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Dodici ottobre

Infezione
Language: Italian

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Related Songs

Condannati a morte
(Infezione)
Piccola canzone per Victor Jara
(Stefano Giaccone)
Non difendere la patria
(Infezione)


[1991]
Album: "Religione oppio dei popoli"

R-1074829-1270478141.

Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo "scoprì" le Americhe...

Il testo l'ho trovato su "Nel cuore della bestia", fondamentale lavoro di Stefano Giaccone e Marco Pandin sul mondo dell'autoproduzione musicale in Italia negli anni '80.
E l'uomo bianco mantenne quella sua promessa
giurata a dio alla gloria e a te
quella di toglierti e strapparti dalla tua terra
dove la tua cultura nacque e generò
barbarie e sangue le sue argomentazioni
specchio fedele della sua avidità
violenza e abusi le sue contrattazioni
imporre ovunque sgomento terrore e autorità
big man, sparisci - un capo ti ucciderà
medicine man - il bisturi ti rimpiazzerà
bisonte estinguiti - è il mercato che lo vuole
e il crocefisso si sostituirà alla libertà
mai più rispetto per la diversità
catalogare convertire uniformare
un ultimo vessillo occidentale per ribadire
mai più vita
dodici ottobre - conquista dell'america
dodici ottobre - sterminio dei nativi
dodici ottobre - occupazione militare
dodici ottobre
occidentale ottuso ora esaltati
immergiti nel sangue dei festeggiamenti
per i crimini e i massacri
organizzati da questa tanto rispettata
bianca civiltà...

Contributed by Alessandro - 2009/4/24 - 10:00



Language: French

Version française - DOUZE OCTOBRE – Marco Valdo M.I. – 2011
Chanson italienne – Dodici ottobre – Infezione – 1991
Texte (re)trouvé dans « Nel cuore della bestia », ouvrage fondamental de Stefano Giaccone et Marco Pandin sur le monde de l'autoproduction musicale en Italie des années 1980.


Le 12 octobre 1492, Christophe Colomb « découvrit » les Amériques ... Et les autochtones, lesquels ne savaient pas encore qu'ils étaient des « Indiens », criaient « Ciel ! Nous sommes découverts ! » et ils coururent se cacher dans la forêt, dit Lucien l'âne en riant de toutes ses blanches dents. D'ailleurs, Marco Valdo M.I., mon ami, tu devrais en faire une chanson...

Peut-être, un de ces jours... Car, en effet, il s'agit là d'un moment important de la Guerre de Cent Mille Ans que les riches font aux pauvres afin de les dominer, de les coloniser, de les exploiter, de les soumettre à leur vouloir – je n'ai pas dit leur « bon vouloir » - expression des rois de France – car ce « vouloir » est tout sauf empreint de bonté. Les riches sont pourris d'avidité et ont proclamé urbi et orbi que l'économie, et donc leurs affaires ne pouvaient – en aucun cas – être pesées à l'aune de la morale. On comprend aisément pourquoi... La richesse et tout ce qui en découle est moralement inacceptable dans son principe d'abord, et dans sa pratique, ensuite. Leur moralité... elle gît depuis l'aube des temps au fond d'un puits, où même la Lune n'arrive plus à la retrouver. Et quand ils jouent aux mécènes (dans le meilleur des cas), aux sponsors (la plupart du temps) – en français : les souteneurs. Souteneurs , ce terme est plus clair, tellement clair qu'on évite de l'utiliser... Quand ils jouent aux mécènes ou aux sponsors, c'est toujours avec ce qu'ils ont pris aux autres, aux pauvres qu'ils exploitent et obligent par mille façons à trimer pour eux. L'argent du mécène-sponsor-souteneur est toujours l'argent pris sur le travail des autres gens, de ceux qui sont exploités. Tu le sais bien aussi, Lucien l'âne mon ami, que dans leur « société », ils ont instauré le travail obligatoire. C'est vrai pour les ânes, c'est vrai pour les hommes.

Cela, nous les ânes, on le sait depuis la nuit des temps...

