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Ένας νέγρος θερμαστής από το Τζιμπουτί

Nikos Kavvadias / Νίκος Καββαδίας
Language: Greek (Modern)

List of versions


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[1933 ]

Ποίημα / Poesia / A Poem by / Poème / Runo :
Níkos Kavvadías

Μουσική / Musica / Music / Musique / Sävel:
Thanos Mikroutsikos

1. Ερμηνεία / Interpreti / Performed by / Interprétée par / Laulavat:
Thanos Mikroutsikos , Rita Antonopoulou
Live del 19 Novembre 2012 in memoria delle 24 vittime della Rivolta del Politecnico del Novembre 1973

2. Ερμηνεία / Interpreti / Performed by / Interprétée par / Laulavat:
Christos Thivaios

3. Ερμηνεία / Interpreti / Performed by / Interprétée par / Laulavat:
Vasilis Papakonstandinou
'Αλμπουμ / Album:
Γραμμές Των Οριζόντων [Grammés Ton Orizónton] [1981]







Atene, 17 Novembre 1973. Per non dimenticare

Seguono i nomi delle 24 vittime della Rivolta del Novembre 1973, accertate da una seria ricerca storiografica approdata in questo documento . Le vite recise dal mostro fascista hanno contribuito a fare rinascere un lembo di democrazia:

Spyridon Kontomaris [Σπυρίδων Κοντομάρης ]
Diomedes Komnenos [ Διομήδης Κομνηνός ]
Socratis Michail [ Σωκράτης Μιχαήλ ]
Toril Margrethe Engeland Vasilis Famellos [ Βασίλης Φάμελος ]
Yiorgos Samouris [ Γιώργος Σαμούρης ]
Dimitris Kyriakopoulos [ Δημήτρης Κυριακόπουλος ]
Spyros Marinos [ Σπύρος Μαρίνος ]
Nicholas Markoulis [ Νικόλαος Μαρκούλης ]
Katerina Argyropoulou [ Κατερίνα Αργυροπούλου ]
Stylianos Karayiorgis [ Στυλιανός Καραγιώργης ]
Markos Karamanis [ Μάρκος Καραμάνης ]
Alexandros Spartidis [ Αλέξανδρος Σπαρτίδης ]
Dimitris Papaioannou [ Δημήτρης Παπαϊωάννου ]
Yiorgos Yeritsdis [ Γιώργος Γερίτσης ]
Vasiliki Bekiari [ Βασιλική Bekiari ]
Dimitris Theodoras [ Δημήτρης Θεόδωρας ]
Basri Karakas [ Μπάσρι Καράκας ]
Alexandros Papathanasiou [ Αλέξανδρος Παπαθανασίου ]
Andreas Koumbos [ Ανδρέας Κούμπος ]
Michail Myroyiannis [ Μιχαήλ Μυρογιάννης ]
Kyriakos Panteleakis [ Κυριάκος Παντελεάκης ]
Stathis Koliniatis [ Στάθης Κολινιάτης ]
Yiannis Mikronis [ Γιάννης Μικρονής ]


Ricordo di Thanos Mikroutsikos

Se n’è andato il 28 Dicembre 2019, dopo una vita dedicata alla composizione e all’impegno politico. Fu antifascista militante nel KKE sin da giovane, perciò perseguitato dalla Giunta militare negli anni ’60, ministro della cultura dal ’94 al ’96.
La canzone proposta, interpretata da Christos Thivaios, fu tra quelle presentate nel concerto del 29 Giugno 2019 all’Odeon di Erode Attico in Atene. La formazione era composta da tre tastiere affidate a Thanos Mikroutsikos, Thodoris Oikonomou [ Θοδωρής Οικονόμου] e Maximos Drakos [Μάξιμος Δράκος], da Thymios Papadopoulos ai fiati, e dalle voci di Rita Antonopoulou, Kostas Thomaidis e Christos Thivaios. Thanos Mikroutsikos raccolse un’ovazione di 8 minuti ininterrotti. Sapeva già del suo male irreparabile ma continuò ancora nei mesi seguenti le sue attività.
Il suo ultimo concerto lo tenne in occasione del 45° festival della Gioventù comunista (KNE) ad Atene il 21 Settembre 2019. Al termine furono eseguite Bandiera rossa, Bella ciao e Ήρωες. Il link al videoclip del concerto, durata 1 h 45 m, è riportato di seguito


