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Léo Ferré: Ils ont voté

GLI EXTRA DELLE CCG / AWS EXTRAS / LES EXTRAS DES CCG


Langue: français


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On va se marier
(Marco Valdo M.I.)
Mon Général
(Léo Ferré)
Ils ont brûlé
(Marco Valdo M.I.)


ferrel
[1969]
Paroles et musique de Léo Ferré
Parole e musica di Léo Ferré
Première exécution: 1969, Théâtre Bobino
au piano: Paul Castanier

Album: La mémoire et la mer

Arriveranno degli occhi bellissimi a chiedervi il conto


Trovate l'immagine che illustra questa pagina extra delle CCG/AWS un po' forte per un sito come questo? Lo capiamo. Ma oggi 14 aprile 2008 è il giorno in cui gli italiani hanno "votato", in cui esimi e competenti giornalisti/politologi/commentatori stanno dedicandosi ai soliti conteggi e ai soliti giochetti coi numerini, in cui la politica di palazzo travestita da "democrazia" si autocelebra. Già, hanno votato! E che votino, che mandino al "potere" i loro tragici fantocci, che esultino o si sconfortino, che continuino allegramente e tristemente a farsi prendere per il culo. E allora dedichiamo loro questa famosa canzonetta di Léo Ferré, con sempre maggiore convinzione, e con un pensiero a quel 20% di persone che, sia pure per i motivi più svariati, a questa farsa non hanno inteso partecipare. Si facciano i loro "governi", che non governano un cazzo dato che le decisioni, a livello globale, vengono prese ben altrove.

C'è ancora chi crede in queste marionette, c'è ancora chi crede che l'opposizione si faccia nei "parlamenti", c'è ancora chi non ha trovato il coraggio di dire basta. Que se vayan todos! Fra due, tre, cinque anni di nuovo saranno chiamati a esprimersi su un sistema che oramai non contempla più nessun tipo di espressione, tranne l'opposizione vera, quella dura, quella senza sconti, quella che non ammette nessun conteggio. Lo vogliamo dire proprio in questa giornata in cui torna al "governo" di questo paese una manica di pezzi di merda, di nazisti in camicia verde, di sporchi razzisti, di fascistelli riciclati; con all' "opposizione" un'altra manica di "certezze della pena", di democristiani, di preti, di forcaioli, di industrialotti venetazzi e compagnia bella. Ci fate r-i-d-e-r-e. Vi sfuggirà di mano tutto quanto. Dov'è non una falsa "opposizione", ma il vero opporsi, non ne avete idea. Forse qualche sentore. Vi scoppierà tutto in mano. Arriveranno degli occhi bellissimi a chiedervi il conto, e sarà un conto amaro, un conto accompagnato dalle risate. [RV]


Questo è il testo originale del 1967. Nella versione dal vivo del 1988 ci sono alcune varianti.
À porter ma vie sur mon dos
J'ai déjà mis cinquante berges ì
Sans être un saint ni un salaud
Je ne vaux pas le moindre cierge
Marie maman voilà ton fils
Qu'on crucifie sur des affiches
Un doigt de scotch et un gin-fizz
Et tout le reste, je m'en fiche

Ils ont voté... et puis, après?

J'ai la mémoire hémiplégique
Et les souvenirs éborgnés
Quand je me souviens de la trique
Il ne m'en vient que la moitié
Et vous voudriez que je cherche
La moitié d'un cul à botter?
En ces temps, on ne voit pas lerche...
Ils n'ont même plus de cul, les Français!

Ils ont voté... et puis, après?

C'est un pays qui me débecte
Pas moyen de se faire Anglais
Ou Suisse ou con ou bien insecte
Partout ils sont confédérés...
Faut les voir à la télé-urne
Avec le Général Frappard
Et leur bulletin dans les burnes
Et le mépris dans un placard

Ils ont voté... et puis, après?

Dans une France socialiste
Je mettrais ces fumiers debout
À fumer le scrutin de liste
Jusqu'au mégot de mon dégoût
Et puis assis sur une chaise
Un ordinateur dans le gosier
Ils chanteraient la Marseillaise
Avec des cartes perforées

Le jour de gloire est arrivé

envoyé par Riccardo Venturi - 14/4/2008 - 17:02




Langue: français

Il testo della versione dal vivo del 1988
ILS ONT VOTÉ

A porter ma vie sur mon dos
J'ai déjà mis soixante berges
Sans être un saint ni un salaud
Je ne vaux pas le moindre cierge
Marie maman voilà ton fils
Qu'on crucifie sur des affiches
Un doigt de scotch et un gin-fizz
Et tout le reste je m'en fiche

Ils ont voté... et puis, après?

J'ai la mémoire hémiplégique
Et les souvenirs éborgnés
Quand je me souviens de la trique
Il ne m'en vient que la moitié
Et vous voudriez que je cherche
La moitié d'un cul à botter?
En ces temps on ne voit pas lerche...
Ils n'ont même plus de cul, les Français!

Ils ont voté... et puis, après?

C'est un pays qui me débecte
Pas moyen de se faire Anglais
Ou Suisse ou con ou bien insecte
Partout ils sont confédérés...
Faut les voir à la télé-urne
Ces vespasiens de l'isoloir
Et leur bulletin dans les burnes
Et le mépris dans un placard

Ils ont voté... et puis, après?

Dans une France anarchiste
Je mettrais ces fumiers debout
A fumer le scrutin de liste
Jusqu'au mégot de mon dégoût
Et puis assis sur une chaise
Un ordinateur dans le gosier
Ils chanteraient la Marseillaise
Avec des cartes perforées

Et Madona est arrivée

envoyé par Marco Valdo M.I. & CCG Staff - 30/1/2014 - 22:59




Langue: italien

La versione italiana di Riccardo Venturi, del 14 aprile 2008
(versione 1988)

La canzone originale francese di Léo non sarà mai "datata". Anche se vi sono dei riferimenti alla Francia del 1969, alle sue elezioni, alle sue "trasmissioni elettorali". Anche se i computer hanno ancora le schede perforate. Ho quindi solo leggermente adattato il testo alla situazione attuale di questo paese, e a qualche innovazione tecnologica. Per il resto, tutto assolutamente identico.
HANNO VOTATO

A portarmi la vita sul groppone
ci ho già messo sessant'anni
senza essere né un santo né una merda.
Non valgo il benché minimo cero.
Mamma Maria, ecco tuo figlio
Crocifisso su dei manifesti
Un dito di whisky e un gin-fizz
E di tutto il resto me ne sbatto

Hanno votato…e poi, dopo?

Ho la memoria emiplegica
E i ricordi accecati
Quando mi ricordo del manganello
non me ne vengono che la metà
E voi vorreste che cercassi
la metà di un culo da prendere a calci?
In questi tempi non si vede un cazzo…
Non hanno più neanche il culo, gli italiani!

Hanno votato…e poi, dopo?

È un paese che mi fa ribrezzo,
non c'è modo di diventare inglesi,
o svizzeri o stronzi o anche insetti
dappertutto sono bipolari...
Bisogna vederli a Porta-a-Porta
questi cessi da cabina elettorale
con la scheda fra le ditazze
e il disprezzo in un manifesto

Hanno votato…e poi, dopo?

In un'Italia anarchica
farei rizzare in piedi 'sti stronzi
e gli farei fumare le schede scrutinate
fino alla cicca del mio disgusto
E poi, seduto su una sedia,
con un computer ficcato nel gozzo
canterebbero "Fratelli d'Italia"
con dei microprocessori

Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta

14/4/2008 - 22:17


Per quel che vale la mia opinione, caro Riccardo, rimango un po’ perplesso dalle tue parole. L’immagine degli occhi bellissimi che arriveranno a chiedere il conto della nostra stupidità, mi sembra solo una figura retorico-simbolico-profetica, che però non significa nulla: non credo che sia disertando le urne che ci si può opporre veramente all’imbecillità della maggioranza e nemmeno impugnando una pistola; ci penserà la storia, quella degli uomini e delle donne che fanno fatica a vivere, non quella delle troie in fuoristrada e dei manager col palmare, ad aggiustare le cose. Ma nel frattempo, noi gentucola qualunque continueremo a fare i nostri giochetti stupidi, a votare gentaglia e a crederci fighi.
E, forse, intendo dire le stesse cose che intendi tu.
Con affetto
Renato

Renato Stecca - 15/4/2008 - 08:30


Che le mie parole possano "perplimere", caro Renato, l'ho sempre messo e continuerò a metterlo tranquillamente in conto. Così come non è la prima volta che mi capita di sentirmi rivolgere una...critica iniziale, che poi va a parare esattamente in quel che dicevo anch'io; te ne sei senz'altro accorto ("...e forse, intendo dire le stesse cose che intendi tu").

Non è la prima volta e non sarà l'ultima; da moltissimi l'esercizio del "voto" è ancora percepito come necessaria espressione della propria idea, come mezzo di "cambiamento", come somma influenza diretta del cittadino sulla vita pubblica. D'altro canto, però, esiste un'altra percezione ben precisa: quella che il "voto" attuale appartiene a questa "democrazia", che di democrazia ha solamente il nome. Meglio sarebbe chiamarlo "avallo". Chi si reca alle urne attualmente, vi si reca ad avallare. Non esprime nulla. Esprime la sua preferenza per questo o quel "leader" che deve guidare il "governo"; per il resto, sotto c'è soltanto...il nulla.

Non parlo neppure dell'assenza di reali differenze tra i "programmi", ché questa già è una cosa chiara anche a un bambino piccolo. Io, come sempre e come non mi stancherò mai di dire finché avrò un filo di fiato, parlo del sistema. L'opposizione ad un sistema è una cosa diversa dalla finta opposizione "parlamentare". E' una cosa diversa e ha metodi ben diversi per esprimersi, per "votare". Votano i ragazzi delle banlieue parigine con le loro rivolte. Votano i napoletani affogati dalla spazzatura ingaggiando la loro lotta con lo stato repressore, al di là di che cosa poi vadano a scarabocchiare sulle schede elettorali.

