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Δε λες κουβέντα

Dimos Moutsis / Δήμος Μούτσης
Language: Greek (Modern)

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Λαϊκά προάστια
(Sotiria Bellou / Σωτηρία Μπέλλου)
Ελένη
(Ilias Andriopoulos / Ηλίας Ανδριόπουλος)
Άγιος Φεβρουάριος
(Dimos Moutsis / Δήμος Μούτσης )


De les kouventa
[1981]

Testo / Στίχοι / Lyrics / Paroles / Sanat:
Κώστας Τριπολίτης [Kostas Tripolitis]

Musica / Μουσική / Music / Musique / Sävel:
Δήμος Μούτσης [Dimos Moutsis]

Interpreti / Ερμηνεία / Performed by / Interprétée par / Laulavat:
Σωτηρία Μπέλλου [Sotiria Bellou] , Δήμος Μούτσης [Dimos Moutsis]

'Αλμπουμ / Album:
Φράγμα [Fragma]



Sotiria Bellou




Dimos Moutsis e l’album Fragma

L’album Φράγμα [ Fragma ] contiene due canzoni inserite a suo tempo in CCG , Delenda est [Ερηνούλα μου] e Γράμμα απ΄τη λεγεώνα των ξένων. Fu l’album che segnò l’inizio del secondo periodo dell’opera di Moutsis con l’evoluzione dall’entechno a forme musicali che innestano ritmi non greci. Nel primo periodo avevano collaborato con il musicista Nikos Gatsos, Manos Eleftheriou, Lefteris Papadopoulos. Per il disco Fragma Moutsis si affidò a Kostas Tripolitis.



L’autore dei versi Kostas Tripolitis
L’autore dei versi Kostas Tripolitis


Κώστας Τριπολίτης [ Kostas Tripolitis ] è nato ad Atene. Ha studiato cinema e poi neuropsicologia e linguistica in Germania. Conosciuto per le sue opere Don't Say Talk , Windmill , Solitudine Migliaia di foglie , Dalika , My Erinoula (intitolata Delenda est ), You Intervene , Frequency , Harlequin , Dam , Electric , Passenger , Speech Shape , Boom , Love , Radar ecc. e le sue collaborazioni con compositori e cantautori (Mikis Theodorakis , Dimos Moutsis , Thanos Mikroutsikos , Antonis Vardis , Stamatis Kraounakis , George Chatzinassios , Mimi Plessas , Lino Kokoto , Dionysis Tsamkidakios e Lagnagioatia Lapalopia Mialoukia Niako, ).
Interpreti con cui ha collaborato : Sotiria Bellou , Maria Farantouri , Dimitris Mitropanos , Giorgos Dalaras, Vicky Moscholiou , Haris Alexiou , Vassilis Papakonstantinou , Dimitra Galani , Marinella , Alkistisanta Kitaftasota Protopsalti , Zpsargalti, Glykeria, Markeria Nikolaou, Bessy Argyraki, Christiana, Nena Venetsanou , Michalis Violaris , Lefteris Mytilineos, Lavrenti Machairitsa , Christos Thivaios , Vasiliki Lavina, George Merantza , Harry Klynnou e Giannis Gianlopoulos Lanello Koutra , Maria.

Per diversi anni ha collaborato a giornali e pubblicazioni come editorialista e commentatore, produttore radiofonico ed è stato sceneggiatore di programmi televisivi e regista di cortometraggi. Ha pubblicato poesie e racconti. Negli ultimi anni ha presentato lo spettacolo "Here Midnight" sul secondo programma dove ha commentato gli eventi attuali e letto poesie di poeti greci.


L’interprete Sotiria Bellou e il rebetico

Il motivo principale che ci spinge a proporre questa canzone è lei, Sotiria, verso cui nutriamo un’ammirazione al limite dell’infatuazione. È una parte essenziale della Grecia del Novecento. In tutte le canzoni interpretate da lei, non se trova una, come una, banale. Riesce sempre a comunicare anche a chi, come il sottoscritto, non conosce il greco.
Il rebetico fu la musica della gente ordinaria, dell’esilio, della miseria, delle repressioni, delle scelte di campo, delle tragedie della Resistenza prima e della guerra civile dopo, del riscatto della società civile, della protesta di chi portava insieme agli stracci una dignità sconosciuta ai più. Durò finché la gente cedette l’autenticità barattandola con una vita meno scomoda. Ci sembra che furono le trasformazioni sociali più che l’entechno e l’attrazione per la musica estera a segnarne la fine. Non morì mai veramente, Theodorakis e tanti altri attinsero a piene mani.