Mikroutsikos al 45° festival KNE, Atene 21 Settembre 2019


Le interpretazioni

Tutte le interpretazioni sono notevoli per livello ed interesse storico. Chi scrive ha l’impressione che quella di Thanos Mikroutsikos dia il massimo risalto alla poesia, al mondo di Kavvadias. Non stupisce, molte e intense sono stati le condivisioni ideali tra il musicista ed il poeta. In due interviste, in occasione della pubblicazione dei due album, Stavros tou Notou e Grammés Ton Orizónton, Mikroutsikos ciò lo spiegò bene e a fondo. Purtroppo, e ne siamo rammaricati, non siamo in grado di darne conto.
Vasilis Papakonstandinou è stato da sempre un cantante alternativo. Nella fattispecie si coglie, come in tante altre sue interpretazioni, la ribellione, forse un tantino sopra le righe, ma non c’è dubbio che, anche se calcando, esprime una tensione presente nel testo e nella musica.
Christos Thivaios, relativamente più giovane (si fa per dire, è nato nel ’63) dà l’interpretazione forse più consona con i tempi che stiamo attraversando da inizio secolo. C’è la protesta, c’è la rabbia, la tensione non cresce man mano che scorre la canzone, sembra che il finale sia scontato già dalle prime battute. È una protesta che inizia e finisce con lo sconforto come quello di una generazione azzoppata che non seppe o non volle o non poté toccare l’orizzonte.




La poesia

E’ la quinta poesia della raccolta Marabu [Μαραμπού ]. È ispirata ad un altro dei tanti personaggi a cui il marinaio Kavvadias guardò con l’attenzione del lupo di mare e la compassione dell’uomo provato da mille esperienze e sfollato per mestiere, sino a popolarne il suo universo poetico.
E’ la volta di Willy [Γουίλι ] , il fuochista nero , un omaccione di marinaio dal cuore grande, consumato dagli allucinogeni. Kavvadias ha per lui un affetto grande come per tanti altri compagni sui quali non pronuncia mai un giudizio. Troppo vasto è l’oceano, troppo è il peso che ciascuno porta con sé, troppi i conti che non tornano per frapporre qualsiasi diaframma.
Gli ultimi due versi sono il distillato del dolore di un ateo che in circostanze estreme invoca dio, un dio laico si capisce, qui abissale perché è dio muto e nudo, il dio dei negri. Willy e i raminghi di Kavvadias ci chiedono il silenzio e la distanza da ogni colore che ci portiamo dentro e addosso.

[Riccardo Gullotta]
Ο Γουίλι ο μαύρος θερμαστής από το Τζιμπουτί
όταν από τη βάρδια του τη βραδινή σχολούσε
στην κάμαρά μου ερχότανε γελώντας να με βρει
κι ώρες πολλές για πράγματα περίεργα μου μιλούσε

Μου `λεγε πώς καπνίζουνε στο Αλγέρι το χασίς
και στο Άντεν πώς χορεύοντας πίνουν την άσπρη σκόνη
κι έπειτα πώς φωνάζουνε και πώς μονολογούν
όταν η ζάλη μ’ όνειρα περίεργα τους κυκλώνει

Μου `λεγε ακόμα ότι είδε αυτός μια νύχτα που `χε πιει
πως πάνω σ’ άτι εκάλπαζε στην πλάτη της θαλάσσης
και πίσωθε του ετρέχανε γοργόνες με φτερά
σαν πάμε στ’ Άντεν μου `λεγε κι εσύ θα δοκιμάσεις

