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Inno dei Prigionieri italiani di Hammerstein

Lorenzo Lugli
Language: Italian

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[1943]
L'autore di questo brano fu il tenente Lorenzo Lugli, tra i soldati italiani che dopo l'8 settembre 1943 furono fatti prigionieri dai tedeschi e avviati nei campi di prigionia.
La musica, per voce e coro maschili ed orchestra, è stata ricostruita dal Maestro Francesco Lotoro, pianista e curatore della collana musicale "KZ Musik", in 48 CD-volumi, la più grande enciclopedia discografica mai realizzata sulla musica concentrazionaria.



Trovo il testo in "Ricordi di vita vissuta", di Domenico Morra, anche lui prigioniero ad Hammerstein (Czarne), scritto in occasione del Giorno della Memoria del 2001 e pubblicato a Barletta nel 2008, dopo la morte dell'autore.
Il brano si trova nel 16° volume di "Kz Musik"

Kz Musik, 16° vol.

Non so quasi nulla del tenente Lorenzo Lugli ma la vita nel campo di prigionia Stalag II B di Hammerstein (oggi Czarne, in Pomerania, vicino a Danzica) è ben descritta da Domenico Morra, nato a Canosa di Puglia nel 1919, vissuto a Tricarico e a Barletta, maestro elementare, compagno di scuola e amico di Rocco Scotellaro e di Carlo Levi. Quando Domenico Morra morì, nel 2008, le sue ultime parole furono: “Devo studiare... i libri...”



Questa la sua descrizione dell'8 settembre e dell'arrivo allo Stalag II B di Hammerstein:

"La sera dell'8 settembre 1943, all'atto dell'armistizio dell'Italia, ero in servizio, ormai da due anni, presso l'Ufficio Contabilità e Revisione di Udine, mobilitato. Nel cortile della Caserma del Distretto Militare alcuni soldati, siciliani, abbracciati, ballavano felici, mentre accanto a loro un altro, pure siciliano, piangeva sostenendo che la guerra non era per niente finita, ma che, anzi, proprio allora cominciava. Passarono quattro lunghi giorni in ufficio, nell'attesa di notizie, di ordini, di disposizioni. Si vedevano in giro tanti soldati sbandati, provenienti d'oltre confine, che avevano pensato bene di mettersi in salvo prima che fosse troppo tardi e di raggiungere le proprie case. Finalmente la sera del 12 settembre, domenica, il Magg. Cavalli, segretario dell'ufficio, ci dette un foglio licenza e ci mise in libertà. Alla stazione ferroviaria presi la tradotta militare per Bari. A Pordenone il caro amico Ausilio Tolusso mi offrì ospitalità nell'attesa che si chiarisse la situazione. Lo ringraziai e proseguii. A Mestre, a mezzanotte, la tradotta fu fermata da un reparto di soldati tedeschi che ci condussero nel piazzale della stazione, dove già c'erano altri soldati. L'indomani mattina chiusi in carri bestiame fummo avviati in Germania. A Mattarello e a Bolzano fu permesso a ragazze del luogo di distribuire grappoli d'uva ai prigionieri. A Mattarello una giovane signora, che disse di chiamarsi Nina Tacconi, forse una partigiana, sotto il naso della scorta tedesca, uno per volta, faceva scendere dal treno i ragazzi in abiti civili e sottobraccio li accompagnava fuori della stazione: una buona decina. Invitò anche me, ma io ero in divisa e non volli azzardare. Poi i carri bestiame furono richiusi e, dopo una breve sosta al Brennero per un controllo e a Monaco di Baviera, per la distribuzione di un po' di pane nero e un fondo di gavetta di minestra di crauti ai prigionieri affamati, il treno si rimise in moto procedendo lentamente per sei giorni fino a destinazione. Il 18 settembre raggiungemmo il konzentrationlager (campo di concentramento) Stalag II B - Hammerstein, in Pomerania, nei pressi di Danzica. Un'immensa distesa di baracche tutte uguali, di legno, suddivise in blocchi, con le torri di guardia, le cucine, i depositi, le docce, le fontane a pozzo artesiano, con pompa aspirante, la baracca cacatoio (scusate), posta sempre in fondo al blocco, perché certo non olezzava di acqua di colonia, in un area di almeno km 3 x 3. Tutt'intorno il recinto di reticolato. All'interno delle baracche dormitori a castello a due o tre piani, con o senza pagliericci, pieni di pidocchi e di cimici nonostante le frequenti disinfezioni e disinfestazioni. Alla prima pioggia cominciava, qua e là, lo stillicidio, da far dire al buon Cavedoni che se fosse tornato in Italia si sarebbe vantato che anche in prigionia aveva sempre avuto il conforto dell acqua corrente in casa..."

