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Valdivia egu Lawxaru

Rayen Kvyeh
Language: Araucanian

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Related Songs

Newén Peñi
(SubVerso)
Una casa in riva al fiume
(Riccardo Venturi)
Muntuñmageyiñ tayiñ mapu
(Rayen Kvyeh)


Poesia di Rayen Kvyeh
Da "Luna dei primi germogli" (We coyvn ñi kvyeh)
Edizioni Gorée, Iesa (SI), 2006
Cura e traduzione di Antonio Melis e Luciano Giannelli


Rayen Kvyeh.
Rayen Kvyeh.



La colonizzazione si vede da migliaia di piccole cose. Ad esempio, al momento di costruire questa pagina cercavo, sull'elenco delle lingue predeterminato del sito, la lingua mapuche, o mapudungun; la avrei cercata invano, se non avessi conosciuto la denominazione coloniale data dai Conquistadores spagnoli a quell'idioma e al popolo che lo parla: araucano. Denominazione evidentemente ancora in uso, nonostante sia pienamente rifiutata dai Mapuche come segno indelebile della colonizzazione: nemmeno il diritto di chiamare la propria lingua col suo nome.

I Mapuche, la “gente della terra” stanziata prevalentemente nell'odierno Cile e, in parte, in Argentina. Sicuramente esisteranno chissà quante canzoni dei Mapuche, ma per parlarne in questo sito, almeno per ora, debbo ricorrere a una poesia. Perché di una poesia si tratta, senza musica (o forse, chissà, ce l'ha o ce la avrà da qualche parte). A dire la verità, qualcosa sui Mapuche già c'era: la canzone Newén Peñi che parla dell'assassinio del giovane Alex Lemún; ma prevalentemente si tratta di una canzone in castigliano. Con le poesie di Rayen Kvyeh, redatte nella particolare ortografia mapudungun detta Ragileo (dal nome del suo ideatore), siamo invece nel cuore della cultura e della storia dei Mapuche, viste con lo strumento della propria lingua.

“Nella rinascita della scrittura delle lingue indigene americane”, scrive Antonio Melis (curatore dell'edizione italiana delle poesie di Rayen Kvyeh), “le voci femminili svolgono un ruolo importante e innovatore. Al popolo mapuche (“gente della terra”) appartiene Rayen Kvyeh, che scrive le sue poesie in mapudungun (“lingua della terra”). Da molti anni unisce la militanza nel movimento di liberazione del suo popolo con un'intensa attività letteraria, dalla poesia alla narrativa, dal teatro al saggio. Senza rinchiudersi in un ghetto, si è impegnata con la sua opera a dimostrare la capacità della lingua indigena di rendere tutta la complessità di un mondo oppresso e ribelle. Accanto all'espressione della cosmogonia mapuche originaria, troviamo nei suoi versi il confronto con il mondo attuale. Il tema ecologico occupa un posto centrale, attingendo a una sapienza millenaria le energie per opporsi agli assalti delle multinazionali alle terre indigene. Le grandi figure del passato vengono evocate, a testimoniare la continuità nei secoli della resistenza mapuche. Dalla sua poesia emerge un messaggio comunitario, che ci invita a un nuovo patto con gli uomini e con la natura.”

Così in questa poesia-canto (i due termini, naturalmente, si confondono nella lingua mapudungun; un altro motivo per cui questa pagina non si trova tra gli “Extra”), le due figure storiche di Pedro de Valdivia, il conquistador spagnolo ricordato anche come fondatore di Santiago del Cile, e di Lautaro, l'eroico capo militare mapuche che aveva sconfitto e giustiziato Valdivia nella battaglia di Tucapel, sono poste una di fronte all'altra in una contrapposizione che viene vista ancora come pienamente attuale ed operante nell'ottica della colonizzazione. [RV]


La lingua mapudungun non ha mai avuto una grafia unitaria, e diversi sistemi di scrittura convivono tuttora. Al sistema comune, basato in gran parte sul castigliano (un altro segno della colonizzazione), si contrappone -tra gli altri- quello ideato e diffuso dal maestro e studioso mapuche Ragileo (o Ranguileo secondo la grafia anagrafica), che propone soluzioni grafiche assolutamente logiche e conseguenti, ma che possono risultare assai particolari per le nostre abitudini grafiche.