Sotiria Bellou non fu soltanto una rebetissa , fu il rebetico in carne e ossa. Non che le altre rebetisse siano state delle controfigure: Marika Papagika, Rita Abatzi , Roza Eskenazi, Stella Haskil, Marika Ninou etc. hanno lasciato esecuzioni memorabili per chi ama il genere. Certo, riferendosi alle prime tre, occorre un moderato sforzo per apprezzare le sonorità inconsuete per un orecchio occidentale dato che il rebetico nella sua prima fase mostrava intatte le sue origini anatoliche. In compenso, se ci si accosta anche alla storia e alle descrizioni di quel periodo del Novecento, si viene ripagati con l’acquisizione della visione di un mondo, di una cultura affascinante che interseca occidente e oriente. Sono retaggi ottomani, armeni, persiani, che si calano in una Grecia che, appena desta da un letargo secolare, è ostaggio di avventurieri che ne tarperanno a lungo le ali. La caratteristica comunque rimane sempre riconoscibile dal primo all’ultimo rebetico: musica che nasce dalla tragedia e dall’esilio e dalle sofferenze conseguenti ad una guerra.

La vita di Sotiria fu assai movimentata. Di carattere ribelle, anticonformista, fu discreta ma non nascose la sua inclinazione per le donne, atteggiamento che in quei tempi non era minimamente tollerato e comportava un isolamento pesante. Fece parte come attivista dell’Elas, la Resistenza greca, fu catturata dai nazisti, torturata e messa in prigione. Partecipò alla Decembriana. Fu quindi presa di mira dagli sgherri della famigerata Organizzazione X, i Chites (cioé quelli della X, fonema che in italiano sarebbe pressappoco reso da ch), movimento armato filomonarchico e parafascista che aveva fiancheggiato i nazisti negli ultimi anni di guerra. Quando si rifiutò di cantare una canzone apertamente di destra, fu oltraggiata e picchiata da sei aderenti alla X. Tsitsanis la scoprì nel’48. Insieme si esibivano al Fat Jimmy’s di Atene. Del gruppo faceva parte anche il giovane Hatzidakis , ma Sotiria non volle mai cantare le sue canzoni. Fu il periodo d’oro del rebetico sino alla fine degli anni 50. Poi il declino e la povertà, fu costretta a vendere musicassette per la strada per sbarcare il lunario.
Fu dopo la fine della dittatura dei colonnelli che in Grecia crebbe l’interesse per la riscoperta delle origini del rebetico e del folk tradizionale. Così nel 1975 Sotiria si trovò a collaborare con Διονύσης Σαββόπουλος [Dionysis Savvopoulos] per Ζεϊμπέκικο, con Vassilis Dimitriou, poi con Ηλίας Ανδριόπουλος [Ilias Andriopoulos] per quel capolavoro di Λαϊκά προάστια [Laika proastia], infine con Moutsis . Si esibì sino ai primi anni ‘90.
Durante la sua carriera fu ignorata da quasi tutti, le istituzioni si accorsero di lei soltanto quando era prossima alla fine. Morì in relativa povertà per un tumore alla gola il 29 agosto 1997 nell’ospedale Metaxa del Pireo, confortata soltanto dalla sua compagna Georgia Panayiotou.


La canzone De les kouventa

Dopo avere ascoltato la registrazione della canzone, Sotiria, temperamento sanguigno, si arrabbiò molto con Moutsis. Il musicista non le aveva spiegato che nella canzone c’era un ritornello che Sotiria non aveva quindi interpretato. In realtà Moutsis intendeva fondere due stili diversi e non aveva ritenuto opportuno accernarne alla cantante; sarebbe stato inserito nel mixaggio nella fase successiva. Sotiria ebbe quindi l’impressione che da una canzone declinata al negativo la sua immagine ne sarebbe stata offuscata. Minacciò persino di querelare il produttore, quel nume indiscusso che era Aleko Patsifas, patron della Lyra, etichetta prestigiosa del dopoguerra in Grecia. L’equivoco fu chiarito pochi giorni dopo e Sotiria si presentò a casa di Moutsis con un mazzo di fiori per scusarsi.
La canzone fu un successo, il risultato di un tris unico: un musicista sapiente e innovatore, un poeta fuori dal comune e una cantante che portava la carica e la passionalità del rebetico. Mai innesto fu più felice.
Ancora oggi De les kouventa continua ad essere eseguita in Grecia e ad entusiasmare. La si può riascoltare spesso ad Atene in qualche taverna di Psirri e Gazi , e anche a Exarchia.
Δε λες κουβέντα,
κρατάς κρυμμένα μυστικά
και ντοκουμέντα
κι ακούω μόνο
συνθήματα μεταλλικά
των μικροφώνων

