Language   

Se ti tagliassero a pezzetti

Fabrizio De André
Language: Italian

List of versions


Related Songs

Una storia sbagliata
(Fabrizio De André)
Carlo Martello torna [o: ritorna] dalla battaglia di Poitiers; o Carlo Martello
(Fabrizio De André)
Il bombarolo
(Fabrizio De André)


[1981]
Testo e musica / Lyrics and music / Paroles et musique / Sanat ja sävel:
Fabrizio De André, Massimo Bubola
Album / Albumi: Fabrizio De Andre'



Forse può servire questo commento che avevo scritto tanti anni fa sul mio blog a proposito di questa canzone: (Lorenzo)

Signora libertà, signorina fantasia

Signora libertà, signorina fantasia


Ascoltando Se ti tagliassero a pezzetti, la canzone di De André dall'album detto "L'Indiano", ci si può lasciare distrarre dalla musica orecchiabile, dall'arrangiamento quasi pop (era il primo album dopo il rapimento e Fabrizio doveva ripagare al padre i soldi del riscatto, da qui l'esigenza di vendere qualche copia in più del solito...), o lasciarsi trasportare dal suono delle parole e pensare che la canzone sia una storia d'amore:

Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.


Magari poi si capisce che la ragazza in questione si è un po' imborghesita e adesso indossa un tailleur... ma no... siamo completamente fuori strada! La canzone è decisamente allegorica e la chiave si trova in una strofa un po' più avanti...

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.


La protagonista è quindi la Libertà (o la Fantasia, ma in qualche concerto Fabrizio si lascia sfuggire "signorina Anarchia"...). E così, una volta capita la metafora, si può ripartire dall'inizio e cominciare a capire... come un giovane Fabrizio si ritrovi sopra il fieno a fare l'amore con la libertà

Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.


FdAUn'iniziazione libertaria che dev'essere avvenuta molto presto, come lo stesso De André racconta a Luciano Lanza:

Come mai si diventa libertari? O hai frequentato un ambiente libertario, cosa che ho fatto fin dai diciotto anni, o altrimenti perché hai un impulso a pensare che il mondo debba essere giusto, che tutti debbano avere come minimo le stesse condizioni di opportunità per potersi esprimere ed evolvere.


Questa giovane libertà, che assomiglia tanto alla fantasia, ha una bella caratteristica: per quanto ci provino a tagliarla a pezzetti, riesce sempre a rinascere, complice la Natura:

Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.


In effetti, ha molto più senso riferito alla libertà che a una bella ragazza orrendamente spezzettata (brutta immagine decisamente pulp), no?

Ma la parte più interessante della canzone arriva quando la signorina fantasia, ormai invecchiata, si ritrova ad essere una signora Libertà che si accompagna a biechi personaggi...

T'ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.


A questo assassino che va in giro travestito da paladino della libertà si potrebbero dare tanti volti: i LIBERisti il partito LIBERale, la Statua della Libertà. Più spesso a questi assassini non basta una sola signora e si circondano di tante libertà, ecco così che abbiamo la Casa delle Libertà... Ma anche se maltrattata, violentata, ridotta a una pluralità di privilegi, la libertà rimane sempre qualcosa di cui avere nostalgia, una ragazza che suonava una foglia di fiore. (Lorenzo)
Se ti tagliassero a pezzetti
Il vento li raccoglierebbe
Il regno dei ragni
Cucirebbe la pelle
E la luna tesserebbe
I capelli e il viso
E il polline di un dio
Di un dio il sorriso

Ti ho trovata lungo il fiume
Che suonavi una foglia di fiore
Che cantavi parole leggere parole d'amore
Ho assaggiato le tue labbra
Di miele rosso rosso
Ti ho detto dammi quello che vuoi
Io quel che posso

Rosa gialla rosa di rame
Mai ballato così a lungo
Sopra il filo della notte
Sulle pietre del giorno
Io suonatore di chitarra
Io suonatore di mandolino
Alla fine siamo caduti sopra il fieno

Persa per molto persa per poco
Preso sul serio preso per gioco
Non c'è stato molto
Da dire o da pensare
La fortuna sorrideva
Come uno stagno a primavera
Spettinata da tutti i venti
Della sera

E adesso aspetterò domani
Per avere nostalgia
Signora libertà signorina anarchia
Così preziosa come il vino
Così gratis come la tristezza
Con la tua nuvola di dubbi e di bellezza

Ti ho incrociata alla stazione
Che inseguivi il tuo profumo
Presa in trappola
Da un tailleur grigio fumo
I giornali in una mano
E nell'altra il tuo destino
Camminavi fianco a fianco
Al tuo assassino

