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Due metri per due, carcere duro

Anton Virgilio Savona
Language: Italian

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(Anton Virgilio Savona)
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(Gianni Rodari)


[1969]
Testo di Anton Virgilio Savona da Palermo
Album: Pianeta pericoloso
Pianeta pericoloso

Sembrano proprio i corsi e ricorsi storici (o il Karma negativo) del rivoluzionario (magari di quello più autentico..)
Nella fotografia grande quanto una parete
in una sala della mostra, c'era anche lui,
ritratto tra i vecchi compagni di lotta
col berretto a visiera e giubbotto in pelle.
Erano lontani i tempi della galera,
quando quelli del vecchio regime
l'avevano rinchiuso per tre anni in una cella:
due metri per due, carcere duro..
Adesso era capo tra i capi,
ma la lotta non era finita:
occorreva combattere ancora
per la vittoria completa,
riorganizzare le file
individuare i nemici nell'ombra,
cacciare i traditori dell'idea,
tenere comizi, infiammare le masse, difendere la vittoria
lottare, lottare, lottare
« Via i traditori! Via i dissidenti! Via gli incerti!
Via i falsi consiglieri! »
Lottare, lottare, lottare..
Il tempo correva, il tempo correva, il tempo correva
e venne un giorno, – viene sempre un giorno,
in cui volle fare di più, volle superare sé stesso
e disse che era necessario
perché l'idea trionfasse definitivamente
rispettare l'opinione di tutti
e aprire una discussione libera
anche con gli oppositori..
Disse: « Libertà di pensiero »,
disse: « Libertà di stampa »,
e arrivò persino a citare Bertrand Russell..
Eh no, ragazzi, l'idea è l'idea, la libertà non c'entra.
Fiumi di parole, analisi dottrinaria, inquisizione!
« Rinnegato! » gli dissero, « Reazionario! ». «Vigliacco!», « Traditore! »
Lui vacillò, credette di essere impazzito..
Credette di essere stato posseduto dal demonio,
abbassò il capo e disse:
«Mi pento, mi pento del mio peccato »
«Bene, ragazzo, canta tre volte l'inno dell'idea
e avrai l'assoluzione.»
E lui cantò, tre volte, e venne assolto.
Ma, in effetti, il demonio doveva possederlo
perché non passò molto tempo che peccò di nuovo:
Parlò (l'incauto) di crisi economica
dovuta alla mancanza di libertà politica
parlò di dominio autocratico
auspicò (pazzo!) un sistema almeno bipartitico
e continuò a fare il ciarlatano
magniloquendo stupidamente
«Libertà», «Libertà», «Libertà».
«Scrivi, povero idiota, scrivi, fai l'eroe:
accusa i tuoi compagni di lotta
dicendo che loro, e non tu,
sono i veri traditori dell'idea.
E che con loro è nata una nuova classe:
la classe del potere senza limiti,
più forte di ogni altra che l'aveva preceduta:
la classe dei tecnici, dei burocrati
la classe dei nuovi proprietari, dei nuovi sfruttatori...
Povero idiota, scrivi giocando a fare l'indovino,
inventando folli previsioni,
vaticinando lotte di popolo contro i nuovi oppressori!,
come uno squilibrato!»
Tre anni di carcere, e poi altri sei.
ancora in quella stessa cella
la stessa dove ti avevano gettato le carogne
del vecchio regime,
sempre quella, sempre la stessa:
due metri per due, carcere duro
due metri per due, carcere duro
due metri per due, carcere duro...

Contributed by giorgio - 2013/3/24 - 19:51




Language: Italian

Versione del Collettivo del Contropotere contenuta nell'album L'estate dei poveri - Dalla realtà di classe al progetto libertario [1976], edito dal "Circolo cultura popolare" di Massa.
DUE METRI PER DUE, CARCERE DURO

