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Gaslied

Max Jensen
Language: German

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[1928]
Testo originale di Max Jensen ("Die roten Raketen")

Il testo è riprodotto dallo "Schwarz-rotes Liederbüchlein" dell'anarcosindacalismo tedesco, pagina 37
Parole di Max Jensen, membro dei Rote Raketen, un gruppo teatral-cabarettistico di agit-prop attivo a Berlino negli anni 20 e, come tutte le realtà legate al comunismo e al socialismo rivoluzionario, messo fuori legge dopo il “Blutmai”, il maggio del 1929, quando gli scioperi operai vennero schiacciati nel sangue, prova generale di quel che sarebbe successo solo qualche anno più tardi…



Questa canzone non è affatto antimilitarista, visto che alla fine chiama i lavoratori ad integrarsi al Fronte Rosso e a combattere perché la vittoria del proletariato sola può garantire la pace… Ma al tempo stesso denuncia l’escalation militare in corso negli ultimi anni della repubblica, sempre più ostaggio della casta militare da una parte e del nazionalsocialismo armato dall’altre, a partire dal racconto di un episodio accaduto ad Amburgo il 23 maggio del 1928, quando una cisterna piena di fosgene, un gas tossico utilizzato per la preparazioni di armi chimiche, esplose per strada. Nove persone rimasero uccise all’istante (centinaia le intossicate, 30.000 le evacuate) e poi, per fortuna, un repentino cambiamento del vento portò la nuvola di gas tossico verso una parte disabitata della città, mentre una provvidenziale pioggia la fece rapidamente decadere… L’accaduto svelò al mondo i piani segreti di riarmo della Germania, considerato che il possesso e la costruzione di armi di distruzione di massa le era stato espressamente vietato dal trattato di Versailles, alla fine della Grande Guerra. Per di più un convoglio carico di materiali letali era stato fatto transitare tranquillamente nelle strade affollate di una città ed il pericolosissimo gas era stoccato in fattorie poco distanti dal centro abitato.

(Bernart Bartleby)
Aus ist’s mit den bösen Kriegen, sprach der Völkerbund
Friedenstauben munter fliegen um das Erdenrund.
Es ertönt in jedem Land Friedensmusik
und geächtet und verbannt ist jetzt der Krieg.

Nur zum Spaß macht man Gas, weil’s noch keiner kennt
Panzerkreuzer sind das beste Friedensinstrument.
gasgefüllte Fliegerbomben nur für den Sport,
nein, niemand denkt mehr an den Massenmord.
Tiefer - - Frieden - - weit und breit,
endlich die ewige Friedenszeit.

Doch im allertiefsten Frieden explodierte was
und der Menschheit ward beschieden bestes Phosgen-Gas.
Allen guten Pazifisten wurde plötzlich mies
doch den Mund weit aufgerissen und sprachen dies:

Mit dem Gas, das war Spaß, weil’s noch keiner kennt
Phosgen-Gas, das ist das neuste Friedensinstrument.
gasgefüllte Fliegerbomben nur für den Sport,
nein, niemand denkt mehr an den Massenmord.
Tiefer - - Frieden - - weit und breit,
immer noch ewige Friedenszeit.

Mit den Friedens-Lob-Tiraden wirst du eingewiegt
bis der erste Giftgasschwaden dir im Magen liegt.
Bist du erst im Krieg verrecket, am Giftgasduft
aus dem Schlaf dich zu erwecken, die [schwarz-]rote Front ruft!

Krieg dem Krieg! Unser Sieg! Macht dem Mord ein End!
Unsere Fäuste sind das beste Friedensinstrument.
Es vertreibt die Giftgaswolken vom Horizont
das Heer der Arbeit, die [schwarz-]rote Front.

Erst dann wird der Frieden nicht mehr gestört,
wenn den Proleten die Welt gehört.
- - Drum reih‘ dich ein in die [schwarz-]rote Front!

Contributed by Riccardo Venturi - 2005/11/3 - 11:32




Language: Spanish

Traduzione spagnola trovata su Kabarett
CANCIÓN DEL GAS

Fuera las malditas guerras, dice la Sociedad de Naciones,
las palomas de la paz remontan el vuelo por todo el planeta.
En todos los países resuena la música de la paz
y se prohíbe ahora la guerra.
Solo por diversión hacemos ahora gas tóxico,
y porque aún no lo sabe nadie.
Los panzer son los mejores instrumentos de la paz.
Las compañías de tanques y las flotas de bombarderos
solo se mantienen por deporte.
Ya nadie piensa en los asesinatos masivos.
¡Paz infinita por todas partes!
Por fin una era de paz perpetua.