Ξέρω τ' όνομά σου
την εικόνα σου και πάλι από την αρχή
ψάχνω για μια διέξοδο γυρεύοντας
μια αλλιώτικη ζωή...

[ χορωδία ]
Ξέρω τ' όνομά σου
την εικόνα σου και πάλι από την αρχή
ψάχνω για μια διέξοδο γυρεύοντας
μια αλλιώτικη ζωή...

Περνούν οι νύχτες,
τα δευτερόλεπτα βαριά
στους λεπτοδείκτες
ζητώντας κάτι
που να μη γίνεται ουρλιαχτό
κι οφθαλμαπάτη

Ξέρω τ' όνομά σου
την εικόνα σου και πάλι από την αρχή
ψάχνω για μια διέξοδο γυρεύοντας
μια αλλιώτικη ζωή...

[ χορωδία ]
Ξέρω τ' όνομά σου
την εικόνα σου και πάλι από την αρχή
ψάχνω για μια διέξοδο γυρεύοντας
μια αλλιώτικη ζωή...

Στων χιλιομέτρων
την ερημιά και στη σιωπή των χρονομέτρων
ακούγονται τώρα
σειρήνες μεταγωγικά κι ασθενοφόρα

Ξέρω τ' όνομά σου
την εικόνα σου και πάλι από την αρχή
ψάχνω για μια διέξοδο γυρεύοντας
μια αλλιώτικη ζωή

[ χορωδία ]
Ξέρω τ' όνομά σου
την εικόνα σου και πάλι από την αρχή
ψάχνω για μια διέξοδο γυρεύοντας
μια αλλιώτικη ζωή

Δε λες κουβέντα,
κρατάς κρυμμένα μυστικά
και ντοκουμέντα

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/6/9 - 23:27




Language: Italian

Traduzione italiana / Μετέφρασε στα ιταλικά / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös:
Roberto Patritti
NON DIRE STORIE

Non dire storie,
hai segreti nascosti e documenti
e sento solo
segnali metallici dei microfoni

Conosco il tuo nome
il tuo ritratto e di nuovo dal principio
cerco una uscita
verso una vita diversa

[coro]
Conosco il tuo nome
il tuo ritratto e di nuovo dal principio
cerco una uscita
verso una vita diversa

Passano le notti
i secondi pesano sulle lancette
cercando qualcosa
che non divenga un urlo e un miraggio

Conosco il tuo nome
il tuo ritratto e di nuovo dal principio
cerco una uscita
verso una vita diversa

[coro]
Conosco il tuo nome
il tuo ritratto e di nuovo dal principio
cerco una uscita
verso una vita diversa

Nella solitudine dei chilometri
e nel silenzio dei cronometri
si sentono ora
sirene veicoli e ambulanze

Conosco il tuo nome
il tuo ritratto e di nuovo dal principio
cerco una uscita
verso una vita diversa.

[coro]
Conosco il tuo nome
il tuo ritratto e di nuovo dal principio
cerco una uscita
verso una vita diversa.

Non dire storie,
hai segreti nascosti e documenti

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/6/9 - 23:29




Language: English

English translation / Μετέφρασε στα αγγλικά / Traduzione inglese / Traduction anglaise / Englanninkielinen käännös:
keeptalkinggreece
DON’T SAY A SINGLE WORD

You don’t say a single word
you keep hidden secrets
and documents
I hear only
the metal slogans
of the microphones

I know your name
your image and then again
I seek for one way out, searching
for a different life

[chorus]
I know your name
your image and then again
I seek for one way out, searching
for a different life

The nights pass,
the seconds heavy
on the minutes hands
Searching for something
that will not be a howling,
and illusion

I know your name
your image and then again
I seek for one way out, searching
for a different life

