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In de schaduw van de mijn

Bobbejaan Schoepen
Language: Dutch

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Related Songs

De loop van een geweer
(Peter Cornelis Koelewijn)
Ik heb mij dikwijls afgevraagd
(Bobbejaan Schoepen)


1960
In de schaduw van de mijn

Bobbejaan Schoepen scriveva canzoni in fiammingo, ma è belga. Il Belgio che nel 1956 aveva visto la tragedia di Marcinelle. E questa "nell'oscurità della miniera" parla proprio della vita nella miniera e della paura che vi si possa morire.
Tot ziens, m'n beste vrienden
Elkaar zullen we vinden
Daaronder in het diepste van de mijn

De lift gaat naar beneden
Het daglicht is verdwenen
Ik ga waar het voor altijd nacht zal zijn

Maar kom ik thuis
Vind ik een wereld vol van zonneschijn
Bij vrouw en kinderen in m'n huisje klein
Daar te zijn, dat is fijn

Maar kom ik thuis
Zingt in m'n hart een wondermooi refrein
De grote rijkdom van tesaam te zijn
In de schaduw van de mijn

De kolenwagens rijen
We stutten galerijen
Eens hakken er houwelen in de nacht

De zwarte vuisten houwen
We ploeteren en we sjouwen
De ouwe trouwe meiland houdt de wacht

Maar kom ik thuis
Vind ik een wereld vol van zonneschijn
Bij vrouw en kinderen in m'n huisje klein
Daar te zijn, oh dat is fijn

Maar kom ik thuis
Zingt in m'n hart een wondermooi refrein
De grote rijkdom van tesaam te zijn
In de schaduw van de mijn, how hey hop

Ondanks alle gevaren
Delven wij lange jaren
Eens zwoegde er de vader, nu de zoon

't Lawaai dat gaat verloren
Bij hakken en bij boren
We werken in de mijnen voor ons loon

Maar kom ik thuis
Vind ik een wereld vol van zonneschijn
Bij vrouw en kinderen in m'n huisje klein
Daar te zijn, oh dat is fijn

Maar kom ik thuis
Zingt in m'n hart een wondermooi refrein
De grote rijkdom van tesaam te zijn
In de schaduw van de mijn

Contributed by dq82 - 2016/1/1 - 19:10




Language: Italian

Versione Italiana del 1960 di Caterina Valente, parolieri Luciano Beretta ed Ettore Carrera.
Contrariamente alle usanze dell'epoca è una vera cover che la riprende almeno nel tema (non sono in grado di stabilirne la fedeltà della traduzione)
Amici miei
AMICI MIEI

Nel cuore della terra,
lavoran sottoterra
e insieme a tanti fanno i minator
in fondo alla miniera
per loro è sempre sera
e la lanterna il loro sole d'or

Amici miei
guardando il cielo azzurro, il mar e i fior
pensate a loro che son minator
uomini come voi

Amici miei
alziamo il calice all'inferno ner
perché nessuno rimanga prigionier
e le stelle veda ancor

Hanno i giorni spenti
e gli animi roventi
la vita minacciata dal grison
le mani, il viso nero
ed un parlar sincero
perché con loro l'amor fece laggiù

Amici miei
guardando il cielo azzurro, il mar e i fior
pensate a loro che son minator
uomini come voi

Amici miei
alziamo il calice all'inferno ner
perché nessuno rimanga prigionier
e le stelle veda ancor

Compriamo col carbone
il pane quotidiano
e abbiamo una famiglia ad aspettar
pregando ad alta voce
nel segno della croce
chiediamo al cielo fateli tornar

. . . . . .

Amici miei
alziamo il calice all'inferno ner
perché nessuno rimanga prigionier
e le stelle veda ancor

Contributed by dq82 - 2016/1/1 - 19:13




Language: Italian

Traduzione italiana (letterale) di Riccardo Venturi
3 gennaio 2016
NEL BUIO DELLA MINIERA

Arrivederci, miei carissimi amici,
ci ritroveremo
là sotto in fondo alla miniera

L'ascensore va su
la luce del giorno è scomparsa
io vado dove sarà notte per sempre

Ma se tornerò a casa
troverò un mondo pieno di luce del sole
e sarò là, accanto a mia moglie e ai miei figli
è davvero bello

Ma se tornerò a casa
canterà nel mio cuore una meravigliosa melodia
la grande ricchezza dello stare insieme
nel buio della miniera

Corrono in fila i carrelli di carbone
noi rinforziamo le gallerie
scaviamo e spaliamo nella notte

I pugni neri estraggono i blocchi
fatichiamo e trasportiamo
ci veglia la cara, vecchia terra

Ma se tornerò a casa
troverò un mondo pieno di luce del sole
e sarò là, accanto a mia moglie e ai miei figli
è davvero bello

Ma se tornerò a casa
canterà nel mio cuore una meravigliosa melodia
la grande ricchezza dello stare insieme
nel buio della miniera, oh, issa, oh, issa

Nonostante tutti i pericoli
facciamo i minatori per lunghi anni
prima sgobbava il padre, ora il figlio

Il frastuono quasi non si sente
scavando e perforando
lavoriamo nelle miniere per il nostro salario

Ma se tornerò a casa
troverò un mondo pieno di luce del sole
e sarò là, accanto a mia moglie e ai miei figli
è davvero bello

Ma se tornerò a casa
canterà nel mio cuore una meravigliosa melodia
la grande ricchezza dello stare insieme
nel buio della miniera.