Ma se ti tagliassero a pezzetti
Il vento li raccoglierebbe
Il regno dei ragni
Cucirebbe la pelle
E la luna la luna tesserebbe
I capelli e il viso
E il polline di un dio
Di un dio il sorriso

Contributed by Riccardo Gullotta - 2021/5/8 - 23:58




Language: English

Traduzione inglese / English translation / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös: Dennis Criteser

Se ti tagliassero a pezzetti
IF THEY CUT YOU INTO LITTLE PIECES

If they cut you into little pieces,
the wind would gather them up,
the king of the spiders would sew the skin,
and the moon would weave together the hair and the face
and the pollen of God,
the smile of God.

I found you along the river,
you who were playing the leaf of a flower,
you who were singing gentle words, words of love.
I tasted your lips so very honey red,
I told you, “Give me what you want, I’ll what I can.”

Yellow rose, rose of copper,
I never danced so long
along the lines of the night, on the rocks of the day.
I, guitar player, I, mandolin player,
at the end we fell on the hay.

Lost for a long time, lost for a little,
taken seriously, taken lightly,
there wasn’t a lot to say or to think.
Fortune smiled like a pond in springtime,
disheveled by all the evening winds.

And now I'll wait for tomorrow
to feel nostalgic,
Lady Liberty, young Lady Fantasy,
so precious like wine, so free like sadness,
with your cloud of doubts and of beauty.

I encountered you at the station,
you who were chasing after your perfume,
caught in a trap by a smoke-grey two-piece suit,
newspapers in one hand and your destiny in the other -
you walked side by side with your assassin.

But if they cut you into little pieces,
the wind would gather them up,
the king of the spiders would sew the skin,
and the moon, the moon would weave together
the hair and the face
and the pollen of God,
the smile of God.

Contributed by Juha Rämö - 2021/5/9 - 23:41




Language: German

Traduzione tedesca / German translation / Traduction allemande / Saksankielinen käännös: Michi & Herbert Killian

Fantasia
WÜRDEN SIE DICH IN STÜCKE SCHNEIDEN

Würden sie dich in Stücke schneiden
Der Wind würde sie einsammeln
Das Königreich der Spinnen würde die Haut nähen
Und der Mond würde die Haare und das Gesicht weben
Und Gottes Blütenstaub
Von Gott das Lächeln.

Entlang des Flusses habe ich dich gefunden
Wie du auf dem Blatt einer Blume musiziertest
Wie du leichte Worte, Liebesworte gesungen hast
Deine honigroten, roten Lippen habe ich gekostet
Ich sagte zu dir: gib mir was du willst, ich das, was ich kann.

Gelbe Rose, kupferne Rose
Nie so lange getanzt
Entlang dem Faden der Nacht, auf den Steinen des Tages
Ich Gitarrenspieler, ich Mandolinenspieler
Am Ende sind wir ins Heu gefallen.

Lange verloren, kurz verloren
Ernst genommen, aus Spielerei genommen
Es gab nicht viel zu sagen oder zum nachdenken
Das Glück lächelte wie ein Teich im Frühling
Zerzaust von allen Abendwinden.

Und jetzt werde ich auf morgen warten
Um Sehnsucht zu haben
Frau Freiheit, Fräulein Fantasie
So wertvoll wie der Wein, so umsonst wie die Traurigkeit
Mit deiner Wolke von Zweifel und Schönheit.

Am Bahnhof haben sich unsere Wege gekreuzt
Wie du deinem Duft hinterherliefst
Gefangen in einem rauchgrauen Kostüm
In der einen Hand die Zeitungen, in der anderen dein Schicksal
Liefst du Seite an Seite mit deinem Mörder.

Aber würden sie dich in Stücke schneiden
Der Wind würde sie einsammeln
Das Königreich der Spinnen würde die Haut nähen
Und der Mond, der Mond würde die Haare und das Gesicht weben
Und Gottes Blütenstaub
Von Gott das Lächeln.

Contributed by Juha Rämö - 2021/5/9 - 23:43




Language: Finnish

Traduzione finlandese / Finnish translation / Traduction finnoise / Suomennos: Juha Rämö

...
JOS NE LEIKKAISIVAT SINUT PALASIKSI

Jos ne leikkaisivat sinut palasiksi,
tuuli keräisi ne kokoon,
hämähäkkien valtakunta ompelisi ihon
ja taivaankannen kuu kutoisi yhteen hiukset ja kasvot
ja jumalan siitepölyn,
jumalan hymyn.

