Lingua   

Born-Again Cretin

Robert Wyatt


Lingua: Inglese


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(Bob Dylan)


‎[1982]‎
Album “Nothing Can Stop Us”‎

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Azzardo un’interpretazione di questa canzone scritta da Wyatt…‎
La voce parlante è quella di un songwriter che rivendica la propria libertà di essere libero e felice, ‎senza correre il rischio di essere ammazzato per quel che dice… Insomma, un tranquillo esponente ‎di quella “cultura occidentale” protestataria quanto si vuole ma che di fatto contribuiva a che gente ‎come Nelson Mandela, visto come prototipo dei veri combattenti, continuasse a marcire in ‎carcere…‎
Azzardo anche il nome di colui cui il brano potrebbe essere dedicato: Bob Dylan, che ‎proprio tra la fine dei 70 e l’inizio degli 80 viveva la sua fase mistica da “cristiano rinato”, “born-‎again cretin”, per l’appunto…‎

O, secondo voi, ho preso lucciole per lanterne?‎
At least I won't be shot for singing
I'm a free agent, I can "protest"!
This must be freedom, I must be happy
So let Mandela rot in prison
Someone should tell him how lucky he is
Read him George Orwell, explain about Naipaul
Because he must understand how he needs us
What with our culture, and our charm, and our brains
But how could he understand?
Heathen have no soul...‎

inviata da Bartleby - 12/4/2012 - 13:30


Mi piace, grande!

Giuseppe - 26/5/2013 - 08:50



Lingua: Italiano

Versione italiana di Flavio Poltronieri


La canzone inizia con una citazione vocale di "Peace" del grande Ornette Coleman da parte di Wyatt.
Il New Musical Express nel 1981, sosteneva che in questo testo il riferimento fosse alla nuova destra inglese di Enoch Powell.
Ho notato che talvolta al posto di Naipaul viene riportato Solidarity.
Flavio Poltronieri
BEN RINATO, CRETINO!

In definitiva non vorrei che mi si ammazzasse perchè canto,
sono un libero agente e posso "protestare".
Questa deve essere la libertà.
Io devo essere felice!
Dunque lasciate che Mandela marcisca in prigione,
qualcuno dovrà pur dirgli quanto sia fortunato!
Leggetegli George Orwell, spiegategli di Naipaul poichè
deve capire quanto abbia bisogno di noi,
della nostra cultura, del nostro fascino e dei nostri cervelli.
Ma come può lui capire?
I selvaggi non hanno anima

inviata da Flavio Poltronieri - 6/4/2014 - 12:33


Condivido del tutto l'interpretazione del testo e del destinatario, a cui mi azzarderei di aggiungere che l'intro vocale richiama il blablabla della protesta vuota e la litania della preghiera, considerato che i born again christian erano e sono una violenta frangia di bigotti, quelli che negano l'evoluzione e considerano la bibbia un libro scientifico, giusto per capirci.

9/11/2017 - 00:04


Caro Bernard, dubito assai che Dylan sia destinatario di questa feroce satira che per quel che ne sò era indirizzata ai liberals da salotto inglesi che avrebbero dovuto essere piuttosto imbarazzati da Sir Vidiadhar Surajprasad Naipaul, lo scrittore indiano originario di Trinidad e dal suo ostentato disprezzo nei confronti dei Paesi in via di sviluppo, di cui molti invece lo ritenevano un rappresentante ideale...chi in Inghilterra rinunciava a battaglie fondamentali come quelle contro l'apartheid, solo perchè appoggiate anche dai comunisti, meritava senz'altro la collera di un autore sensibile come Robert Wyatt. Dylan tra l'altro è richiamato in seguito, nel 1997, nell'autoironico "Blues in Bob minor" presente in Shleep. Mi sembrano suggestioni anche quelle aggiunte dall'anonimo che interviene qui sopra: i vocalizzi nonsense di Wyatt sono un suo marchio di fabbrica dadaista fin dall'inizio della carriera, quando non li sopportavano neppure i suoi compagni d'avventura sul palco....

Flavio Poltronieri - 13/11/2017 - 18:14


Ciao Flavio, credo proprio tu abbia ragione, la mia era un'interpretazione abbastanza campata in aria.

Re-Born Again Cretin


Approfitto per segnalare la versione degli Almamegretta intitolata "Re-Born Again Cretin", in una raccolta in omaggio a Robert Wyatt ("Robert Wyatt e Noi - The Different You") risalente al 1998.

Saluti

Bernart Bartleby - 14/11/2017 - 17:01


Non sò se sia cosa "buona e giusta" segnalare questo interessantissimo tributo italiano ad opera del Consorzio Produttori Indipendenti, in quanto è diventato di una rarità purtroppo ed è un peccato perchè suona proprio bene.

Visto che non ci sentiamo da un po', caro Occitano Bernard o Dead End o che dir si voglia e visto che Wyatt lo cita all'inizio della canzone ed è pure inerente al sito, ti dedico “Peace”, parola che andrebbe bandita dai vocabolari in quanto sulla bocca di tutti ma che giace eternamente inascoltata sotto le scarpe. Terza traccia del terzo disco/capolavoro “The Shape Of Jazz To Come” di Ornette Coleman uscito per la Atlantic nel 1959, quello di questo quartetto è stato l'unico jazz capace di arrivarmi quanto le canzoni di Cohen, Brel o Vysotsky.

https://www.youtube.com/watch?v=bJULMOw69EI

Flavio Poltronieri - 14/11/2017 - 18:47


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