Il principio fondante della grafia Ragileo è l'utilizzo di grafemi rimasti “liberi” (cioè senza un valore proprio) per notare fonemi non normalmente associati ad esso. L'impressione prodotta dalla grafia Ragileo è, quindi, quella di una specie di “klingon” che merita qualche nota:

il grafema "b indica un particolare tipo di [ l ] distinto dalla normale “l”;
il grafema "h" indica una [ n ] più “dura” di quella normale;
il grafema "v" è vocalico e indica la [ ü ] tedesca (o la “u” francese);
il grafema "x" indica un fonema simile a quello che si sente nella “tr” siciliana (in “matri”)
il grafema "g" indica la “ng” inglese in “sing”.

In base a tale sistema, ad esempio, il cognome della poetessa (che significa “luna”),
Kvyeh si legge qualcosa come “küjen”.

Puñma wigu.

Ewropa - Induamerika
Imperiu - puewlu
Dominiu - liferta
Mija - folil
Palaasiu - rewe
Ban - mogen

Don Pedro de Valdivia
Kapitan gey Carlos V
ñi imperial ligko.
Rume adi
wvlvfkvley tañi lien
ka mija armaura.

Lawxaru
tvfaci mapu ñi pvneñ.

Valdivia, fvxa weycafe
wewkelu ta Flande mew
ka Amerika mew
ñi yuge pañijwe kimi
fey wewken tañi imperiu.

Lawxaru...
niey fvxake lemu
ñi newen kañi kimvn,
Valdivia weda leliwvleyu
fey kimnun
reqge - "paje"
edukaw
fankelisaw
kimelgey ñi igkaafiel
España ñi korona
welu femlay,
puñmakvnufi,
eluwi ñi kewaafiel.

Kuñiwtukuniefuy
tañi mogen,
kuñiwtukuniefuy
tañi reynu,
kuñiwtukuniefuy
tañi imperiu.

Valdivia
pvrvm kimi
cumgeci adkvnuwvn
tañi dugu,
kvme xipalay
ñi reqgeyafiel
pu mapunce.
Welu kvmeeluwi
ñi igkaal ñi fe
ka ñi poder.

Feyci konvn antv
turpu goymafalay,
pu wagbeh
dewma eluwi
ñi xuyuafiel
tayiñ mapu.

Lawxaru egu Valdivia
nvwigu kewan mew,
kiñeketu ñi bayal
mvley awkan mew.

Vl reke ejagey ñi xipan
kiñe relmu,
pawhifi mapu
kafenxen vnvm
werken reke vlkantuygvn
kiñe kvme vl
yiñ kisugvnewam.

Contributed by Riccardo Venturi - 2014/7/9 - 14:38



Language: Italian

Traduzione italiana di Antonio Melis e Luciano Giannelli
(Op. cit., pp. 51/53/55)



Pedro de Valdivia.
Pedro de Valdivia.



Lautaro in un'immagine spagnola coeva. Il suo nome (Lef-traru, o Law-xaru) significa "Caracara che corre".
Lautaro in un'immagine spagnola coeva. Il suo nome (Lef-traru, o Law-xaru) significa "Caracara che corre".





VALDIVIA E LAUTARO

Uno di fronte all'altro

Europa – Indoamerica
Impero – popolo
Dominio – libertà
Oro – radice
Palazzo – tronco sacro
Morte – vita

Don Pedro de Valdivia
Capitano dell'esercito imperiale di Carlo V
Splendido
Nella sua armatura
Di argento e d'oro.

Lautaro
Figlio di questa terra.

Valdivia, grande condottiero
Vincitore nelle Fiandre
E in America
La sua spada affilata conosce
Il trionfo del suo impero.

Lautaro...
Ha la grande forza
La forza del sapere,
Valdivia guarda con odio
Senza capire
Il servo, il “paggio”
Educato
Evangelizzato
Istruito come amico
Per difendere
La corona di Spagna
Lo sfida
In una battaglia corpo a corpo.

È in pericolo
La sua vita
È in pericolo
Il suo regno
È in pericolo
Il suo impero.

Valdivia
Si accorge
Che il suo discorso
Di dominazione

Non è riuscito
A rendere schiavi
I mapuche.
Con tutte le sue forze prepara
La sua battaglia
E la difesa della fede
E del potere.

In questo tramonto
Indimenticabile,
Le stelle
Si uniscono
Per baciare
La nostra terra.

Lautaro e Valdivia
Combattono
Ripetutamente
Fino alla morte.

Come una bella canzone sorge
Un arcobaleno
Accarezza la terra
Stendono le ali
I werken e cantano
Un dolce canto
Di libertà.

Contributed by Riccardo Venturi - 2014/7/17 - 21:54



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