Joen partaalta sinut löysin
soittamasta kukan terälehteä,
sinut, joka lauloit helliä sanoja, rakkauden sanoja.
Maistoin hunajanpunaisia huuliasi
ja sanoin: »Anna minulle, mitä haluat, minä annan, mitä voin.«

Keltainen ruusu, ruusu kuparinen,
koskaan en ollut tanssinut niin pitkään
yön langoilla, päivän kivillä,
minä kitaransoittaja, minä mandoliininsoittaja,
ja lopulta vajosimme heinikon syliin

Pitkään kadotettuna, hetken kadotettuna,
vakavasti otettuna, väheksyttynä
ei ollut paljon sanottavaa tai pohdittavaa.
Onni hymyili kuin keväinen lampi
kaikkien iltatuulten riepoteltavana.

Ja nyt odotan huomista
voidakseni tuntea ikävää,
vapauden neito, anarkian neito,
kallisarvoinen kuin parhain viini, vapaa kuin suru
epäilyksen ja kauneuden pilvessään.

Kohtasin sinut asemalla
juoksemassa tuoksusi perässä
savunharmaan jakkupukusi vankina
toisessa kädessäsi sanomalehtiä, toisessa kohtalosi,
kun kuljit murhaajasi rinnalla.

Mutta jos ne leikkaisivat sinut palasiksi,
tuuli keräisi ne kokoon,
hämähäkkien valtakunta ompelisi ihon
ja taivaankannen kuu kutoisi yhteen hiukset ja kasvot
ja jumalan siitepölyn,
jumalan hymyn.

Contributed by Juha Rämö - 2021/5/10 - 13:19




Language: French

Version française – SI ON TE COUPAIT EN MORCEAUX – Marco Valdo M.I. – 2021
Chanson italienne – Se ti tagliassero a pezzetti – Fabrizio De André – 1981

Paroles et musique : Fabrizio De André - Massimo Bubola

Dialogue maïeutique

LE JOUEUR À LA MANDOLINE André Derain – ca. 1930
LE JOUEUR À LA MANDOLINE André Derain – ca. 1930


Je me demande, Lucien l’âne mon ami, ce que dirait une jeune fille à qui on commencerait par dire ce qui fait le titre, l’accroche de la chanson : « Se ti tagliassero a pezzetti – SI ON TE COUPAIT EN MORCEAUX ». Qu’en penses-tu ?

Oh moi, dit Lucien l’âne, je ne suis qu’un âne, mais je serais très affolé, très apeuré ou très intrigué : très affolé, car je me demanderais de quel esprit malade aurait surgi cette proposition folle ; apeuré, me disant que mon interpellateur serait bien capable de la mettre à exécution et pour ce faire, de m’exécuter ; intrigué, me demandant ce qui pourrait bien suivre un tel hors d’œuvre. Dans tous les cas, je serais très attentif à la suite.

Et c’est précisément là le but recherché, reprend Marco Valdo M.I. ; par cette accroche, c’est attirer toute l’attention de la demoiselle, la sidérer d’un coup d’accroche-cœur, la tétaniser d’un coup d’arrache-cœur et ça marche, évidemment. Par la suite, il apparaît qu’il s’agit bien d’attirer l’attention d’une jeune (ou moins jeune) femme. C’est donc ce que confirme en apparence la seconde strophe, laquelle m’a fait songer à une chanson de Brassens, qui elle-même renvoie à toute une tradition qui se perd dans la nuit des temps, qui s’intitule « Dans l’eau de la claire fontaine » et qui commence ainsi :

« Dans l’eau de la claire fontaine,
Elle se baignait toute nue
Une saute de vent soudaine
Jeta ses habits dans les nues… »


Et cette eau de la claire fontaine est sans doute, dit Lucien l’âne, de la même eau de la même fontaine que celle que chantait depuis longtemps celui qui disait :

« À la claire fontaine, m’en allant promener
J’ai trouvé l’eau si belle que je m’y suis baigné »


Sans doute, Lucien l’âne mon ami, même si la version plus moderne de Brassens est plus malicieuse et se situe en quelque sorte de l’autre côté du miroir, comme une autre chanson de Fabrizio De André qui conte aussi une rencontre au bord de la fontaine ; elle porte un titre à rallonge : Carlo Martello torna [o: ritorna] dalla battaglia di Poitiers; o Carlo Martello – CHARLES MARTEL DE RETOUR DE LA BATAILLE DE POITIERS ; je t’en cite un petit extrait :

« Le miroir de la fontaine d’étain
Reflète le fier vainqueur des Mores.
Quand voici que dans l’eau débonde,
Admirable vision, le symbole de l’amour.
Au cœur de longues tresses blondes
Paraît en plein soleil son sein nu. »


De celle-là, je me souviens, dit Lucien l’âne.

