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Piccola storia ignobile

Francesco Guccini


Lingua: Italiano


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[1976]
Testo e musica di Francesco Guccini
Da "Via Paolo Fabbri 43"

libere


QUANTE PICCOLE STORIE IGNOBILI
Introduzione di Riccardo Venturi

L'ultimo percorso istituito dalle CCG, quello sulla violenza sulle donne, non sarà mai semplice da gestire, e non soltanto per l'argomento trattato, per le sue problematiche e per la sua stessa consistenza. Ogni canzone che vi figura o vi figurerà deve essere ben situata, analizzata e introdotta. Così, stasera, con questa canzone vogliamo parlare di due o tre cose a proposito dell'aborto, o interruzione volontaria della gravidanza, e dei suoi "oppositori". Ne vogliamo parlare in quanto riteniamo che ogni tentativo, legislativo e "morale", di opporsi alla libera procreazione e alla maternità responsabile sia una vera e propria violenza compiuta sulle donne, e tra le più gravi.

Non a caso è stata scelta questa vecchia e famosa canzone di Francesco Guccini, dall'album "Via Paolo Fabbri 43" del 1976. Anno in cui, in Italia, l'interruzione volontaria della gravidanza era ancora illegale (la legge 194 reca la data del 22 maggio 1978, confermata poi a larga maggioranza con il referendum del 16 maggio 1980 che segnò la sconfitta dei fascisti clericali del "Movimento per la vita"). Non è troppo errato dire che anche questa canzone diede il suo contributo all'acquisizione di questo diritto, raccontando la "piccola storia ignobile" di una giovane donna di una famiglia normale, di tutte le autentiche violenze che deve subire, dell'incomprensione, della sua solitudine.

La legge 194, mai modificata, non è una buona legge (se mai ne esistono, di buone leggi). In particolare essa riserva la famigerata "obiezione di coscienza" per i medici pubblici; e ci spiace che questa espressione, nata in ambito antimilitarista, sia stata poi usata anche per una serie di operatori del sistema sanitario che, fino ad allora, in discreta parte, "obiettavano" assai "moralmente" nelle strutture pubbliche per poi praticare aborti clandestini (ovviamente ben pagati) nelle loro clinichette private o in altri luoghi.

antiab"Obiezione di coscienza"? Uno dei capisaldi degli antiabortisti (senza andare a tirare in ballo quelli che, negli USA, hanno ucciso negli anni passati dei medici "in nome della vita") è che vi sarebbe una "grave contraddizione" tra chi, ad esempio, si oppone alla pena di morte ed è invece favorevole all'aborto. Questo, ovviamente, perché il famoso feto (che nel caso di questi individui potremmo tranquillamente chiamare feto-feticcio) è per loro una persona già formata, una "vita". E la vita è sacra! Nobile principio, se non fosse che, con l'aborto illegale e clandestino, la vita della madre non la hanno mai considerata altrettanto sacra. E la madre, la donna, dovrebbe essere una vita umana già in corso. Ma naturalmente si tratta, per costoro, di una vita di serie B. La madre, eroica e santa immagine di Maria Vergine, può benissimo crepare "per dare la vita": non importa se stuprata, non importa se in tanti casi, per portare avanti la gravidanza, viene letteralmente condannata a morte. Soprattutto, che non sia mai lei a poter decidere; la donna è stata creata per obbedire dolcemente, e se osa in qualche modo ribellarsi, la si riconduca a più miti consigli. Con le buone e, molto spesso, con le cattive.

E non è certo finita, seppure con una brutta legge (ma in alcuni paesi europei, come l'Irlanda e il Portogallo, l'aborto è tuttora illegale). Sonni tranquilli non se ne possono mai dormire. Gli attacchi alla 194 non sono certo terminati, specialmente con la chiesa oscurantista di questi ultimi anni e soprattutto con i fedeli esecutori che essa ha, in tutti gli "schieramenti", in ambito politico (nonché nei vari movimenti e gruppi fascisti e clericali, da Forza Nuova alla "Militia Christi", da "Alleanza Cattolica" alla Fiamma Tricolore). Proprio come oppositori alla violenza del potere, sotto qualsiasi sua forma, vogliamo anche noi gridare che questo diritto non si tocca, rimandando al mittente qualsiasi accusa di "contraddizione" e pesticciando senza esitazione sotto i piedi qualsiasi invocazione alla "morale" e alla "vita" da parte di sostenitori di istituzioni come la chiesa, che hanno le mani lordate di sangue e di violenza secolare, e/o del peggiore ciarpame fascista, "tradizionalista", razzista e quant'altro. Assieme alla 194, nessun diritto della donna deve essere toccato. Dovrebbe essere, casomai, migliorato e ampliato.

