Language   

Dago

Gang
Language: Italian




2020
Ritorno al fuoco
fuoco




Inizio con “ DAGO” , una canzone popolare. Una canzone che “mira” innanzitutto a tenere viva la Memoria, la Nostra, quella dei Vinti e che quindi fa una storia diversa da quella dei vincitori. E per farlo ci porta indietro, sui nostri passi , su quel cammino eterno che è la nostra Emancipazione o Riscatto e che ci conduce verso l’orizzonte della Liberta ‘.
La storia in poche parole , è quella di un eccidio. 14 marzo 1891 a New Orleans. Una folla di cittadini assalì la prigione locale e uccise 11 immigrati italiani, in particolare siciliani. Secondo le fonti a partecipare al linciaggio furono dalle 3.000 alle 20.000 persone , rendendolo uno dei più ingenti linciaggi di massa della storia degli Stati Uniti.

La folla irrompe nella Parish Prison
La folla irrompe nella Parish Prison
E‘ una storia che fa parte di un’epica, la nostra , quella che risale a quando noi italiani eravamo i “ musi neri” , emigranti, uomini e donne in cerca di uno spiraglio di dignita’ attraverso il lavoro. E per questo “ camminammo” su gran parte dei mari e delle terre d’occidente e non solo…per 200 anni ! ... quando dall’altra parte dell’oceano ci chiamavano “ DAGO”
(L'uso del termine Dago ha origini incerte . Alcuni ritengono che derivi dalle espressioni inglesi They go, tradotto in italiano finalmente se ne vanno; oppure until the day goes, tradotto con fin che il giorno se ne va, nel senso di "lavoratore a giornata" . Secondo un'altra versione nacque all'inizio del XIX secolo tra gli ufficiali della marina mercantile inglese e statunitense, per apostrofare i marinai spagnoli e portoghesi, storpiando i nomi Diego e Diogo, molto diffusi tra la popolazione iberica .
La maggior parte ritiene però che l'epiteto derivi dall'inglese dagger (coltello) sulla scia dello stereotipo dell'italiano come popolo facile all'utilizzo del coltello, accoltellatore )
Lascio il racconto al video…poi durante la campagna di raccolta fondi per la produzione di RITORNO AL FUOCO , tornero’ con altri materiali per approfondire e farvi conoscere meglio questa storia .

Faccio anche una breve premessa ,partendo come sempre da un “controcampo” o “campo lungo “che dir si voglia …Domenica pomeriggio sono stato al compleanno di Maila e la torta era buonissima ! L’ho mangiata con piacere ma non ho chiesto ne’ a Maila e ne’ al pasticcere quali erano gli ingredienti della torta e ne’ come l’aveva fatta…Questo per dirvi che una canzone come “ DAGO” è fatta di tanti materiali e non è detto ,ne’ scontato ,che a tutti o a molti di voi , interessi sapere di cosa è fatta e come è stata fatta….Diciamo che a me interessa farvelo sapere per diversi motivi. Il primo è quello di preparare all’ascolto , raccontando la storia che ha ispirato , che ha fatto da scintilla. Inoltre per dare alla campagna di crowdfounding un valore anche culturale, quello di allargare ,approfondendo , andando a fondo , il raggio di azione della canzone stessa…Come dire, la canzone è un sasso tirato nell’acqua, vediamo insieme alcuni dei cerchi che provoca… La Canzone contiene libri , film , fumetti, opere teatrali, poesie , altre canzoni , di tutto di piu’, vediamoli insieme, se non tutti , almeno alcuni di essi. E per quelli piu’ curiosi cerchero’ di informare e segnalare alcuni “ingredienti “delle canzoni a cominciare dal piu’ importante : la Storia !

Il linciaggio è stato rappresentato anche nel film TV del 1999 Vendetta con Christopher Walken, a sua volta tratto dal libro di Richard Gambino, Vendetta: The True Story of the Largest Lynching in U.S. History (ISBN 1550711032).

Il brano di Wendy Mc Neill "In bocca al lupo" (2014) parla di questa vicenda dal punto di vista della figlia di uno degli innocenti trucidati.

Marino Severini


Un’altra storia che ribalta la visione comune dell’emigrazione è quella narrata in Dago, nella quale a ritmo di un forsennato tex-mex e chitarre in grande spolvero si racconta di quando eravamo noi italiani a lasciare il Bel Paese per cercare fortuna Oltreoceano e non sempre finiva bene. Quella di Dago – un termine che ha incerte origini etimologiche, ma che a seconda delle interpretazioni può derivare dalle espressioni inglesi “they go” (tradotto in italiano “finalmente se ne vanno”) o “until the day goes” (“fin che il giorno se ne va”, inteso come “lavoratore a giornata”), dalla storpiatura dei nomi Diego e Diogo (coniata dalla marina mercantile inglese e statunitense per apostrofare i marinai spagnoli e portoghesi a inizio del XIX secolo), ma soprattutto dalla parola inglese “dagger” (“coltello”, usata in maniera dispregiativa per dipingere lo stereotipo dell’italiano come accoltellatore, predisposto ad adoperare proprio il coltello) – è la storia di un eccidio avvenuto il 14 marzo 1891 a New Orleans, quando una folla di cittadini assalì la prigione locale e uccise 11 immigrati italiani, in particolare siciliani. Una canzone che arriva a parlare dell’attualità passando per l’inevitabile lume della Memoria della nostra Storia più recente da tenere sempre accesa
Radio Flâneur
In piedi si alzarono i giurati
la sentenza fu assoluzione
ma là fuori una folla ci aspettava
con la legge della corda e sapone

Come cani venuti dall’inferno,
senza volto e senza nome,
e tutti che gridavano:
"Morte, a morte i dagos"

Dago, oh dago, sudore e sangue amaro,
dago, schiavo della loro libertà…

Eran cento, mille, diecimila
e presero d’assalto la prigione,
su di noi tutti i colpi scaricarono,
chi col fucile, chi col bastone…

Tanto l’odio, tanto era il furore
che là fuori ai pali ci impiccarono,
e la folla feroce che gridava:
"Morte, a morte i dagos"

Dago, oh dago, sudore e sangue amaro,
dago, schiavo della loro libertà…

Pane nostro è sempre pane amaro
e straniero è il nostro nome
ci han legato alla catena
con l'inganno e col terrore

E che Dio le maledica
e che brucino all'inferno
tutti quelli che han gridato:
"Morte, a morte i dagos"

Dago, oh dago, sudore e sangue amaro,
dago, schiavo della loro libertà…

Contributed by Dq82 - 2021/3/4 - 19:42



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