whistle for the parasites to go to work. The IWW, through organization, can make this possible.
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/23 - 13:22

Nenia sannita

Versi di Arturo Giovannitti (1884-1959), molisano emigrato negli USA, dove divenne sindacalista socialista, dirigente dell’IWW (Industrial Workers of the World) e poeta e dove fu amico di Carlo Tresca, di Nicola Sacco e di Bartolomeo Vanzetti.
Nella raccolta di poesie intitolata “Parole e sangue” pubblicata nel 1938.
Nel 1974 la “Nenia sannita” fu divulgata in allegato ad un numero della rivista “La Parola del Popolo”.
Testo trovata sul sito della Fondazione Arturo Giovannitti.

Propongo questa splendida, dolorosa e feroce nenia anche se forse non è mai stata messa in musica, dando per scontato che qualsiasi ninna nanna ha per definizione una sua intrinseca musicalità: “Ninna nanna, fanciullo mio bello, per ogni tozzo di pane che m’han dato rendi una botta di coltello… Ninna nanna, cuor mio desolato, muori in galera, muori dannato, scosta via l’ostia e roncola il re.”
Ninna nanna, figlio di mamma,
(Continues)
Contributed by Bernart Bartleby 2014/5/22 - 16:00




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