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Bella Ciao

anonimo
76. Bella ciao (Campidano Sardinian version by Franco Boi and Emilio Santaniello)

A Dario.

(continua)
inviata da Riccardo Venturi in isolamento 15/11/2020 - 09:54
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L'estaca

SARDO CAMPIDANESE [Hampsicora]
CAMPIDANO SARDINIAN [Hampsicora]


Traduzione in sardo campidanese di Hampsicora, da Lyricstranslate
A translation into Campidano Sardinian by Hampsicora. From Lyricstranslate
SU TRUNCU
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/8/2020 - 11:46
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Martires in s'Ardeatina Fossa

Umberto Cocco, Sardegna nelle Ardeatine. Storie di invisibili: nove sardi trucidati dai nazisti, Comune di Sedilo/Arkadia, 2015

Poi in Calendario Civile (2019)

Interpretata da Clara Farina

«Le Fosse Ardeatine sono il nostro vero monumento nazionale, altro che Vittoriano», scrive Sandro Portelli in “Sia lode ora a uomini non di fama”, il suo contributo al volume curato da Umberto Cocco, perché i 335 massacrati il 24 marzo 1944 da nazisti e fascisti accomunano il Paese intero, provenivano da tante parti d’Italia. Tra i caduti nell’eccidio c’erano anche nove sardi, dal Campidano, dal Logudoro, dall’Ogliastra, dal Sulcis. Erano diversi per estrazione sociale, attività e professione; i loro nomi: Candido Manca, Gerardo Sergi, Pasqualino Cocco, Agostino Napoleone, Salvatore Canalis, Giuseppe Medas, Sisinnio Mocci, Antonio Ignazio Piras, Gavino Luna. Alla loro vita sono dedicati gli altri interventi... (continua)
Sonadu no han toccos de agonia
(continua)
inviata da Dq82 20/1/2020 - 13:22
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Sixteen Tons

B'at zente asut'e terra cada die traballande
(continua)
inviata da adriana 6/6/2019 - 08:56

Castiadas

Album : Storie liberate

Storie liberate è un progetto artistico-letterario di ampio respiro che trae origine ed ispirazione da un importante recupero di documenti inediti rinvenuti recentemente negli archivi delle Amministrazioni penitenziarie della Sardegna.
Il lavoro comprende due Cd con 17 mie canzoni inedite e due Volumi che ne raccontano la genesi firmati da Vittorio Gazale
Nel Cd e nel Volume Storie liberate sono comprese le canzoni in lingua italiana, mentre nel Cd e nel Volume Istorias quelle in lingua sarda.
Il percorso di ricerca abbraccia un lungo arco di tempo, dal 1860 ad oggi, all’interno del quale la figura del detenuto riveste sempre la massima centralità e rilevanza. Grazie a questo particolare viaggio a ritroso nella memoria si è potuto così avere un inedito spaccato diacronico della vita carceraria in Sardegna.
“Liberare” queste carte, ingiallite dal... (continua)
Cando in Austu ‘nde sun isbarcados
(continua)
6/6/2019 - 08:34
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Grândola vila morena

La lingua sarda ha diverse varianti,tutte storicamente ed etnicamente valide, per cui ho cercato una giusta ed equilibrata via di mezzo che renda giustizia alle diverse possibili versioni.

Giorgio Pinna
GRANDULA BIDDA MOURISKA
(continua)
10/1/2019 - 14:45
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Eja

[2018]
Singolo :Eja
Eja... Eja... Eja... Eja...
(continua)
inviata da adriana 16/12/2018 - 12:57

Carmen Lustrale

anonimo
L'origine dei Brebus e il Carmen Lustrale

Video 1:

Il professor Toto Putzu parla del significato e dell'origine storica dei brebus.
Per l'origine dei brebus dobbiamo risalire molto lontano nei tempi, fino ai babilonesi, e far finta che il tempo non sia passato perché in ciò che è magia, religione o superstizione i secoli non contano e quindi tutto passa ma tutto resta, anzi noi in Sardegna e a Gonnos abbiamo conservato cose che si sono perse nel corso della storia.
Già la parola sarda brebu se si cerca una traduzione in italiano non la si trova; tra i giovani parecchi non ne conoscono più il significato, mentre gli anziani ancora ne ricordano il senso ma comunque usano la parola abrebebau per indicare una persona un po' impacciata, maldestra, incapace, ecc... ma quasi sicuramente non sanno che deriva dalla parola brebus e che quindi abrebebau significa essere colpiti dai brebus.
Brebu deriva... (continua)
Deus Marte, deu ti pregu e t'imploru
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 6/7/2018 - 19:59
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Naracauli