Et pour en revenir à la canzone, si elle évoque ce 12 octobre 1492 (il y a un demi-millénaire), ce n'est pas pour commémorer un jour de fête, ni pour indiquer le début d'une belle aventure humaine, mais bien au contraire, pour marquer d'une pierre noire ce jour où commença un des plus longs et plus sanglants massacres de l'histoire - un ou plusieurs ethnocides, on ne sait trop, une des plus monstrueuses expropriation, menée avec obstination et barbarie depuis des siècles... et qui continue. Expropriation et travail obligatoire, tels sont les fondements de leur monde.

Il est temps, Marco Valdo M.I., mon ami, de mettre fin à cette rapine, de mettre fin à cette domination des riches sur notre planète. Tissons donc le linceul de ce vieux monde engoncé dans son arrogance, pétri d'avidité, totalitaire et cacochyme.


Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane.
DOUZE OCTOBRE

Et l'homme blanc tient sa promesse
Faite à Dieu et à toi
Celle de t'enlever et de t'arracher à ta terre
Où naquit ta culture et où il engendra
Barbaries et sang; ses argumentations,
miroir fidèle de son avidité,
Violence et abus; ses marchandages.
Il imposa tout partout effroi, terreur et autorité
« Big man » disparais – un chef te tuera.
« Medecine man » - le bistouri te remplacera
Bisons éteints – le marché le veut
Et son crucifix supplantera la liberté,
Plus jamais de respect pour la diversité,
Cataloguer, convertir, uniformiser
Un dernier drapeau occidental pour confirmer
Plus jamais la vie
Douze octobre – conquête de l'Amérique
Douze octobre – extermination des autochtones
Douze octobre – occupation militaire
Douze octobre – Occidentaux obtus exaltés
Immergés dans le sang des festivités
Pour les crimes et les massacres
Organisées par cette tant respectée
Civilisation blanche.

Contributed by Marco Valdo M.I. - 2011/10/9 - 17:41


Scusa, Alessandro, ma a me il brano "12 ottobre" risulta appartenere all'album "RELIGIONE OPPIO DEI POPOLI" [1991](6^ traccia), e NON a "OPPRESSIONE QUOTIDIANA".
Ciao!

Album cover

giorgio - 2011/10/4 - 15:49


E c'hai ragione tu!

Bartleby - 2011/10/4 - 16:51


Per Bartleby..

E ci ho ragione io ma.. mâ manciu squarata, diciamo laggiù in Africa.. (se non hai afferrato ti do poi la traduzione :-)
Informazioni sbagliate = doppio lavoro (parlo della mia attività alieutica naturalmente, ossia del "pescaggio"..), sic! :-((

Salut !

giorgio - 2011/10/6 - 08:28


Giorgio, che ti devo dire più che c'hai ragione?
Mi spiace per il tuo doppio lavoro, ma 'l di' d'ancoj meglio avercelo doppio che non avercelo affatto!
Ciao!

Bartleby - 2011/10/6 - 09:35


Avercelo doppio??! Lavorare meno, lavorare tutti, -dicevamo un dì. Ma meglio ancora non lavorare affatto! :-)

Buona giornata.

giorgio, terun & scansafatiche - 2011/10/6 - 12:33


Considerando poi quanto lo si paga... ;)

CCG/AWS Staff - 2011/10/6 - 12:55


Appunto!!

giorgio pro rifiuto lavoro - 2011/10/6 - 13:32


Eh no, quando il lavoro è mal pagato o, come nel nostro caso, non pagato affatto, avercene uno, due, quattro o otto è proprio la stessa cosa... Per cui, "LAVORATORIII... prrr!!!"

Bartleby - 2011/10/6 - 14:39


Dal catalogo Eleuthera, per voialtri - i perfidi Admins + Giorgio - fancazzisti e scansafatiche o - come si direbbe qui nella alacre e produttiva Padania piemontese - "scapatravajchemi'rivu"...

