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Alveari

Diodato
Lingua: Italiano


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(Diodato)
Che vita meravigliosa
(Diodato)


(2020)
Testo e musica di Antonio Diodato
dall'album "Che vita meravigliosa"

Alveari


Gli alveari sono i palazzoni delle città dove viviamo, ognuno rinchiuso nella piccola cella esagonale del proprio mondo che può anche sembrare perfetto se ignori quel che succede fuori da questo sputo di strade. Fuori c'è la guerra, certo, quella metaforica, ma anche quella reale, a due passi dalle gabbie operose del nostro mondo occidentale, ma che ci riguarda tutti, siamo tutti soldati anche se non ce ne accorgiamo.

Cadere non è inutile. Cadere aiuta a aprire gli occhi, ad uscire da un mondo limitato per ritrovare l'essenziale invisibile. On ne voit bien qu’avec le coeur. L’essentiel est invisible pour les yeux.
Dio, quanta vita scorre
in questo ammasso di cemento
in questo strato immobile di cose
tra le finestre e il centro
di queste case che sembrano alveari
sotto un cielo di piombo e d’argento
a ricordarci che tutto questo
non potrà mai appartenere all’universo
è tutto così folle
questo continuo rincorrere il vento
cercando di fermare
l’orgasmo labile di un appagamento
fino a farsi prendere per stanchezza
fino a rinunciare ad ogni bellezza
fino ad accontentarsi
raccontarsi una bugia
per tenerezza

E poi cadere un giorno
cadere un giorno e ricordarsi che
è tutto così fragile
un equilibrio facile da perdere
ma cadere non è inutile
cadere non è inutile
cadere è ritrovarsi
ricordarsi di nuovo
dell’essenziale invisibile

E adesso guarda che cosa succede
fuori da questo sputo di strade
fuori da questo mondo perfetto
che esiste solo se ignori
che esiste tutto il resto
che fuori c’è la guerra
non te ne accorgi più
che sei anche tu un soldato
che spari pure tu

Per poi cadere un giorno
cadere un giorno e ricordarsi che
è tutto così fragile
un equilibrio facile da perdere
ma cadere non è inutile
cadere non è inutile
cadere è ritrovarsi
ricordarsi di nuovo
dell’essenziale invisibile
dell’essenziale invisibile

Ma io che parlo a fare
che sono come te
che fingo di capire
e poi non so capire
io che parlo a fare
che proprio come te
mi perdo in questo niente
chiuso in un alveare

Per poi cadere un giorno
cadere un giorno e ricordarsi che
è tutto così fragile
un equilibrio facile da perdere
ma cadere non è inutile
cadere non è inutile
cadere è ritrovarsi
ricordarsi di nuovo
dell’essenziale invisibile
dell’essenziale invisibile

inviata da Lorenzo Masetti - 16/1/2021 - 23:54



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