[chorus]
I know your name
your image and then again
I seek for one way out, searching
for a different life

In wilderness of kilometres
in silence of timers
the sounds of
sirens, transporters and ambulances

I know your name
your image and then again
I seek for one way out, searching
for a different life

[chorus]
I know your name
your image and then again
I seek for one way out, searching
for a different life

You don’t say a single word
you keep hidden secrets
and documents.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/6/10 - 12:15




Language: French

Traduction française / Μετέφρασε στα γαλλικά / Traduzione francese / French translation
Ranskankielinen käännös:
Riccardo Gullotta
NE DIS PAS D'HISTOIRES

Ne dis pas d'histoires
toi tu gardes des secrets cachés
et documents
Je n’entends que
les slogans métalliques
des microphones

Je connais ton nom
ton image encore une fois depuis le debut
Je cherche une voie de sortie
une vie différente

[chorale]
Je connais ton nom
ton image encore une fois depuis le debut
Je cherche une voie de sortie
une vie différente

Les nuits s'écoulent
les secondes accablent
les aiguilles des minutes
cherchant quelque chose
qui ne soit pas un hurlement
ni une chimère

Je connais ton nom
ton image encore une fois depuis le debut
Je cherche une voie de sortie
une vie différente

[chorale]
Je connais ton nom
ton image encore une fois depuis le debut
Je cherche une une voie de sortie
une vie différente

Dans le désert des kilomètres
Et dans le silence des minuteries
on entend maintenant les
Sirens de véhicules et ambulances

Je connais ton nom
ton image encore une fois depuis le debut
Je cherche une voie de sortie
une vie différente

[chorale]
Je connais ton nom
ton image encore une fois depuis le debut
Je cherche une une voie de sortie
une vie différente

Ne dis pas d'histoires
toi tu gardes des secrets cachés
et documents.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/6/10 - 13:47




Language: Spanish

Traducción Española / Ισπανική μετάφραση / Traduzione spagnola / Spanish translation / Traduction espagnole/ Espanjankielinen käännös:
Hugo Cella
NO DICES NI UNA PALABRA

No dices ni una palabra,
guardas secretos ocultos
y documentos
y escucho solamente
voces de metal
del micrófono

Sé tu nombre
tu imagen y todavía desde el principio
busco desesperado una salida
una vida diferente

[coro]
Sé tu nombre
tu imagen y todavía desde el principio
busco desesperado una salida
una vida diferente

Pasan las noches,
los pesados segundos
en cada uno de sus minutos
si preguntas algo
que no se convierta en alarido
y espejismos

Sé tu nombre
tu imagen y todavía desde el principio
busco desesperado una salida
una vida diferente

[coro]
Sé tu nombre
tu imagen y todavía desde el principio
busco desesperado una salida
una vida diferente

En estos kilómetros
en el desierto y en el silencio de los cronómetros
se escuchan ahora
sirenas, camiones y ambulancias

Sé tu nombre
tu imagen y todavía desde el principio
busco desesperado una salida
una vida diferente

[coro]
Sé tu nombre
tu imagen y todavía desde el principio
busco desesperado una salida
una vida diferente

No dices ni una palabra,
guardas secretos ocultos
y documentos.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/6/10 - 18:47




Language: German

Deutsche Übersetzung / Μετέφρασε στα γερμανικά / Traduzione tedesca / German translation / Traduction allemande / Saksankielinen käännös:
Balinger
DU REDEST KEIN WORT

Du redest kein Wort
du hast verborgene Geheimnisse
und Dokumente bei dir
und ich höre nur
metallene Erkennungszeichen
der Mikrofone

Ich kenne deinen Namen
dein Bild und wieder von vorne
ich suche nach einem Ausweg
im Verlangen nach einem anderen Leben

[chor]
Ich kenne deinen Namen
dein Bild und wieder von vorne
ich suche nach einem Ausweg
im Verlangen nach einem anderen Leben

Die Nächte vergehen,
die Sekunden schwer
auf den Minutenzeigern
auf der Suche nach etwas,
das nicht Gebrüll
und optische Täuschung wird

Ich kenne deinen Namen
dein Bild und wieder von vorne
ich suche nach einem Ausweg
im Verlangen nach einem anderen Leben

[chor]
Ich kenne deinen Namen
dein Bild und wieder von vorne
ich suche nach einem Ausweg
im Verlangen nach einem anderen Leben

In der Kilometer Einsamkeit
und im Schweigen der Zeitmesser
sind nun zu hören
Sirenen, Transportfahrzeuge und Krankenwagen

Ich kenne deinen Namen
dein Bild und wieder von vorne
ich suche nach einem Ausweg
im Verlangen nach einem anderen Leben

[chor]
Ich kenne deinen Namen
dein Bild und wieder von vorne
ich suche nach einem Ausweg
im Verlangen nach einem anderen Leben

Du redest kein Wort
du hast verborgene Geheimnisse
und Dokumente bei dir...