Εγώ γλυκά του χάριζα και λάμες ξυραφιών
και του `λεγα πως το χασίς τον άνθρωπο σκοτώνει
και τότε αυτός συνήθιζε γελώντας τρανταχτά
με το `να χέρι του ψηλά πολύ να με σηκώνει

Μες στο τεράστιο σώμα του είχε μια αθώα καρδιά
κάποια νυχτιά μέσα στο μπαρ Ρετζίνα στη Μαρσίλια
για να φυλάξει εμένα από έναν Ισπανό
έφαγε αυτός μια αδειανή στην κεφαλή μποτίλια

Μια μέρα τον αφήσαμε στεγνό απ’ τον πυρετό
πέρα στην Άπω Ανατολή να φλέγεται να λιώνει
θεέ των μαύρων, τον καλό συγχώρεσε Γουίλ
και δώσ’ του εκεί που βρίσκεται λίγη απ’ την άσπρη σκόνη.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/11/23 - 21:53




Language: Italian

Traduzione italiana / Μετέφρασε στα ιταλικά / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Gian Piero Testa
UN FUOCHISTA NEGRO DI GIBUTI

Willy il fuochista negro di Gibuti
quando la sera staccava di comandata
ridendo veniva a trovarmi nella mia cabina
e ore e ore stava a parlarmi di curiose cose

Mi diceva che ad Algeri fumano hashish
e che ad Aden bevono danzando la polverina bianca
e che poi gridano e fanno soliloqui
quando la vertigine li avvolge di curiosi sogni

Ancora mi diceva che una notte di bevute lui stesso vide
che sopra uno stallone galoppava per tutto il mare
e dietro gli correvano sirene con le ali
quando saremo ad Aden diceva farai anche tu la prova

Io gli donavo dolci e lame di rasoio
e gli dicevo che l’hashish ammazza l'uomo
e allora lui ridendo con fragore
soleva sollevarmi su su con una sola mano

Nel suo corpo tremendo aveva un cuore innocuo
una notte dentro il bar Regina di Marsiglia
per proteggere me da uno Spagnolo
quello si prese in testa pur vuota una bottiglia

Un giorno lo lasciammo dalla febbre prosciugato
oltre l'Estremo Oriente a bruciare e a consumarsi
dio dei negri, perdona Willy il buono
e un po' di polverina bianca dagli là dove si trova.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/11/23 - 21:55




Language: English

English translation / Μετέφρασε στα αγγλικά / Traduzione inglese / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös:
anabella
A BLACK BOILERMAN FROM DJIBOUTI

Willie, the black boiler man from Djibouti
right when he got off his night shift
he came to find me in my bedroom, laughing
and talked to me about weird thing for hours

He told me how they smoke weed in Algeria
and how they snort the white powder in Aden
and how they shout and talk to themselves afterwards
when the grogginess surrounds them with weird dreams

He also told me that one night after snorting he had seen
that he was riding on horses on the back of the sea
and mermaids with wings were running behind him
"when we go to Aden", he told me, "you will try it too"

I gave him sweets and razor blades
and told him that hashish kills
and then he used to laugh loudly and
lift me high above the ground with his hand

Inside his huge body he had an innocent heart
one night in the bar "Redginda" in Marseille
in order to protect me from a Spaniard
he took a hit on the head from an empty bottle

One day we left him dry from the fever
burning up over there in the Far East
God of black people forgive the kind Will
and give him, wherever he is, some white powder.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/11/24 - 12:04




Language: French

Traduction française / Μετέφρασε στα γαλλικά / Traduzione francese / French translation / Ranskankielinen käännös:
Michel Volkovitch
UN CHAUFFEUR NOIR DE DJIBOUTI

Le chauffeur noir de Djibouti, nommé Willy,
son boulot terminé, passait souvent, hilare,
me voir dans ma cabine, et assis sur mon lit,
me racontait sans fin de troublantes histoires.

