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Language: Greek (Modern)

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Ἀντισταθεῖτε
(Christos Thivaios / Χρήστος Θηβαίος)
Ένα καράβι για τη Γάζα
(Thanasis Gaïfyllias / Θανάσης Γκαϊφύλλιας)


Andistékomai
[1999]
Testo: Nikos Salavatis
Musica: Thanasis Gaïfyllias
Interpretata assieme a Miltiadis (Miltos) Paschalidis
Album: Stavento

Στίχοι: Νίκος Σαλαβάτης
Μουσική: Θανάσης Γκαïφύλλιας
Ερμηνεία: Θανάσης Γκαïφύλλιας και Μιλτιάδης (Μίλτος) Πασχαλίδης
'Αλμπουμ: Stavento

Lyrics: Nikos Salavatis
Music: Thanasis Gaïfyllias
Performed by Thanasis Gaïfyllias and Miltiadis (Miltos) Paschalidis
Album: Stavento

staventoIl disco “collettivo” di Thanasis Gaïfyllias del 1999, Stavento, ha un titolo curioso per più di un motivo. Σταβέντο è una parola greca marinaresca, che deriva dal veneto (sotovento) come tante altre e appartiene al patrimonio lessicale “franco-levantino” (si può dire e scrivere anche σοτοβέντο). Però tutto quanto si scrive nell'alfabeto greco: il titolo dell'album, vattelappesca perché, è invece in alfabeto latino. Sic statuit autor, e noi altro non si può fare che prendere atto. Si tratta di un album, come detto, “collettivo”: nel senso che Thanasis Gaïfyllias canta assieme a diversi altri artisti (tra i quali, ad esempio, il qui presente Miltos Paschalidis e, naturalmente, Christos Thivaios). Dico “naturalmente”, perché noialtri questo disco “Stavento” ce lo avevamo già: qualcuno si ricorda di Ἀντισταθεῖτε, la meravigliosa poesia di Michalis Katsarós messa in musica, indovinate da chi, da Thanasis Gaïfyllias e interpretata proprio dal “Cristo Tebano” traduttore e interprete in greco di Fabrizio De André? Ecco, sta pure lei in quest'album, nello “Stavento”. “Resistete”; questa canzone qua, invece, sembra una variazione sul tema in prima persona. “Io resisto”.

“Ora e sempre resistenza”, come ci insegna Marco Valdo M.I. nei suoi dialoghi maieutici; gli potrà quindi magari interessare, chissà, questo album greco resistente di una ventina d'anni fa e anche qualche mia piccolissima considerazione sulla valenza del termine “resistenza” in lingua greca, dove credo abbia un valore del tutto particolare, ed evochi un po' tutta la storia della Grecia moderna. In lingua italiana, i termini “resistenza” e “rivoluzione” non hanno niente a che vedere l'uno con l'altro (ed anche in altre lingue); in greco, invece, hanno una precisa radice in comune. Αντίσταση (andìstasi) e Επανάσταση (epanàstasi) sembrano andare assieme: ci si rivolta resistendo, e si resiste rivoltandosi, in pratica. "Antì" è il "contro", l'"invece"; "Epanà" è l'alzarsi, il sollevarsi. "Stasi" è invece, appunto...la stasi, l'immobilità, la situazione. Resistere all'esistente e superare l'esistente. E non è soltanto, a mio parere, una radice linguistica in comune (quella dell'antico verbo ἵστημι, che nella lingua moderna non esiste più ma che si è come “frastagliato” in più verbi) o una sorta di assonanza o di rima, ma l'essenza stessa sia della ribellione che della resistenza. Les deux vont ensemble, ora e sempre. E soprattutto ora, dove la Resistenza, ohimé è da un lato oramai lontana dalla memoria collettiva e, dall'altro, è ridotta a una parola vuota, una parola troppo spesso utilizzata dal potere in tutte le sue varie f(r)azioni di cupe marionette. La lingua greca dà invece un'utilissima dritta. Mette sotto gli occhi le vere relazioni. Anche con le sue canzoni. [RV]
Σ’ ένα κόσμο με σειρήνες,
στους πολλούς δίχως ευθύνες
και σε όσους δίχως μνήμες
μου μιλούν για τα παιδιά,
αντιστέκομαι.

Σ’ όλους που τα ξέρουν όλα,
και σ’ αυτούς που θέλουν τώρα
όλα αυτά που ούτε οι ίδιοι
ονειρεύτηκαν,
αντιστέκομαι.

Σε ατάλαντους κριτές,
άγνωστης μάχης μαχητές
που δεν πολέμησαν ποτέ, 
αντιστέκομαι.

Στους άλλους,
που μιλούν πάντα για άλλους,
που δε βλέπουνε μπροστά τους
καθισμένοι στη σκιά τους,
αντιστέκομαι.

Στους φίλους,
που δεν ξέρουν τι είναι φίλος,
που οι πόνοι όταν σε σφίγγουν
ψάχνουν πόρτα για να φύγουν,
αντιστέκομαι.