Pagas lughes in pagas domos
(continua)
inviata da Dq82 23/6/2018 - 15:38
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Miniera

2014
D@e Coro
feat. Elio
Miniera tue ses una galera
(continua)
inviata da Dq82 9/5/2018 - 18:41
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Ses andau

(2018)
dall'album Làntias
Testo di Gabriella Ledda
Musica di Silvano Lobina

“Ses Andau” riprende il tema della guerra. E’ la storia di un amore che muore nel senso letterale del termine perché i protagonisti del brano: due giovani, restano vittime di un attentato. C’è la ragazza che dice “sesa andau/ e ita arrogu est abarrau a mei/de cuddu mundu chi fias/imoi a mei”, “sei andato e ora quale pezzo rimane di quel mondo che eri?”.

E’ stato uno dei brani più difficili per me da cantare perché il tema era veramente pesante e non avevo intenzione di andare sopra le righe per renderlo più drammatico di quanto non fosse. Spero di esserci riuscita anche per rendere giustizia al testo ed alla musica.

Elena Ledda, intervista a Blogfoolk
Ses andau
(continua)
4/4/2018 - 22:53
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Cantu luxis

(2018)
dall'album Làntias
Testo di Gabriella Ledda
Musica di Marcello Peghin
con Gabriele Mirabassi

Noi dovremmo vergognarci per quello che succede nel nostro mare. In Italia come in Sardegna o in Sicilia continuano gli sbarchi e noi ci facciamo il bagno senza sapere cosa sta galleggiano sotto di noi. Quando guardiamo queste persone che arrivano da noi, lo facciamo come se tutto questo succedesse sulla luna e non ci riguardasse più di tante. Poi senti, leggi e vedi le polemiche della gente, l’intolleranza. Io non dico che quello che sta accadendo non crei dei problemi, ma al contrario capisco come il mondo spinga da sotto, proprio come spingevamo noi quando siamo emigrati negli Stati Uniti o in Germania. La gente va dove pensa di stare un po’ meglio e noi guardiamo come spettatori. Ci siamo seduti e guardiamo. Recentemente facevo una riflessione su come negli anni Ottanta e Novanta ci... (continua)
Cantu luxis cantu boxis
(continua)
4/4/2018 - 22:42
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De arrùbiu

(2018)
dall'album Làntias
con Enzo Avitabile
Testo di Gabriella Ledda e Enzo Avitabile
Musica di Mauro Palmas


L’incontro con Enzo risale a molti anni fa, forse venti o anche di più. Lavorando negli stessi ambiti ci siamo incontrati spesso per varie produzioni sia in Sardegna che fuori.

Il suo ultimo album “Lotto Infinito” è un disco di incontri e durante le registrazioni mi ha chiesto di intervenire in un suo brano. Quando sono andata ad incidere la mia parte, gli ho detto che stavo lavorando anche io ad un disco e gli ho chiesto di restituirmi il favore e così è stato. Gli ho proposto due brani e lui ha scelto “De Arrùbiu” che sentiva a lui più vicina ed ha aggiunto la parte finale del testo.

E’ una delle canzoni più forti del disco perché “arrùbiu” vuol dire rosso e rimanda al sangue, quello che ricopre le strade. E’ stata scritta ,sulla musica di Mauro Palmas (autore di buona... (continua)
De arrùbiu pintada est sa ‘ia
(continua)
4/4/2018 - 22:30
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Arborea

[2017]

Album : Cabudanni

"Ho seguito la battaglia della comunità di Arborea (OR) che sconfigge il gigante Saras, comunità che ha avuto l'intelligenza di coinvolgere le altre comunità sarde, e capire (non tutti hanno questa maturità, ahimè) che era una storia che interessava tutta l'Isola. È una storia importante perché è la prima volta che in Sardegna un grosso tentativo di speculazione sul territorio, spacciato per grande affare alla popolazione, è stato smontato in tempo e rispedito al mittente. " Da A Rivista anarchica

Sardegna: sconfitta la Saras dei Moratti, niente trivellazioni ad Arborea
“Su comitau infòrmat totu sa populatzioni,
(continua)
inviata da adriana 25/11/2017 - 09:12
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Omine Mannu

[1985]

Album : Abbardente
O su babbu mannu
(continua)
inviata da adriana 24/11/2017 - 17:22
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Cannacca macca

