Lingua   

Carta de Salvador Puig Antich

Joan Isaac
Lingua: Catalano

Lista delle versioni e commenti


Ti può interessare anche...

Cant de la sibil·la
(Maria Arnal i Marcel Bagés)
Chacun de vous est concerné [incl. Canzone del maggio di Fabrizio De André]
(Dominique Grange)
87 ore
(99 Posse)


[1974]
Da una lettera di Salvador Puig Antich
Musica di Mauro Pagani
Interpretata anche da Maria del Mar Bonet

Salvador Puig (i) Antic(h).
Salvador Puig (i) Antic(h).


Si veda anche A Margalida.

Su musica di Mauro Pagani, l'ultima lettera di Salvador Puig Antich alla fidanzata, Margalida. L'anarchico Salvador Puig Antich, garrotato il 2 marzo 1974 alle 9.40 del mattino a Barcellona, fu una delle ultime vittime del fascismo clericale franchista spagnolo.

Salvador Puig Antich (ma la grafia del nome è varia: Salvador Puig i Antich, Salvador Puig i Antic ecc. [in grafia fonetica: səlvə'ðor putʃən'ti:k]) (1948-1974) è stato un giovane anarchico spagnolo la cui attività si situa tra la metà degli anni '60 e i primi anni '70. Fu condannato a morte dal regime franchista dopo essere stato giudicato da un tribunale militare, come responsabile della morte del viceispettore della "Brigata Politico-Sociale" Francisco Anguas Barragán, a Barcellona.

Proveniente da una famiglia operaia, Salvador era il terzo di sei fratelli. Il padre, Joaquim Puig, era stato militante di Acció Catalana durante gli anni della Repubblica. Esiliato in Francia nel campo profughi di Argelès, era stato condannato a morte al suo ritorno in Spagna ma graziato all'ultimo momento. Il giovane Salvador cominciò i suoi studi presso il collegio religioso La Salle Bonanova, ma fu espulso per indisciplina. A 16 anni cominciò a lavorare in fabbrica, pur continuando gli studi serali all'Istituto Maragall, dove fece amicizia con Xavier Garriga e coi fratelli Oriol e Ignasi Solé Sugranyes, tutti futuri compagni del Movimiento Ibérico de Liberación (MIL).

Gli avvenimenti del Maggio francese del 1968 furono decisivi per Salvador Puig Antich, che decise di impegnarsi nella lotta contro il regime franchista. La sua prima attività militante si svolse nelle Comisiones Obreras, come rappresentante della Commissione Studentesca dell'istituto Maragall. Dal punto di vista ideologico, assunse posizioni anarchiche contrarie a qualsiasi tipo di dirigismo e gerarchia all'interno delle organizzazioni politiche e sindacali impegnate nella lotta di classe per l'emancipazione della classe operaia. Dopo avere iniziato gli studi universitari in Economia e Commercio, svolge il servizio militare a Ibiza, dove è addetto all'infermeria della caserma. Una volta congedato, entra nel MIL aderendo al suo braccio armato. Prende parte come autista alle azioni del gruppo, consistenti in genere in rapine in banca; il bottino veniva destinato al potenziamento delle pubblicazioni clandestine del gruppo ed all'aiuto agli scioperanti e agli operai incarcerati.

Puig Antich e i suoi compagni si muovevano con facilità nel mondo della lotta clandestina, spostandosi spesso nel sud della Francia (dove erano entrati in contatto con vecchi militanti della CNT).

Nell'agosto del 1973 i mileros si riunirono in Francia per tenere un congresso che sancì l'autoscioglimento del movimento. Il mese seguente, dopo una rapina ad un'agenzia della Caixa (la Caixa d'Estalvis catalana, ovvero la Cassa di Risparmio), iniziò una grossa offensiva poliziesca contro il MIL, per altro già dissolto.

Per primi furono catturati Oriol Solé Sugranyes e Josep Lluís Pons Llobet; in seguito Santi Soler, che, incarcerato, interrogato e sottoposto a tortura, confessa e indica i luoghi di riunione clandestini dei compagni. Lo stesso Santi Soler viene utilizzato come esca dalla gendarmeria per catturare Xavier Garriga, ma nello stesso luogo viene catturato inaspettatamente anche Puig Antich. L'operazione, preparata minuziosamente, ha luogo il 25 settembre 1973 a Barcellona. I due anarchici sono intercettati nel loro nascondiglio al n° 70 della Calle Girona, ed ha luogo immediatamente una sparatoria durante la quale Puig Antich rimane gravemente ferito, ed il viceispettore della "Brigata Politico-Sociale" Francisco Anguas Barragán, di 23 anni, perde la vita.

