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La Veuve

Jules Jouy
Language: French

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[1887]
Poème de Jules Jouy
Poesia di Jules Jouy

Musique: Pierre Larrieu [1924]
Musica: Pierre Larrieu [1924]

Jules Jouy.
Jules Jouy.

La Veuve ("La Vedova") è, come dice Alessio Lega parlando di Jules Jouy nel suo "Canta che non ti passa" (pag. 18), "un'agghiacciante allegoria della ghigliottina". La definisce però "una canzone del 1887", quando invece era nata come poesia e testo da declamare semplicemente a voce; cosa che fece per primo l'attore Mévisto lo stesso anno 1887. Perché divenisse una canzone occorse attendere il 1924, quando il musicista Pierre Larrieu ne scrisse la musica; prima e più famosa interprete ne fu la cantante Damia (1889-1978), nome d'arte di Marie-Louise Damien.

Damia.


Una canzone che, per forza e crudezza, merita di stare nel novero delle più grandi scritte contro la pena di morte. [CCG/AWS Staff]
à mon ami Octave Mirbeau.

La veuve, auprès d'une prison,
Dans un hangar sombre, demeure.
Elle ne sort de sa maison
Que lorsqu'il faut qu'un bandit meure.
Dans sa voiture de gala
Qu'accompagne la populace,
Elle se rend, non loin de là,
Et, triste, descend sur la place.

Avec des airs d'enterrement,
Qu'il gèle, qu'il vente, ou qu'il pleuve,
Elle s'habille lentement,
La Veuve.

Les témoins, le prêtre et la loi,
Voyez, tout est prêt pour la noce.
Chaque objet trouve son emploi :
Ce fourgon noir, c'est le carrosse.
Tous les accessoires y sont:
Les deux chevaux, pour le voyage,
Et les deux paniers pleins de son :
la corbeille de mariage.

Alors, tendant ses longs bras roux,
Bichonnée, ayant fait peau neuve,
Elle attend son nouvel époux,
La Veuve.

Voici venir son prétendu,
Sous le porche de la Roquette,
Appelant le mâle attendu,
La Veuve, à lui, s'offre, coquette.
Pendant que la foule autour d'eux,
Regarde, frissonnante et pâle,
Dans un accouplement hideux,
L'homme crache son dernier râle.

Car ses amants, claquant du bec,
Tués dès la première épreuve,
Ne couchent qu'une fois avec
La Veuve.

Cynique, sous l'œil du badaud,
Comme, en son boudoir, une fille,
La Veuve se lave à grande eau,
Se dévêt et se démaquille.
Impassible, au milieu des cris,
Elle retourne dans son bouge.
De ses innombrables amants
Elle porte le deuil en rouge,

Dans sa voiture se hissant,
Gouge horrible, que l'homme abreuve,
Elle rentre cuver son sang,
La Veuve.

30 août 1887.

Contributed by Riccardo Venturi - 2008/11/10 - 00:44



Language: Italian

Versione italiana di Alessio Lega
Da "Canta che non ti passa - Storie e canzoni di autori in rivolta francesi, ispanici e slavi", ed. Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2008,
p. 18

Piuttosto inspiegabilmente, l'amico e compagno Alessio Lega traduce artisticamente l'intero testo, fuorché i refrain. La presente traduzione li integra nella "traduzione di servizio" di [RV]; ma sono state tradotte maggiormente alla lettera anche quelle parti un po' "abbreviate" o tralasciate da Alessio.
LA VEDOVA

La Vedova nei pressi della prigione
In un oscuro magazzino dimora.
Non esce mai di casa,
Se non per la morte di un bandito.
Nella vettura di gala,
Cui la folla fa ala,
Arriva, non lungi da lì,
E, triste, prende posto in piazza.

Con un'aria da funerale,
Piova, geli o tiri vento,
Si veste lentamente,
La Vedova.

I testimoni, il prete e la Legge,
Tutto è gia pronto per le nozze.
Ogni oggetto trova il suo ruolo:
Il furgone nero è la carrozza,
Ogni accessorio è necessario:
I due cavalli per il viaggio,
E il paniere pieno di fieno
È il bouquet della sposa.

Allora, tendendo le braccia rosse,
Agghindata e rimessa a nuovo,
Aspetta il suo nuovo sposo,
La Vedova.

Ecco arrivare il promesso,
Dritto dal Braccio della morte!
Chiamando il maschio che aspetta
La Vedova gli si offre vezzosa.
Mentre la folla attorno guarda,
rabbrividisce e trema.
In un accoppiamento orrendo
L'uomo gracida l'ultimo affanno.

Perché i suoi amanti, battendo i denti,
Uccisi al primo amplesso,
Non giacciono che una volta con
La Vedova.

Cinica, sotto l'occhio dei guardoni,
Come alla toilette una ragazza.
La Vedova si lava con getti d'acqua,
Si sveste e si strucca.
Impassibile fra le grida
Ritorna nella sua oscurità,
Dei suoi tanti mariti
Porta un lutto color rosso.

Salendo sulla sua vettura,
Mostro orrendo che l'uomo abbevera,
Torna a smaltire l'ebbrezza di sangue,
La Vedova.

Contributed by Riccardo Venturi - 2008/11/10 - 01:20



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