[2008]

Album : Baa-ba
Ha nau ca na’
(continua)
24/8/2017 - 09:44
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Su '43

Parole di Giampaolo Lallai

In memoria dei bobardamenti su Cagliari del 1943
T’iscriu maridu miu, atesu, in atra zona ‘e gherra,
(continua)
inviata da adriana 24/8/2017 - 08:48
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L'Internationale

SARDO / SARDINIAN


La versione in sardo composta e arrangiata nel 1973 da Angelo Caria (Anzelu/Anghelu Caria), poeta sardo comunista e indipendentista (1947-1996), fondatore del quotidiano Su populu sardu (fonte). Un grazie speciale a Roberta per averla cantata e trascritta a mano durante Fino al Cuore della Rivolta (Fosdinovo, 28 luglio - 1° agosto 2017); la stessa Roberta ha poi inviato una versione maggiormente corretta, che qui viene riprodotta. [RV]

The Sardinian version written, adapted and arranged in 1973 by Angelo Caria (Anzelu/Anghelu Caria), a Sardinian communist and indipendentist poet (1947-1996) and the founder of the daily newspaper Su populu sardu (The Sardinian People (source).
S'INTERNATZIONALE SARDA
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 2/8/2017 - 17:36
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Fiume Sand Creek

SARDO / SARDINIAN - Marco (Hampsicora)
da Lyrics Translate
ARRIU SAND CREEK
(continua)
9/7/2017 - 21:40
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Terra

Apitzus de cuddu monti nc'est un'arrichesa manna e antiga
(continua)
26/4/2017 - 10:05
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Cabudanni

[2017]

Album : Cabudanni

Migliaia di persone (circa 4000) si sono riversate il 12 ottobre 2019 a Capo Frasca per protestare contro l’occupazione militare della Sardegna e chiedere l’interruzione delle esercitazioni. A tre anni dalla precedente manifestazione, Sant’Antonio di Santadi ha accolto manifestanti provenienti da tutta l’isola: pullman e mezzi privati hanno permesso di mobilitare tante persone intorno a un tema centrale per la Sardegna e per il suo sviluppo, a cinquant’anni dalla famosa lotta di Pratobello, ad Orgosolo.

Tutte le persone presenti hanno voluto esprimere con forza il rifiuto verso il “ricatto occupazionale”: basi (e fabbriche di bombe) in cambio di posti di lavoro. Al costo, altissimo, di uno sviluppo economico non sostenibile, guerrafondaio, inquinante e imposto.

Dopo un breve corteo nelle strade del paese i manifestanti hanno dato vita a un sit-in davanti alla... (continua)
Su trexi 'e Cabudanni innoi est ancora meda basca,
(continua)
inviata da adriana 26/4/2017 - 09:55
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L'estaca

SARDO [Dr. Drer & Crc Posse]
SARDINIAN [Dr. Drer & Crc Posse]

Dal nuovo disco "Cabudanni" del 2017.

La versione sarda di L'estaca. Spero abbiamo reso bene lo spirito forte della canzone. Il testo tradotto è molto fedele, ho mantenuto tutte le parole di orgine catalana che ci sono in Sardo, oppure quelle simili magari derivanti da origine comune. Sesetu tra l'altro è un nome comune nel Sud Sardegna.



Spotify
SU PALU
(continua)
inviata da dr.drer 25/4/2017 - 23:52
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Money

DINAI
(continua)
inviata da anon 11/3/2017 - 04:56
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Mother

MAMAI
(continua)
inviata da anon 11/3/2017 - 04:43
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Walk On

BAI INNANTIS
(continua)
inviata da anon 11/3/2017 - 04:23
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Amerika

AMERICA
(continua)
inviata da anon 11/3/2017 - 04:01
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Killing In The Name

BOCENDI IN NOMINI DE
(continua)
inviata da anon 11/3/2017 - 03:45
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Knockin' On Heaven's Door

BUSSENDI A S'ENN'E SU XELU
(continua)
inviata da Alessandro Murtas 11/3/2017 - 03:32
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Sa libertadi

2012
Arrangiamento di Louis Fregapane

Canzone dedicata a Rossella Urru, cooperante italiana rapita nel 2012

Rossella Urru, Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons furono sequestrati a scopo di estorsione la notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre 2011 nel campo profughi Saharawi di Hassi Raduni, nel deserto algerino sud-occidentale.
I tre rapiti sono stati liberati il 18 luglio 2012 dopo 270 giorni di prigionia dietro il pagamento di un riscatto.

