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Presso una chiesa

anonimo
Lingua: Italiano

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(anonimo)
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Canto popolare maremmano
A folksong from Maremma (Tuscany)

koghIn questa nottataccia d'inverno buia e ventosa (no, non l'ho detto “tempestosa”, sia chiaro!), si vede che mi deve essere salito qualcosa da un dentro di terra. Mi sono ricordato anche di questa vecchia canzone popolare che sentivo cantare da piccolo, all'Elba; ed è, credo, uno dei canti più tristi e desolati che mi sia stato dato di conoscere. Lo trascrivo a memoria, così come me lo ricordo; prima o poi, chissà, lo registrerò in un qualche “video-selfie” senza strumenti, cantandolo e basta come mi rammento d'averlo sentito chissà da quale ombra. Mi dicevano che, però, dell'Elba non era; veniva, questo canto, dalla Maremma. Era il canto d'una di quelle spose, o fidanzate, che avevano perso il compagno andato a lavorare nelle terre della malaria; in seguito mi sarei accorto che era della stessa precisa materia da cui proviene Maremma amara (che nel sito, fra l'altro, c'è solo dal 9 febbraio 2015 assieme alla rivisitazione dei Delsangre), una storia che si rifà ai lavoratori stagionali che, per due soldi, andavano a morire di febbre terzana nelle paludi del grossetano. L'ultima volta che l'ho sentito, chi me lo cantò disse d'averlo imparato proprio nella città di Grosseto. Dice cose che non sono più di questo tempo, tipo che al mondo s'ama una volta sola; cose scomparse, come la malaria. Non avendo mai saputo come si chiama, gli do, come titolo, il suo primo verso; spero che la memoria mi abbia assistito bene non facendomi saltare qualche strofa. Ma non lo sento più da quarant'anni. [RV]
Presso una chiesa
sto qui aspettando
una fanciulla
che deve venir.

A testa bassa,
vestita in nero
mesta davanti
a me lei passò.

Varcò la soglia
del cimitero,
e ad una tomba
lei s'inginocchiò.

Pianse lung'ore
tra i duri sassi,
lo colse un fiore
poi se ne partì.

Riprende il velo,
riallunga i passi
e tra la folla
a me lei sparì.

Ma dopo un anno,
gentile, snella,
mesta davanti
a me lei tornò.

Le dissi “cara”,
le dissi “bella”,
le dissi “t'amo”
e le chiesi amor.

La man mi stese,
mi disse, “ascolta,
tardi il destino
noi ci fe' incontrar.

Sappi che al mondo
s'ama una volta,
chi amavo è morto,
ora non so più amar.”

inviata da Riccardo Venturi - 30/1/2015 - 06:06



Lingua: Italiano

Ciao a tutti,
Ricordo che questa canzone la cantava mio nonno. Fin da bambino ho sempre avuto la passione per le canzoni dei tempi e avevo scritto le parole per non dimenticare il testo.
A testa bassa
Vestita di nero
Mesta e dolente
Davanti a me passó

Varcó la soglia
Del cimitero
E su una tomba
Là si inginocchiò

Pianse lung l’ora
Sui duri sassi
Raccolse un fiore
Poi mesta se ne andò

Calato il velo
Riprese i passi
E tra la folla
La si dileguó

Un anno dopo
Gentile e snella
A mezzo lutto
Io la rividi ancor

L’avvicinai
Le dissi oh bella
Le dissi io t’amo
E poi le chiesi amor

La man mi strinse
Mi disse ascoltami
Tardo il destino
Ci fece incontrar

Quaggiù nel mondo
Io amai una volta
Chi amavo é morto
Ed io non so più amar
Airolo, Ticino, Svizzera

inviata da Michel - 15/5/2019 - 00:20


Saluti a te, Michel, e saluti a Airolo, posto che conosco (ci son sceso giù pure dalla Tremola!). Sono stato davvero piacevolmente sorpreso nel vedere che qualcun altro conosce questa canzone; e ancor più sorpreso che sia in un posto parecchio lontano da dove, eventualmente, mi sarei immaginato. Tuo nonno veniva dalla Maremma oppure, comunque, dalla Toscana? Fammi sapere, davvero mi interessa. Saluti cari!

Riccardo Venturi - 15/5/2019 - 03:34


Trovo questa canzone, col titolo "A testa bassa", oppure anche "Fior di tomba", su molti siti, in particolare su quello dell'Archivio Popolare delle Tradizioni Popolari della Maremma Grossetana, raggiungibile solo con la Way Back Machine.

B.B. - 15/5/2019 - 10:54


Fior di tomba? O stai a vedere che è la stessa di Bella Ciao...!

Riccardo Venturi - 15/5/2019 - 12:54


Ciao Riccardo. No mio nonno era originario di Airolo. Qui ad Airolo c’é ancora qualche persona che canta “a testa bassa”. Probabilmente diverse canzoni sono state “importate” da operai italiani che hanno preso parte ai lavori del traforo del tunnel ferroviario del Gottardo 1872-1882 oppure ad altre importanti opere edilizie nel corso del secolo scorso. (Dighe, Ferrovie, elettrodotti)

Michel - 19/5/2019 - 23:48


Nel corso delle mie ricerche condotte in tutta la montagna pistoiese ho raccolto anch'io "testa bassa". Volentieri vi manderei la versione da me raccolta se avessi il vostro email.-
(florio franceschi)

Carissimo Florio Franceschi, la versione da Lei raccolta può essere inserita direttamente in una pagina seguendo le istruzioni in homepage; altrimenti, la mail è antiwarsongs@gmail.com. Grazie ancora e aspettiamo la versione (cosa che ci fa, ovviamente, molto piacere) [CCG/AWS Staff]

15/10/2019 - 23:51



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