Scrive oggi 15 aprile un amico e compagno sul suo blog, riportando un'affermazione di Enzo Modugno, che "aveva ragione il '68-'77: meglio zappare nell'orto pietroso dello scontro sociale". Concordo, e non solo perché ero presente di persona quando Modugno ha pronunciato questa frase, alla saletta "Est-Ovest" di Firenze. E' tornare a una contrapposizione sociale netta e senza sconti, il vero "voto". Il vero modo di esprimersi. Gli "occhi belli" che vengono a chiedere il conto, e non in maniera astratta o retorica (come dici nella prima parte della tua critica), ma ben precisa, mirata. Mirata come uno sparo.

Niente astratte e fumose "opposizioni all'imbecillità". Non ritengo affatto degli imbecilli coloro che si sono recati alle urne, neppure chi si è recato a votare per Berlusconi e compagnia bella. Così facendo entrerei in una logica che non è la mia, così come non sono tra coloro che sputano addosso in blocco agli americani perché eleggono Bush. Dico soltanto che recandosi alle urne ci si inserisce in un sistema che non contempla nessuna opposizione reale. Io "voto" in un altro modo; sta a te, e a tutti, meditare su come intenderete "votare" in futuro, se mettendovi in fila ad un seggio oppure mettendovi seriamente a zappare in quell'orto di cui parlava Enzo Modugno. E stavolta non c'è nessuna alternativa. Finiti i "se" e i "ma". O di qui, o di là.

Con affetto, RV.

Riccardo Venturi - 15/4/2008 - 15:04


Io ho votato, nella speranza di fermare quel fascista (il vero fascista) e mafioso (il capo di tutte le cosche) di berlusconi. Niente da fare: "troie in fuoristrada e manager col palmare" hanno avuto comunque la meglio. E in Parlamento detteranno legge la brambilla, ciarrapico, quel pezzo di merda corrotto del generale speciale, quel mafioso di Cuffaro e tanti altri come loro.
E i comunisti (o "comunisti"?) sono stati spazzati via.
E i "custodi" della "democrazia" saranno quelli che vogliono far passare la TAV sulle terre dei Valsusini e gli aerei da guerra americani su quelle dei Vicentini.
Sono stato un cretino del cazzo.
Cari Ferré e Venturi, avete ragione voi.

Alessandro - 15/4/2008 - 15:33


... "cuffaro" è da intendersi scritto con la c minuscola, come tutti gli altri pdm della sua risma...

Alessandro - 15/4/2008 - 15:36


che la democrazia italiana zoppichi da tempo è indiscutibile, ma non posso dimenticare che centinaia di giovani sono stati torturati e uccisi per essa. Per quanto sia sbagliata l'Italia di oggi, penso che 70 anni fa si stesse molto peggio. Votare è un dovere nei confronti di chi ha lottato e di chi ancora resiste. Saluti extraparlamentari

matteo88 - 15/4/2008 - 18:46


@ Alessando : Berlusconi fascista ??? Senza fez e la feluca ??? Ma dai !!! Nel 2008 poi...
Per la sua vittoria devi ringraziare solo la sinistra stessa,che durante questi ultimi anni non ha fatto nada de nada per quelle categorie che tanto si vanta di difendere.
W l'antipolitica

Biagio - 15/4/2008 - 19:18


Mi si perdoni questa risposta comune a Matteo 88 e a Biagio. Non è questione di "zoppicare", per questa "democrazia", è questione semplicemente se nei suoi elementi costitutivi essa possa essere realmente, fattivamente essere definita democrazia o meno. Se ci si accontenta delle apparenze, li ha tutti (voto compreso). Se la si analizza in profondità, nei suoi meccanismi e nei suoi modi di rapportarsi alle entità veramente decisionali, non lo è. Inutile fare appello ai "giovani che si sono sacrificati per la democrazia"; quei giovani si sono sacrificati per qualcosa che attualmente non esiste più. Così come sarebbe necessario ricordare i tanti giovani (e meno giovani) che da questa "democrazia" sono stati ammazzati, e con metodi perfettamente "democratici", con leggi più o meno speciali votate a maggioranza dal parlamento. Indi per cui, se si parla di "resistere", ritengo che l'esercizio del non voto, cioè nel non avallo allo status quo, sia un vero esercizio di democrazia. Il non starci. Se poi all'aggettivo "extraparlamentare" si attribuisce il valore dato nel titolo del "Manifesto", proprio non ci siamo. Ma se si vuole continuare a non capire una sega, basta continuare a leggere il quotidiano di Valentino Parlato, che oltre a non capire disperatamente un cazzo nulla di politica, secondo me è pure un po' iettatore.
Quanto al "W l'antipolitica" di Biagio, non mi piace. Quel che vado dicendo è esattamente nel senso contrario dell' "antipolitica". E', anzi, un ritorno alla Politica, ma totalmente slegata dai meccanismi imposti dal sistema. Strade differenti. Sta a chiunque decidere se imboccarle o meno. Sta a chiunque cogliere nei fatti le modalità per l'azione. Azione diretta. Non mediata. Non delegata. Quando sarà capito che il non delegare, e quindi anche il non votare, è il metodo per riappropriarsi in primis della propria autentica capacità politica, teorica e pratica, sarà un vero passo avanti. Tutto il resto è fuffa, magari in buona fede, magari intrinsecamente rispettabile, ma fuffa. Concludo dicendo che gli "occhi belli" dell'immagine sono anche un ovvio e doveroso omaggio all'anarchico Fabrizio De André. "Ed avevamo gli occhi troppo belli". Saluti a tutti. [RV]

Riccardo Venturi - 16/4/2008 - 01:32


Mi riconosco nelle parole di Renato Stecca. Le cose potranno cambiare solo se cambierà la gente. Purtroppo guardandosi intorno tutti sono accomunati da poche cose: la paura e l'odio verso gli immigrati e i rom, il lamento continuo per tutto ciò che accade, si lamentano perché ci sono i lavori stradali, MA si lamentano ANCHE perché non fanno i lavori stradali, si lamentano perché hanno preso la multa MA ANCHE perché i vigili non fanno le multe (agli altri). Qualche giorno fa ho sentito uno che si lamentava perché aveva avuto in eredità un oliveto e gli toccava raccogliere e vendere le olive con profitto troppo scarso. Poveri italiani, ostaggi di lavavetri e mendicanti che si mettono sul loro cammino col proposito di farli inciampare, che tremano dalla paura di avere la casa svaligiata, mentre i loro figli si ammazzano sulle strade (20 morti nell'ultimo week-end, più della strage di Nassirya) o non tornano a casa dal lavoro perché c'è stato un inconveniente.
Anche se i partiti fanno a gara a chi è il più forcaiolo, non c'è dubbio che in questo campo fascisti e leghisti riescono meglio perché hanno una lunga tradizione i primi ed una vocazione naturale i secondi. Nessuna meraviglia se le elezioni sono andate così.

Silva - 16/4/2008 - 11:13


Scusa Riccardo, ma queste elezioni mi hanno davvero confuso... Premetto che non ho poca cultura politica e che, come ho detto, i pensieri che hai espresso sento di condividerli... Mi chiedo però, impegno personale ed azione diretta sono necessariamente antitetici al voto, che è il mezzo principale della "democrazia" rappresentativa? Cioè, è così assurdo condurre un'esistenza "disgiunta", dove nella mia realtà mi faccio il culo in prima persona, per esempio, contro la guerra, contro la mafia, contro l'inefficienza dei servizi, per i più deboli e inculati, e poi vado anche al seggio a votare, turandomi il naso, PD per provare a fermare Berlusconi o a votare, turandomi sempre il naso, Sinistra Arcobaleno perchè penso che vada salvaguardata una rappresentanza "comunista" in Parlamento (anche perchè, per dire, non è mai stata la mia azione diretta a salvare il culo al ragazzo del centro sociale che sta per essere randellato dalla celere, ma semmai la telefonata al vice-questore del deputato di Rifonda)? Voglio dire, gli operai hanno la tessera della FIOM-CGIL in tasca ma poi rivendicano il loro voto alla Lega... io non posso fare l'"anarchico che non si astiene" e magari vota pure Veltroni o Bertinotti perchè pensa che per gli altri - per esempio, quelli che non hanno il tempo o la forza di fare azione diretta magari perchè hanno due figli da mantenere con un contratto di lavoro precario e ricattabile sia comunque meglio non avere quel fascista e mafioso di Berlusconi a cagargli in testa?

Scusa la provocazione - che, lo so già, smonterai pezzo a pezzo - però sono colto sempre da un'istintiva diffidenza per i duri e puri, per i "o di qua o di là", per i "senza se e senza ma"... E poi mi rode veramente il culo di avere ancora una volta Berlusconi sul cazzo senza nemmeno più un comunista all'orizzonte... Secondo te davvero non ci sarà nessuna differenza - e lo dico fra i conàti di vomito - rispetto ad uno scenario con il democristiano Veltroni vincente e qualche (pseudo)comunista in Parlamento?

Beh, io l'azione diretta avrei continuato a farla ma senza avere il timore che una mattina alle 5 mi irrompono in casa quattro energumeni che, dopo avermi saccagnato per bene, mi portano in un posto tipo Bolzaneto e poi mi ritrovano invalido o non mi ritrovano proprio...

Non so, sono molto confuso...

Alessandro - 18/4/2008 - 23:29


Anch'io non mi riconoscevo in nessuno dei partiti che si sono presentati alle elezioni, tuttavia ho votato per il meno peggio. Non si può dire che sono tutti eguali. Pancho Pardi (per cui non ho votato perché al senato ho votato per la sinistra arcobaleno) che va da solo ai comizi con la sua macchina che prende fuoco sullo svincolo dell'autostrada non è assolutamente eguale a Berlusconi col suo corteo di sudditi e guardie del corpo. Di Pietro è certamente un tipo giustizialista con idee opposte alle mie, ma non si può dire nè che sia un ladro nè che sia un mafioso. Niki Vendola non è Cuffaro, ha certamente una mentalità più aperta ed una maggiore cultura.
Non si può pensare che tutti siano peggiori di noi. La classe politica rispecchia la società italiana. E' la società che è devastata dal trionfo del capitalismo dove ciascuno vale per quanto ha e non per ciò che è. Sono le solite banalità ma è così.

