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Nterini

Fatoumata Diawara
Language: Bambara

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(John D. Loudermilk)
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(Buika)


2018
Fenfo
Fenfo

This song is about the heartache felt by two lovers separated by distance. My love and my confidant has gone far away and has not sent any news back to me. I love him despite everything and I miss him every day. I want to hear from my darling; otherwise I cannot sleep well at night.

Ho deciso di parlare in questo modo dell'immigrazione perché da quattro o cinque anni a questa parte vediamo l'immagine dei nostri fratelli che partono sui barconi, e la gente che non conosce l'Africa è portata a pensare che è tutta l'Africa che parte, che non c'è più nulla in Africa. Che è la miseria da cui si fugge, e che laggiù non c'è più niente.

Il caso della schiavitù in Libia è stato il culmine, mi ha molto ferita! Mentre io che sono sul palco, sono pronta ad alzare il pugno per dire che la gioventù africana è pronta a trovare una via d'uscita, che c'è una nuova Africa che arriva. Credo a quello che dico. Vai in Gana, in Nigeria, in Angola, anche in Burkina Faso. Succedono un sacco di cose laggiù. Proviamo allora a fare in modo che ci siano delle sfumature. Altrimenti questa immagine ci schiaccerà. Quindi mi sono detta : continuerò a parlare dei nostri problemi, ma in maniera più positiva.

Sono andata nella regione dell'Afar, in Etiopia. Un luogo sacro dove è stato scoperto il primo scheletro di uno dei nostri progenitori (Lucy). Volevo andare laggiù per girare il video e dire che tutti questi giovani, prima di attraversare il Mediterraneo, vengono da qualche parte hanno una storia d'amore, una terra magnifica. Volevo raccontare la storia di un giovane che viveva una vita tranquilla con una casa, un'innamorata ma voleva partire per fare una nuova esperienza. Quando era partito non era un immigrato, era solo un essere umano. Ma arrivato di fronte al Mediterraneo, quando gli hanno detto che non poteva andare in Europa, è diventato un "immigrato". Altrimenti sul suo continente, ha una dignità, ha una storia, una terra. Questo era importante per me. « Nterini » è il primo pezzo del disco, per parlare dall'immigrazione e per far capire che l'Africa non sono queste immagini di barconi: proveniamo da qualche parte,e abbiamo molto da insegnare all'umanità.

Fatoumata Diawara
Testo non disponibile

Contributed by Dq82 - 2018/5/26 - 09:23



Language: English

Non possediamo il testo originale in bambara, ma solo la sua traduzione in inglese.

Il testo è una canzone d'amore nei confronti di un amore emigrato lontano.
MY LOVE

My love has gone far away and may never come back
He has left his family and friends behind and gone away
He may never come back
What am I to do? He was my friend and my confidant
How is he? Just let me know how you are
You have gone to a faraway land
I miss you greatly
You have always been my guide
And I love you with all my heart

My love has taken off
Who knows when he will come back?
My darling has gone far away
And may never come back again

He has gone to live in a faraway country
He has not told me anything
It was not the rough morning weather
That prevented me from seeing him
Nor the heat of the midday sun
Not even the dangers of going out at dusk
Because I could not sleep well if I didn’t see you

Contributed by Dq82 - 2018/5/26 - 09:26


Certo, visti i frequenti casi del genere, mi viene da fare un ragionamento sulle canzoni nelle lingue africane, che in fondo investe un po' tutta la cosiddetta "World Music".

Non è un ragionamento sulla "bellezza" e "importanza" di tali canzoni, che provengano da tradizioni popolari più o meno rivisitate, oppure che siano canzoni autoriali in piena regola. Sembra però che la funzione delle lingue in cui sono scritte e cantate sia, più o meno, assimilabile esclusivamente alla musica e al ritmo, e stop. "Suonano" tanto bene 'ste lingue, sono così cool (a parte, naturalmente, quando sono parlate dall'immigrato sul barcone o rinchiuso nel CIE). Non si sa (quasi) mai che cosa vogliano esattamente dire; eppure, oramai, tutte le lingue africane hanno una notazione scritta. Il bambara è una lingua parlata da quasi tre milioni di persone. Ci si deve "contentare" di traduzioni e/o riassunti perlopiù in inglese, qualche volta in francese; a nessuno viene, ovviamente, di farne una traduzione non dico in italiano o in polacco, ma nemmeno in cinese o in arabo. Non mi è mai sconfinferata 'sta cosa, nemmeno da parte di artisti e autori africani. Come se la lingua (o le lingue) in cui cantano non siano, in fondo, granché importanti. L'importante è che si sappia, più o meno, cosa "dice" la canzone in inglese. Il rischio è che la canzone "world" nella lingua africana sia percepita come una finzione "ad usum Occidentalium" e, in definitiva, che risulti come una delle mille e mille forme velate di colonialismo. Ok, d'accordo, forse saranno miei onanismi mentali, ma io tengo molto alla biodiversità, anche linguistica. Sono uno che metterebbe su ogni manuale di inglese la dicitura "Nuoce gravemente alla salute", o "L'inglese uccide". Preferirei essere costretto a imparare il bambara, almeno quel tanto che mi serve a capire cosa dice sul serio la canzone della bella e brava Fatoumata Diawara. Le sarà mai venuto di cantare qualcosa in esperanto, per fregare tutti quanti?