Nella fotografia grande quanto una parete
in una sala della mostra c'era anche lui
ritratto tra i vecchi compagni di lotta
col berretto a visiera e giubbotto in pelle
erano lontani i tempi della galera
quando quelli del vecchio regime
l'avevano rinchiuso per tre anni in una cella
due metri per due, carcere duro
adesso era capo tra i capi
ma la lotta non era finita
occorreva combattere ancora
per la vittoria completa
riorganizzare le file
individuare i nemici nell'ombra
cacciare i traditori dell'idea
tenere comizi infiammare le masse difendere la vittoria
lottare lottare lottare
via i traditori via i dissidenti via gli incerti
via i falsi consiglieri
lottare lottare lottare
il tempo correva il tempo correva il tempo correva
e venne un giorno, viene sempre un giorno,
in cui volle fare di più, volle superare sé stesso
e disse che era necessario
perché l'idea trionfasse definitivamente
rispettare l'idea di tutti i proletari,
di tutti i lavoratori
aprire una discussione viva
anche con gli operai dissidenti
disse libertà di pensiero
disse libertà di stampa
e arrivò persino a citare Enrico Malatesta..
No ragazzi, l'idea è l'idea, la libertà non c'entra
fiumi di parole, analisi dottrinarie, inquisizioni
Rinnegato gli dissero reazionario traditore vigliacco
Lui vacillò, credette di essere impazzito
credette di essere stato posseduto dal demonio,
abbassò il capo e disse:
– Mi pento, mi pento del mio peccato –
– Bene, ragazzo, canta tre volte l'inno dell'idea
e sarai assolto –
E lui cantò tre volte e venne assolto
ma in effetti il demonio doveva possederlo
perché non passò molto tempo che peccò di nuovo
parlò l'incauto di crisi economica
dovuta alla mancanza di libertà politica
parlò di dominio autocratico
auspicò, pazzo, un sistema di autogoverno popolare
in cui comandassero veramente le masse
e scomparissero definitivamente i capi
e bravo continua a fare il ciarlatano
magniloquendo stupidamente:
– Libertà libertà libertà –
– Scrivi, povero idiota, scrivi, fai l'eroe
accusa i tuoi compagni di lotta
dicendo che loro e non tu
sono i veri traditori dell'idea
e che con loro è nata una nuova classe
la classe del potere senza limiti
più forte di ogni altra che l'aveva preceduta
la classe dei tecnici, dei burocrati
la classe dei funzionari di partito
creatori del nuovo stato
Povero idiota, scrivi, giocando a fare l'indovino
inventando folli previsioni,
vaticinando lotte di popolo contro i nuovi oppressori
come uno squilibrato –
Tre anni di carcere, e poi altri sei
ancora in quella stessa cella
la stessa dove ti avevano gettato le carogne
del vecchio regime borghese
sempre quella, sempre la stessa
due metri per due, carcere duro
due metri per due, carcere duro
due metri per due, carcere duro..

Contributed by giorgio - 2013/3/27 - 16:30




Language: French

Version française - DEUX MÈTRES SUR DEUX, DURE PRISON – Marco Valdo M.I. – 2013
Chanson italienne – Due metri per due, carcere duro – Anton Virgilio Savona – 1969

Ah, mon ami Lucien l'âne, voici une chanson qui me parle comme qui dirait en direct. Elle me semble sortie tout droit de ces combats sourds et terribles qui coururent tout au travers de l'Europe pendant un siècle ou un peu plus. Elle me vient au cœur car elle me semble parler d'un des auteurs qui m'ont le plus intéressé... Un auteur de langue française, né à quelques dizaines de mètres de l'endroit où je vis le jour, dont le parcours intellectuel, mental, moral... à bien des égards recoupe le mien. D'abord, le lieu... Quelque part pas loin des étangs. Ensuite, la même organisation de jeunesse... On l'appelait la Jeune Garde... Mais entre nous, plus d'un demi-siècle d'écart... Et sa vie si tumultueuse et si étourdissante. Et regarde comment va la vie, il écrivit dans le même journal que moi...


Te voilà en veine de confidences, mon ami Marco Valdo M.I. Bien loin de ta réserve habituelle...


Je n'en dirai pas plus, mais cette chanson ressemble à s'y méprendre à un de ses romans... Car il est aussi un des grands écrivains de langue française et de cette trempe, on n'en eut pas beaucoup. Paul Nizan, peut-être. En fait, dans toute la littérature mondiale, on en trouve peu, si peu de ce calibre. Lui, il écrivait en français. Orwell écrivait en anglais. Mais laissons-là mes remembrances.


Je te trouve bien rimbaldien, ce matin, dit l'âne Lucien en riant de toutes ses dents et en sortant sa langue sur le côté.


Regarde bien cette canzone... Sur l’aventure politique que décrit cette chanson, Semprun écrivait en français ou en espagnol, je ne sais plus... Lew Davidovitch écrivait en russe... Et bien d'autres dans de multiples langues... Il y aurait de quoi faire à les recenser... Je ne le ferai pas, rassure-toi. Enfin, sans aucun doute, ils furent nombreux à les connaître ces deux-mètres sur deux... Carlo Levi, par exemple... Rappelle-toi la saga du Cahier ligné, contée ici en plus de cent canzones... Et Marco Camenisch... Soit, le contexte politique est différent... Je te l'accorde, mais la cellule est toujours la même. Beaucoup jusqu'à ce que mort s'ensuive. La broyeuse était singulièrement efficace. C'est le sort de tous les dissidents : ceux d'hier, ceux d'aujourd'hui – en Chine, par exemple et ceux qui viendront demain. Les dieux ont soif.