Silva - 20/4/2008 - 11:19


"Premetto che non ho poca cultura politica"... volevo dire che ne ho davvero poca, forse nessuna. Mi è uscita male...

Alessandro - 20/4/2008 - 15:30


Cazzo, è da quando ha vinto Berlusconi che non smette di piovere... Sta a vedere che è proprio vero il detto popolare: "Piove, Governo ladro!"

Alessandro - 21/4/2008 - 10:20


Caro Alessandro, sembra che il tempo abbia deciso finalmente di rimettersi al bello proprio venerdì; e, casualmente, venerdì è il 25 aprile. Che sia un segno del destino? Ad ogni modo, traggo quanto segue dal bollettino meteo di "Repubblica", che sarà un giornalazzo piddino di merda ma la cui meteo è generalmente attendibile:

Previsione - Venerdì 25 aprile

prevventicinqmatt

mattina

prevventicinqpome

pomeriggio

prevventicinqsera

sera

Riccardo Venturi - 22/4/2008 - 16:25


Ciao Riccardo, grazie per la buona notizia, perchè tra la pioggia e Berlusconi non ho un osso che non mi faccia male. Ho proprio bisogno di un bagno di sole purificatore.

Detto questo, e ringraziandoti per il saluto a pugno chiuso, che ricambio, devo però confessarti che ho votato piddì, anche se non sono un piddino di merda... ebbene sì, Berlusconi mi fa troppo schifo, non lo vorrei come vicino di casa e quindi ho cercato inutilmente di allontanarne lo spauracchio votando Veltroni... Già, l'ho fatto, turandomi il naso, la bocca e financo il culo (per non rischiare di farne una sporta direttamente in un'urna)... Non mi/ti faccio un po' skifo?

Alessandro - 23/4/2008 - 00:13


Caro Alessandro, premesso necessariamente che a me personalmente non fai nessuno "schifo", e che ritengo la decisione di recarsi a votare semplicemente una scelta così come lo è la mia di non farlo, debbo però formulare una domanda sia a te, sia a tutti coloro che hanno fatto un ragionamento identico o analogo al tuo. Noto infatti una cosa curiosa, a livello "elettorale": l'antiberlusconismo, o la berluscofobia, producono risultati miserandi. Lo stesso vale per il cosiddetto "menopeggismo", perfettamente espresso da Silva. Come "collante" e come impulso, credo che oramai sia abbastanza screditato da meritare una seria riflessione in tutti coloro che, al momento di scegliere di andare a votare, se ne lasciano catturare. Verrebbe quasi da dire, parafrasando certe affermazioni del passato, che l'antiberlusconismo è il peggior prodotto del berlusconismo...senza contare che, stavolta, si è espresso con la preferenza massiccia ad una formazione politica (ma si può ancora parlare, allo stato attuale, di "formazioni politiche"? Parlerei piuttosto di contenitori variabili riuniti sotto il nome del liderazzo di turno...) il cui "programma" non differisce sostanzialmente da quello della "formazione" avversa. Lo stesso securitarismo spalmato a piene mani, le stesse "certezze della pena", la stessa "fermezza contro i clandestini", e tutto il resto che contribuisce a creare un quadro desolante che non dovrebbe più instillare nella gente gli aneliti al "meno peggio". I risultati del "meno peggio", credo, sono sotto i vostri occhi, così come lo sono i "governi" che ciò è riuscito ad esprimere. Mi chiedo allora: fino a quando (quousque tandem) vorrete continuare con questo andazzo, annegando nell'antiberlusconismo sterile? Fino a quando vorrete continuare a ragionare a base di "X è comunque un po' meno peggio di Y"? Rinunciando così ad ogni sorta di partecipazione, e più che altro di individuazione del vero stato delle cose. Slegandovi. Berlusconi vince perché catalizza su di sé non soltanto il consenso, ma anche l'anticonsenso; e la cosa si inserisce, in modo più vasto, sulla perdita totale di una vera coscienza politica, che è soprattutto -a mio parere- coscienza di classe. Finché questa cosa non sarà (ri)compresa, con il conseguente abbandono di menopeggismi e fobie varie, continueranno a far male le ossa a te e a tanti altri. Inutile poi stracciarsi le vesti e dire "mi faccio schifo". Non ti devi affatto fare schifo, devi solo rimboccarti le maniche e farti un esame non di coscienza, ma di visioni, di desideri, di obiettivi. Saluti carissimi! [RV]

Riccardo Venturi - 23/4/2008 - 06:39


Condivido, ma c'è comunque una cosa che non capisco...
Mi pare che fra le righe delle cose giuste che dici si annidi però un pregiudizio: che chi vota (ed è evidente che in questa democrazia storta, chi lo fa, lo fa "contro" qualcuno o per il "menopeggio") sia uno che delega, "rinunciando ad ogni sorta di partecipazione", uno che "non si rimbocca le maniche", uno che rinuncia a perseguire "visioni, desideri, obiettivi"...

Non è così. Ed è per questo che in un post precedente parlavo di "esistenza disgiunta": contribuire a garantire nell'immediato il "menopeggio" per tutti, e al tempo stesso coltivare i sogni, rimboccarsi le maniche e partecipare (con le persone, nelle strade e nelle piazze, non certo nelle riunioni di questo o quel partito o sindacato)... Condivido molto poco o quasi nulla del PD, qualcosa di più della sinistra... il fatto è che mentre io, te e gli altri ci sforziamo di coltivare visioni, desideri, obiettivi, c'è magari qualcuno lassù che i nostri teneri virgulti di partecipazione non solo non li lascia crescere, tollerandoli magari senza condividerli, ma ci dà sopra il diserbante o manda i suoi sgherri a sradicarli... la storia dell'umanità è piena di germogli di cambiamento, di rivoluzione estirpati con il consenso e il plauso dei benpensanti, dei benestanti, dei bottegai, degli intolleranti, dei mafiosi, dei razzisti, dei fascisti anche se non dichiarati...
E io penso che questa gente, questa mentalità vada contrastata ad ogni livello, a costo di qualche idiosincrasia, di una "disgiunzione"... il "tantopeggismo" non è migliore del "menopeggismo", al di là degli esiti delle urne... Ho votato ed ho votato "contro", è vero, ed è altrettanto vero che non è servito a nulla... ma ho votato contro Bolzaneto, contro la mafia e, in definitiva, contro il neofascismo che Berlusconi, Bossi e Fini ("farete la fine di Mussolini", un ottimo slogan) oggi incarnano più che mai e di questo non sono dispiaciuto, anche se da "disgiunto" sono combattuto e diviso... e anche se per questo ho dovuto votare PD, ciò non mi impedirà certo di manifestare contro la TAV o contro la base di Vicenza o contro l'aumento delle spese militari... per dire, mica perchè il papa dice che non si devono usare i gommini, allora vado a prendermi l'AIDS o a seminare figli per il mondo!
Ciao!

Alessandro - 23/4/2008 - 10:19


Que Léo fut d'origine italienne, on finira par le savoir. Que Léo fut un des plus grands artistes du siècle dernier, c'est éclatant. Que Léo fut anarchiste, personne n'en doute. Que Léo fut militant par la chanson, on ne pourra l'ignorer. Et ceux qui font semblant de le prendre pour une sorte de poète bon chic, bon genre, au garde-à-vous devant les autorités, un peu ficelle, couché à plat ventre devant la démocratie libérale et son capital, oublient cette idée bien vite. Léo était anar pur jus et il ne se commit jamais avec les ors de la République, du Panthéon et des (b)urnes.
Sans vouloir en dire trop, mais on se demande parfois pourquoi les gens (les gens dans la rue, ceux qu'on aime bien, quoi) continuent à voter... alors qu'ils savent comme nous que si les élections avaient la moindre chance de changer le monde, il y a bien longtemps qu'elles auraient été interdites... Il est vrai que quand elles en arrivent là, il suffit d'un simulacre de truquer les élections avec le secours de la Cour suprême (USA), de marcher sur la capitale ( où était-ce encore ?), d'un coup d'État (Portugal), d'une guerre civile (Espagne), d'un assassinat (11/9 – Chili)... ou alors, posséder la baguette magique de la télévision...
Léo, c'était un vrai copain, comme on les aime. Tout dru, tout dret.
Pour tout dire, on est comme lui : anarchiste, abstentionniste, athée, atypique, amoureux, amical, (un peu) artiste (comme disait un flic à Vian : Artiste, artiste... C'est pas un métier, çà...)...
Comme lui, parfois, on aimerait se faire con ou insecte...

Ainsi parlait Marco Valdo M.I.

Marco Valdo M.I. - 2/12/2008 - 20:30


Vabbè... dopo aver affondato la sinistra estromettendola dal Parlamento, Water Veltroni (come lo chiama simpaticamente lo Scocciante) si è suicidato lasciando il campo libero ai fascisti... e già comincia a sentirsi puzza di Weimar e camicie brune...
E dire che l'ho pure votato, 'sto Water! Sono ancora qui che mi dò martellate su ciò che ormai resta delle balle!
Scusatemi, scusate tutti! A votare non ci vado più, mai più...

Alessandro (che ha finalmente preso coscienza) - 19/2/2009 - 09:50


@ Alessandro

Berlusconi, Bossi e Fini ("farete la fine di Mussolini", un ottimo slogan)

Me ne e venuto uno anche a me molto simile dimmi che ne pensi

Ferrero, Fassino e Bertinotti
farete la fine di Matteotti

No comment
(Don Curzio )

Forse sarebbe semplicemente meglio che nessuno facesse né la fine di Mussolini, né quella di Matteotti, che ne dite tutti e due?... (RV)

19/2/2009 - 12:09


Mah, 'sto Don Curzio - cui non mi sono mai rivolto e il quale ha fino ad oggi fatto altrettanto, ed ha fatto bene - è andato a commentare una riga di un mio intervento ben più articolato di quasi un anno fa...
Vuole questo signore sapere come la penso?
La fine di Matteotti sullo stesso piano di quella di Mussolini?
Come i repubblichini sullo stesso piano dei partigiani?
Come le foibe sullo stesso piano degli eccidi nazifascisti o, peggio, dell'Olocausto ebraico?
Beh, io dico di no, per il semplice fatto che non sono un fascista ricutinato come 'sto Don Curzio, al quale non intendo rivolgermi qui nè mai mi rivolgerò.
E lo prego di fare altrettanto.

