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Lingua: Inglese

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Bangla Desh
(George Harrison)
La Guerre de Cent mille ans
(Marco Valdo M.I.)


[1966]
Scritta da George Harrison.
Nel mitico album dei Fab Four intitolato “Revolver”.

Revolver

Nel 1966 George Harrison già s’incazzava per tutte le tasse che gli toccava pagare in base alle leggi introdotte, con provvedimento bipartisan, da Harold Wilson, leader laburista, ed Edward Heath, leader conservatore...



Beh, io non ho di certo mai guadagnato quanto i Beatles eppure, dall’alto dei miei 16.000 euri netti all’anno, nei giorni scorsi mi sono visto recapitare una cartella esattoriale in cui Mr. Taxman mi contesta alcune detrazioni di cui godo da alcuni anni per una vecchia e costosa ristrutturazione del mio modesto appartamento (l’unica cosa che possiedo)... Mr. Taxman - negli stessi giorni in cui con Mr. Renzie sta mettendo a punto il solito “scudo fiscale” per i grandi evasori che hanno portato all’estero miliardi senza pagare un euro - mi dice che non avrei potuto e dovuto godere di quelle agevolazioni per via del mancato rispetto (per un paio di giorni!) di un termine perentorio, assoluto, indifferibile, a pena di decadenza... Per questo Mr. Taxman mi chiede indietro circa 8.000 euri, più o meno la metà di quello che guadagno in un anno... E scopro - consultando CAF, commercialisti e forum - che non sono il solo coglione, che moltissimi altri contribuenti hanno lo stesso problema... L’anno scorso Mr. Taxman ha risparmiato un bel po’ di soldi, evitando di erogarli ai poveracci come me, per esempio inventandosi in corso d’opera i “dispositivi medici” il cui scontrino deve essere ob-bli-ga-to-ria-men-te accompagnato dal relativo marchietto “CE” (cazzi tuoi come te lo procuri, hai solo da ricordarti di tenere scatola o bugiardino)... Quest’anno invece ha deciso di applicare certi “inderogabili” (e sconosciuti) termini ex lege per inculare ancora una volta i soliti pezzenti... “E fessi anche noi, che abbiamo considerato uno scandalo lo Scudo fiscale di Tremonti. Non avevamo ancora visto lo Scudo stellare di Padoan”, scriveva Massimo Giannini qualche giorno fa su La Repubblica, persino un giornale di regime dopo tutto...



Gli evasori miliardari premiati e vezzeggiati da Mr. Renzie (nè più nè meno come dai suoi predecessori) ed il povero Bernart Bartelby - insieme ad una miriade di poveri coglioni come lui - a restituire soldi sudati e pagati e spettanti ma di cui non aveva alcun diritto per via di un 29 al posto di un 26... Come nelle migliori spy comedy dei bei tempi quando, al chiudersi un po’ violento di una porta di una camera d’albergo, il numeretto - ahimè - cambiava...

E fessi anche noi...

Ah, dimenticavo... perchè mi sono permesso di proporre questa canzone, seppure fra gli Extra? Beh, non era certo per difendere i baronetti di Liverpool e quelli come loro, piuttosto i tanti bifolchi vittime di certe politiche fiscali che premiano i ricchi disonesti e massacrano i poveracci... Non fa parte anche questo de La Guerre de Cent mille ans che i ricchi fanno ai poveri?
Let me tell you how it will be
There's one for you, nineteen for me
'Cause I'm the taxman
Yeah, I'm the taxman

Should five percent appear too small
Be thankful I don't take it all
'Cause I'm the taxman
Yeah, I'm the taxman

If you drive a car, I'll tax the street
If you try to sit, I'll tax your seat
If you get too cold, I'll tax the heat
If you take a walk, I'll tax your feet

Taxman!

'Cause I'm the taxman
Yeah, I'm the taxman

Don't ask me what I want it for
(Ah, ah, Mr. Wilson)
If you don't want to pay some more
(Ah, ah, Mr. Heath)
'Cause I'm the taxman
Yeah, I'm the taxman

Now my advice for those who die
Declare the pennies on your eyes
'Cause I'm the taxman
Yeah, I'm the taxman
And you're working for no one but me

inviata da Bernart Bartleby - 25/6/2014 - 22:25



Lingua: Italiano

Traduzione italiana da Midclass - Just My Blog
ESATTORE

Lascia che ti racconti come succederà
Ce n’è uno per te, ce ne sono 19 per me,
Perché sono l’Esattore,
Sì, sono l’Esattore.

Il 5% potrebbe sembrare troppo poco,
Ringrazia che non lo prendo tutto,
Perché sono l’Esattore,
Sì, sono l’Esattore.

Se guidi una macchina, tasserò la strada,
Se provi a sederti, tasserò il tuo posto,
Se hai troppo freddo, tasserò il caldo,
Se passeggi, tasserò il tuo piede.
Esattore.
Perché sono l’Esattore,
Sì, sono l’Esattore.

Non chiederti cosa voglio per questo
(Esattore Signor Wilson)
Se non vuoi pagare qualcosa di più
(Esattore Signor Heath),
Perché sono l’Esattore,
Sì, sono l’Esattore.

Ora, il mio consiglio per quelli che stanno per morire,
E’ di dichiarare i penny che hanno, (*)
Perché sono l’Esattore,
Sì, sono l’Esattore.
E non lavori per nessun altro che me,
Esattore.
(*) Questi due versi fanno riferimento ad un’usanza britannica, cioè quella di mettere un penny su ogni occhio del cadavere, serviranno per pagare il traghettatore di anime verso l’aldilà. L’esattore vorrebbe tassare pure questi due ultimi penny...

inviata da Bernart Bartleby - 25/6/2014 - 22:39



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