Donc, dit Marco Valdo M.I., la chanson poursuit son déroulé et il se révèle qu’il convient de prendre le titre au sérieux et que par ailleurs, la dame, la demoiselle est peut-être d’une autre dimension que celle qu’on pouvait penser. Serait-ce vraiment Madame Liberté qui sera assassinée ?

Tout ça, dit Lucien l’âne, est bien mystérieux.

Il te reste donc, Lucien l’âne mon ami, à aller voir la chanson et à méditer. À mon sens, c’est voulu et ça donne tout son charme à la chanson. Elle invite à une sorte de danse des voiles où la danseuse, horriblement séduisante, se dépouille voile après voile jusqu’à présenter sa (ou ses) vérité.

C’est toujours troublant ces choses-là, dit Lucien l’âne. Imaginons et tissons le linceul de ce vieux monde terne, morne, triste et cacochyme.

Heureusement !

Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane.
SI ON TE COUPAIT EN MORCEAUX

Si on te coupait en morceaux,
Le vent les ramasserait,
Les araignées recoudraient
Ta peau,
La lune tisserait tes cheveux
Et peindrait ta figure
Et le pollen d’un dieu,
D’un dieu, ferait ton sourire.

Je t’ai trouvée près de la rivière
Qui jouait d’une feuille de fleur,
Qui d’amour chantait les paroles légères ;
J’ai goûté tes lèvres et de ton cœur
Le rouge rouge miel liquoreux.
J’ai dit donne ce que tu veux,
Je donnerai ce que je peux.

Rose jaune, rose de cuivre,
Je n’ai jamais dansé tant
Sur le fil de la nuit d’argent,
Sur les pierres du jour, ivre,
Moi, les soirs, joueur de guitare,
Moi, joueur de mandoline au matin,
À la fin, on tomba dans le foin.

Perdue pour beaucoup, perdue pour peu,
Pris au sérieux, pris par jeu,
Il n’y eut pas beaucoup
À dire ou penser. Pour nous,
La fortune souriait au miroir
Comme un étang au printemps
Soufflé par tous les vents
Du soir.

Et, j’attendrai demain
Pour la nostalgie
Madame Liberté, mademoiselle Anarchie
Précieuse comme le vin,
Gratuite comme la tristesse,
Nimbée de beauté et de faiblesses.

À la gare, je t’ai croisée.
Prise au piège
D’un tailleur droit et beige,
Tu suivais ta senteur poivrée,
Journaux dans une main
Et dans l’autre ton destin ;
Tu marchais déjà tout à côté
De ton assassin.

Si on te coupait en morceaux,
Le vent les ramasserait,
Les araignées recoudraient
Ta peau,
La lune tisserait tes cheveux
Et peindrait ta figure
Et le pollen d’un dieu,
D’un dieu, ferait ton sourire.

Contributed by Marco Valdo M.I. - 2021/5/10 - 20:58


Azz Lucì ! , ecco chi era Maso, l’autore dell’analisi più ficcante reperibile in rete.
Assai suggestiva l’immagine della bande à trois, Marco Valdo M.I., Lucien l’âne et Lui: “la danseuse, horriblement séduisante, se dépouille voile après voile jusqu’à présenter sa (ou ses) vérité”.
Cacochymement captivante

Riccardo Gullotta - 2021/5/12 - 16:28


Vista la sua pertinenza e bellezza, mi sono permesso di spostare il commento di Lorenzo e di trasformarlo nell'introduzione alla canzone (q.v.). Naturalmente, se Riccardo Gullotta (e/o altri) avessero intenzione di scriverne uno proprio, sarà oltremodo benvenuto anch'esso.

Ne approfitto per un'indicazione "tecnica" per Riccardo Gullotta: non importa ripetere il titolo della canzone in corsivo e grassetto al di sopra delle indicazioni discografiche e autoriali: per convenzione interna, questo lo si fa soltanto per la traslitterazione di titoli scritti in alfabeti diverso da quello latino. Saluti e grazie.

Riccardo Venturi - 2021/5/15 - 09:28



Main Page

Please report any error in lyrics or commentaries to antiwarsongs@gmail.com

Note for non-Italian users: Sorry, though the interface of this website is translated into English, most commentaries and biographies are in Italian and/or in other languages like French, German, Spanish, Russian etc.




hosted by inventati.org