Philippe Godard
CONTRO IL LAVORO
2011 - 128 pp. - euro 10,00

traduzione di Guido Lagomarsino
prefazione di Andrea Staid

http://www.eleuthera.it/scheda_libro.p...

"Il lavoro come tale costituisce la migliore polizia e tiene ciascuno a freno… Esso logora straordinariamente una gran quantità d'energia nervosa e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, al sognare, al preoccuparsi, all'amare, all'odiare."
Friedrich Nietzsche

Mettere in discussione il lavoro significa mettere in discussione il senso della vita. Il lavoro, infatti, concorre in modo prioritario a definire l'identità del singolo e il suo posto nel mondo. Eppure, nonostante questa invadente presenza nella vita e nei rapporti sociali, è ben lontano dall'esprimere la nostra creatività, impedendoci oltretutto di sperimentare relazioni più ricche e articolate. Nella società contemporanea, questa attività umana fondamentale è ormai solo uno strumento funzionale ai meccanismi della società dei consumi e ai suoi desideri indotti, che ci ha ridotti a zombi che lavorano freneticamente per consumare ancora più freneticamente. In questa critica radicale (in senso etimologico) del lavoro, Godard destruttura in particolare quelle ideologie – figlie dall'etica protestante, ma anche dell'etica del lavoro di matrice socialista – che da due secoli stanno incollate come una maledizione alla pelle della modernità.

Bartleby - 2011/10/7 - 10:58


No, ragazzi, per favore, non arriviamo fino all'auto-derisione.. Anche perché se un lavoro, come nel caso nostro -non remunerato- è anche doppio o addirittura triplo, non credo affatto sia la stessa cosa, ma è, secondo il punto di vista più accreditato e comune, proprio roba da fessi (o a ghjri 'i đđà) :-))).. o da “matti” appassionati, secondo una visuale più indulgente.
Ma giacché rendiamo -comunque sia- un servizio, speriamo che gli utenti appassionati come noi ce ne siano almeno un po' grati.
Appassionati ma non pagati, la parola d'ordine dovrebbe forse essere "Lavorare pochissimo, con-laborare tutti". Ma valla a tradurre in pratica, viste la diversità di prestazioni, disponibilità e capacità di ciascuno..!
Per favore, Bartleby.. un po' più attento agli errori (almeno tu), abbi con-passione.

Buona giornata.

giorgio - 2011/10/7 - 11:15


Scusa ancora, Giorgio, per tutto il lavoro supplementare che ti ho dato... Siccome insisti nel farmelo notare, si vede che la cosa ti ha davvero disturbato... Vedi, sotto le mie varie identità ho contribuito più di tre migliaia di canzoni e qualche errore può esserci scappato, specie in quelle - come questa "12 ottobre" - postate un po' di tempo fa... Per quanto uno cerchi di essere preciso e di fare attenzione l'errore incombe sempre...
Vedrò di stare più attento in futuro...
Va bene così?
Passo & chiudo.

Bartleby - 2011/10/7 - 12:53


Caro Bartleby..
..Oddìo come siamo suscettibili ! :-)
Molto probabilmente hai ragione perché in realtà intendevo prender spunto da te (che sei indubbiamente fra i collaboratori migliori) e dal tuo errore (dai migliori ce lo si aspetta meno) per un invito generale alla correttezza sui dati di una determinata canzone, onde io "impazzire" meno nel reperimento degli MP3 in questione, come mi tocca più spesso di quanto non credi, con date di composizione, album e persino titoli diversi ! (→ doppio lavoro!). Non me ne sono mai lamentato finora. Se ti ho utilizzato ti chiedo scusa. Non intendevo neanche insistere a fartelo notare, ritornavo semplicemente sull'argomento principale visto che avevamo divagato e che in primis mi avevi risposto che "'l di' d'ancoj è meglio il lavoro doppio" (?!?!), spernacchiando pure i poveri lavoratori che saremmo o siamo. ;-(
Ciao!

PS: Bella la citazione del grande Friedrich.. Per caso ricordi da quale opera è tratta?

giorgio - 2011/10/7 - 17:21



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