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Racconta una storia d'amore

Pierangelo Bertoli
Lingua: Italiano

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[1976]

Album : Eppure soffia

soffia

Nonostante il titolo ingannevole, una grande canzone "contro".
Ho scritto una storia d’amore perché mi portasse fortuna
la solita storia melensa, un lui, una lei e la luna
avevo con me la chitarra, decisi così di cantarla
il canto si alzò pigramente, qualcuno gridò di piantarla.

Ma certo, tu canta alla luna, coi gatti randagi e rognosi
racconta di stupide fole e lascia che il mondo riposi.
Riposi di pace artefatta da gente che succhia il sudore
racconta che il mondo è felice, che importa la gente che muore?

Racconta che lei era bella, non dire che esiste il dolore
non dire che siamo sfruttati, racconta una storia d’amore
e dopo nascondi la testa perché non arrivi una voce
distogli i tuoi occhi dal mondo, ignora la bestia feroce.

Non dire di quanti bambini avranno una vita da cani
non dire che siamo milioni, e abbiamo soltanto le mani
racconta stucchevoli storie di principi ad otto cilindri
nascondi miseria e violenza, insabbia, nascondi, dipingi.

Dipingi di storie marziane, perché sulla Terra è diverso,
il popolo lotta e lavora e tante battaglie ha già perso
ha perso, incassato e riparte, tu lì col tuo pezzo di carta
ma ad ogni battaglia si schiera chi sta da una parte o dall’altra.

Se mai ti dovesse colpire la luce di un bel sentimento
se un giorno dovesse arrivarti la voce portata dal vento
allora persino la luna avrebbe un suo giusto decoro,
invece di spandere nebbia, racconta di me che lavoro.

Invece di spandere nebbia, racconta di me che lavoro.

inviata da Luca 'The River' - 10/9/2015 - 18:25


Se non ricordo male, al v. 6 dovrebbe essere: racconta di stupide fole (non foglie).

L.L. - 11/9/2015 - 09:45


Giusto, non sono neanche le "folle", son proprio "le fole" :)

krzyś - 11/9/2015 - 17:09


So-no le fo-le!!!
Si sen-te!

krzyś - 15/9/2015 - 18:07


Fole, cioe favole, storielle, panzane, in dialetto emiliano

Enzo Angelini - 5/3/2019 - 08:31


Del resto, fola non è altro che il latino fabula nella sua autentica evoluzione popolare (fabula --> *faula --> fola, con normale monottongazione del dittongo). Il termine è tradizionale della Garfagnana (dove, pur essendo attualmente in provincia di Lucca, si parlano dialetti emiliani).

Riccardo Venturi - 5/3/2019 - 08:59


Faula, in sardo, bugia. Faularzu, bugiardo.

L.L. - 5/3/2019 - 14:30


E il verbo latino fabulare "raccontare frottole" in origine, poi (in diverse aree della Romània) passato a "raccontare" tout court, e poi a "parlare": portoghese falar, spagnolo antico fablar e moderno hablar. In ultimissima analisi, il latino fabula significa semplicemente "cosa detta": è un deverbale di for, fari "dire". Colui che "non dice", infatti, è l'in-fa-ns, cioè l'infante, il bambino piccolo.

Riccardo Venturi - 6/3/2019 - 02:50



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