Si è trattato del primo caso di rapimento di cooperanti occidentali dai campi profughi saharawi, e secondo il capo della diplomazia saharawi Ould Salek ha avuto un duplice scopo: "Il primo, ovviamente, è quello di chiedere un riscatto. Il secondo è politico, si vuole credere che ci sia insicurezza nei campi di Tindouf per spaventare i donatori che si occupano di aiuti umanitari"

Rossella Urru ed Enric Gonyalons si sono sposati nell'agosto 2015.
Sa libertadi, amigu est sa vida
(continua)
inviata da Dq82 11/11/2016 - 15:40
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Leonard Cohen: Bird On The Wire

PUZONE IN SU ‘ILU
(continua)
inviata da Su Bardaneri 11/11/2016 - 13:14
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Sa lotta de Pratobello

[1969]
Testo e canto in ottava rima di Peppino Marotto
Interpretato anche dal Coro Supramonte di Orgosolo
e da Tenore de Orgosolo - Sedilo 1975
Sulla rivolta e la lotta di Pratobello si veda anche Pratobello di Nicolò Giuseppe Rubanu.

“Vigliacco chi uccide un poeta”, tanti hanno detto e scritto quando Peppino Marotto, il 29 dicembre 2007, è stato ucciso nel suo paese, a Orgosolo, alle dieci e mezzo di una mattina qualsiasi mentre andava come sempre a comprare i giornali. Con sei colpi alle spalle, nel modo più vigliacco possibile; aveva ottantadue anni. Di Orgosolo e della Sardegna tutta per cinquant'anni aveva cantato tutte le lotte e la dignità; a tutt'oggi, il suo assassino, o i suoi assassini, rimangono sconosciuti. Il suo canto Sa lotta de Pratobello fu scritto nell'immediatezza di quei fatti così lontani, e così vicini.



PRATOBELLO 1969, DOVE TUTTO EBBE INIZIO
di Franco Loi... (continua)
Cando a binti de maju sun torrados
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 4/5/2016 - 11:11
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Stiamo giù

2001 - E.Y.A.A.
Quilo:
(continua)
inviata da dq82 7/4/2016 - 11:51
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Tre madri

"Le tre madri", versione in sardo di Elena Ledda, dal disco collettivo in tributo a Fabrizio De André intitolato "Canti randagi", 1995.
SAS TRE MAMAS
(continua)
inviata da Dead End (originariamente il 12/3/2013) 10/3/2016 - 13:27

Luís Veiga Leitão: Cagliari – Ria

[31 maggio-1° giugno 2015]
CASTEDDU – FOXI
(continua)
inviata da Leonardo Licheri 1/6/2015 - 10:30

Déclaration universelle des droits de l'âne

Traduzione in su sardu de Ploaghe (SS) de Fulvia Massidda
Ploaghe Sardinian translation by Fulvia Massidda
DIKIARAZIONE UNIVERSALE DE SO DIRITTOSO DE S'AINU
(continua)
inviata da Fulvia Massidda 11/4/2015 - 23:34
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Su patriottu Sardu a sos feudatarios [Procurad' e moderare]

Versione dei Tazenda (strofe 1-2-4-7-33)
Procurade de moderare 
(continua)
inviata da Donquijote82 5/12/2014 - 09:33
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Sa zente mia

[1972-73]
Parole e musica di Maria Teresa Cau, cantautrice, chitarrista e grandissima voce, nata ad Ozieri, Sassari, nel 1944 e lì morta a soli 33 anni.
Nel disco “Folklore di Sardegna”.
Attesu, attesu, sa zente mia
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/8/2014 - 13:15
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The Times They Are A-Changin'

SOS TEMPOS SUNIS MUDANDE
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/8/2014 - 21:20
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Blowin' in the Wind

SARDO / SARDINIAN

Traduzione sarda dal blog Sa Domo de Su Bardaneri
BUFAT IN SU BENTU
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/8/2014 - 18:23
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Lingua e dialettu

LIMBA E LIMBÀGIU
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/6/2014 - 10:38
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Todo cambia

TOTU CÀMBIAT
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/6/2014 - 10:33
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Le parole incrociate

SOS FAEDDOS IN CRUXE
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/6/2014 - 10:28
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Tancas serradas a muru

[dopo il 1820]
Versi di Melchiorre Murenu (1803-1854), detto “L’Omero del Màrghine” (dal nome della zona di Macomer), povero, analfabeta e reso cieco dal vaiolo, eppure un grandissimo poeta, ucciso vigliaccamente nel 1854, in circostanze mai chiarite, nella sua nativa Macomer. (Una morte che ricorda quella recente di un altro poeta sardo, Peppino Marotto di Orgosolo.)
Interpretata dal “Coro del Supramonte di Orgosolo” e anche dal gruppo Cordas et Cannas.