Il me parlait d'Alger, de ses fumeurs de kif,
d'Aden où les danseurs humaient la poudre blanche,
puis de leurs cris d'effroi, des longs discours plaintifs
quand vertige et visions en eux soudain s'épanchent.

Il racontait aussi cette nuit de ribote
où il vit, chevauchant sur l'eau... lui-même, Will,
des sirènes ailées le suivant à la botte.
— Aden, ça te plaira, tu verras, disait-il.

Je lui offrais bonbons et lames de rasoir,
et lui disais aussi : Le hasch, ça tue son homme!
Alors, en s'esclaffant, le robuste gaillard
d'un seul bras soulevait très haut dans l'air ma pomme.

Son corps géant cachait un cœur tout innocent.
Un soir au Regina, dans le port de Marseille,
voulant me protéger d'un Espagnol méchant
il prit sur l'occiput un grand coup de bouteille.

Un jour chez les Chinois nous l'avons débarqué
brûlant, frappé de fièvre ainsi que par la foudre.
Dieu des noirs, prends pitié de Will resté à quai.
Laisse-lui, où qu'il soit, un peu de blanche poudre.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/11/26 - 11:49




Language: Spanish

Traducción Española / Ισπανική μετάφραση / Traduzione spagnola / Spanish translation / Traduction espagnole / Espanjankielinen käännös:
David Hernández de la Fuente - edición " Nicos Cavadías. Poesía completa”
UN FOGONERO NEGRO DE DJIBUTI

El fogonero Willy, un negro de Djibouti,
apenas terminaba su guardia vespertina
solía venir riendo hasta mi camarote
y me solía hablar de las cosas más raras.

Contaba cómo fuman en Argel el hachís
y cómo en Aden toman, bailando, el polvo blanco.
Y después, todos gritan y hablan ellos solos,
cuando les posee el mareo de visiones.

Me decía que él mismo, cuando había fumado,
se veía al galope sobre el lomo del mar,
mientras le perseguían las sirenas con alas.
“En Aden” –me decía– “también lo probarás”.

Yo le daba bombones, cuchillas de afeitar,
y le advertía que el hachís destruye a las personas.
Entonces él me alzaba a peso en una mano
mientras las carcajadas sacudían su cuerpo.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/11/27 - 10:01




Language: Russian

Русский перевод / Ρωσική μετάφραση / Traduzione russa / Russian translation / Traduction russe /
Venäjänkielinen Käännös:
muztext
ЧЕРНЫЙ ОБОГРЕВАТЕЛЬ ИЗ ДЖИБУТИ

Вилли, черный обогреватель из Джибути
Когда с ночной смены он ходил в школу
Он пришел к моей арке, смеясь, чтобы найти меня
И много часов он говорил со мной о странных вещах

Он сказал мне, что в Алжире курят
И Анам, что во время танца они пьют белый порошок
А потом как они кричат и как монологи
Когда их окружает головокружение от странных снов

Он также сказал мне, что видел это, однажды ночью он пил
Как на-то он скакал по морю
А за ним бежали русалки с крыльями
Если мы пойдем в Анам, скажите мне, и вы попробуете

Я также дал ему сладости и бритвенные лезвия
И я сказал ему, что дым убивает людей
А потом он громко смеялся
С его рукой достаточно высоко, чтобы поднять меня

В его огромном теле было невинное сердце
Несколько ночей в баре retsina в Марселе
Чтобы защитить меня от испанца
Он съел пустую бутылку в голове

Однажды у него осталась лихорадка
За пределами Дальнего Востока гореть, таять
Бог черных, прости добрую волю '
И дайте его туда, где есть немного белого порошка.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/11/27 - 17:02



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