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Tutto passa e si scorda

Giuseppe Funaro
Language: Italian

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(Anonymous)


[1944]
Parole di Giuseppe Funaro (Firenze, 2 Luglio 1909 – Auschwitz 1945).
Musica di Fred Raymond
Nel disco della Bottega Corale Bolzano intitolato “Canti dai Lager / Musik aus dem Lager”, a cura di Carla Giacomozzi e Giuseppe Paleari.
Testo trovato su Mes musiques régénérées – Jewish Music, il sito di Claude Torres di Montpellier.
Dalla testimonianza di Mariuccia e Rosetta Nulli, internate nel lager di Bolzano.





Giuseppe Funaro, ebreo, violoncellista e contrabbassista, fu il fondatore del Quartetto Jazz Funaro, con Nazzareno Raineri, Luigi Gozzi e tal Rossi, fisarmonicista. Ebreo e jazzista! Non poteva andargli peggio, in pieno fascismo: il jazz era considerato musica “degenerata” (e “alleata”) e dal 1938 le leggi razziali mussoliniane impedirono agli artisti ebrei di esibirsi. Il Quartetto Funaro, che aveva avuto una discreta fortuna, da quell’anno sparì da tutti i cataloghi. Trasferitosi a Genova, Giuseppe Funaro venne arrestato il 24 Settembre 1944 e deportato nel campo di concentramento di Bolzano. Nonostante tutte le sofferenze dovute alla prigionia, Funaro compose lì una canzone piena di speranza sulle note di “Tutto Passa e si scorda”, brano del 1942 scritto da Raymond e Martelli e portato al successo da Lina Termini…
Poi fu trasferito ad Auschwitz dove venne ucciso nel gennaio del 1945.



(Bernart Bartleby)
Tutto passa e si scorda
tutto deve finir
se verrà l’armistizio
ce ne andremo da qui
della tuta con croce
un pacchetto farem
ed ai repubblichini
volentier la darem.

Proveranno la sveglia
delle cinque al mattin
proveranno il bugliolo
proveranno il frustin
non vedrem più tedeschi
fame non avrem più
scorderemo l’appello
se torniamo laggiù.

Contributed by Alessandro - 2009/1/27 - 13:06



Language: German

ALLES GEHT VORÜBER UND WIRD VERGESSEN

Alles geht vorüber und wird vergessen,
alles muß zu Ende gehn.
Sollte es zum Waffenstillstand kommen,
werden wir diesen Ort verlassen.
Aus dem Anzug mit dem Kreuz
werden wir ein Paket biegen
und den Anhängern der Republik von Salò
werden wir es gern geben.

Am eigenen Leibe werdet ihr den Weckruf
um fünf Uhr morgens verspüren,
den Eimer,
und die Peitsche,
wir werden keine Deutschen mehr sehen,
werden keine Hunger mehr leiden,
wir werden den Appell vergessen,
falls wir dort zurückkehren.

Contributed by Alessandro - 2009/1/27 - 13:08



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