Il 6 ottobre 1820 venne emanato il cosiddetto "Regio Editto sovra le chiudende e i terreni comuni" col quale si autorizzavano comuni e privati a recintare terreni di loro proprietà non soggetti a servitù di pascolo (ma anche quelli soggetti, previa comunicazione ai consigli delle comunità), di passaggio, di fontana o di abbeveratoio. L'Editto venne emesso ancor prima che si potessero riconoscere e quindi delimitare i confini di ciascuna... (continua)
Tancas serradas a muru
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/6/2014 - 14:37
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Lamentos d'unu nobile

Nella raccolta “Poesias”, pubblicata a Cagliari nel 1899 per i tipi della Premiata Tipografia Eitice Editrice P. Valdés.
Interpretata dai Tenore San Gavino de Oniferi, Nuoro.

Un nobile decaduto che ormai è costretto ad usare il bastone, un tempo simbolo di distinzione e comando, per raccogliere le cicche per strada… Disprezzò gli umili ed il loro lavoro, ne fece di cotte e crude, abusò del proprio potere e della propria ricchezza negando giustizia ai poveri… E mal gliene incolse. E’ troppo tardi ormai, “non si piega più la schiena al lavoro” e la croce del cavalierato che l’ha protetto in passato è ormai cosa morta. E si avvicina il giorno in cui anche il nostro, senza più santi in paradiso, trascorrerà il suo tempo a “contemplare il cielo a quadri”…
Funesta rughe
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/6/2014 - 11:55
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Bentu de ottanta cabaddarjos

[1960]
Versi del poeta sardo Pietro Mura (Isili 1906 - Nuoro 1966).
Musica di Tonino Puddu (1951-2008), fondatore e direttore artistico del coro “Su Nugoresu”.
Nel disco del coro intitolato “Cantones de pache e de amore”
Ottanta cabaddarjos
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/6/2014 - 08:16
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Disisperada

[Anni 60]
Testo di un poeta logudorese, Giovanni Maria Dettori, il quale, dopo l’esordio di Maria Carta con l’album intitolato “Paradiso in re” (1971), le regalò una sua raccolta di poesie che l’artista mise poi in musica.
Nell’album della Carta intitolato “Delirio - In s'amena campagna dilliriende”, pubblicato nel 1974.
Testo trovato sul sito della Fondazione Maria Carta

“Sa Disisperada” (Disperata) non è solo il titolo di questa poesia-canzone ma il nome di una delle varianti più recenti del “cantu a chiterra” sardo. Si canta su un'intera ottava e pare che sia stata composta per musicare un'ottava del poeta Antoni Cubeddu che comincia con i versi "Ahi mama isconsolada ite mi naras" che tratta di un soldato che saluta la madre prima di partire per la guerra.
Un canto di vecchi, un canto di solitudine e di dolore, un canto di emigrazione...
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/6/2014 - 15:09
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Disamparados

[1991]
Parole e musica di Luigi Marielli dei Tazenda
Nel disco intitolato “Murales”

Gabriella Carlucci (conduttrice del Cantagiro, edizione 1991): “Cominciamo dal titolo: chi sono i disamparados?”
Andrea Parodi: “Disamparados significa rifiutati, emarginati, abbandonati... Sono i bambini che si lasciano sulle autostrade, sono i vecchi che si trascurano, sono tutta quella parte del mondo che vive con i rifiuti della nostra società.”
Notte ‘e anneu
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/5/2014 - 21:30
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Stranizza d'amuri

Il testo della canzone in sardo campidanese.

Ripreso dai commenti a questo video YouTube. L'estensore del commento (e, presumibilmente anche l'autore della traduzione) è 7kurosawa7.