Scende la neve nel cuor della notte
sopra i cancelli del crudo Hammerstein,
tremo dal freddo e penso alla sorte
che m’ha portato il più grande dolor!

Poi nel silenzio rammento il passato
e desolato mi metto a dormir;
vola nel buio il pensiero alla mamma,
la ninna nanna mi sento cantar:

“Fanciullo, io conosco il dolore
che tanto ti rattrista il cammin,
ricorda la tua casa e l’amore,
per ora segui pure il destin.

Se un giorno tornerai fra le braccia,
insieme scorderemo il soffrire;
intanto prega sempre il Signore,
e nel pregare non ti scordare
della tua mamma quaggiù!

La mamma ti ricorda nel pianto
e sempre, in ogni istante t’aspetta.
È sola nella triste casetta,
ma sa che un giorno, al tuo ritorno,
tu la potrai consolar!”.

Contributed by Bernart Bartleby - 2018/2/4 - 17:40


Sono stato a Mauthausen. Assolutamente terribile, assolutamente da vedere e ricordare. Luciano Zaccari

Luciano Zaccari - 2018/4/19 - 09:35


mio nonno GIOVANNI COLASURDO DA UN DOCUMENTO RISULTATO STATO FINO AL SETTEMBRE DEL 1944 AD HAMMERSTEIN MATRICOLA 52391 OGGI HA 95 ANNI, CERCO QUALSIADI COSA SU QUESTO PERIODO francesca.pirola89@hotmail.it

2019/1/27 - 00:12


Leggendo il racconto mi sono commosso, sembrava di sentire il mio papà purtroppo mancato l'anno scorso, matricola 45263 Stammlager IIB, preso a Milano in caserma, settembre 43'.

Marino - 2019/1/27 - 18:52


Mio padre Monasterolo Francesco (Fossano Cn)classe 1923 (defunto) fu internato a Hammerstein il 12/09/1943 campo 11/B - Catturato il 9/9/1943 dopo breve resistenza organizzata dal comandante della caserma (3° artiglieria Celere 1^ batteria.)

Monasterolo Luciano - 2019/1/27 - 22:18


Marino, magari tuo padre e mio nonno si conoscevano mio nonno a marzo fa 96 anni

2019/1/28 - 19:36


Mio nonno Lino Bidin nato il 02 febbraio 1915, internato ad Hammerstein.. matricola 11723

Simonetta Bidin - 2019/2/13 - 21:40


Ciao a tutti.
La mia famiglia è venuta a conoscenza della sorte di mio nonno, per caso (perchè lo Stato Italiano non si è mai premurato di farci sapere!) l'anno scorso.

LEONARDO FERRANTE, nato a Sepino (CB) il 7 Maggio 1911. Fu catturato il 9 settembre del 1943 sul fronte greco. Internato ad Hammerstein stalag 2b, poi spostato in Stalag VI J Krefeld-Fichtenhain. Morì li nel 1944, per malattia, sepolto e poi spostato al Cimitero Militare Italiano d'Onore di Amburgo dove attualmente si trova.

Mio padre, dopo aver passato tutta la vita senza sapere dove fosse suo padre (dichiarato disperso) ora è ormai troppo anziano per affrontare un viaggio emotivamente e fisicamente molto pesante. Chiedo se qcuno è stato in uno di questi due campi, se lo ha conosciuto oppure un'indicazione di associazioni alle quali possa rivolgermi (es: sopravvissuti). potete scrivermi a meleferrante@gmail.com
Ringrazio per l'aiuto!
Eleonora

Eleonora Ferrante - 2019/7/11 - 20:57



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