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Zor And Zam

The Monkees
Language: English

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(The Monkees)
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(The Monkees)
Four Preludes on Playthings of the Wind
(Carl Sandburg)


by Bill Chadwick and John Chadwick
Album: The Birds, the Bees and the Monkees

birds-dazed-front
The king of Zor, he called for war
And the king of Zam, he answered.
They fashioned their weapons one upon one
Ton upon ton, they called for war at the rise of the sun.

Out went the call to one and to all
That echoed and rolled like the thunder.
Trumpets and drums, roar upon roar
More upon more.
Rolling the call of "Come now to war."

Throughout the night they fashioned their might
With right on the side of the mighty.
They puzzled their minds plan upon plan
Man upon man
And at dying of dawn the great war began.

They met on the battlefield banner in hand.
They looked out across the vacant land.
And they counted the missing, one upon one,
None upon none.
The war it was over before it begun.

Two little kings playing a game.
They gave a war and nobody came.
And nobody came.
And nobody came.
And nobody came.
And nobody came.
[repeat and fade]

Contributed by Riccardo Venturi - 2006/12/21 - 11:32



Language: Italian

Tentativo di traduzione italiana di Bartleby.

“They gave a war and nobody came” è una canzone sicuramente ispirata a The Monkees dal seguente passo di “The People, Yes”, poema scritto da Carl Sandburg nel 1936:

The little girl saw her first troop parade and asked, “What are those?”
“Soldiers.”
“What are soldiers?”
“They are for war. They fight and each tries to kill as many of the other side as he can.”
The girl held still and studied.
“Do you know…I know something?”
“Yes, what is it you know?”
“Sometime they’ll give a war and nobody will come.”


O forse Bill Chadwick e John Chadwick non sapevano nemmeno di citare il grande Sandburg, perché nel 1968, anno di uscita dell’album “The Birds, The Bees & The Monkees”, il concetto chiave del passo che ho riportato era già diventato da tempo uno slogan del movimento che si batteva contro la guerra in Vietnam. Infatti nell’ottobre del 1966 la scrittrice e poetessa pacifista Charlotte E. Keyes (1914-1980) aveva scritto un lungo articolo sulla rivista femminile “McCall's”, intitolandolo “Suppose They Gave a War and No One Came”, nel quale aveva raccolto la testimonianza della madre di un giovane renitente alla leva che, come molti altri, aveva pubblicamente bruciato la propria chiamata alle armi e per questo era stato perseguitato e più volte imprigionato.
Quel titolo divenne subito uno slogan universale contro la guerra.
ZOR E ZAM

Il re di Zor chiamò alla guerra
E il re di Zam gli rispose.
Misero le loro armi una sull’altra
Tonnellata dopo tonnellata, e chiamarono alla guerra al sorgere del sole.

La chiamata urbi et orbi si diffuse
Risuonò e rimbombò come un tuono.
Trombe e tamburi, clangore e frastuono
Sempre di più.
Mentre risuonava la chiamata del “Venite subito alla guerra”.

Per tutta la notte misero insieme le loro forze
La ragione [sarebbe stata] dalla parte del più forte
[Per tutta la notte] si scervellarono su tutte le possibili strategie
E le forze in campo
E alle prime luci dell’alba la grande guerra ebbe inizio.

S’incontrarono sul campo di battaglia con le insegne in pugno.
Guardarono la pianura deserta.
E fecero il conto degli assenti, uno ad uno,
[ness]uno ad [ness]uno
La guerra era finita prima ancora di cominciare.

Due piccoli re volevano fare un gioco.
Decisero di fare una guerra ma non venne nessuno.
Non venne nessuno.
Non venne nessuno.
Non venne nessuno.
Non venne nessuno…

Contributed by Bartleby - 2010/12/29 - 10:46



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