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Heimat, deine Sterne

Erich Knauf
Lingua: Tedesco

Lista delle versioni e commenti


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[1941]
Versi di Erich Knauf
Musica di Werner Bochmann
Nella colonna sonora del film tedesco "Quax, der Bruchpilot", diretto da Kurt Hoffmann



Sulle prime vi chiederete se Bernart Bartleby si è bevuto il cervello per proporre una canzone piena di "heimat" tratta da un film tedesco del 1941.
In realtà "Quax, il pilota sfigatello" – potrebbe forse tradursi – è solo una commedia, tratta da un racconto degli anni 30, dove un tizio qualunque, per fare colpo su una ragazza, s'improvvisa pilota d'aereo, con alterne e divertenti vicende in cui il nostro troverà se stesso e il vero amore (per farla breve).
Un film leggero che piacque molto tanto al pubblico quanto alla macchina della propaganda nazista, ben consapevole che anche la più spietata dittatura, pur in tempo di guerra, deve riservare un po' di svago al popolo bue destinato al macello.
La canzone "Heimat, deine Sterne" ebbe un successo ancor più grande del film e, gioco forza, da quel momento entrò nel repertorio di canti di ogni buon soldato tedesco, grazie alla melodia struggente di Werner Bochmann e alla "nostalgia canaglia" suscitata dai semplici versi del paroliere Erich Knauf. Un sentimento non dissimile da quello che intride la ben più celebre Lili Marleen



Quel che invece in genere s'ignora è che proprio Erich Knauf fin dall'avvento di Hitler al potere era stato nel mirino dei nazisti. Già nel 1920 Erich Knauf aveva preso parte attiva allo sciopero generale con cui i lavoratori in armi avevano difeso con successo la Repubblica durante il cosiddetto "Kapp-Putsch", un tentativo di colpo di Stato ordito dai vertici militari e dall'estrema destra. Scrittore e giornalista, stimato recensore dei più importanti eventi culturali berlinesi, Erich Knauf era buon amico di gente del calibro di Erich Kästner, di B. Traven, il misterioso scrittore la cui identità è ancora oggi controversa, di Erich Ohser, disegnatore e caricaturista ancora oggi noto per le strisce di "Vater und Sohn"...

Vater und Sohn di Erich Ohser

Nel 1934 Erich Knauf fu arrestato dalla Gestapo per il solo fatto di aver stroncato uno spettacolo d'opera che si fregiava del patrocinio di Hermann Göring: si fece qualche mese in campo di concentramento e fu espulso dall'ordine dei giornalisti.
Anche l'amico Erich Ohser, autore di molte caricature di Hitler e Goebbels, se la vide brutta dopo il 1933.




Ma come molti altri scrittori e intellettuali antinazisti (uno su tutti il grande scrittore Rudolf Wilhelm Friedrich Ditzen, in arte Hans Fallada), anche Knauf, Kästner e Ohser decisero di rimanere in Germania, di non fuggire, di continuare – magari sotto pseudonimo – con il loro lavoro e le loro idee. Non fu facile per nessuno di loro, per alcuni la scelta si rivelò fatale.
Nel novembre nel 1943, per sfuggire ai bombardamenti alleati su Berlino, gli amici Erich Knauf ed Erich Ohser si erano ritrovati in un alloggio d'emergenza nei dintorni della città. Knauf nel frattempo era diventato capo ufficio stampa della società di produzione cinematografica Terra Film e collaborava stabilmente con il produttore Heinz Rühmann; Erich Ohser, firmandosi con lo pseudonimo di "e. o. plauen", era apprezzato autore di mordenti vignette antisovietiche.



Nonostante il nazismo, nonostante la guerra, i due amici erano sopravvissuti e in quei giorni si lasciarono andare volentieri alle chiacchiere e di certo non mancarono i ricordi dei bei tempi e le barzellette antinaziste che in un'altra epoca, poco lontana, i due erano soliti scambiarsi a suon di grasse risate, con il vocione di Ohser che risuonava tuonante, anche a causa della sua quasi completa sordità.
Non sapevano però i due amici di essere ascoltati.
Un loro vicino di casa era un informatore della Gestapo. Trascrisse e riferì ogni parola. Goebbels in persona incaricò il giornalista Gerhart Weise, che Ohser credeva suo amico, di verificare la veridicità della spiata.
Il 28 marzo 1944, Ohser e Knauf furono arrestati.




Erich Knauf venne decapitato nel carcere di Brandeburgo il 2 maggio 1944.
Erich Ohser "e. o. plauen" preferì suicidarsi prima del processo. Non so se si impiccò, come scritto su wikipedia, o se i suoi stessi carcerieri gli offrirono una pistola per spararsi, così come riferisce Hans Fallada nella sua intensa e tragica cronaca autobiografica "Nel mio paese straniero" ("In meinem fremden Land, Gefängnistagebuch, 1944").

Nel mio paese straniero
Heimat deine Sterne,
Sie strahlen mir auch am fernen Ort.
Was sie sagen, deute ich ja so gerne
als der Liebe zärtliches Losungswort.
Schöne Abendstunde,
der Himmel ist wie ein Diamant.
Tausend Sterne stehen in weiter Runde,
von der Liebsten freundlich mir zugesandt.
In der Ferne träum´ ich vom Heimatland.

Stand ich allein in der dämmernden Nacht,
hab´ ich an dich voller Sehnsucht gedacht.
Meine guten Wünsche eilen,
wollen nur bei dir verweilen.
Warte auf mich in der Ferne, Heimat.

Heimat deine Sterne,
Sie strahlen mir auch am fernen Ort.
Was sie sagen, deute ich ja so gerne
als der Liebe zärtliches Losungswort.
Schöne Abendstunde,
der Himmel ist wie ein Diamant.
Tausend Sterne stehen in weiter Runde,
von der Liebsten freundlich mir zugesandt.
In der Ferne träum´ ich vom Heimatland.

[Berge und Buchten, von Nordlicht umglänzt,
Golfe des Südens, von Reben bekränzt,
Ost und West hab´ ich durchmessen,
doch die Heimat nicht vergessen.
Hörst du mein Lied in der Ferne, Heimat.

Länder und Meere, so schön und so weit,
Ferne, zu Märchen und Wundern bereit,
alle Bilder müssen weichen,
nichts kann sich mit dir vergleichen!
Dir gilt mein Lied in der Ferne, Heimat.]

inviata da Bernart Bartleby - 12/9/2021 - 16:43



Lingua: Italiano

La versione italiana del Coro Trentino SOSAT (Sezione Operaia Società Alpinisti Trentini)


O Patria, le tue stelle
O PATRIA, LE TUE STELLE

O Patria, le tue stelle
risplendono pur da lontan
quel che dicon penetra nel mio cuore
come dolce voce del mio amore
O splendida è la sera
il cielo pare che dica sì
mille stelle splendono nella notte
le ha mandate tutte il mio dolce amor.

O Patria, le tue stelle
risplendono pur da lontan
quel che dicon penetra nel mio cuore
come dolce voce del mio amor.

O Patria, le tue stelle...

inviata da Bernart Bartleby - 12/9/2021 - 20:42



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