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Tutti sapete quell'otto settembre

Armando Mezzini
Language: Italian



Reg. di Gian Paolo Borghi e Giorgio Vezzani, 1982, inf. Armando Mezzini, autore e cantore popolare, nato a Pieve di Roffeno di Vergato nel 1911, al tempo residente a Riola di Vergato, contadino, quindi operaio delle ferrovie e di nuovo in tarda età agricoltore.

(Da: La musica dell'Altraitalia)
Tutti sapete quell'otto settembre
quando Badoglio chiese l'armistizio
non fu seguito l'ordine descritto
noi di oltremare prigionieri si restò.

I nostri ufficiali che volontari si dicevano con grande orgoglio
il duce dai tedeschi è stato liberato
tu italiano sei ancora un soldato
e tutti uniti si deve seguir.

Loro si riunivano e si facevano sentenze
e si dicevan se non siete contenti
noi in Germania vi faremo concentrar.

I soldati che seguivano gli ufficiali
ed in camicia nera ne stavan passegiando
loro si dicevan traditori con orgoglio
e le armi puntavano su di noi.

Così incominciarono quei tragici viaggi
il soffrir non si può raccontar
chi a quelle marce non risisteva a far
loro per le armi lo facevan passar.

Da Zara a Bicacin in Slovenia
otto giorni a piedi è caro
da mangiar un poco di melasso
e poco pane nero ci doveva cibar.

A Bigac due giorni ad aspettare il treno
per poter partire per destinazione ignota
pochi furon quelli che han potuto mangiare
er'inutile a dire d'aspettar.

Altri otto giorno abbiam rifatto in treno
sempre chiusi come gli assassini
più di cinquanta eravamo sui vagoni
senza modo di potere riposar.

Quando poi che siam giunti in Olanda
là in quei grossi lager di smistamento
e di quel po' che si aveva portato
loro tutto si fecero lasciar.

Selezionati per il lavoro
altri due giorni abbiam fatto in treno
sotto tremendi bombardamenti
in Germania tutti salvi siam potuti arrivar.

In Vestfalia a Ludensain
in fonderia a lavorare
e di quel po' che si poteva fare
gentilmente acolti noi siamo sta'.

Loro sempre ci chiamavano Badoglio
dicendo rauss musc arbait
e per noi era proibito rispondere
non si sapeva che strada pigliar.

Qualche collega ogni tanto moriva
e noi tutti si sentiva sfinir
ma se qual americano non 'riva
questa gente ci fan tutti morir.

Noi si pensava sempre agli alleati
cioé America Inghilterra e Stalin
la scia pure che si faccian soffrir
ma il duce con Hitler dovranno scomparir.

Così son passati ventidue mesi
di quella terribile vita
ma per il fascio e 'l nazismo l'è finita
è 'rivato la gioia del nostro pensier.

Cara mamma e babbo moglie e bambini
e fratelli sorelle parenti
quanto mai noi saremo contenti
con l'Italia libera potersi rabraciar
quanto mai noi saremo contenti
con l'Italia libera potersi riabraciar.

Contributed by Riccardo Venturi - 2004/11/14 - 01:30



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