Quante piccole storie ignobili vi sono dietro questa cosa. Vi sono le mammane, vi sono gli aborti con mezzi di fortuna che provocavano infezioni, setticemia e morte. Della madre. Vi sono atroci violenze familiari e extrafamiliari, dal padre che abusa della figlia agli "stupri etnici" nella ex Jugoslavia. E una sola vittima: la donna. Nessuno può sognare che si possa tornare indietro.
Ma che piccola storia ignobile che mi tocca raccontare
così solita e banale come tante
che non merita nemmeno due colonne su un giornale
o una musica, o parole un po' rimate
che non merita nemmeno l'attenzione della gente
quante cose più importanti hanno da fare
se tu te la sei voluta a loro non importa niente
te l'avevan detto che finivi male.

Ma se tuo padre sapesse qual è stata la tua colpa
rimarrebbe sopraffatto dal dolore
uno che poteva dire: "Guardo tutti a testa alta"
immaginasse appena il disonore
lui, che quando tu sei nata mise via quella bottiglia
per aprirla il giorno del tuo matrimonio
ti sognava laureata, era fiero di sua figlia
se solo immaginasse la vergogna
se solo immaginasse la vergogna
se solo immaginasse la vergogna.

E pensare a quel che ha fatto per la tua educazione
buone scuole, e poca e giusta compagnia
allevata nei valori di famiglia e religione
di ubbidienza, castità, e di cortesia
dimmi allora quel che hai fatto chi te l'ha mai messo in testa
o dimmi dove e quando l'hai imparato
che non hai mai visto in casa una cosa men che onesta
e di certe cose non si è mai parlato
e di certe cose non si è mai parlato
e di certe cose non si è mai parlato.

E tua madre, che da madre qualche cosa l'ha intuita
e sa leggere da madre ogni tuo sguardo
devi chiederle perdono, dire che ti sei pentita
che hai capito, che disprezzi quel tuo sbaglio
però come farai a dirle che nessuno ti ha costretta
o dirle che provavi anche piacere
questo non potrà capirlo, perché lei, da donna onesta
l'ha fatto quasi sempre per dovere
l'ha fatto quasi sempre per dovere
l'ha fatto quasi sempre per dovere.

E di lui non dire male, sei anche stata fortunata
in questi casi, sai, lo fanno in molti
sì, lo so, quando lo hai detto, come si usa ti ha lasciata
ma ti ha trovato l'indirizzo e i soldi
poi ha ragione, non potevi dimostrare che era suo
e poi non sei neanche minorenne
ed allora questo sbaglio è stato proprio tutto tuo
noi non siamo perseguibili per legge
noi non siamo perseguibili per legge
noi non siamo perseguibili per legge.

E così ti sei trovata come a un tavolo di marmo
desiderando quasi di morire
presa come un animale macellato stavi urlando
ma quasi l'urlo non sapeva uscire
e così ti sei trovata fra paure e fra rimorsi
davvero sola fra le mani altrui
e pensavi nel sentire nella carne tua quei morsi
di tuo padre, di tua madre e anche di lui
di tuo padre, di tua madre e anche di lui
di tuo padre, di tua madre e anche di lui.

