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[Dei fatti ch'io vi narro ricordate]

Donato Settimelli
Lingua: Italiano



Dei fatti ch'io vi narro ricordate
del trenta ottobre nel Porto di Mezzo
dei fasci le squadracce preparate
per spargere il terrore in quel mezzo
Circa le cinque giorno di festa allor
tutto il popolo intero fuggiva dal terror

Altre due volte eran già venuti
rubando soldi e merce a quello spaccio
armati fino ai denti ritornati
a compiere il domenical fattaccio
In quel momento una donna andava in su
uno di questi disse a lei dove vai tu

Rispose la mia figlia vado a cercare
ma ai vili questo non interessava
i comunisti noi vogliam colpire
dicci dove si trovano a quest'ora
La Carnesecchi rispose non lo so
senza esitare il vile un colpo le sparò

Fra grida di dolor facea straziare
mentre veniva in giù la Disperata
questo tormento non può seguitare
sparavan colpi ovunque all'impazzata
Tutto il paese s'andiede* pure armar
e contro quei malvagi si misero a sparar

Ma nella notte scura e desolata
tornarono in gran numero i fascisti
urlando e devastando la masnada
bruciaron tante case ai comunisti
Da quel momento il fascio sorse là
e sugli incendi e i morti poteron comandar.


*andiede, forma dialettale rustica fiorentina per "andò".


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