Pero en esta paz infinita algo ha explotado
y el mejor gas fosgeno fue enviado a la humanidad.
Todos los buenos pacifistas se pusieron fatal
y a grandes voces dijeron esto:
con el gas, que nos divierte, porque aún no lo sabe nadie.
El gas fosgeno es el mejor instrumento de la paz.
Bombarderos repletos de gas, solo por deporte
Realmente nadie piensa en asesinatos masivos.
¡Paz infinita por todas partes!
Todavía una era de paz perpetua.

Con tanto canto por la paz te dejarán atontado
hasta que el humo del gas tóxico se te meta en el cuerpo
y seas empujado a la guerra por el gas venenoso.
Te despertarán de tu sueño: ¡el Frente Rojo te llama!
¡Combate la guerra! Nuestra victoria acabará con la muerte,
nuestros puños son el mejor instrumento de la paz.
Por el horizonte asoman las nubes de gas,
el ejército de los trabajadores, ¡el Frente Rojo!
Nunca más se verá perturbada la paz
cuando el mundo sea del proletariado.
¡Únete al Frente Rojo!

Contributed by Bernart Bartleby - 2014/3/11 - 15:26




Language: Italian

Versione italiana di Francesco Mazzocchi
CANZONE DEL GAS

È finita con le cattive guerre, diceva la Società delle Nazioni
colombe della pace volano allegre intorno al globo.
Risuona in ogni paese musica di pace
e proscritta e bandita è ora la guerra.

Solo per scherzo si fa gas, perché ancora nessuno lo conosce
incrociatori corazzati sono il miglior strumento di pace.
bombe da aereo piene di gas solo per sport,
no, nessuno pensa più al massacro.
Profonda - - pace - - in lungo e in largo,
finalmente il tempo eterno della pace.

Ma nella più profonda pace qualcosa è esploso
ed all’umanità fu fatto conoscere il miglior gas fosgene.
Tutti i buoni pacifisti all’improvviso la presero male
ma rimasero a bocca spalancata e dissero questo:

Con il gas, questo era uno scherzo, perché ancora nessuno lo conosce
fosgene, questo è il più nuovo strumento di pace.
bombe da aereo piene di gas solo per sport,
no, nessuno pensa più al massacro.
Profonda - - pace - - in lungo e in largo,
finalmente il tempo eterno della pace.

Con tiritere di lode alla pace sarai cullato
finché la prima nube di gas tossico ti starà nello stomaco.
Se tu sei crepato in guerra, per il gas tossico
per svegliarti dal sonno, chiama il Fronte Rosso!

Guerra alla guerra! La nostra vittoria! Finitela con la morte!
I nostri pugni sono il miglior strumento di pace.
Caccia dall’orizzonte le nubi di gas tossico
l’esercito del lavoro, il Fronte Rosso.

La pace non sarà mai più turbata solo dopo,
che il mondo apparterrà ai proletari.
- - Per questo vieni nelle file del Fronte Rosso.!
non capisco la presenza tra parentesi quadre della parola schwarz (nero) che non esiste, a quanto mi risulta, in altre versioni della canzone, e come colore non riesco a collegare con niente che concordi col senso della canzone; qualcuno può spiegarlo?

Contributed by Francesco Mazzocchi - 2019/3/12 - 09:11


@Francesco Mazzocchi,

Nach Angaben von allen Textquellen (z.B. diese https://www.volksliederarchiv.de/aus-i...), die ich durchgesucht habe, ist hier das Wort schwarz überflüssig. Vielleicht kann sich Riccardo Venturi erinnern, woher es stammt.

Juha Rämö - 2019/3/12 - 23:41


Es tut mir wirklich Leid, aber ich kann mich nicht erinnern, woher es stammt. In 2005, als ich dieses Lied in die Website eingefügt habe, wohnte ich in der Schweiz und arbeitete in der Bronzezeit vom Internet, mit vorgeschichtlichen Quellen die nun ganz verschwunden sind. Ich kann nur vermuten, es handele sich um eine Quelle, die eine anarchistische Version des Lieds enthielt. Das “Schwarz-rote Liederbüchlein” der deutschen Anarchosyndikalisten, das ich als Quelle angegeben hatte, muß wer weiß welcher Art fotografisches oder reproduziertes Dokument gewesen sein, aber es ist nicht mehr zu finden. Oder war es etwas, das ich in der Kantonsbibliothek Freiburg ausfindig gemacht hatte? Stockfinsternis in meinem Haupt.

