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Imidiwan ma tenman

Tinariwen
Language: Tamashek

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Imuhar
(Bombino)
Tissnant in Chatma Nine
(Tamikrest)
Imidiwan win Sahara
(Tinariwen)


2011
Tassili
Tassili

Circa la storia più antica dei tuareg si sa poco di preciso. Ogni confederazione conserva tradizioni relative all'arrivo nelle sedi storiche. Spesso il progenitore ancestrale è una donna (per esempio Tin Hinan presso i tuareg del Nord), e quasi sempre si ricorda la presenza anteriore di altre popolazioni (gli Isebeten, dalla lingua un po' diversa e dai modi più primitivi).

Comunque sia, per secoli i Tuareg sono vissuti come dominatori del deserto, esercitando l'allevamento, il commercio transahariano e la razzia, il che portava a frequenti scontri tra tribù. Oggi allevano dromedari e vivono in villaggi provvisori formati da tende.

Sottomessi (almeno nominalmente) dai Francesi intorno agli inizi del Novecento, i Tuareg poterono mantenere a lungo i propri capi e le proprie tradizioni. Ma con la decolonizzazione videro il loro paese frammentato in una serie di Stati, con la conseguente creazione di frontiere e di barriere che rendevano estremamente difficile, quando non impossibile, il modo di vita tradizionale basato sul nomadismo. L'attrito con i governi al potere si fece sempre più forte e sfociò, negli anni novanta, in aperti scontri tra tuareg e i governi di Mali e Niger; l'intervento militare, che a volte ha massacrato la popolazione di interi villaggi (Tchin Tabaraden, Niger, maggio 1990), ha causato la morte di molte persone.

Soprattutto nel nord del Niger esistono ancora oggi gruppi di guerriglieri Tuareg che portano avanti la lotta armata per l'indipendenza e l'autodeterminazione politica e culturale del proprio popolo. Uno dei gruppi più famosi è il Movimento dei Nigerini per la Giustizia (Mouvement des Nigériens pour la justice, MNJ), che, oltre alla libertà della gente Tuareg, richiede la democratizzazione della politica del Niger, la fine della repressione sul popolo Tuareg e la sua entrata nella politica decisionale nigerina, la liberazione dei propri prigionieri politici, la fine dello sfruttamento intensivo e colonialista del proprio popolo e delle proprie terre, una più equa ripartizione dei proventi che il governo di Niamey trae dalle miniere di uranio svendute alle multinazionali occidentali (come la francese Areva). Altro gruppo combattente è il Fronte delle Forze per il Risanamento (Front des forces de redressement, FFR). Il Fronte Patriottico del Niger (Front patriotique nigérien, NPF), altra formazione ribelle, ha già deposto le armi.

L'Azawad (arabo: دولة أزواد المستقلة, Dawlat Azawād al-mustaqilla, "Stato indipendente dell'Azawād"; neo-tifinagh ⴰⵣⴰⵓⴰⴷ; francese État indépendant de l'Azawad, meno comunemente in italiano Azauad,[2][3][4][5][6][7][8] oppure la versione in grafia francese Azaouad) è uno Stato non riconosciuto, che ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza dal Mali il 6 aprile 2012, dopo violenti combattimenti tra tuareg ed esercito maliano. I tuareg hanno preso il controllo del territorio e occupato il capoluogo Gao, dichiarando poco dopo l'indipendenza. La sua densità è poco meno di un abitante e mezzo per km².

Il nome Aẓǎwad o Ǎẓawaģ si riferiva un tempo propriamente alle regioni a nord di Timbuctù, ma ultimamente viene utilizzato genericamente per indicare la regione abitata dal principale gruppo di persone di lingua Tamashek[9]. Il territorio è formato principalmente dalle grandi distese saheliane e sahariane abitate dai nomadi tuareg: è emerso come problema geopolitico a causa del movimento separatista Mouvement National pour la Libération de l'Azawad (MNLA), che ha combattuto l'esercito maliano con l'obiettivo di dare vita ad una repubblica indipendente con identità tuareg, obiettivo raggiunto nell'aprile 2012
Approfittando del Colpo di Stato in Mali del 2012, è ripresa la guerra civile che ha portato l'etnia tuareg (laica) del Movimento Nazionale per la Liberazione dell'Azawad ad allearsi con alcune frazioni fondamentaliste (Ansar Dine) - aderenti al Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, che ha poi assunto la denominazione di al-Qa'ida nel Maghreb islamico - a prendere il controllo dell'Azawad, proclamando unilateralmente l'indipendenza.

Nel corso degli scontri, sono state distrutte numerose reliquie della locale tradizione sufi e le tombe stesse (marabutti) di alcuni "santi" musulmani (tra cui l'antico mausoleo dedicato ad Alpha Moya e le sepolture di Sidi Mahmud, Sidi el-Mukhtar, Sidi Elmety, Mahamane Elmety e Shaykh Sidi Amar), a causa dell'accesa ostilità iconoclastica del Wahhabismo verso qualsiasi forma di culto che non sia rivolta ad Allah.

Dal dicembre 2012, sono ripresi gli scontri contro le forze armate del Mali, e gli islamisti hanno iniziato a invadere il sud del paese, espugnando una città centrale, Konna, e minacciando da vicino la stessa capitale Bamako. Questa situazione ha portato nel gennaio 2013 la Francia a intervenire, facendo riferimento a una risoluzione ONU del gennaio 2012. Lo Stato francese ha schierato sul campo 750 uomini e ha promesso l'invio di altri 1700. Anche i Paesi nordafricani dell'Ecowas hanno annunciato l'invio di 3000 soldati.
(DoNQuijote82)
Imidiwan ma tennam dagh awa dagh enha semmen
Tenere den tas-tennam enta dagh wam toyyam teglam
Aqqalanagh aljihalat tamattem dagh illa assahat
Tenere den tossamat lat medden eha sahat
Aksan kallan s tandallat taqqal enta tisharat
Aqqalanagh aljihalat tamattem dagh assahat

Contributed by DoNQuijote82 - 2013/10/6 - 15:54




Language: French

Traductions du tamasheq de Nadia Belalimat, Avec Anara Elmokar, Intarka & Omar Moktar
MES AMIS, QUE DITES-VOUS?

Mes amis, que dites-vous
de cette douloureuse situation que nous vivons ?
Ce désert où vous dites être nés,
Vous l’avez quitté, vous l’avez abandonné
Nous sommes dans l’ignorance et la force est avec lui
Le désert est jaloux, ses hommes sont forts
Il existe des pays verts alors que lui s’assèche
Nous sommes dans l’ignorance et la force est avec lui

Contributed by DoNQuijote82 - 2013/10/6 - 15:55




Language: English

Versione inglese (dal francese) di Andy Morgan
WHAT HAVE YOU GOT TO SAY MY FRIENDS?

What have you got to say, my friends
About this painful time we’re living through?
You’ve left this desert where you say you were born,
You’ve gone and abandoned it
We live in ignorance and it holds all the power
The desert is jealous and its men are strong
While it’s drying up, green lands exist elsewhere
We live in ignorance
And it holds all the power

Contributed by DoNQuijote82 - 2013/10/6 - 15:54



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