Riccardo Venturi - 2018/5/26 - 10:00


è vero quello che dici però nel video della canzone su youtube si trovano commenti di gente appassionata della musica di Fatoumata Diawara dall'Etiopia alla Malesia al Sud Africa, gente che ovviamente non conosce il bambara e vuole avere la traduzione in inglese. Però non si tratta solo di cosiddetti "occidentali", si vede che questa musica sa parlare a tanti altri "Sud del mondo".

Poi è vero che potrebbero pubblicare il testo originale (un tempo sul sito ufficiale c'erano i testi con le traduzioni, ma si vede ancora non per questo album...) ma per dire è stato difficile trovare anche i testi di Elena Ledda in sardo...

Lorenzo - 2018/5/26 - 14:50


Hai ragione anche tu, e infatti ho specificato che i miei sono in gran parte...onanismi mentali. Oramai non c'è più niente da fare, l'inglisc' è uòrld lènguegg' con buonapace del Venturi e di tutti i "biodiversi". Bene, a questo punto non mi resta che imparare il bambara, barambambàm! :-)

Riccardo Venturi - 2018/5/26 - 20:09


Dans la chanson « Nterini » qui ouvre l’album, tu évoques l’immigration sur un mode intime. Pourquoi as-tu choisi de parler du sujet de cette manière ?

J’ai décidé de parler de ce côté de l’immigration, parce que depuis quatre ou cinq ans, on voit l’image de nos frères qui partent sur les bateaux, et pour les gens qui ne connaissant pas l’Afrique, ils vont croire que c’est toute l’Afrique qui part, qu’il n’y a plus rien en Afrique. Que c’est la misère, qu’on fuit, et qu’il n’y a plus rien là-bas. L’affaire de l’esclavage en Libye ça a été le sommet, ça m’a beaucoup vexée !! Déjà les bateaux, ça nous rabaissait, et en plus l’esclavage, ça ne faisait qu’en rajouter encore. Alors que moi je suis sur scène, prête à lever le poing pour dire que la jeunesse africaine est prête à s’en sortir, qu’il y a une nouvelle Afrique qui arrive. Je crois à ce que je dis. Va au Ghana, au Nigeria, en Angola, même au Burkina. Y’a plein de choses qui se passent là-bas. Essayons donc de balancer, qu’il y ait des nuances. Sinon, cette image, ça nous écrase. Donc je me suis dit : je vais continuer a aborder nos problèmes, mais d’une manière plus positive.

Fatoumata-Diawara


Je suis allée ans la région de l’Afar, en Éthiopie. Un lieu très sacré où l’on a découvert le premier squelette d’une de nos ancêtres (NDLR Lucy). Je voulais aller là-bas pour faire mon clip et dire que tous ces jeunes, avant d’aller en Méditerranée, viennent de quelque part : ils ont une histoire d’amour, une terre magnifique… Je voulais raconter l’histoire d’un jeune homme qui vivait une vie paisible avec une maison, une amoureuse… mais il voulait juste partir pour acquérir une nouvelle expérience. Quand il partait, il n’était pas un immigré, il était juste un humain. Mais en arrivant devant la Méditerranée, quand on lui a dit qu’il ne pouvait pas aller en Europe, il est devenu un « immigré ». Sinon, sur son continent, il est digne, il a une histoire, une terre. C’était important pour moi, ça. « Nterini » ça a été le premier morceau, pour parler de l’immigration, et pour qu’on comprenne que l’Afrique, ce n’est pas ces images de bateaux : on vient de quelque part, et on a beaucoup a apprendre à l’humanité.

Pan African Music

2018/5/27 - 13:55



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