Ma che piccola storia ignobile sei venuta a raccontarmi
non vedo proprio cosa posso fare
dirti qualche frase usata per provare a consolarti
o dirti: "è fatta ormai, non ci pensare"
è una cosa che non serve a una canzone di successo
non vale due colonne sul giornale
se tu te la sei voluta cosa vuoi mai farci adesso
e i politici han ben altro a cui pensare
e i politici han ben altro a cui pensare
e i politici han ben altro a cui pensare.

inviata da Riccardo Venturi - 19/8/2007 - 20:24




Lingua: Francese

Version française de Marco Valdo M.I. - 2008

C'est arrivé près de vous, de chez nous, ici, là-bas, ailleurs, avant, maintenant et rares, en effet, sont ceux qui ont assumé leur devoir d'homme, c'est-à-dire ne pas laisser la femme – même la passagère du destin, celle de passage, celle qu'on a croisée un peu par hasard et qu'on a un peu par hasard marquée pour toujours – seule face à la douleur, seule face au remords. Même si dans certains pays, il n'y a plus la honte légale.

Bon sang de bonsoir, elle ne l'a pas fait toute seule et si tu t'es rapproché d'elle – même si tu n'es pas le seul à avoir goûté à ses charmes, à avoir partagé avec elle le plaisir de vie, si elle t'appelle (au secours) et elle t'appelle, sinon tu ne le saurais même pas... Si elle t'appelle, tu dois (impératif moral...), homme, l'accompagner, la secourir, l'aider et partager avec elle et face au monde, la douleur de l'enfantement rompu.
Il y a peut-être de bonnes ou de mauvaises raisons pour rompre le processus de vie, mais voilà, vous l'avez mis en branle ensemble et s'il faut l'arrêter – c'est là une décision intime et singulière – elle ne doit pas être seule face à l'angoisse. Tiens-lui la main, mon frère ! C'est la meilleure chose que tu puisses faire...
Car là comme ailleurs, l'argent ne suffit pas; l'argent ne suffit jamais à faire un homme. Il a « payé », dit la chanson. La belle affaire... Tu rigoles ? Ça change quoi ? Il a payé pour évacuer son angoisse propre, mais l'angoisse de celle qu'il laisse souffrir seule, cette angoisse-là demeure. Si tu as participé à l'action, ta simple dignité d'être humain te commande d'être là, tout entier, et de tenir la main de cette « mater dolorosa ».
Bien sûr, depuis 1974, quand cette chanson fut écrite et courage d'un homme, elle fut chantée, les choses ont évolué dans certains pays et dans le bon sens.
Certains pourtant voudraient enclencher la marche arrière.... Ne l'oublions pas, non plus.
Face à ceux là, comme face à d'autres nostalgiques de la restauration, un seul mot d'ordre : Ora et sempre : Resistenza !
Chanson italienne – Piccola storia ignobile – Francesco Guccini – 1976
Version française – Petite histoire sordide – Marco Valdo M.I. – 2008
UNE PETITE HISTOIRE SORDIDE

Quelle petite histoire sordide qu'il m'échoit de vous conter
Si commune, si banale
qu'elle ne mérite même pas deux colonnes dans un journal
ou une musique ou des paroles un peu rimées
qu'elle ne mérite même pas l'attention des gens
Tant ils ont de choses plus importantes à faire.
Si tu l'as voulu, cela ne leur importe en rien,
Ils te l'avaient dit que tu finirais mal.

Mais si ton père savait quelle a été ta faute
Il suffoquerait de douleur.
Quelqu'un qui pouvait dire : “Je regarde tout le monde la tête haute”.
Il imagine à peine son déshonneur,
lui qui, quand tu es née, mit de côté cette bouteille
pour l'ouvrir le jour de ton mariage.
Il te voyait diplômée, il était fier de sa fille.
Si seulement il imaginait la honte.
Si seulement il imaginait la honte.
Si seulement il imaginait la honte.

Et penser à ce qu'il a fait pour ton éducation
De bonnes écoles, et peu mais de bonnes fréquentations,
élevée dans les valeurs de la famille et de la religion
d'obéissance, de chasteté et de bonnes manières.
Dis-moi alors ce que tu as fait, qui te l'as mis en tête
ou dis-moi où et quand tu l'as appris
toi qui n'a jamais vu à la maison une chose qui ne fût pas honnête
Et de certaines choses, on n'a même jamais parlé.
Et de certaines choses, on n'a même jamais parlé.
Et de certaines choses, on n'a même jamais parlé.