Alessandro - 19/2/2009 - 17:36


Vedi carissimo Riccardo, la mia provocazione ha avuto il risultato che mi attendevo. Ovvero evidenziare come certe categorie di persone (e non dico solo comunisti perche sarei ingiusto verso coloro i quali lo sono e non per questo mi portano rancore ma anzi sincera amicizia ) non hanno il benche giudizio critico ne un po di buon senso. Chiusi nei loro schematismi ideologici essi non riscono a vedere oltre i paraocchi che essi hanno. Manichei. E per questo che essi non solo non vogliono confrontarsi, ma quando lo fanno cio avviene attraverso ingiurie, offese e menzogne, ed io non appartengo a questi. Per quanto riguarda i paragoni di prima, inutile che evidenzi quanto essi siano assurdi, anche perche il comunismo (anche quello nostrano che si spacciava per buono) confrontato il nazi fascismo non ci fa bella figura. E non lo dico solo prendendo posizione ma cercando di avere una dimensione oggettiva del confronto.Cosi come oggettivo pensare che le morti di Matteotti e Mussolini sono state nel loro simili.
Premeditate e fatte da molti armati contro uno solo.
Come anche quella di Sergio Ramelli, preso a colpi di P38
sotto casa. Mi dissero che il giorno dopo si vedevano ancora le impronta del cervello rosa schizzato nella cunetta del marciapiede. Cose che mi auguro non accadino
a nessuno. Saluti a tutti voi

Don Curzio Nitoglia - 19/2/2009 - 21:51


Vedi, carissimo Don Curzio, io credo che in ogni tipo di discussione bisognerebbe prima partire da dati di fatto. Non ha senso parlare di "oggettività", quando, proprio mentre ci si definisce tali, non lo si è. Facciamo un esempio: dici che sarebbe "oggettivo" pensare che le morti di Matteotti e Mussolini siano "simili", mentre, appunto, non ha alcun senso storico esprimersi in tale maniera. Giacomo Matteotti era un coraggioso galantuomo che fu fatto assassinare dal fascismo, su assenso di Mussolini (il quale era a conoscenza degli autori del fatto, in primis il famigerato Amerigo Dumini). Assumendosi in pieno la responsabilità morale e fattuale dell'assassinio di Matteotti, Mussolini inaugurò di fatto la dittatura con il famoso "discorso dei Manipoli" del 3 gennaio 1925; e non riconoscere questi fatti, perdonami, è segno di ignoranza storica al di là delle differenti idee o ideologie. Non si può parlare di similitudine tra l'assassinio a sangue freddo di Matteotti e la fine di un dittatore che comunque aveva portato un paese intero a una guerra rovinosa dopo vent'anni e rotti di oppressione. Non basta che Mussolini si sia ritrovato da solo (anzi no, in compagnia della Petacci) davanti a un plotone di esecuzione per parlare di similitudine con l'assassinio di Matteotti; non foss'altro per il fatto che davanti a quel plotone c'era una persona che aveva avuto diritto di vita e di morte su un popolo intero, e per due decenni. La stessa persona che davanti a quel plotone fu portata mentre vigliaccamente stava scappando travestito da caporale tedesco. Matteotti, pronunciando in parlamento un discorso poco prima di essere rapito e ucciso, sapeva invece benissimo di firmare la propria condanna a morte proprio con quel discorso; ciononostante lo tenne.

Il tuo tentativo di mettere quelle due morti sullo stesso piano è antistorico. Anche tu, ahimè, sei pervaso proprio di quegli "schematismi ideologici" di cui accusi gli altri. Sul "confronto fra comunismo e nazifascismo", nel quale il primo non farebbe "bella figura", ognuno poi può vederla a suo modo; per me, ad esempio, il fascismo resta soltanto un'idea di prevaricazione totale dell'uomo sull'uomo che mi ispira soltanto repulsione. Ciò non toglie che neppure io augurerei a nessuno di fare la fine di Sergio Ramelli; ma in quegli stessi anni, dei camerati di Ramelli facevano fare la stessa identica fine a ragazzi di sinistra, ugualmente disarmati: hai mai sentito parlare delle gesta di Valerio Fioravanti, di Walter Sordi, di Giorgio Vale, di Alessandro Alibrandi ed altri? Riuscirono persino ad ammazzare, per uno scambio di persona, un innocente geometra di 24 anni che ebbe la sfortuna di girarsi alla loro chiamata alla vittima designata (un avvocato), e che indossava lo stesso tipo di loden: si chiamava, se non erro, Leandri. Un innocente cui non è stata intitolata nessuna strada, che non viene ricordato da nessuno.

Saluti cordiali

Riccardo Venturi - 20/2/2009 - 01:02


Don Curzio? Ma chi?
Il prete che ancora ce la smena coi perfidi giudei e con il complotto giudaico-massonico?
Ma chi? Quello che l’unico Olocausto è quello di Cristo mentre i perfidi giudei sono dei luridi apostati quando osano affermare l’enormità del male che hanno subìto?
Ma chi? Quello che dice che chi oggi parla di Shoah è uno “sterminazionista”?
Ma chi? Il prete che Bergen-Belsen era “un campo di lavoro”?
Ma chi? Quello che gli ebrei e l’omicidio rituale? Quello che il nazismo non ce l’aveva con gli ebrei ma con i comunisti? Quello che va a finire che gli ebrei sono tutti comunisti e i comunisti sono tutti ebrei e che forse è per questo che i comunisti mangiano, notoriamente, i bambini (ritualmente, s’intende)?
Ma chi? Quello che il Concilio Vaticano II “Tradimento! Tradimento!”, la morte dei sani valori e del vero cattolicesimo?
Ma chi? Il collega del negazionista Williamson, un altro che per troppo tempo ha abusato dell’abito che riveste per sparare impunemente pericolose stronzate?
Ma chi? Proprio uno dei sostenitori del Williamson di cui sopra, che oggi l’Argentina ha espulso come persona non gradita?
Ma chi? Quello dei convegni e seminari alla Casa Militante Tiburtina, a Ordine Futuro, a Forza Nuova? Quello delle riviste missine e antisemite “Avanguardia” e “Sodalitium”?
Ma chi? Il sacerdote preferito da Roberto Fiore?

Ma che vuole qui ‘sto infido erudito nazifascistone intonacato?

Alessandro - 20/2/2009 - 09:01


Vues de l'étranger, la mort de Matteotti et celle de Mussolini, si on veut les comparer, n'ont pas du tout le même sens, ni la même résonance.
Bien je sois profondément internationaliste et que les frontières n'ont à mes yeux aucun sens, qu'il n'est ni de nation, ni de patrie... qui tienne, j'utilise un instant le regard « étranger », c'est-à-dire un regard qui n'est pas inclus dans l'ensemble fermé dans lequel Mussolini et ses successeurs ont voulu enfermer l'Italie – sans exclure que pour eux, l'Italie avale le monde – favoloso Impero. Il y aurait donc d'un côté les Italiens et de l'autre l'étranger. On peut considérer comme disait Voltaire, que tel Micromégas, c'est-à-dire du point de vue de Sirius, on dispose d'un regard plus vaste, d'un panorama plus étendu et moins directement impliqué. Disons plus serein, plus satellitaire, en quelque sorte.

Vue de l'étranger, la mort de Matteotti est considérée comme un assassinat fasciste – ni plus, ni moins. C'est-à-dire une bassesse, une vilenie et un acte de guerre civile prémédité. Il n'y a pas l'ombre d'un doute à ce sujet. À elle seule, dès le moment où elle a été connue, elle a condamné aux yeux du monde, Mussolini, son régime, son idéologie, ses habitudes squadristes, ses mensonges, son délire.... À elle seule, elle a ouvert les yeux de ceux qui ne savaient pas encore ce qu'était le fascisme. En ce sens, bien que le terme ne soit pas de ceux que nous ayons l'habitude d'utiliser, Matteotti est un martyr et à ce titre, il est l'objet d'un immense respect à l'étranger et de la part des étrangers.

Toujours vue de l'étranger – et en l'occurrence, voir de l'étranger est important, la mort de Mussolini apparaît comme la conclusion logique d'un processus qu'il avait lui-même enclenché, comme un juste retour de manivelle. Et encore... C'est bien en dessous de ce qu'il aurait fallu. Il en est de même de la mort de son collègue Adolf. Ces deux-là ont sur le râble (remarquez que je ne dis pas la conscience, car vous conviendrez qu'ils ne pouvaient en avoir...) la bagatelle d'un massacre de quarante millions de morts et il faut bien dire que le fasciste en fut l'initiateur.
Vus de l'étranger, l'un comme l'autre étaient des fous furieux, des bêtes dangereuses, atteintes d'une rage inhumaine et crapuleuse et à ce titre, comme pour toutes les bêtes atteintes de pareil délire assassin, les abattre relevait seulement de l'acte prophylactique le plus élémentaire.
Voyez-vous, un chien enragé qui mord (il ne faut même pas qu'il tue) un être humain (enfant, femme, homme, Juif...) est immédiatement abattu et c'est de bonne justice. Que dire alors d'une bête enragée qui sciemment et pendant un ventennio a assassiné ou fait assassiner des Africains désarmés, des Grecs, des Yougoslaves, des Russes et bien entendu, des Italiens... Bref, des millions de femmes, d'enfants, d'hommes.... Que faut-il faire d'une pareille pourriture ? À part l'abattre...
Il s'agissait tout simplement de « racheter la honte et la terreur du monde » (« La vergogna e il terrore del mondo »).