Puig Antich viene incarcerato ed accusato di essere l'autore degli spari che hanno ucciso Anguas Barragán. Viene illegalmente giudicato da una corte marziale e condannato a morte da un regime sanguinario e assetato di vendetta dopo l'attentato a Carrero Blanco del 20 dicembre 1973. In tutta Europa si organizzano manifestazioni che chiedono la commutazione della pena capitale, ma Franco non cede e non firma la grazia. All'età di 25 anni, Salvador Puig Antich viene garrotato in una cella del "Carcere Modello" di Barcellona, il 2 marzo 1974 alle 9.40 del mattino.
Estimada Marga:

Una vegada més ens tenim que separar, tal vegada definitivament. El que diguin uns senyors que parlen un llenguatge que no entenc, té tot l'aire de venjança.

El fet important és que a nivell de sentiments, ningú pot trencar-los. Comprendràs que se'm faci molt difícil dir-te tot el que voldria: les paraules no surten.

Ànim xiqueta! Serà un cop fort per tu, però no dubto que poc a poc t'aniràs afirmant com a persona.

T'estima,

Salvador Puig

Salut i anarquia!

inviata da Adriana e Riccardo - 15/1/2007 - 21:08




Lingua: Spagnolo

La versione spagnola (castigliana) da Cancioneros de Trobadores:
CARTA DE SALVADOR PUIG ANTICH

Querida Marga:

Una vez más tenemos que separarnos, quizás definitivamente. Lo que digan unos señores que hablan un lenguaje que no entiendo, tiene aires de venganza.

El hecho importante es que a nivel de sentimientos, nadie podrá romperlos. Comprenderás que se me haga muy difícil decirte todo lo que quisiera: las palabras no salen.

¡Ánimos chiquilla! Será un golpe muy fuerte para ti, pero no dudo que poco a poco te irás afirmando como persona.

Te quiere,

Salvador Puig

inviata da Riccardo Venturi - 15/1/2007 - 21:49




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
15 gennaio 2007
Cara Marga,

Ancora una volta dobbiamo separarci, forse per sempre. Nonostante quel che dicono dei signori che parlano una linguaggio che non capisco, ha tutta l'aria di una vendetta.

Quel che conta è che, per quanto riguarda i sentimenti, nulla potrà spezzarli. Capirai che mi resta molto difficile dirti tutto quello che vorrei: le parole non mi vengono.

Coraggio, bambina mia. Sarà un colpo tremendo per te, però sono certo che, poco a poco, ti affermerai come persona.

Ti amo,

Salvador Puig.

¡Salud y anarquía!

15/1/2007 - 22:24




Lingua: Francese

Version française de Riccardo Venturi
15 gennaio 2007
Chère Marga,

Encore une fois il faudra nous séparer, peut-être définitivement. Malgré ce que disent des messieurs qui parlent un langage que je n'arrive pas à comprendre, tout ça a bien l'air d'une vengeance.

Ce qui est important, c'est que rien ne pourra briser nos sentiments. Tu comprends bien qu'il est dur d'exprimer tout ce que j'aimerais te dire, les mots ne sortent pas de ma plume.

Courage, ma chérie. Ça va être terrible pour toi, mais je suis sûr que tu t'affirmeras comme personne, avec le temps.

Je t'aime

Salvador Puig.

Salut et Anarchie!