Et ta mère, ta mère, comme mère l'a deviné,
Elle sait lire comme mère dans chacun de tes regards.
Tu dois lui demander pardon, dire que tu t'es repentie,
que tu as compris, que tu regrettes ton erreur.
Mais comment vas-tu faire pour lui dire que personne ne t'a forcée
Ou lui dire que tu éprouvais même du plaisir.
Cela elle ne pourra pas le comprendre, car elle, en femme honnête,
elle l'a presque toujours fait par devoir.
Elle l'a presque toujours fait par devoir.
Elle l'a presque toujours fait par devoir.

Et ne dis pas de mal de lui, tu as encore eu de la chance.
Dans ce cas-là, tu sais, beaucoup le font.
Si, je le sais, dès que tu l'as dit, comme ça se fait, il t'a laissée
Mais il t'a trouvé l'adresse et les sous.
Puis, il a raison, tu ne peux pas démontrer que c'était de lui,
et puis, tu n'es même plus mineure
et dès lors, cette faute est entièrement la tienne.
Nous la loi ne nous poursuit pas.
Nous la loi ne nous poursuit pas.
Nous la loi ne nous poursuit pas.

Et ainsi tu t'es retrouvée sur une table de marbre
désirant presque mourir
comme un animal à l'abattoir, tu hurlais
mais ton cri ne pouvait presque pas sortir
et ainsi entre peur et remords, tu te retrouvais
vraiment seule entre les mains d'autrui
Et tu pensais en sentant ces morsures dans ta chair
à ton père, à ta mère et à lui aussi.
À ton père, à ta mère et à lui aussi.
À ton père, à ta mère et à lui aussi.

Mais quelle petite histoire sordide, tu es venue me raconter,
Je ne vois vraiment pas ce que je peux faire.
Te dire une phrase d'usage pour essayer de te consoler
Ou te dire : “Désormais, c'est fait, n'y pensons plus !”
C'est une chose qui ne peut faire une chanson à succès.
Elle ne vaut pas deux colonnes dans un journal.
Toi, tu l'as voulu, mais que veux-tu y faire maintenant
et les politiciens ont bien d'autres choses à penser.
Et les politiciens ont bien d'autres choses à penser.
Et les politiciens ont bien d'autres choses à penser.

inviata da Marco Valdo M.I. - 31/7/2008 - 11:38




Lingua: Spagnolo

Versione spagnola di Lorenzo Masetti riveduta e corretta da Gustavo Sierra Fernández

Mi coño mis normasSi un nuevo aplazamiento no lo impide, previsiblemente el Consejo de Ministros aprobará su anteproyecto de ley del aborto, y España, en este asunto, volverá 30 años atrás de un plumazo. La norma, que llega con la firma del ministro de Justicia, Alberto Ruiz Gallardón, eliminará el sistema actual de plazos, en el que el aborto es un derecho de la mujer durante las primeras 14 semanas de embarazo, y retomará el anterior sistema de supuestos: el mismo que rigió entre 1985 y 2010; pero, previsiblemente, con supuestos más restringidos. Sería, así, la ley más dura en tres décadas.
PEQUEÑA HISTORIA INNOBLE

Pero qué pequeña historia innoble que me toca contar
tan usual y banal como muchas otras
que no merece ni dos columnas de un diario
o una música o palabras un poco rimadas
que no merece ni la atención de la gente
cuántas cosas mas importantes tienen que hacer
si te lo buscaste, a ellos le da igual
te lo habían dicho que ibas a parar mal.

Pero si tu padre supiera cuál fue tu culpa
estaría derrotado por el dolor
uno que podía decir “Puedo mirar a todos con la cabeza alta”
si sólo imaginara el deshonor
él, que cuando tú naciste, guardó una botella
para abrirla el día de tu boda
soñaba por verte licenciada, estaba orgulloso de su hija
si sólo imaginara la vergüenza
si sólo imaginara la vergüenza
si sólo imaginara la vergüenza

Y pensar lo que hizo por tu educación
buenas escuelas y poca y justa compañía
educada en los valores de familia y religión
de obediencia, castidad y cortesía
dime entonces lo que hiciste quién te lo metió en la cabeza
o dime dónde y cuándo lo has aprendido
que nunca viste en casa algo menos que honesto
y de ciertas cosas nunca se hablaba
y de ciertas cosas nunca se hablaba
y de ciertas cosas nunca se hablaba