Imaginez un instant que comme pour Kesselring, au terme d'un procès – en supposant entretemps qu'on ne l'eût pas fait échapper à nouveau – on eût condamné à mort l'un de ces petits messieurs, puis comme pour Kesselring, on eût commué leur peine en prison à vie, puis toujours comme Kesselring, sur les instances de certains, on eût pris en compte leur âge, leurs états de santé, leurs états d'âme ... pour les mettre aux arrêts à domicile; puis encore, comme pour Kesselring, on les eût finalement libérés et enfin, que comme Kesselring, ils eussent réclamé un monument de reconnaissance pour les services rendus à la patrie, au peuple...
Lo avrai, Camerata Kesselring...
Déjà que leurs descendants, que leur postérité s'activent vivement en ce sens, que le révisionnisme prospère et que c'est tout juste si on a pu calmer la bête pendant presque soixante ans...
Mais c'est une hydre aux tentacules multiples et douée d'insoupçonnables capacités de régénérescence.
Ainsi, Brecht avait raison : « Le ventre est encore fécond d'où a surgi la bête immonde ».
Bref, en plus clair encore, si vous pouvez l'entendre... Si c'était à refaire, s'il fallait une nouvelle fois abattre la bête, on devrait le refaire. Sans barguigner.


Voici un point de vue de l'étranger et vous en ferez ce que vous voudrez.

Ora e sempre : Resistenza !
Ainsi Parlait Marco Valdo M.I.

Marco Valdo M.I. - 20/2/2009 - 10:12


Caro Riccardo, non ho ne sminuito la figura di Matteotti ne sminuito la gravita assassinio e mussolini se ne assunse pure la responsabilita. Del resto Matteotti ebbe il coraggio di fare cio che disse sapendo bene quello che gli sarebbe accaduto e cio merita grande rispetto. Non mi importa che non la si pensi cosi anche per Rolando Rivi (un seminarista quattordicenne trucidato dai partigiani rossi ) o per Ettore Muti ammazzato da sicari badogliani, ma io credo che chiunque muoia per le sue idee vadi rispettato a prescindere da quali essi siano. Per meglio esprimere il concetto uso una frse di Ezra Pound : "Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui." Sul Fascismo rimane il fatto che se esso fosse rimasto come quello del 1919 e il suo capo lo stesso che in gioventu organizzava scioperi con la bandiera rossa, (si veda qui) che al congresso del PSI nel 1912 di Reggio Emilia sputtanò (mi si perdoni il termine) pubblicamente Turati, Treves e la loro corrente perche erano troppo moderati... che una volta disse davanti a una platea “Dio, io ti sfido, se esisti, fulminami”, io sarei il primo ad essere anti fascista e senza alcuna modestia anche piu di voi. Sulle aggressioni anni 70 dico che vanno condannate senza esitazioni, sia contro quelle di giovani di destra che di sinistra. Un sincero saluto a tutti voi

P.s : Inviterei il signor Alessandro a moderare i toni , anche perche nei confronti di chi non ha mai condannato Praga, Budapest, Tien An Men come Gulag, Foibe e Laogai e le montagne di ossa di polpottiana memoria non ho di che sentirmi in colpa. Quando il bue che da del “cornuto” all’ asino...

Don Curzio Nitoglia - 20/2/2009 - 12:49


Su questa pagina del grande Léo Ferré (cui chiedo un semplice perdono alla memoria senza invocare "anime", dato che né lui e né io ci crediamo o abbiamo creduto) sta avvenendo una cosa che non vorrei mai vedere, vale a dire la cosiddetta "guerra dei morti". Se non fosse una cosa sommamente tragica, mi ricorderebbe gli album delle figurine Panini: ce l'hai un Auschwitz? Me lo scambi con tre foibe? Una fossa di Katyn per un eccidio di Marzabotto? Il genocidio dei comunisti indonesiani eseguito da Sukarno contro un genocidio polpottiano? No, no, così non va e mi permetto di dirlo a tutti quanti.

Mi sento del tutto lontano da questo modo di ragionare, e di ridurre dei genocidi o foss'anche la morte violenta di una singola persona ad un'occasione di zuffa verbale. Di immondi troiai ne sono stati commessi sia in nome del "comunismo" che del "fascismo". Anche e soprattutto per questo sono anarchico. Un anarchico che non scorda di essere stato perseguitato sia dai fascisti che dai comunisti, e perseguitato e incarcerato anche dalle cosiddette "democrazie". Un anarchico che non si adatta e non si adatterà mai al computo delle vittime e ai "libri neri" di qualsiasi parte. Un anarchico che non ha bisogno di ricorrere né al fascista Ezra Pound (che peraltro, vorrei ricordarlo a don Curzio, fu liberato dal carcere americano dov'era stato rinchiuso soprattutto per la campagna svolta dai principali esponenti della sinistra americana, come ad esempio Howard Fast) né ai manuali del "socialismo reale" per capire che bisogna essere disposti certamente a lottare per le proprie idee, senza per questo trasformarle in una galera per gli altri e anche per se stessi.

Io sono contro le galere, di qualsiasi tipo. Fisiche e mentali. Mi piacerebbe che la gente imparasse ad uscirne, ed imparasse a liberarsi dal desiderio di volervi rinchiudere chi non la pensa come lui. Anche perché, e torno a dirlo con Raoul Vaneigem, niente è sacro, tutto si può dire. Lo si può confutare con la forza delle idee, se si ritiene che tali idee abbiano forza; l'idea altrui può ispirare sincero ribrezzo (come me lo ispirano i fascismi di qualsiasi tipo e in qualsiasi modo si ammantino), ma non la si combatte a colpi di morti. Di morti tutti ne hanno fatti. Ne ha fatti, e lo dico senza mezzi termini e senza nessun prosciutto sugli occhi, anche l'Anarchia. L'errore è adattarsi a questa cosa come ad un fatto compiuto. L'errore eterno è quello di cercare di zittire l'avversario opponendogli il sangue versato. L'errore è sempre quello di esigere "condanne" all'altro. A questo voglio essere del tutto brutale: guardate, signori miei, che i morti sono morti e se ne stracatafottono delle vostre "condanne" più o meno a posteriori. Niente e nessuno potrà riportarli in vita. Ognuno dovrebbe essere capace di guardare in casa propria, e di trarne delle conclusioni sensate. Conclusioni sensate sono ad esempio queste: che Pol Pot è stato un assassino. Che i militari argentini sostenuti da mons. Pio Laghi sono stati degli assassini. Che gli stalinisti ungheresi erano degli assassini. Che anche fra i rivoltosi ungheresi c'erano dei fascisti assassini. Che i rivoluzionari francesi che repressero nel sangue l'insurrezione vandeana erano degli assassini. Che i nazifascisti che massacrarono popolazioni inermi in tutta Europa erano degli assassini. E così via, per tutta la storia umana.

Cosa vogliamo fare, perpetuare la cultura di questi assassini, tutti coi loro simboli, tutti con le loro belle bandiere? Oppure cercare di metterci un "basta", dando così a tutti i morti di qualsiasi tempo quella che è la vera ed estrema forma di rispetto, ovvero quella di non ridurli a chiacchiere "ideologizzate", che peraltro in questo tempo ed in questo paese assomigliano sempre più tragicamente al tifo calcistico?

Io non ho nessun dubbio su quale opzione scegliere. Ma a chi sceglie l'altra non posso opporre che ragionamenti ed argomentazioni. Non ho mai preso in mano un'arma in vita mia, e intendo continuare a farlo. La frase di Pound avrebbe valore se dietro non ci fosse il rombo dei cannoni e il crepitare dei fucili; così com'è, è soltanto l'ennesimo grido di guerra. In lingua gaelica: slaugh ghairm, da cui deriva il moderno termine "slogan". Saluti a tutti quanti.

Riccardo Venturi - 20/2/2009 - 18:17


Caro Riccardo,

sono totalmente d'accordo con te. Ma guarda che io non ho proprio giocato a figurine coi morti, anche perchè con 'sto Don Curzio proprio non mi va di giocare a nulla, nè tanto meno ho opposto sangue al sangue nel tentativo, inutile, di zittire un provocatore...
Non torno sulla stronzata dell'equiparazione tra l'assassinio di Matteotti e l'inevitabile, se non giusta, fine di un sanguinario dittatore come Mussolini... ci avete già pensato tu e Marco Valdo M.I....
Quanto a Pol-Pot e gulag e altre "amenità", non sono certo io ad averle introdotte...
A me piacciono le polpette e il gulash, e non quegli altri piatti velenosi elencati da 'sto Don Curzio, rispetto al quale mi sono limitato ad una breve enucleazione dei pensieri aberranti che propala e che ne fanno, giustappunto, un "infido erudito nazifascistone intonacato"... Non si tratta di un insulto, ma del tentativo di racchiudere in una definizione il personaggio: un prete oscurantista, fascista, antisemita e revisionista che ha scavalcato a destra persino Lefebvre, tanto per intenderci... . E non sono stato smentito dall'interessato il quale, anzi, ha rivendicato direttamente e indirettamente la definizione appioppatagli e, in risposta, non ha saputo far altro che darmi gratuitamente del trucido bolscevico ammazza-popoli (chissà poi su quali basi?) nonchè del cornuto.

Detto questo, io sono Alessandro, collaboratore costante delle CCG/AWS, sito sul quale in questi anni ho proposto non meno di 850 canzoni e innumerevoli commenti...
E questo sito si chiama "antiwarsongs.org", e non "pol-pot.it" e nemmeno "sieg-heil.com" e neppure "ilovestalin.net" o, tanto meno, "eiaeiaalalà.it" ma neanche "donfascionitoglia.blogspot.com"...

Per tutto questo penso che se gli admins trovano interessanti i "contributi" di questo dotto erudito privo di intelligenza e di umanità, non si venga però a fare al sottoscritto prediche ed inviti alla moderazione.