Αντιστέκομαι στη βία,
που τη βάφτισαν αγία
και σε όσους έχουν μάθει
ν’ ασελγούν στην ιστορία,
αντιστέκομαι.

Σε εραστές της εξουσίας,
( σπέρματα άνευ ουσίας ),
σε γραφειοτρομοκράτες
δίχως ίχνος φαντασίας,
αντιστέκομαι.

Σε ατάλαντους κριτές,
άγνωστης μάχης μαχητές
που δεν πολέμησαν ποτέ, 
αντιστέκομαι.

Στους βλάκες,
τους κρετίνους, τους μαλάκες,
που παντού με ξένες πλάτες
μας ξεσκίζουνε,
αντιστέκομαι.

Στους φίλους,
που δεν ξέρουν τι είναι φίλος,
που οι πόνοι όταν σε σφίγγουν
ψάχνουν πόρτα για να φύγουν,
αντιστέκομαι.

Μα μένω σ’ ένα χώμα ποτισμένο
μ’ αίμα, και κόκκαλα σπαρμένο
αυτών που εμπιστεύομαι.

Εμπιστεύομαι τον ήλιο,
τη σελήνη και το φίλο που ονειρεύεται,
εμπιστεύομαι.

Τα παιδιά που όταν δακρύζουν
σ’ αγκαλιές που παν ν’ ανθίσουν
τις ποτίζουν με φιλιά, εμπιστεύομαι.

Εμπιστεύομαι τον ήλιο,
τη σελήνη και το φίλο που ονειρεύεται,
εμπιστεύομαι.

Τα παιδιά που όταν δακρύζουν
σ’ αγκαλιές που παν ν’ ανθίσουν
τις ποτίζουν με φιλιά, εμπιστεύομαι.

Contributed by Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" - 2018/3/30 - 08:54



Language: Italian

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
30 marzo 2018 08:55
IO RESISTO

Ad un mondo di sirene,
ai tanti irresponsabili
ed ai senzamemoria
che mi parlan di bambini
io resisto.

A quelli che sanno tutto
e a quelli che vogliono ora
tutto ciò che neppure
loro stessi hanno sognato,
io resisto.

Ai giudici inetti, ai combattenti
di non si sa quale lotta,
che mai si sono battuti
io resisto.

Agli altri
che parlan sempre degli altri
che non vedono quel che han davanti
seduti all'ombra di se stessi,
io resisto.

Agli amici
che non sanno cos'è un amico,
che quando le pene ti soffocano
cercano la porta per scappare,
io resisto.

Io resisto alla violenza
che l'hanno chiamata santa
e a quelli che hanno imparato
a violentare la storia,
io resisto.

Agli amanti del potere,
(semi sterili),
ai buroterroristi
senza traccia di fantasia,
io resisto.

Ai giudici inetti, ai combattenti
di non si sa quale lotta,
che mai si sono battuti
io resisto.

Agli imbecilli,
ai cretini, agli stronzi
che dovunque con appoggi dall'estero
ci sbranano,
io resisto.

Agli amici
che non sanno cos'è un amico,
che quando le pene ti soffocano
cercano la porta per scappare,
io resisto.

Ma resto su un suolo innaffiato
di sangue, e disseminato d'ossa
di coloro di cui mi fido.

Ho fiducia nel sole,
nella luna e nell'amico che sogna,
di loro mi fido.

Dei bambini che, quando piangono
in abbracci che farebbero fiorire l'universo,
li irrorano d'amicizia, io mi fido.

Ho fiducia nel sole,
nella luna e nell'amico che sogna,
di loro mi fido.

Dei bambini che, quando piangono
in abbracci che farebbero fiorire l'universo,
li irrorano d'amicizia, io mi fido.

2018/3/30 - 08:56


Molto bella!
Grazie Riccardo, una traduzione ispirata.
E' solo merito tuo o sarà davvero che lo spirito di GPT aleggia sulle CCG?
Saluti

B.B. - 2018/3/30 - 09:42


Lo spirito di GPT aleggerà ora e sempre sulle CCG. Mi manca molto, anche se non ne parlo tanto. Mi mancano quelle telefonate notturne a parlare di tutto e di niente, e a fare il pelo a ogni singola parola greca, italiana, cataplasmica inferiore o selenita. Quando metto mano a una traduzione dal greco, me lo vedo lì che mi fa: "Riccardo...ma non potrebbe essere che..."
Saluti...ora e sempre (r)esistenza!

Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" - 2018/3/30 - 09:58


PS. Lo spirito aleggiante di GPT mi deve avere portato anche ad accorgermi che, nella traduzione, non mi ero accorto dei γραφειοτρομοκράτες, che avevo tradotto solo "burocrati". Si tratta invece di una parola "portmanteau" creata ad hoc tra γραφειοκράτες "burocrati" e τρομοκράτες "terroristi". "Buroterroristi" insomma, che ho messo nella traduzione corretta.

Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" - 2018/3/30 - 10:43



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