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Correvano coi carri

Giovanna Marini
Language: Italian

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1978
Correvano coi carri
Correvano coi carri
Correvano coi carri
e coi cavalli
le bighe e le lettighe
e noi eravamo lì
agli angoli delle strade
con le vesti stracciate
ma... ma... come dipinti
ora vi mascherate
ce le compriamo
con le vesti a imitazione
del padrone
con quei quattro soldi che
diciamo guadagnati
ma... ma... ma... regalati
voi vi sudate tutto
ma il potere
il favore di un lavoro
ma il potere
quello che vi fa dire
“questo è mio di diritto”
non... c'è... quel... potere
con la casa a imitazione
di quella del padrone
e i figli a imitazione
del padrone
ma quella vostra crolla
e i figli ve li hanno rubati
la sua è di roccia e i
suoi figli abbronzati
e questa sarebbe
questa sarebbe
la strada dell'incontro
non c'è più incontro
non c'è più incontro
non c’è più incontro
Bisogna fare
come Giovanni Marini in tribunale
“queste ipocrisie per piacere lasciamole stare”
in cella le torture in pubblico la dignità
no grazie no, no grazie no
no grazie no, no grazie no
Quanto sono pronta a capire
son tutta comprensione
c'è bisogno di pace e lavoro
che paghino sempre loro
Sì capisco, sì capisco
quanto posso capire
quanto sangue, quanto sangue
che si deve versare
Ma devo dirvelo con un urlo
ho perso la mia ragione
se n'è voluta se n’è volata
per troppa comprensione
Quanto sangue quanto sangue
che si deve versare
quanto sangue quanto sangue
per poterci salvare
quanto sangue quanto sangue

Contributed by Dq82 - 2020/1/20 - 13:50


Ho fatto un fioretto a Gesù: ho provato ad ascoltare fino in fondo e più volte una celebre canzone della Marini... Ne sono uscito piuttosto malconcio, che la sua voce e quelle delle sue amiche e il loro cantare e suonare "disarmonico" mi perforano il cervello... Io la Marini vorrei proprio che avesse fatto un altro mestiere... Però apprezzo il suo sforzo, così voi apprezzate il mio che segue...

La prima versione di "Correvano coi carri" si trova in "I treni per Reggio Calabria" che Giovanna Marini pubblicò nel 1976 per I Dischi del Sole. La voce maschile è quella Francesco Marini, che è principalmente noto per essere clarinettista e saxofonista. Non credo che sia parente della Giovanna.

I treni per Reggio Calabria

La seconda versione è quella del 1978, quella della "Cantata Profana", che si confonde poi con la seconda parte del Lamento per la morte di Pasolini. Qui le voci del coro sono quelle di Annalisa Di Nola, Lucilla Galeazzi e Tata Di Nola.

Il testo non è sempre identico, cambia verso la fine. A volte si conclude con "Meglio parlare / Chiaro parlare / Voglio parlare / Voglio parlare!", altre invece s'interrompe dopo "Non c’è più incontro", da dove riprende la sola voce di Giovanna Marini con "Quanto sono pronta a capire [...] / quanto sangue, quanto sangue..."

Correvano coi carri
E coi cavalli
Le bighe e le lettighe
E noi eravamo lì
Agli angoli delle strade
Con le vesti stracciate
Ma... ma... come dipinti

Ora vi mascherate
Ce le compriamo
Con le vesti a imitazione
Del padrone
Con quei quattro soldi che
Diciamo guadagnati
Ma... ma... ma regalati

Voi vi sudate tutto
Ma il potere
Il favore di un lavoro
Ma il potere
Quello che vi fa dire:
“Questo è mio di diritto”
Non... c'è... quel potere

Con la casa a imitazione
Di quella del padrone
E i figli a imitazione
Del padrone
Ma quella vostra crolla
E i figli ve li hanno rubati
La sua è di roccia e i suoi figli abbronzati

E questa sarebbe
Questa sarebbe
La strada dell'incontro
Non c'è più incontro
Non c'è più incontro
Non c’è più incontro

Bisogna fare
Come Giovanni Marini in tribunale
Queste ipocrisie, per piacere, lasciamole stare
In cella le torture, in pubblico la dignità
No, grazie, no
No, grazie, no

Meglio parlare
Chiaro parlare
Voglio parlare
Voglio parlare!

Quanto sono pronta a capire
Son tutta comprensione
C'è bisogno di pace e lavoro
Che paghino sempre loro

Sì capisco, sì capisco
Quanto posso capire
Quanto sangue, quanto sangue
Che si deve versare

Ma devo dirvelo con un urlo
Ho perso la mia ragione
Se n'è volata, se n’è volata
Per troppa comprensione

Quanto sangue, quanto sangue
Che si deve versare
Quanto sangue, quanto sangue
Per poterci salvare
Quanto sangue, quanto sangue...

B.B. - 2020/1/22 - 19:20


E io faccio un fioretto e anche una sciabola a Gesoo e pure allo Spiritossanto, ma ti devo dare ragione. Non arrivo a dire che la Giovanna Marini abbia sbagliato mestiere, quello magari no, e riconosco volentieri tutta la sua somma importanza nell'etnomusicologia italiana, nel canto popolare, nel canto sociale e politico, tutto quel che si vuole; ma arrivare in fondo a un suo ascolto qualsiasi o a un concerto non mi è mai riuscito. Più che malconci, si esce inebetiti; e lo stesso, visto che siamo in tema di sana iconoclastia, vale per i Cantacronache originali. Una cosa micidiale. Ora, so che se mi leggono dal De Martino mi vieteranno l'ingresso per sempre e metteranno una taglia sulla mia testa, 10000 $ vivo o morto, ma è così.

Riccardo Venturi - 2020/1/23 - 11:22



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