Alessandro - 22/2/2009 - 13:02


Riccardo, guarda che fino ad ora non ho mai offeso nessuno, sia per rispetto di te che mi hai accolto nonostante i miei inizali ed errati pregiudizi e anche per rispetto di questo sito che a me ne ha dato nonostante le mie divergenze ideali con esso. Quindi non credo tu consenta che un utente si prenda la briga di mancare di rispetto ad un altro. E poi io, vista la mia veneranda età, dopo anni di studi ed esperienza sacerdotale a contatto con la gente e i suoi problemi quotidiani ho molta piu "intelligenza ed umanita" di qualcuno coi suoi paraocchi che invece non vede oltre le proprie utopie colorate di rosso. Rosso sangue...
Il cosiddetto conteggio sui morti era un discorso atto a far capire l'ipocrisia di chi mi punta il dito senza essersi fatto prima lui un serio "mea culpa". Con questo, salutandovi calorosamente chiudo questa discussione dove quello che manca è il buon senso.

Don Curzio Nitoglia - 22/2/2009 - 17:22


Carissimo Alessandro, proprio lungi da me dal farti "prediche"; proprio non mi compete, né mi interessa!

Mi potresti però per cortesia scrivere in privato? Avrei da dirti un paio di cose che non ritengo opportuno, per una volta, scrivere in pubblico. Aspetto la tua mail tranquillizzandoti: ti aspetta tutt'altro che una predica :-)

A presto!

Riccardo Venturi - 22/2/2009 - 20:32


Don Curzio, se la questione viene qui messa sul "buon senso", lo stesso buon senso ti dovrebbe far capire una cosa fondamentale: che continuando con il "sangue" associato ai vari colori, nessuno -ma proprio nessuno- ci fa una bella figura.

Per quel che mi riguarda, io dico che mi pregio di dare voce a tutti quanti, a meno che non intervengano esclusivamente per provocare. Non è certo la prima volta che approvo sistematicamente gli interventi di persone di destra su questo sito: basta che non se ne abusi. Chi in passato ne ha abusato (ad esempio lamentandosi poi su altri siti che con il nostro non c'entrano niente) si è ritrovato come per incanto...scomparso così come era comparso. "Puff!" in una bella nuvoletta.

Io parto da un presupposto molto semplice: la buona volontà delle persone. A prescindere da ciò in cui credono. Nulla mi autorizza a credere che Don Curzio Nitoglia sia un assassino con le mani sporche di sangue solo perché crede in date cose. Nessuno si deve sentire autorizzato a imporre o richiedere "mea culpa" perché crede in qualcosa e la manda avanti senza ledere i diritti e la persona altrui.

Don Curzio Nitoglia, di rimando, non si deve sentire autorizzato a parlare di "utopie rosso sangue" nei confronti di una persona del tutto pacifica e di un collaboratore come Alessandro. Ti ricordo, Don Curzio, che questa discussione nella quale poi invochi il "buon senso" la hai iniziata tu riprendendo un intervento di Alessandro di oltre un anno fa.

E ti ricordo anche che questo sito che, ribadisco volentieri, ti dà voce, è pur sempre un sito collocato da una certa parte, e ti devi quindi aspettare che chi in quella parte si riconosce abbia generalmente (e comprensibilmente) un certo tipo di sentimenti verso chi sta dall'altra parte.

Con una metafora calcistica, stai "giocando in trasferta"; è una cosa della quale devi accettare tutte le conseguenze ed assumerti le relative responsabilità, non cercando di influenzare chi ti dà voce. Io posso ricordare certi princìpi di base, ma non intervengo nelle discussioni se non per esprimere il mio punto di vista. Ritengo che tu abbia, don Curzio, il diritto di esprimere integralmente le tue opinioni. Ritengo anche che Alessandro o chiunque altro abbia il diritto di controbatterle nel modo che più gli aggrada.

Questo è cio che io chiamo "buon senso", che va di pari passo con il situarsi biene in un dato ambiente, specie se di stampo radicalmente diverso dal proprio. Chi lo fa deve essere pronto a reazioni di tutti i tipi, ed accettarle. Quanto a me, don Curzio, non rinnego certamente l'averti dato spazio qui dentro. Non è una cosa semplice gestire un sito come questo, e cerco solo di farlo dando almeno un minimo di conseguenza a ciò in cui credo.

Lo faccio nella piena consapevolezza di poter scontentare tutti; ma se c'è qualcuno che si sente più capace di me nel farlo, si faccia pure avanti che gli lascio volentieri il posto e torno ad occuparmi esclusivamente di canzoni e traduzioni invece di darmi da fare coi litiganti (senza per altro minimamente fare il famoso "terzo che gode").

Saluti cordiali a tutti.

Riccardo Venturi - 22/2/2009 - 21:07


Riccardo, a parte il fatto che il conteggio dei morti lo ha iniziato il sig Alessandro con la lista di sopra, non amo il fatto che mi si faccia la morale sui crimini della parte politica alla quale appartengo da chi ne ha fatti di piu.
Non che io minimizzi la loro drammaticità né che faccia il
negazionista, ma non amo in nessun modo la parola "ipocrisia". Per quanto riguarda il controbattere, il signor Alessandro lo ha fatto insultandomi. E non credo si tratti dei modi di una persona pacifica. Visto che qui ognuno puo controbattere come gli pare, potrei rispondergli anche io in quel modo. Ma non voglio abbassarmi al suo livello. Con questo ritengo di aver concluso. Buona serata a tutti !

Don Curzio Nitoglia - 22/2/2009 - 21:51


25 Aprile 2009. Ils vont voter...

Gian Piero Testa - 25/4/2009 - 16:15


Che ne dite di contribuire qui i peggiori manifesti elettorali recenti?

Quello più incredibile l'ho visto stamattina ma non ho la digitale e non l'ho ancora trovato in rete... Se qualcuno lo fotografasse e caricasse qui, il terribile poster con immagine familiare da Ventennio accompagnata dallo slogan "Se vuoi bene alla mamma... Vota la Fiamma!"

Un altro tremendissimo è quello che segue, raffigurante quel fascistello d'accatto, razzistello ricutinato che risponde al nome di Giangi Marra, candidato sindaco a Torino per gli impresentabili Azzurri Italiani.
Questi sono mesi che vomitano i loro poster a tappeto su tutta Torino... avranno già speso miliardi e mi chiedo davvero chi ci sia di tanto facoltoso dietro di loro (ma un sospetto ce l’ho…).
Il Marra, ex dj e gran furbacchione (un altro che dice di avere un master – in “giornalismo sperimentale (???) - senza essere nemmeno laureato), ammiratore di Craxi e di Maria Santissima Ausiliatrice, faceva il portaborse guardispalle del "compianto" Ugo Martinat, senatore di Alleanza Nazionale e del Popolo della Libertà e gran filibustiere e intrallazzatore, rinviato a giudizio per turbativa d’asta ma poi “auto-prescrittosi” il processo perché schiattato nel 2009.
Oggi Giangi Marra e la sua faccia sorridente e cialtrona compaiono ad ogni angolo di strada a Torino.
Uno dei suoi manifesti più belli, comparso qualche mese fa in grandissimo formato e poi presto rimosso (non mi spiego davvero perché?!?):

marra manifesto

Bartleby - 1/4/2011 - 11:31


Un esempio di campagna elettorale totalmente sbagliata…
Possibile che nessuno abbia suggerito a Maurizio che la prima cosa Marrone che viene in mente è la MERDA ?!?


Torino marrone

Bartleby - 1/4/2011 - 12:53


Questa non c’entra con le elezioni ma è una locandina recente, risalente alle ultime festività natalizie, pubblicata sul sito de La Destra imperiese:

Imperia, Natale 2010.




La posto perché mi ha fatto sganasciare…

Bartleby - 1/4/2011 - 13:09


Un altro bel manifesto – very, very finicchio - dell’innominabile azzurro italiano Giacinto “Giangi” Marra:

Bartleby - 1/4/2011 - 13:17


Milano, febbraio 2011, a cura dell’Associazione “Dalle Parti della Democrazia”, pardon, “Dalla Parte della Democrazia”:

Bartleby - 1/4/2011 - 13:23


Recente manifesto della Lega, molto diffuso in varie città… Nessuno li denuncia magari anche alla Corte europea per i diritti dell’uomo o a quella penale internazionale?:


Bartleby - 1/4/2011 - 13:32


“Foeura d'i ball”… sì, ma Bossi e le sue camicie verdi, razzisti e fascisti del cazzo!


MANIFESTO LEGA NORD FUORI DALLE BALLE

Bartleby - 1/4/2011 - 13:37


Il mio primo contributo (no, non è un fotomontaggio):

sborra

Riccardo Venturi - 1/4/2011 - 20:24


E il secondo, visto coi miei occhi a Torino: Sempre meglio tutelarsi dalle omonimie:

modebresso

Riccardo Venturi - 1/4/2011 - 20:25


Manifesto di Antonio Gallina, candidato sindaco a Terrasini, Palermo, per un gruppo/progetto vicino a Sinistra Ecologia Libertà.
immagine-manifesto

Bartleby - 3/4/2011 - 18:17


Assisi. Claudio Ricci: il Futuro... Bravo Giotto, per carità d'Iddio, ma che il 200 sia il futuro... E poi siamo certi che Messer Giotto voterebbe e che voterebbe il candidato sindaco (che è pure il sindaco uscente) sostenuto da "Popolo della Libertà, lista Ricci Sindaco, Lega Nord, La Destra e Udc (o una lista di centro ispirata all'Udc)" ???

83629 riccisindacomanifesti

Bartleby - 3/4/2011 - 18:27


"Prima voti, poi rifletti"

cetto

Bartleby - 3/4/2011 - 18:27


Ma quella a destra non vi sembra un po' psycho? A me mette un po' di inquietudine...
Se non voti Fassino che fa, ti azzanna?

capitale delle donne fassino

Bartleby - 3/4/2011 - 22:31


Bartleby - 3/4/2011 - 22:49


Bartleby - 3/4/2011 - 22:59


Bartleby - 4/4/2011 - 09:17


Marino Laziale. Il candidato attualmente in testa al concorso "Imbrattaman Award 2011"
Imbrattaman

Bartleby - 4/4/2011 - 09:24


"Le radici profonde non gelano"

man-la-storia


A me invece certe radici gelano il sangue...