Riccardo Venturi - 2019/3/13 - 03:28


Gar nicht Stockfinsternis, Riccardo! Das Wort schwarz kommt tatsächlich in dem Text des "Schwarz-roten Liederbuches" (http://www.anarchismus.de/kultur/schwa...) vor und gehört demnach zur anarchistischen Version des Liedes. Rätsel gelöst, würde ich sagen.

Juha Rämö - 2019/3/13 - 09:39


Mi permetto di tradurre per chi non avesse confidenza col tedesco, perché mi sembrano considerazioni utili:

Juha Rämö scrive: da quanto forniscono tutte le fonti dei testi (per esempio qui) che ho esaminato, la parola schwarz è di troppo. Forse Riccardo Venturi può ricordare, da dove viene.

Riccardo Venturi risponde: Mi spiace veramente, ma non ricordo da dove viene. Nel 2005, quando ho inserito questa canzone nel sito web, abitavo in Svizzera e lavoravo nell’età del Bronzo di Internet, con fonti preistoriche che ora sono scomparse. Posso solo supporre che si trattasse di una fonte, che conteneva una versione anarchica della canzone. Lo “Schwarz-rotes Liederbüchlein” (libretto di canzoni nero-rosso) degli Anarcosindacalisti tedeschi, che avevo dato come fonte, dev’essere stato chissà che specie di documento fotografico o riproduzione, ma non è più reperibile. O era qualcosa che avevo rintracciato nella biblioteca cantonale di Friburgo? Buio pesto nella mia testa.

E Juha Rämö conclude: Nient’affatto buio pesto, Riccardo! La parola schwarz proviene effettivamente nel testo dello "Schwarz-rotes Liederbuch" ed appartiene quindi alla versione anarchica della canzone. Enigma risolto, direi.

A questo punto, pur confessando che nonostante inveterato anarchico, il nero nella bandiera anarchica non m’è mai andato a genio...
vabbé, nella traduzione per tener conto della versione anarchica dove sta scritto Fronte Rosso si può leggere anche Fronte Nero-rosso. E molte grazie per le spiegazioni

Francesco Mazzocchi - 2019/3/13 - 11:40


Carissimo Francesco, il nero della bandiera anarchica può piacere o non piacere, ma è, come dire, l'originale fin dai primordi dell'Anarchismo. E' interessante quel che mi disse lo storico anarchico livornese Marco Rossi qualche tempo fa (e che poi ha scritto nel volumetto "Livorno ribelle e sovversiva"): furono i fascisti a copiarlo di sana pianta, con un atto di appropriazione abusiva che è loro proprio fin dagli inizi (e che non è cessato mai). Lo stesso vale per altri simboli, come lo stesso fascio (dai Fasci di Combattimento siciliani) o il teschio degli Arditi del Popolo (tra l'altro, il volumetto di Marco Rossi verte proprio sugli Arditi del Popolo livornesi). In origine, i fascisti si identificavano con la bandiera italiana, tanto che generalmente venivano chiamati i "Tricolorati". Sempre a Livorno, durante la guerra civile del '21, uscirono tre squadracce fasciste -racconta sempre Marco Rossi- con tre camice di colore diverso: una aveva la camicia nera, una la aveva azzurra e la terza addirittura rosa. Comunque, nella bandiera anarchica il rosso è un'aggiunta successiva. La "A Cerchiata" è addirittura un simbolo piuttosto recente, dovrebbe risalire agli anni '60 o '70 del secolo scorso se ricordo bene. Saluti!

Riccardo Venturi - 2019/3/13 - 12:48


Le camicie azzurre -a detta anche di Emilio Lussu, se non ricordo male, che dovrebbe parlarne in "Marcia su Roma e dintorni"- erano in genere tipiche dell'organizzazione giovanile della Associazione Nazionalista Italiana (molto appropriatamente abbreviata in ANI), fondata nel 1910 e confluita nel Partito Nazionale Fascista nel 1923.
Alle elezioni del 1921 l'Associazione era riuscita a far eleggere venti deputati.

Io non sto con Oriana - 2019/3/13 - 14:30



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