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/6/10 - 19:28




Language: Polish

Polskie tłumaczenie / Πολωνική μετάφραση / Traduzione polacca / Polish translation / Traduction polonaise / Puolankielinen käännös:
Maciek Froński
WCIĄŻ JAK ZAKLĘTY

Wciąż jak zaklęty
Milczysz, sekrety swoje masz
I dokumenty.
Nie mów nic wcale,
Dość, że głośnika smutna twarz
Szczeka metalem

Wiem, jak ci na imię,
Jak wyglądasz także wiem i jeszcze raz
Znaleźć jakieś wyjście chcę jedynie,
By swój lepiej przeżyć czas.

[chór]
Wiem, jak ci na imię,
Jak wyglądasz także wiem i jeszcze raz
Znaleźć jakieś wyjście chcę jedynie,
By swój lepiej przeżyć czas.

Noce się wleką,
Bo są wskazówki tylko dwie
I ciężar sekund.
Tak by się chciało
Wyjść poza skowyt, światła grę,
Bo to za mało.

Wiem, jak ci na imię,
Jak wyglądasz także wiem i jeszcze raz
Znaleźć jakieś wyjście chcę jedynie,
By swój lepiej przeżyć czas.

[chór]
Wiem, jak ci na imię,
Jak wyglądasz także wiem i jeszcze raz
Znaleźć jakieś wyjście chcę jedynie,
By swój lepiej przeżyć czas.

Na tym odludziu
W ciszy zegarów żaden dźwięk
Się nie obudzi.
Wreszcie masz szansę
Więźniarek słyszeć ciągły jęk
I ambulanse.

Wiem, jak ci na imię,
Jak wyglądasz także wiem i jeszcze raz
Znaleźć jakieś wyjście chcę jedynie,
By swój lepiej przeżyć czas.

[chór]
Wiem, jak ci na imię,
Jak wyglądasz także wiem i jeszcze raz
Znaleźć jakieś wyjście chcę jedynie,
By swój lepiej przeżyć czas.


Wciąż jak zaklęty
Milczysz, sekrety swoje masz
I dokumenty.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/6/10 - 20:24




Language: Sicilian

Traduzzioni siciliana / Σικελική μετάφραση / Traduzione siciliana / Sicilian translation / Traduction sicilienne / Sisiliankielinen käännös:
Riccardo Gullotta
UN CUNTARI STORI

Un cuntari stori,
tu ammucci sicreti
e carti,
e ‘n sentu autru ca
scrusci î llanna
i microfonu

U canusciu u to nnomu
e a to funcia e punt’e dacapu
circu na nisciuta
ppi na vita sparaggia

[coru]
U canusciu u to nnomu
e a to funcia e punt’e dacapu
circu na nisciuta
ppi na vita sparaggia

I nuttati passanu
I sicunni vanu ncarcannu i lancetti du raloggiu
circannu quarchi cosa
ca n’addivintassi ‘n gridu oppur'un sonnu

U canusciu u to nnomu
e a to funcia e punt’e dacapu
circu na nisciuta
ppi na vita sparaggia

[coru]
U canusciu u to nnomu
e a to funcia e punt’e dacapu
circu na nisciuta
ppi na vita sparaggia

Sulu , ‘n chilometru appress'a l’autru
ccu scrusciu sulu dî rologgia
ora si sentunu sireni di machini e mbulanzi

U canusciu u to nnomu
e a to funcia e punt’e dacapu
circu na nisciuta
ppi na vita sparaggia

[coru]
U canusciu u to nnomu
e a to funcia e punt’e dacapu
circu na nisciuta
ppi na vita sparaggia

Un cuntari stori,
tu ammucci sicreti
e carti.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2020/6/10 - 21:21



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