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Animi

Fratelli Mancuso


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La scinnuta
(Fratelli Mancuso)
Mi chiamo Forse
(Fratelli Mancuso)


[2020]
Testi e musica di Enzo e Lorenzo Mancuso
Nell'album "Manzamà", pubblicato per squi[libri] editore

Manzamà

"La fabbrica, l’alienazione, le migrazioni sono tre temi che hanno segnato le nostre vite. In questi ultimi anni sono migliaia e migliaia le persone scomparse nel tentativo di arrivare in Europa. In “Manzamà”, nel testo di “Animi”, ci sono solo i nomi di persone che erano, di fatto arrivate, ma sono perite proprio nell’ultimo tratto del viaggio, nell’ultimo tratto della loro esistenza. Perché l’abbiamo scritta e cantata così? Perché sentivamo che erano state spese già tante, troppe parole e immagini in proposito. Eppure, la nostra capacità di partecipare con passione al destino di queste persone sembra scemare. Va quindi sgombrato il campo da qualsiasi tentazione retorica. Abbiamo cercato di riportare in primo piano l’identità di quelle persone: cosa potevamo fare se non trasformare il canto in una sepoltura degna?"
(Fratelli Mancuso, intervista su BlogFoolk)
Veluppilai Balachandran,Vasyl Balachin,
Tema Kombe, Dyedyik Fatiha, Rasou Mavali,
Robertus Grabys, Afrim Megastena,
Kuami Aziaku Prempe, Shiraz Pir.

Manikam Thanividirasa, Sultan Drogan,
Christian Elmarasi, Selliah Jeyakuliarajah,
Garim Fokassian, Yemu Gebede,
Hamid Bakiri, Sofonias Alemseged.

Yuri Palienko, Enver Bolut, Glynnis Cowley,
Muttavel Vasananthan, Artur Muradon,
Moses Ganaja, David Mamedor,
Nariman Tahmasebi, Kamran Gord.

Sinathamby Mohanadas, Owusu Mensa,
Subraniam, Alfa Biyao Sabi Toure,
Furat Orak, Murat Islak, Hasan Akdag,
Apedo Lossou-Gavo, Lyn Yan Guang.

Contributed by Bernart Bartleby - 2022/3/12 - 18:21


Ho provato a cercare qualche storia legata ai nomi nella canzone dei Fratelli Mancuso:

- Tema Kombe, 32 anni, era un richiedente asilo ugandese che nel 2003 si tolse la vita, dopo diversi altri tentativi, impiccandosi mentre era recluso in una struttura psichiatrica ad Ascot, Inghilterra.
- Robertus Grabys, 50 anni, era un rifugiato dalla Lituania. Sofferente di depressione, nel 2000 si tolse la vita impiccandosi mentre era detenuto in un carcere vicino ad Heathrow, Inghilterra.
- Kuami Aziaku Prempe, 42 anni, era un richiedente asilo del Togo. Si impiccò nel 2000 nel suo appartemento di Salzwedel, Germania, per la paura di essere rimpatriato.
- Shiraz Pir, 25 anni, dal Pakistan, nel 2002 si uccise impiccandosi a Bristol, Inghilterra, alla notizia che la sua domanda di asilo era stata respinta.
- Manikam Thanividirasa, 40 anni, dallo Sri Lanka. Suicida nel 1999 a Büren, Germania, in seguito alla notizia della necessità di un ennesimo appello per il riconoscimento dello status di rifugiato.
- Christian Elmarasi, immigrato egiziano, suicida nel 2000 mentre era in prigione a Landshut, Germania.
- Garim Fokassian, dall'Armenia, suicidatosi a Vienna nel 1995 dopo che la sua domanda di asilo era stata respinta.
- Hamid Bakiri, 30 anni, algerino. Nel 2001 si impiccò in cella a Les Grisons, Svizzera, per paura di essere rimpatriato.
- Sofonias Alemseged, 22 anni, dall'Eritrea. Nel 1998 si uccise nella prigione di Brixton, Inghilterra, mentre era in attesa del riconoscimento di asilo.
- Enver Bolut, 45 anni, curdo, nel 1996 si uccise in Delmenhorst, Germania, per la paura di essere rimpatriato.
- Glynnis Cowley, 40 anni, dal Sudafrica, madre di tre figli. Suicida nel 2000 in Liverpool, Inghilterra, avuta la notizia che la sua richiesta di asilo era stata respinta.
- Muttavel Vasananthan, 25 anni, dallo Sri Lanka, di etnia tamil. Impiccatosi nel 1995 nella prigione di Norwich, Inghilterra, dove era detenuto in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato.
- Moses Ganaja, 30 anni, sudanese, nel 1995 si impiccò nel centro di rimpatrio di Halle, Germania.
- David Mamedor, 45 anni, curdo. Nel 2003, alla notizia del respingimento della domanda di asilo, si suicidò in Schloss Holte-Stukenbrock, Germania.
- Nariman Tahmasebi, 27 anni, iraniano. Suicida nel 2002 mentre si trovava nella prigione di Lewes, Inghilterra.
- Kamran Gord, iraniano, suicidatosi nel 1998 in un centro di accoglienza a Slagharen, Paesi Bassi.
- Sinathamby Mohanadas, 26 anni, dallo Sri Lanka. Nel 1994 fu trovato impiccato nella foresta di Hattorf, Germania. Temeva di essere rimpatriato.
Owusu Mensa, 26 anni, ghanese. Nel 1994 si impiccò nel centro di detenzione di Stadelheim, Monaco, Germania.
Alfa Biyao Sabi Touré, 35 anni, dal Togo. Nel 1996 si tolse la vita nella prigione di Lörrach, Germania, per paura di essere rimpatriato.
Furat Orak, 22 anni, curdo. Nel 2002 si uccise dopo essere stato deportato in Turchia dalla Germania.
Murat Islak, dal Kurdistan. Nel 2000, terrorizzato dall'idea di essere rimpatriato, si suicidò a Kirchheim unter Teck, Germania.
Hasan Akdag, 21 anni, curdo. Nel 1998 si diede fuoco nel carcere di Lingen, Germania, dove era stato raggiunto dalla notizia che la sua seconda richiesta di asilo era stata respinta.
Apedo Lossou-Gavo, dal Togo. Nel 1996 si suicidò a Landshut, Germania, al rifiuto della sua domanda di asilo.

B.B. - 2022/3/13 - 17:21


Ho fatto qualche ulteriore ricerca:

- Veluppilai Balachandran era un rifugiato tamil dello Sri Lanka. Sebbene minacciato di tortura e uccisione da parte delle autorità srilankesi, una volta rifugiatosi in Germania fu arrestato dalle autorità tedesche che gli notificarono l'espulsione. Rinchiuso nel centro detenzione di Moers, in Renania-Westfalia, si impiccò il 23 marzo 1999; aveva 39 anni. L'ambasciata tedesca a Colombo (Sri Lanka) rifiutò a sua moglie e alla figlia di 7 anni un visto per la Germania, per cui non poterono assistere neppure al funerale.

Riccardo Venturi - 2022/3/14 - 03:40



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