2016/1/3 - 19:12


Ora magari faccio una traduzione del testo originale. Però, DQ, non capisco la tua precisazione "scriveva canzoni in fiammingo, ma è belga". Il fiammingo (neerlandese) è lingua parlata in più di metà del Belgio, di cui è una delle due lingue ufficiali. Salud!

Riccardo Venturi - 2016/1/3 - 18:56


Ecco fatta la traduzione. Però, vista la specie di quadretto idilliaco che descrive, non ti senti anche tu pervaso, Donqui, da un'insopprimibile voglia di andare a lavorare in miniera...? Dopo che ho finito la traduzione, giuro, mi è venuta anche a me. Domani parto per il monte Amiata e scendo nella prima miniera che trovo. Sono chiuse? E vabbè, una anche piccola me la riapriranno, per Toutatis...!!

Riccardo Venturi - 2016/1/3 - 19:29


Lo so che il fiammingo è una delle 2 lingue ufficiali del Belgio, in realtà in giro su internet era scritto "in olandese, ma è belga" ed effettivamente la specificazione ha forse più senso.
per quanto riguarda la traduzione mi stupisce un po' che contrariamente alle usanze dell'epoca la cover italiana sia meno mielosa e stucchevole dell'originale. Di solito era il contrario, canzoni con un forte contenuto "politico" diventavano canzoncine d'amore

dq82 - 2016/1/4 - 10:04


Sulla cover italiana hai davvero ragione: certo che essere meno mielosi di un belga è veramente una cosa degna di nota :-) Quanto alle cover italiane, con "Superstar" dei Flora, Fauna e Cemento è stata scritta una pagina memorabile della storia. Se non la conosci, ti invito a cercarla su YouTube ma preparati psicologicamente per non morire dalle risate.

Un'ulteriore cosina sull'olandese/fiammingo. Avrai notato che la denominazione ufficiale della lingua (anche qui nel sito) è "Neerlandese": l'olandese e il fiammingo sono la stessa lingua. La lingua letteraria è identica, al massimo può esserci la stessa differenza tra l'italiano usato in un giornale italiano e quello usato in un giornale del Canton Ticino (dove le medicine si chiamano "medicamenti" e il telefonino si chiama "natel"). Oramai anche in Belgio chiamano la lingua "Nederlands", come nei Paesi Bassi; la vecchia denominazione di "Vlaams" ("fiammingo") è riservata alla vera lingua regionale, che ha qualche differenza con il neerlandese dei Paesi Bassi. Ma tra le due varianti regionali passa la stessa differenza che c'è tra il romanesco di città e quello di Frascati, forse meno. A livello di lingue ufficiali, la seconda (o prima, anzi) lingua ufficiale del Belgio si chiama "Nederlands", come nei Paesi Bassi. La vecchia denominazione di "Hollands" (da cui il nostro "olandese" è riservata al dialetto della storica provincia d'Olanda. Ma la vera e antica denominazione della lingua è un'altra: si chiamava "Duits", e ancora più anticamente, "Dietsch". Come potrai vedere, è identica a "Deutsch": significa "tedesco". Nel medioevo la lingua dei Paesi Bassi non si distingueva dal tedesco, o meglio dal Basso Tedesco con cui forma un unicum linguistico. Naturalmente, tutto questo è alla base del modo in cui si chiama la lingua neerlandese (olandese/fiamminga) in inglese: "Dutch". Gli inglesi si attengono ancora alla forma medievale.

Potevo rinunciare a fare il filologo germanico? Per farmi perdonare, una curiosità. La prima testimonianza scritta del neerlandese proviene da Bologna (sòrbole!). Uno studente dell'antica Alma Mater, per provare una penna d'oca (la cosiddetta "probatio pennae si bona sit"), scrisse sul margine di un ponderoso trattato di diritto una frase nella sua lingua materna, a casaccio, che suona:

Hebban olla vogala nestas hagunnan hinase hic anda thu


Aggiungendo poi la traduzione latina in un impeto di scrupoli (l'avessero presa per una formula di magia nera e l'avessero messo al rogo): "Habent omnes volucres nidos inceptos nisi ego et tu" ("Tutti gli uccelli hanno cominciato a fare il nido, tranne io e te"; evidentemente lo studentello voleva mettere su casa con una fanciulla). Siamo qualche annetto fa, nel XII secolo, e come vedi il neerlandese era un pochino diverso da quello di oggi (ma nemmeno tantissimo, in fondo). Salud!

Riccardo Venturi - 2016/1/4 - 17:20



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