DEU INTENDO AMORI STRANU
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 10/3/2014 - 04:35
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A Nanni Sulis II

[Intorno al 1895?]
Versi del grande poeta sardo che fanno seguito a Naneddu meu, entrambe nella raccolta “Poesias” pubblicata nel 1899.
Nell’album intitolato “E prite tottu custu” dei Tenore San Gavino di Oniferi, Nuoro, che comunque ne cantano solo la prima parte, quella più intima (fino al punto che ho indicato con *)

Più interessante – almeno dal punto di vista delle CCG – la seconda parte della poesia, quella in cui Mereu, dal suo letto di sofferenza, si scaglia con violenta energia contro i ricchi, i padroni, i “vandali continentali” e i loro sgherri… Non manca nemmeno una strigliata ai carabinieri, corpo di cui peraltro il poeta fece parte per ben 5 anni…
Eccomi dae nou a t'infadare
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/1/2014 - 15:11
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Ammenta

[1993]
Dal disco intitolato “Boghes de pedra

Una canzone contro le basi e i poligoni militari in Sardegna. Vi si fa riferimento anche alla cosiddetta “rivolta di Pratobello” in Barbagia quando, nel giugno del 1969, la popolazione di Orgosolo protestò contro un reparto dell'Esercito Italiano che aveva occupato un'area del territorio comunale adibita a pascolo libero, con l'intenzione di creare un nuovo poligono di tiro e addestramento. Dopo alcuni giorni di occupazione l'esercito si ritirò.
Si veda al proposito, e per maggiori informazioni sull’episodio, la canzone Pratobello di Niccolò Giuseppe Rubanu.

Credo infine che gli ultimi versi si riferiscano alla costellazione di Orione e ai sui “Re Magi”, tre delle stelle più brillanti dell’intera volta celeste. E’ proprio dalle Istentàles (“stelle brillanti”?) che prende il nome un altro importante gruppo musicale sardo già presente sulla CCG con diverse canzoni.
Intendhe tzoccu de sas bombas in Lula
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2014 - 13:49
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Cantendhe pro non pranghere

[1993]
Dal disco intitolato “Boghes de pedra
Una gherra infernale nos istan preparendhe e cren de fagher assu.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2014 - 12:52
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Su testamentu

[Fine 1900 o inizio 1901?]
Testo trovato in “Peppino Mereu. Poesie complete”, a cura di Giancarlo Porcu, traduzione di Giovanni Dettori, Marcello Fois, Alberto Masala, Edizioni Il Maestrale, 2004.
Trovata su YouTube in un’interpretazione dei Tenores di Orgosolo risalente al 1961.

Una poesia forse davvero scritta in punto di morte, comunque non compresa nella raccolta originaria “Poesias” del 1899. In ogni caso quella di Mereu fu una vita intera trascorsa “in punto di morte”, che fu sempre di salute inferma e che morì a soli 29 anni, probabilmente per una grave forma di diabete. Ciò non gli impedì di cantare con forza, con coraggio e con ferocia la sua Sardegna afflitta dalla fame, dalla malaria e dal sopruso e dalla brutalità di “barones” e “feudatarios” e dei loro sgherri.

«Senza distinziones curiales devimus esser, fizzos de un'insigna, liberos, rispettados, uguales.»
«Senza distinzioni di casta dobbiamo essere tutti figli di un simbolo, liberi, rispettati, uguali.»

Peppino Mereu
Como chi so a lettu moribundu
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 2/1/2014 - 10:57
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Amara terra mia

RANCHIDA TERRA MIA
(continua)
inviata da GES-badde.vera@hotmail.it 22/4/2013 - 13:02
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Su dillu

‎[1988]‎
Parole di Elena Ledda
Musica di Riccardo ‎Tesi e Mauro Palmas.‎
Dall’album “Sonos”.‎

Nanneddu meu
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 08:27
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Torrandi

[2010]
Scritta con la sorella Gabriela e con Mauro Palmas.
Album intitolato “Undas”, nella collana “Donne: stelle della Sardegna” edita dal quotidiano L’Unione Sarda.
Testo trovato sul sito della trasmissione “La lingua batte” di RAI Radio3.
Benit sa mala strasura
(continua)
inviata da Dead End 12/3/2013 - 22:33
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La prière [including Il n'y a pas d'amour heureux and Preghiera in gennaio]

Versione sarda di Elena Ledda della “Preghiera in gennaio” di Fabrizio De André, dal disco ‎collettivo “Canti randagi 2 – Omaggio a Fabrizio de André”, 2010.‎
PREGADORIA IN GENNARGIU
(continua)
inviata da Dead End 11/3/2013 - 17:10
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Avvidecci la me fata

anonimo
Canto d’addio del soldato (Sardegna)

Da Ci ragiono e canto vol.1

cirag


Avvidecci la me fata
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/1/2013 - 19:14




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