Dal Manifesto di Verona del Partito Fascista Repubblicano, novembre 1943, art.7: "Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica".

Una dichiarazione di Pino Romualdi, vicesegretario del PFR e fondatore del MSI, a proposito del manifesto di Verona: "Gli ebrei sono stati messi al loro posto. ... I puri sangui saranno messi in campi di concentramento, mentre i sangui misti saranno guardati e controllati molto da vicino dalle autorità di polizia" (dalla Gazzetta di Parma del 3 dicembre 1943, citato con fonte in it.wikipedia)

Giorgio Almirante, dalla rivista "La Difesa della Razza", 1942:
"Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo" (da it.wikipedia)

1944. Giorgio Almirante, a nome del ministro della RSI Ferdinando Mezzasoma (poi giustiziato con Mussolini a Dongo ed esposto con lui in piazzale Loreto): "Alle ore 24 del 25 Maggio scade il termine stabilito per la presentazione ai posti militari e di Polizia Italiani e Tedeschi, degli sbandati ed appartenenti a bande. Entro le ore 24 del 25 Maggio gli sbandati che si presenteranno isolatamente consegnando le armi di cui sono eventualmente in possesso non saranno sottoposti a procedimenti penali e nessuna sanzione sarà presa a loro carico secondo quanto è previsto dal decreto del 18 Aprile. I gruppi di sbandati qualunque ne sia il numero dovranno inviare presso i comandi militari di Polizia Italiani e Tedeschi un proprio incaricato per prendere accordi per la presentazione dell'intero gruppo e per la consegna delle armi. Anche gli appartenenti a questi gruppi non saranno sottoposti ad alcun processo penale e sanzioni. Gli sbandati e gli appartenenti alle bande dovranno presentarsi a tutti i posti militari e di Polizia Italiani e Germanici entro le ore 24 del 25 maggio.
Tutti coloro che non si saranno presentati saranno considerati fuori legge e passati per le armi mediante fucilazione nella schiena." (da it.wikipedia)

Bartleby - 4/4/2011 - 09:47


Bartleby - 4/4/2011 - 09:55


Ieri era Moderato per Bresso, oggi è Moderato per Fassino, domani sarà Moderato per qualcun altro... Fatto sta che Michele Dell'Utri, col cognome che porta - poveraccio - non può far altro che "moderarsi" e spendere tutte le sue energie per distinguersi dall'ingombrante non-parente...
Chissà se gli rimane il tempo di fare un po' di politica, moderatamente però...

non sono parente 1

Bartleby - 4/4/2011 - 22:54


Oh, ma il Dell'Utri-non-parente lo avevo già postato io! :-)))

Riccardo Venturi - 4/4/2011 - 23:22


Mi permetto una divagazione svizzera. Qui il presidente dei giovani dell'UDC ginevrino (evidentemente esistono giovani dell'UDC) si batte contro il referendum che vorrebbe limitare la sua libertà di portarsi a casa l'arma di ordinanza...

UDC referendum armes

Lorenzo - 4/4/2011 - 23:35


Per Riccardo,

beh, ho solo aggiornato il tuo post...
D'altra parte i Dell'Utri mica sono gli stessi di ieri: uno - quello "smoderato" - nel frattempo è stato condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; l'altro - quello che non è parente - dopo essersi moderato per Bresso, ora si modera per Fassino...
Io mi sa che in futuro voterò per i Moderati perchè mi infondono quiete e pace, quasi sonno...

Bartleby - 5/4/2011 - 10:18


Ho capito perché Maurizio vuole cambiare Torino da “rossa” a “Marrone”…
Ma perché dietro quella faccia da bravo ragazzo “liberal” – non somiglia un po’ al laido Capezzone? - si nasconde una vera faccia di emme, “Marrone” per l’appunto…



Costui è stato il segretario del FUAN torinese e, prima di ricutinarsi per bene per scendere nell’agone politico, con la sua amica (o fidanzata) e camerata Augusta Montaruli - la “tarantolata” ad Anno Zero nel 2009, prima neofascista sfegatata (suo il sito www.ilfronte.org, oggi smantellato per ragioni di presentabilità), poi dirigente della Giovane Italia, il “vivaio” del PdL, e oggi vicecapogruppo del Pdl nel consiglio regionale del Piemonte (mica male come carriera!) – si è contraddistinto, in un passato recente, come organizzatore di ronde e in azioni di provocazione e in pestaggi ai danni di altri studenti, e non solo della sinistra antagonista, nei corridoi di Palazzo Nuovo.

La “pasionaria nera” Augusta Montaruli a Predappio (e sotto la prima P – ma non ne sono proprio certo – mi pare di riconoscere proprio il buon Marrone, a mano tesa)

Ancora evidenziata La “pasionaria nera” Augusta Montaruli (e qui il buon Marrone è certamente quello a destra con occhiali scuri e maglietta nera “fiammante”)
Ancora evidenziata La “pasionaria nera” Augusta Montaruli (e qui il buon Marrone è certamente quello a destra con occhiali scuri e maglietta nera “fiammante”)


Per chi fosse interessato ad approfondire, riporto integralmente questo articolo della redazione di Nuova Società, la rivista diretta da Diego Novelli, non di certo un estremista rosso, nel quale viene citata l’opinione di un certo Antonio Di Pietro, uno ancora meno “rosso” del vecchio ex sindaco di Torino.

NERI SOTTO LA MOLE

Da “Nuova Società” di lunedì 23 Marzo 2009

Nuovi scontri negli atenei italiani, tra i ragazzi del movimento studentesco dell'Onda e i neofascisti di Azione Giovani e Casa Pound. Da Milano a Napoli, passando per Torino, nella scorsa settimana sono stati molti gli episodi che hanno visto come protagonisti le due opposte fazioni.

Nel capoluogo piemontese nel giro di pochi giorni ci sono state cariche dei Reparti Mobili di polizia e carabinieri nell'atrio di Palazzo Nuovo e botte tra i “camerati” del Fuan, guidati dal discusso Maurizio Marrone (tra i primi in Italia ad avere messo in piedi le ronde) e da Augusta Montaruli (vi ricordate la ragazza di destra a cui era stato impedito di dare un esame, a quale in realtà non era neppure iscritta?) e quelli dell'Onda, definiti frettolosamente dai media come appartenenti all'area dell'Autonomia.

Risultato della due giorni: un ragazzo appartenente ai collettivi antifascisti è finito nel carcere delle Vallette e un giovane dell'Onda all'ospedale con il setto nasale fratturato,dopo essere stato colpito al volto da un pugno sferrato, secondo molti testimoni, dal segretario di “Azione Giovani” Maurizio Marrone. Sono i mesi che precedono le elezioni universitarie: ancora 60 giorni. Elezioni che per la verità non hanno mai avuto un grosso seguito da parte degli studenti. «Sono pochi quelli che vanno a votare» dicono dalle facoltà. Gli antifascisti sostengono che i banchetti allestiti (senza autorizzazione) nell'atrio di Palazzo Nuovo da quelli del Fuan devono sparire in quanto «all'interno dell'università non ci devono essere spazi per chi ha fatto propria l'ideologia fascista».

Fermi tutti: qualcuno potrebbe obiettare che si stia esagerando, che in fondo quelli del Fuan, ala universitaria di Azione Giovani, non sono legati ai gruppi neofascisti stile Casa Pound Torino, ma fanno parte della federazione giovanile di Alleanza Nazionale, ora confluito nel Partito delle Libertà. Quindi se due più due fa quattro significa che ad oggi anche il Fuan di Torino non è sono altro che i nuovi “berlusconini”. La questura di Torino sostiene che non si può vietare ai giovani camerati di manifestare all'interno dell'università in quanto sono a tutti gli effetti una federazione giovani di un partito. Ma la realtà è questa? Marrone e Montaruli hanno anche un sito: www.ilfronte.org . Chi clicca sopra questo link si ritroverà dentro un contenitore dove c'è tutto il peggio del neofascismo: foto dei massacratori repubblichini, croci celtiche (simbolo illegale), filmati dove vengono fatti i nomi e i cognomi dei ragazzi dell'Onda (non si sa mai che a qualcuno venga voglia di togliersi qualche prurito) “colpevoli” di aver cercato di fermare la marcia (a passo dell'oca) dei camerati.

