Lingua   

Sabiá

Chico Buarque de Hollanda
Lingua: Portoghese

Lista delle versioni e commenti


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Milagre brasileiro
(Chico Buarque de Hollanda)
Pra não dizer que não falei das flores
(Geraldo Vandré)
Disparada
(Geraldo Vandré)


‎[1968]‎
Parole di Chico Buarque de Hollanda
Musica di Tom Jobim
Nell’album “Não vai Passar, vol. 4”‎

‎Il ‎pubblica protesta quando Cynara e Cybele intonano “Sabiá” di Chico Buarque, la canzone ‎decretata vincitrice del Festival del 1968. Per i brasiliani avrebbe dovuto vincere Pra não dizer que não falei das flores di ‎Geraldo Vandré.‎
Il ‎pubblica protesta quando Cynara e Cybele intonano “Sabiá” di Chico Buarque, la canzone ‎decretata vincitrice del Festival del 1968. Per i brasiliani avrebbe dovuto vincere Pra não dizer que não falei das flores di ‎Geraldo Vandré.‎


Il 1968 fu un anno tristemente cruciale per il Brasile. Il controllo sulla società esercitato dalla giunta ‎militare al potere divenne totale grazie all’emanazione del famigerato Ato Institucional Nº5 (AI-5). ‎Venne esautorato il Parlamento, sospesi i diritti politici, proibite le manifestazioni, sospeso l’habeas ‎corpus nel caso di delitti di natura politica e attivata una censura feroce su tutte le espressioni ‎artistiche.‎
Per questo, quando al III Festival Internacional da Canção presentò la sua bellissima ed esplicita ‎‎Pra não dizer que não falei das flores, Geraldo Vandré sapeva di rischiare molto. Non vollero invece rischiare troppo i giurati ‎che, su pressione del presidente e disattendendo l’ovazione che il pubblico aveva decretato alla ‎canzone, fecero vincere “Sabiá” di Chico Buarque e Tom Jobim, interpretata dal duo femminile ‎Cynara e Cybele.‎
Eppure anche “Sabiá” era una canzone politica, sebbene Chico Buarque, a differenza di Vandré ‎avesse scelto un profilo più basso, più “nicodemita”, ricorrendo nella sua produzione ad un gran ‎numero di metafore, di analogie e all’antitesi per prendersi gioco della censura senza essere ‎costretto a tacere il proprio punto di vista. Ma ciò nonostante anche il più prudente Chico Buarque ‎sarà costretto di lì a poco ad un lungo soggiorno all’estero, e questa canzone costituisce in qualche ‎modo la premonizione dell’imminente esilio.‎

‎“Il sabià è un uccello, un tordo diffuso in America Latina, la cui grande musicalità rimanda alla ‎figura del poeta che canta la nostalgia per la sua terra. La canzone, per un ascoltatore brasiliano, si ‎situa così in un preciso contesto letterario, quello romantico dell'evocazione struggente del ‎paesaggio brasiliano, in particolare per il lirismo della melodia di Tom Jobim.
Ma i versi di Chico Buarque rappresentano tutto il contrario di una fuga nella fantasticheria della ‎‎‘saudade’ e sembrano scritti in una sorta d'istinto premonitorio del prossimo esilio a Roma cui lo ‎costrinsero la censura ed il fiato pesante del regime.” (dal blog ‎‎Damnatio Memoriae – ‎La pattumiera della Storia)‎
Vou voltar
Sei que ainda vou voltar
Para o meu lugar
Foi lá e é ainda lá
Que eu hei de ouvir cantar
Uma sabiá
Cantar uma sabiá

Vou voltar
Sei que ainda vou voltar
Vou deitar à sombra
De uma palmeira
Que já não há
Colher a flor
Que já não dá
E algum amor
Talvez possa espantar
As noites que eu não queria
E anunciar o dia

Vou voltar
Sei que ainda vou voltar
Não vai ser em vão
Que fiz tantos planos
De me enganar
Como fiz enganos
De me encontrar
Como fiz estradas
De me perder
Fiz de tudo e nada
De te esquecer

Vou voltar
Sei que ainda vou voltar
Para o meu lugar
Foi lá e é ainda lá
Que eu hei de ouvir cantar
Uma sabiá
Cantar uma sabiá

inviata da Bartleby - 14/2/2012 - 10:52



Lingua: Italiano

Traduzione italiana dal blog Damnatio Memoriae – La pattumiera della Storia
SABIÁ

Tornerò,
so che tornerò
nel mio posto
fu là ed è ancora là
che devo sentire il canto
di un sabià

Tornerò,
so che tornerò
mi sdraierò all'ombra
di una palma
che non c'è più
raccogliere il fiore
che non sboccia più
e forse un qualche amore
potrà allontanare
le notti che non volevo
e annunciare il giorno

Tornerò,
so che tornerò
non saranno stati fatti invano
tanti progetti
per ingannarmi
tante erranze
per trovarmi
tante strade
per perdermi
ho fatto tutto per niente
non ti dimenticherò

Tornerò,
so che tornerò
e per restare
so che l'amore esiste
non sono più triste
e la solitudine finirà

inviata da Bartleby - 14/2/2012 - 10:53


Il testo di “Sabiá” è ispirato a “Canção do exílio” scritta nel 1843 dal poeta brasiliano Gonçalves ‎Dias (1823-1864), una delle poesie in lingua portoghese più famose di sempre.‎

CANÇÃO DO EXÍLIO

Minha terra tem palmeiras,
Onde canta o Sabiá;
As aves que aqui gorjeiam,
Não gorjeiam como lá.

Nosso céu tem mais estrelas,
Nossas várzeas têm mais flores,
Nossos bosques têm mais vida,
Nossa vida mais amores.

Em cismar, sozinho, à noite,
Mais prazer encontro eu lá;
Minha terra tem palmeiras,
Onde canta o Sabiá.

Minha terra tem primores,
Que tais não encontro eu cá;
Em cismar - sozinho, à noite -
Mais prazer encontro eu lá;
Minha terra tem palmeiras,
Onde canta o Sabiá.

Não permita Deus que eu morra,
Sem que eu volte para lá;
Sem que desfrute os primores
Que não encontro por cá;
Sem qu'inda aviste as palmeiras,
Onde canta o Sabiá.‎

Bartleby - 14/2/2012 - 11:02



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