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Die Moorsoldaten [Börgermoorlied; Das Moorlied]

Rudi Goguel
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1d. Canto dei deportati: Versione italiana dei Rosso Maltese 1d....
CANTO DEI DEPORTATI

Fosco è il cielo sul liv[id]ore
di paludi senza fin
tutto intorno è già morto o muore
per dar vita agli aguzzin.

Sul suolo desolato
con ritmo disperato,
zappiam!

Una rete spinosa serra
il deserto in cui moriam
non un fiore su questa terra,
non un trillo in ciel udiam!

Sul suolo desolato
con ritmo disperato,
zappiam!

Suon di passi, di spari e schianti,
sentinelle notte e dì;
colpi, grida, lamenti e pianti
e la forca a chi fuggì.

Oppure:

Botte grida lamenti e pianti
sentinelle notte e dì;
suon di passi, di mitra e schianti
e la morte a chi fuggì.

Sul suolo desolato
con ritmo disperato,
zappiam!

Pure un giorno la sospirata
primavera tornerà
dei tormenti la desiata
libertà rifiorirà.

Dai campi del dolore
rinascerà la vita
doman!

Dai campi del dolore
rinascerà la vita
doman!
CANTO DEI DEPORTATI

Fosco è il cielo sul lividore
di paludi senza fine
tutto intorno è già morto e muore
per dar gloria agli assassini.

Una rete spinosa serra
il deserto in cui moriamo
non un fiore su questa terra
non un trillo in cielo udiamo
non un suono in cielo udiamo.

Sul suolo desolato
con ritmo disperato.

Sul suolo desolato
con ritmo disperato
un canto.

Botte grida e lamenti e pianti
sentinelle notte e giorno
suoni di passi e di mitra, di schianti
con la morte a chi fuggì.
Pure un giorno la sospirata
primavera tornerà
e dai tormenti desiderata
la libertà rifiorirà
la libertà rinascerà.

Sul suolo desolato
con ritmo disperato.

Sul suolo desolato
con ritmo disperato
un pianto.

Dai campi del dolore
rinascerà la vita
domani.
Copio dalla pagina del video caricato da Archivio Libertario (senza fonte):
«Canto di lavoro che in origine serviva unicamente ad accompagnare la dura fatica quotidiana dei deportati scandendone il greve ritmo, la sua storia, pur nella drammaticità degli eventi, è invero singolare. Scritto nel 1933, con il titolo di Börgemoorlied, o Wir Sind Die Moorsoldaten, I Soldati della Palude, il testo venne redatto nel campo di concentramento di Börgemoor/Esterwegen (Staatlicher Preussischer Konzentrationslager) da due deportati di fede comunista, il minatore Johann Esser e l'attore Wolfgang Langhoff, su base musicale composta da Rudi Goguel, impiegato. Börgermoor/Papenburg era stato uno dei primissimi lager istituiti dal regime nazista per rinchiudervi gli oppositori politici, cui veniva ancora concesso un barlume di vita sotto forma di attività ricreative di puro e semplice svago.
Costoro ne approfittarono per costituire una piccola compagnia cabarettistica, denominata Zirkus Konzentrazani, nella quale il suffisso -ani si deve alla presenza di alcuni nostri connazionali fra gli artisti partecipanti.
In occasione di una festività i carcerieri proposero agli internati di esibirsi davanti ai loro compagni di prigionia ed agli stessi odiati secondini. I detenuti, dovendo fare buon viso a cattiva sorte, accettarono l'offerta e lo spettacolo ebbe così luogo, concludendosi con l'esecuzione corale di Wir Sind Die Moorsoldaten, con tanto di pantomima e sberleffo finale, per mostrare con fierezza agli aguzzini come nessuna privazione e tortura, né tantomeno le disumane condizioni di prigionia, potessero mai piegare la cosciente solidarietà dei reclusi o spezzare il loro morale.
A causa della deficitaria capacità intellettiva della razza autoproclamatasi superiore, le SS non compresero al volo il recondito significato del testo, solamente dopo un paio di giorni cominciarono a nutrire dei seri dubbi, affrettandosi subito a censurarlo e distruggerne ogni traccia residua.
Ma ormai era troppo tardi perchè nel frattempo alcune copie manoscritte del brano erano rocambolescamente uscite dalle tetre mura del carcere e cominciavano già a circolare clandestinamente per il resto d'Europa.
Da allora in poi, fino al termine del tragico conflitto, il testo sarà tradotto dai deportati in tutte le lingua del mondo, nello specifico la versione italiana venne ripresa da quella francese nel campo di concentramento di Ravensbruck.
E fu così che Die Moorsoldaten evase dalle cupe baracche di un lager, oltrepassò le gelide acque della palude e volò alto sulle speranze di libertà dei popoli in catene, divenendo ben presto l'inno sommesso e autentico della vittoriosa Resistenza internazionale contro il nefando nazi-fascismo, dall'eroica Guerra di Spagna alla definitiva caduta di Berlino. La sua odissea non è una favola, nessuna morale da leggervi fra le parole, bensì un severo monito vergato con il sangue di milioni d'innocenti: chi dimentica il proprio passato sarà un giorno condannato a riviverlo.»


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