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Yo marché

Ninio Sacro
Language: Spanish



Vorrei lanciare da qui un messaggio di solidarietà al popolo colombiano che in questi giorni sta rivivendo l'incubo, mai veramente tramontato, del conflitto armato nel paese, per di più sotto il silenzio quasi totale della politica e della stampa internazionale. Dopo alcuni anni in cui si respirava una speranza di pace e, almeno in alcune parti del paese, la sicurezza era migliorata, adesso la pace è di nuovo gravemente minacciata.

Colombia


Nel novembre 2019 migliaia di persone, stanche dei continui abusi della classe politica, escono in piazza a manifestare contro il governo. Risultato: morti e feriti nella repressione della protesta, ma una voglia collettiva di cambiare qualcosa. Nel 2020, complice la pandemia da covid-19, la situazione peggiora ulteriormente per via di una cattiva gestione dell'emergenza che, come un po' ovunque, favorisce i ricchi e toglie le poche risorse a chi già in precedenza faceva fatica a sopravvivere, ma qui con l'aggravante di una tradizione paramilitare. Massacri in tutto il paese, leader sociali e difensori dei diritti umani assassinati, tutto culmina a settembre con episodi di violenza contro le stazioni di polizia da parte di chi non ne può più di tanta ingiustizia.

Dal 28 aprile 2021 è in corso un nuovo sciopero nazionale. Il detonante è la riforma tributaria proposta dal presidente Duque che rappresenta un ulteriore peso per gli strati sociali più poveri. La manifestazione finisce in un altro bagno di sangue: morti, feriti, violenze di ogni genere, detenzioni arbitrarie. Ora non si protesta più solamente contro la riforma, vengono fuori tutte le ferite accumulate nel tempo. I tanto celebrati accordi di pace del 2016 che hanno visto le FARC trasformarsi in un partito politico, di fatto non sono stati mantenuti. Molti dei firmatari sono stati assassinati, e si parla di più di 6000 civili assassinati durante il governo Uribe con false accuse di collaborazione con la guerriglia, e di almeno 85.000 desaparecidos, un numero che sta crescendo di giorno in giorno. Le istituzioni che dovrebbero vegliare sulla giustizia sono tutte in mano delle élite al governo. La gente sta uscendo in strada in varie città del paese per manifestare il proprio dissenso, e il governo schiera l'esercito nelle strade, elicotteri, macchine di polizia. Per usare le parole da una lettera privata, “è come vivere un golpe militare, senza che ufficialmente lo sia”. E ovviamente tutto questo sullo sfondo della pandemia, con un sistema sanitario mercificato con accesso limitato a cure e vaccini, e con la fame che si diffonde: le persone segnalano con un panno rosso sulla finestra che sono rimaste senza cibo in casa.

I colombiani che hanno contatti all'estero chiedono di diffondere queste informazioni perché sono testimoni di un massacro nel totale abbandono da parte della comunità internazionale. Non si pronuncia il Gruppo di Lima, rimangono in silenzio gli Stati Uniti (con Biden, in cui alcuni colombiani riponevano certe aspettative), la stampa europea non dedica quasi nessuno spazio alla notizia. ¡Nos están matando, que lo sepa el mundo! è un grido di chi resiste e chiede almeno che si sappia quello che sta succedendo.

La canzone che è diventata una specie di inno del Paro Nacional del 2019 (testo tratto dai commenti su youtube)
No me confundas con el que saquea! Soy el que marcha.
No me confundas con el que quema! Soy el que canta.
Amante de la justicia cual Quijote de la Mancha
y preparado pa' gritarlo así me duela la garganta!

Yo soy aquel que devolvió al anciano la cartera
y luego por negligencia murió en la sala de espera.
Soy el que necesitaba a un chequeo general,
y recibió la orden de cirugía en su funeral.

El hijo de la madre, con pensión miserable,
de un tercio del sueldo mínimo, nunca ajustable
y a pesar de que el banco, ya su casa va a quitarle,
la doña para mí siempre trae una cara amable.

Yo represento al que en su cuello nunca lleva alhajas,
al trabajador que estudia, al estudiante que trabaja,
al ateo, al converso, o al que cree en el universo
y al que siempre lleva en su mochila la coca del almuerzo.

Voy tomado de la mano con la madre soltera,
la que siempre da un buen consejo sin que se lo pidan.
Voy con el señor que vende aguacates en la acera,
con el niño sin juguetes y la señora que lo cuida.

¡Malabarista de la vida con buen ánimo!
Que trata de hacer maromas con un sueldo mínimo
con la sonrisa medio puesta y casi pálido,
trabajando horas extras sin chistar porque es un tímido.

¡Yo marché, yo marché! Por un país sin corrupción.
¡Yo marché, yo marché! Por un futuro pa' los niños.
¡Yo marché, yo marché! Por una vejez digna.
¡Yo marché, yo marché! Por unos impuestos justos.
¡Yo marché, yo marché! Por un buen sistema de salud.
¡Yo marché, yo marché! Por las víctimas del conflicto armado.
¡Yo marché, yo marché! Por los líderes asesinados.
¡Yo marché, yo marché! Por los indígenas marginados.

La marcha se vivió en masa, gente de todas las razas,
trabajadores de EPM, del gobierno, de SOFASA,
vi marchando al empresario que estuvo bajo amenazas
y hasta el viejo cascarrabias que nunca sale de casa.

¡¿Mejorable? ¿qué si esta historia es mejorable?!
Fuera memorable que las paredes del barrio hablen
y cuenten que a las madres nadie vino a consolarles,
si a su hijo lo mataron por liderar un desarme.

Soy... El escaso de capital que lo ahogan los intereses
y a pesar de eso, paga luz y agua cada dos meses.
Soy el campesino, el indígena que en la tierra crece,
el que siembra la comida que a veces ni te mereces!

Quisiera ser el que usa palabras en vez de espadas,
el que teniéndolo todo ayuda a los que no tienen nada,
pero sólo soy un país y una paz anhelada
que mira como sus hijos se matan a las patadas.

Soy el que salió de casa con bendición de mamá
y se puso el uniforme sin saber para dónde va,
que cuando llegó al trabajo lo enviaron a acribillar
y le tocó ayer en la marcha desfilar como un ESMAD.

¡Yo marché, yo marché! Por la paz que nos merecemos
¡Yo marché, yo marché! Por una educación ideal
¡Yo marché, yo marché! Por el derecho a la libre expresión
¡Yo marché, yo marché! Por un país sin desplazados
¡Yo marché, yo marché! Por nuestros recursos naturales
¡Yo marché, yo marché! Por nuestras selvas
¡Yo marché, yo marché! Por los animales
¡Yo marché, yo marché! Por ti Colombia!

Contributed by Stanislava - 2021/5/10 - 16:52



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