15/1/2007 - 22:31


Cançons d'Amor i Anarquia» de Joan Isaac


Neixen flors per tu Salvador
Dins del cor, pels cims i els valls
La teva llum il·luminarà
Per sempre més la llibertat

(Nacen flores para ti Salvador
Dentro del corazón, por las cumbres y los valles
Tu luz iluminará
Para siempre la libertad)





adriana - 9/3/2014 - 10:52


CON TUTTO IL RISPETTO: PUIGDEMONT NON E’ PUIG ANTICH

(Gianni Sartori)

De Puig Antich a Puigdemont


Sinceramente mi trovo in difficoltà. Combattuto, preso - come dire - “tra due fuochi”. Tra i miei trascorsi giovanili inequivocabilmente libertari e consiliari e l’ormai pluridecennale frequentazione di ambiti autonomisti e indipendentisti (rigorosamente di sinistra, almeno socialdemocratici) che in qualche modo si richiamano al diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Comprendo - e in buona parte condivido - il disappunto (diciamo così) espresso sia da qualche compagno superstite di Salvador, sia da gran parte dei militanti libertari catalani. Disappunto per il manifesto che segnalava l’esposizione nella Sala Zanzibar del quartiere della Floresta a San Cugat del Vallès (dove ricordo di essere transitato in bici negli anni ottanta alla ricerca del luogo dove era stato fucilato il Txiki).

Titolava così: “De Puig Antich a Puigdemont” (con un evidente richiamo all’assonanza tra i due nomi). Ora, per quanto nel mio libro sulla Catalunya- Nazione senza stato abbia cercato di coniugare lotta di liberazione nazionale con quella sociale (“di classe”), concordo sul fatto che il paragone più consono sarebbe stato, caso mai, con Lluis Companys (esponente dell’indipendentismo catalano ugualmente, come Salvador, assassinato da Franco). Hanno protestato, indignati, il sindacato CGT, la Comision Puig Antich e l’Ateneo Enciclopedico Popular.

Oltre a Ricard de Vargues i Golarons (studioso di Storia, ex membro del MIL e della OLLA) e Joan Calsapeu Layret.

Insomma, non gli andava giù l’accostamento tra il giovane anarchico garrotato nel marzo del 1974 e l’ex presidente catalano Carles Puigdemont al momento in esilio. E quindi - con un comunicato - hanno richiesto l’immediato ritiro non solamente del manifesto, ma anche del materiale dell’esposizione che intendeva stabilire un parallelismo tra i due militanti catalani perseguitati - sia pure in tempi e modi differenti - dallo stato spagnolo.

Ribadendo che “non c’è mai stato nessun punto di contatto, né ideologico, né di progetto politico tra Puig Antich e gli odierni partiti catalani, tanto meno con Carles Puigdemont”.

L’iniziativa viene tacciata di “manipolazione e appropriazione indebita della figura rivoluzionaria e libertaria del nostro compagno”. Iniziativa la cui responsabilità va attribuita ad “altre ideologie e progetti politici alieni rispetto alla sua personalità antistatale e di trasformazione radicale della società”.

Da parte sua Dionisio Giménez (responsabile del progetto dell’esposizione) ha dichiarato di essere “consapevole delle differenze tra i due ambiti temporali e delle circostanze che volevamo ricreare graficamente: il crimine contro Puig Antich e l’atteggiamento del governo del PP e delle istituzioni statali nei confronti dei prigionieri politici, dei rifugiati e dei cittadini e cittadine catalani il 1 ottobre del 2017”.

Inoltre, nonostante una certa ambiguità nel titolo adottato (e l’incongrua sovrapposizione dei due volti), ha detto di non voler stabilire confronti tra i due, ma solamente - nella sostanziale continuità temporale - tra la “brutalità di un crimine di Stato e il disprezzo e la repressione delle legittime aspirazioni di Catalunya”.

E’ sicuramente perlomeno curioso che un rivoluzionario come Salvador rappresenti ancora - e di questi tempi - un paragone positivo, di cui appropriarsi, per un politico sostanzialmente moderato come Puigdemont. Ma qui siamo pur sempre nei Paisos Catalans, tutta un’altra storia!

Comunque vada, a mio avviso l’incidente potrebbe costituire l’occasione per riaprire il dibattito sul rapporto tra le diverse anime che agitano e alimentano le lotte di liberazione.

E in quale altro luogo dovrebbe svolgersi se non qui, in Catalunya? A parte il Rojava, naturalmente. Dove - turchi e Daesh permettendo - una risposta i curdi hanno già saputo darla (e anche due probabilmente).

Gianni Sartori

* nota 1: http://csaarcadia.org/marzo-1974-marzo...

** nota 2: http://csaarcadia.org/paisos-catalans-...

Gianni Sartori - 14/2/2021 - 00:20



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org