E ancora: appelli per la realizzazione del Mutuo Sociale (ma non era nei programmi di Casa Pound?) e una bella carrellata degli eroi neri. Insomma Giulietta e Romeo in camicia nera giocano a carte “quasi” scoperte: infatti se da un lato si definiscono «ennesime vittime dei comunisti che strumentalizzano i ragazzi di Palazzo Nuovo», dall'altra strizzano l'occhio, quindi non dimenticando di appartenere alla destra sociale, a Casa Pound Torino di via Cellini. Già, i neofascisti si presenteranno all'elezioni universitarie con una lista: Arcadia. Ad oggi mentre Fuan e Onda se le davano di santa ragione, il terzo ha approfittato dell'occasione per volantinare in palazzina Einaudi, occupare il rettorato. “Rapidi ed invisibili”, come i sommergibili cantati nelle canzoni del ventennio, tanto care a Casa Pound Torino. Vero: loro dicono di non essere fascisti. Peccato che dietro al progetto Casa Pound Italia, partito da Roma e che si è diffuso come un cancro in quasi tutta la penisola in pochi anni, ci sia Gabriele Adinolfi, neofascista degli anni '80, accusato di terrorismo. Tra Casa Pound e Alleanza Nazionale esistono dei legami. “NuovaSocietà” in passato ha scritto e ne ha parlato più volte, lanciando l'allarme. Pochi giorni fa è uscito un'interessante libro dell'inviato di Repubblica Paolo Berizzi “Bande Nere – come, vivono, chi sono, chi protegge i nuovi nazifascisti”. Un libro che rischia di sparire dalle librerie per una foto dove c'è Ignazio La Russa, Ministro della Difesa, in compagnia di un presunto boss di Milano. Un errore. Infatti il presunto boss non è altro che un carabiniere dei Ros. Ma un errore che non cambia la sostanza: infatti le altre foto pubblicate sono vere: Roberto Jonghi Lavarini è stato immortalato con il sindaco di Milano Letizia Moratti, con Andrea Ronchi, ministro delle politiche europee. Ora vi chiedere chi è questo Roberto Jonghi Lavarini che tanto ama mettersi in posa con i membri nel governo Berlusconi? É il fondatore e responsabile del circolo neofascista milanese Cuore Nero, già candidato per An al comune di Milano e presidente del comitato Destra, che ha aderito alla costituente del Popolo della Libertà. Nel suo sito si parla di collegamenti con gruppi neonazisti europei. Antonio Di Pietro calca la mano. «Come volevasi dimostrare: fascisti erano e fascisti sono rimasti. C'è un fascismo di ritorno, i cui rappresentanti, ora è la prova provata, siedono anche nelle istituzioni e anelano alla riapparizione di quei periodi bui della nostra storia, dice il leader dell'Idv. «E' incredibile - spiega - quanto sta accadendo nel nostro Paese: si cancellano la memoria, i valori democratici per riabilitare il fascismo e quei gruppi che propugnano l'apartheid e istigano all'odio razziale. Nel libro di Berizzi si fanno nomi e cognomi dei compari, degli sponsor di questi pericolosi personaggi che occupano ruoli istituzionali in tutta la penisola. E' bene che questi signori escano allo scoperto, dicano ai cittadini se lavorano per affermare i valori tracciati dai nostri padri costituenti o per far risorgere un nuovo fascismo. Sono molti a spalleggiare i protagonisti di questo movimento antidemocratico: ministri, parlamentari, sindaci, assessori».
«E sono gli stessi - conclude Di Pietro - che si nutrono dell'apporto di questa onda nera, formata da pseudopartiti, i cui simboli sono croci celtiche, fasci littori, svastiche, bandiere del terzo Reich. Noi dell'Italia dei Valori chiediamo al Presidente del Consiglio di venire in Parlamento a spiegare cosa succede e chiediamo che venga fatta piena luce su questa torbida vicenda che coinvolge rappresentanti istituzionali e di governo».

Nel libro Bande Nere Torino non viene citata. Per nostra fortuna nella città sabauda vivono persone e giovani in cui batte ancora un cuore antifascista. Ma preoccupa, come abbiamo detto, questo tentativo di far nascere anche nostra città qualcosa di simile a quanto avviene a Milano e Roma. Innegabile il fatto che tra il Fuan e Arcadia ci sia un collegamento. Anzi, di più. È ipotizzabile che Marrone e camerati vari siano solo uno specchietto per allodole: io mi faccio caricare dai compagni a Palazzo Nuovo e li tengo impegnati e tu fai il tuo lavoro di propaganda. La speranza è che quanto è avvenuto a Palazzo Nuovo sia solo qualcosa destinato a morire nel giro di pochi giorni. Resta il fatto che qualcosa sta accadendo anche sotto la Mole.

Come dire: il rischio è forte, meglio arginare prima che sia troppo tardi.

Bartleby - 5/4/2011 - 11:49


Sempre a proposito di Maurizio Marrone e della sua amica e camerata Augusta Montaruli, provate a inserire l'indirizzo www.ilfronte.org – il loro vecchio sito chiuso il 5 aprile 2011 – nel motore di ricerca http://waybackmachine.org... Troverete cose interessanti come:

una foto del buon Marrone con pastore tedesco e basco Folgore in ronda a Torino nel 2009

Classici “santini” nazifascisti del tipo “E tu… cosa fai?

Una rubrica intitolata “Eia Eia Alalà”, un link al sito di abbigliamento per squadristi neri “Black Brain” di proprietà Francesco Guglielmo Mancini, skinhead ed esponente del Fiamma Tricolore veronese, un bell’articolo sul “25 aprile, festa dei traditori”, un commosso ricordo del generalissimo Augusto Pinochet, un articolo intitolato “Con i ragazzi di Salò”, un invito ad un corteo contro l’immigrazione clandestina intorno allo slogan “Boia chi molla!” e tante altre simpatiche amenità del genere…

Bartleby - 5/4/2011 - 12:44


La conferma - se ce n'era bisogno - che il Marrone, oggi candidato PdL a Torino, sia uno dei neonazisti dietro al sito, oggi "opportunamente" chiuso, www.ilfronte.org.
Provate a cliccare sulla quarta circoscrizione e guardate la mail del consigliere Marrone in questione....

Bartleby - 5/4/2011 - 14:13


Ma voi lo sapevate che anche il PdL ha svolto le sue "primarie" torinesi, seppur solo telematicamente?

Elettori e simpatizzanti del partito di Berlusconi nella città sabauda si sono potuti esprimere sul sito ad hoc http://www.votailtuosindaco.org/ dando la preferenza ad uno degli otto candidati.
I risultati, che avrebbero dovuto essere pubblicati entro gennaio scorso, non sono mai comparsi ed il sito è attualmente costituito da un'unica pagina non funzionante e priva di qualunque informazione... E non si sono neppure curati di chiuderla o almeno di togliere il riferimento alla scadenza!

Ma da altra fonte si apprende che si espressero effettivamente poco più che 10.000 votanti e che la scelta cadde su Agostino Ghiglia, il mastino sorridente; in seconda posizione Maurizio Marrone, il nazifascista e solo terzo Michele Coppola, che è poi stato scelto dall'apparato come candidato sindaco ufficiale.

Questo la dice lunga sulla capacità dei berluscones di organizzare una consultazione pubblica e sull'attenzione che hanno verso la propria base...
Io, se fossi uno dei diecimila che si sono espressi e che neppure sono stati cagati di striscio, beh, voterei Di Pietro per dispetto!

Bartleby - 5/4/2011 - 14:40


Reggio Calabria, primavera 2010. Quando uno non sa più a che santo votarsi...
vota gesu

Bartleby - 5/4/2011 - 14:51


A mio avviso - anche se non allo stesso livello della campagna elettorale "marrone merda" del neofacista Maurizio Marrone - anche questo di Virginio Merola, candidato sindaco a Bologna per il centrosinistra è un esempio di comunicazione sbagliata, autoreferenziale, pseudo-colta, supponente e, in definitiva, fastidiosa...
Forse andava bene per le primarie, ma dopo...

Bartleby - 5/4/2011 - 15:07


E a proposito di neo-nazi-fascisti annidati nelle istituzioni, il torinese Maurizio Marrone è poi solo l'ultimo arrivato, l'ultima ruota dell'autoblindo...

Nelle stanze alte sono molti i papaveri neri a ritenersi ormai pienamente sdoganati dall'inconfondibile stile littorio berlusconiano, quel "me ne frego" della democrrazia che ogni giorno egli ribadisce sprezzante...

Così non c'è da stupirsi se in Senato il 29 marzo scorso qualcuno si sia presa la briga di presentare un disegno di legge di riforma costituzionale - l'atto 2651 - per l'abrogazione della XIIma norma transitoria della Costituzione, quella che recita "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista."
Il primo firmatario della proposta è il senatore del PdL Cristano De Eccher, un fascistone di Bolzano già in forza ad Alleanza Nazionale e prima ancora ad un'altra AN, Avanguardia Nazionale, l'organizzazione nazifascista fondata dall'assassino e terrorista internazionale Stefano "Er Caccola" Delle Chiaie nel 1976...
Secondo firmatario, Fabrizio Di Stefano, altro pidiellino ex finiano, prima dirigente del Fronte della Gioventù e del FUAN...
Terzo firmatario, Egidio Digilio di Futuro e Libertà, che però ha poi ritirato la firma dopo una lavata di capo ricevuta da Bocchino...
Quarto firmatario, Francesco Bevilacqua, ancora un pidiellino ex finiano, uno che al Senato dice di occuparsi di "istruzione pubblica e beni culturali"...
Quinto firmatario, Giorgio Bornacin, di nuovo un pidiellino ex Alleanza Nazionale che in Parlamento si occupa di lavori pubblici e infanzia (?!?)...
Sesto ed ultimo, Achille Totaro, fiorentino, anche lui nel PdL proveniente da Alleanza Nazionale... Dal suo sito, la summa della sua azione nel corso della lunga carriera di consigliere prima di approdare in Parlamento: "Strenuo oppositore al malgoverno delle Giunte di Sinistra, Totaro si è opposto allo sperpero di denaro fatto dalle Amministrazioni Comunali per l'accoglienza dei nomadi che non rispettano le leggi."

Costoro, gregari e capi-bastone del duce Berlusconi, affermano che la norma costituzionale che vieta la ricostituzione del partito fascista è nata come norma transitoria e che quindi sia venuto il momento di porre fine a questa lunga e ingiustificata transizione e di ricostituirlo, finalmente, questo benedetto partito fascista...

Beh, ma c'è bisogno di una riforma costituzionale? O non l'avete già bello che rifatto 'sto fascismo?
Lo chiamate Popolo della Libertà ma non è la stessa cosa?

Bartleby - 5/4/2011 - 23:22


...in quanto a finezza, aggiungerei questi due esempi di manifesti elettorali pugliesi, la mia regione (sigh...che male abbiamo mai fatto?)

http://santini2008.wordpress.com/
e
http://donneepotere.blogspot.com/2010/02/campagna-elettorale-con-i-tacchi-spillo.html

Raf - 6/4/2011 - 00:14


Altri fantastici manifesti del mitico Giangi Marra, pugliese di nascita ma “bugia nen” di adozione, candidato sindaco a Torino per il partito popul-fascio-clerico-qualunquemente-razzista degli Azzurri Italiani.
Da notarsi il ricorrente “nè”, la già di per sé fastidiosa interiezione torinese che il buon Giangi fa però scrivere senza accento…








Bartleby - 12/4/2011 - 09:06


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daniela -k.d.- - 19/2/2013 - 21:15


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