Certes, dit l'âne Lucien, les dieux ont toujours soif. ; ils ont toujours eu soif. Évidemment, si on supprimait les dieux, en somme, si on se débarrassait d'eux, de leur religion et de leurs religieux... En fait, la seule question qui se pose, ce n'est pas de savoir convient de se débarrasser d'eux, mais bien comment aboutir à cet indispensable résultat. C'est tout le destin des hommes que de se débarrasser de la religion, des religieux, des dieux et de tout ce qui s’ensuit.


Certes, certes, Lucien l'âne mon ami, dit Marco Valdo M.I. tout songeur... Comment y arriver ? Mais cela même n'y suffirait pas à mettre un terme à la Guerre de Cent Mille Ans que les riches et les puissants font aux pauvres pour les contraindre au travail, pour imposer leur domination, pour assurer leurs richesses, pour renforcer leur exploitation... Mais enfin, c'est cependant une chose nécessaire, mais pas suffisante.


N'empêche, dit Lucien l'âne en grattant le sol devant lui de son noir sabot, on pourrait toujours commencer par là ou mener de front les deux tâches... Oui, mener de front les deux tâches et tisser ainsi le linceul de ce vieux monde assoiffé, écrasant, étouffant, mortifère et cacochyme.


Heureusement !

Ainsi Parlaient Marco Valdo .I. et Lucien Lane
DEUX MÈTRES SUR DEUX, DURE PRISON

Sur la photographie grande comme un mur
Dans une salle de l'exposition, même lui y était
Portraituré parmi les vieux copains de lutte
Avec sa casquette à visière et son blouson de cuir.
Ils étaient loin les temps de la prison,
Quand ceux de l'ancien régime
L'avaient enfermé pour trois ans dans une cellule
De deux mètres sur deux, dure prison .
Maintenant, il était chef parmi les chefs,
Mais la lutte n'était pas finie :
Il fallait combattre encore
Pour la victoire complète,
Resserrer les rangs
Trouver les ennemis dans l'ombre,
Chasser les traîtres à l'idée,
Tenir des meetings, enflammer les masses, défendre la victoire
Et lutter, lutter, lutter
« Les traîtres ! Les dissidents ! Les incertains !Les faux conseillers ! »
Et lutter, lutter, lutter.
Le temps courait, le temps courait, le temps courait
Et vint un jour, – il vient toujours un jour,
Où il voulut faire davantage, il voulut se dépasser
Et il dit qu'il était important
Pour que l'idée triomphe définitivement
De respecter l'opinion de tous
Et d'ouvrir une discussion libre
Même avec les opposants.
Il dit : « Liberté de pensée », il dit : « Liberté de la presse », et il en arriva même à citer Bertrand Russell.
Ah non, garçons, l'idée est l'idée, la liberté n'a rien à y faire.
Des fleuves de mots, analyse doctrinaire, Inquisition !
« Renégat !  » dirent-il, « Réactionnaire !  ».
« Lâche !  », « Traître !  »
Il vacilla, il crut être devenu fou.
Il crut être possédé du démon,
Il baissa la tête et dit :
« Je me repens, je me repens de mon péché »
« Bien, garçon, chante trois fois l'hymne de l'idée et tu auras l'absolution. »
Et il chanta, trois fois, et fut absous.
Mais, en effet, le démon devait le posséder
Car il ne se passa pas beaucoup de temps avant qu'il ne pécha de nouveau :
Il parla (l'imprudent) de crise économique
Due au manque de liberté politique
Il parla de domination autocratique
Il souhaita (le fou !) un système au moins bipartite
Et il continua à faire le charlatan
Radotant stupidement
« Liberté », « Liberté », « Liberté ».
« Tu écris, pauvre idiot, tu écris, tu fais le héros :
Tu accuses tes camarades de lutte
En disant que ce sont eux, et pas toi,
Qui sont les vrais traîtres à l'idée.
Et qu'avec eux est née une nouvelle classe :
La classe du pouvoir sans limites,
plus de forte qu'aucune qui l'avait précédée :
La classe des techniciens, des bureaucrates
La classe des nouveaux propriétaires, des nouveaux exploiteurs…
Pauvre idiot, tu écris en jouant à faire le devin,
En inventant des folles prévisions,
Prophétisant des luttes du peuple contre les nouveaux oppresseurs, comme un déséquilibré ! »
Trois ans de prison, et puis, six autres.
Encore dans la même cellule
Celle où t'avaient jeté les charognes
De l'ancien régime,
Toujours elle, toujours la même :
Deux mètres sur deux, dure prison.
Deux mètres sur deux, dure prison.
Deux mètres sur deux, prison dure.

Contributed by Marco Valdo M.I. - 2013/3/27 - 22:45



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