Y tu madre, que como madre, algo lo intuyó
y sabe leer, como madre, cada mirada tuya
tienes que pedirle perdón, decirle que estás arrepentida
que ahora entiendes, que desprecias tu error
pero cómo podrás decirle que nadie te ha forzado
o decirle que incluso sentiste placer
esto no lo va a entender, porque ella, de mujer honesta
casi siempre lo hizo sólo por deber
casi siempre lo hizo sólo por deber
casi siempre lo hizo sólo por deber

Y de él, no hables mal, que básicamente tuviste suerte
en casos como este, sabes, muchos lo hacen
si, lo sé, cuando se lo has dicho, como es normal te dejó
pero te encontró la dirección y el dinero
además él tiene razón, no podías demostrar que fuera suyo
y además ni eras menor de edad
entonces ese error es todo tuyo
nosotros no estamos perseguidos por la ley
nosotros no estamos perseguidos por la ley
nosotros no estamos perseguidos por la ley

Y es así que te encontraste como en una mesa de mármol
y casi te querías morir
presa como un animal descuartizado gritabas
pero casi el grito no sabía salir
y es así que te encontraste entre miedo y remordimientos
verdaderamente sola en manos ajenas
y pensabas sintiendo en tu carne las mordeduras
en tu padre, en tu madre, e incluso en él
en tu padre, en tu madre, e incluso en él
en tu padre, en tu madre, e incluso en él

Pero qué pequeña historia innoble viniste a contarme
de verdad, ¿qué puedo hacer yo?
Decirte unas frases hechas para tratar de consolarte
decirte: “A lo hecho, pecho, no pienses en eso”
es algo que no sirve para una canción de éxito
no vale dos columnas en un diario
si te lo buscaste, qué quieres hacer ahora
y los políticos tienen cosas más importantes en qué pensar
y los políticos tienen cosas más importantes en qué pensar
y los políticos tienen cosas más importantes en qué pensar

27/12/2013 - 12:09


Ringrazio Riccardo per le parole sagge che accompagnano questa canzone. Io sono una di quelle che si oppone alla pena di morte ma non all'aborto. E se io sono contraddittoria, lo è anche la santa madre chiesa che si oppone a quelli che chiama "provvedimenti legislativi contro la vita" come aborto ed eutanasia, ma non tira fuori la voce per protestare contro la pena capitale, anzi, l'ammette pure nel catechismo.Fatemi capire: se le sperimentazioni su un embrione o un aborto sono provvedimenti contro lavita, tirare il collo a un uomo o imbottirlo di veleno cos'è, un regalo di Natale?

silvia - 5/9/2007 - 20:52


Sono io che ringrazio te, Silvia, per queste tue parole. Tanto più che, è storia di questi giorni, gli attacchi alla 194 tornano a farsi tambureggianti per mano del bollettino della CEI, l'Avvenire (sì, sarebbe proprio un bell'"avvenire" ciò che ci prospettano questi bei personaggi). Il tutto, ovviamente, situato nell'ambito del mortifero familismo "bipartisan" che ammorba questo paese (e vi sarebbe un po' da discutere sul fatto che gli adepti di codesto becero familismo sono in gran parte gli stessi sostenitori del "lavoro flessibile" ed altre cosine del genere che, di fatto, riducendo un paese intero al precariato impediscono a una generazione intera di formarsela, una famiglia). Mi piacerebbe che questa pagina diventasse una vera pagina di opposizione a tutte queste cose, con decine, centinaia di donne come te pronte a levare la propria voce. Lo spazio è libero, basta avere la voglia di utilizzarlo. Saluti cari, Silvia. [RV]

Riccardo Venturi - 6/9/2007 - 16:06


Mah, semplicemente io diffido da chi ha la verità in tasca e la vuole imporre a tutti, a ogni costo. E' certamente vero che la 194 può essere migliorata a beneficio delle donne, ma vedo i proclami e gli anatemi della Chiesa come un'ingerenza inaccettabile in quello che, per costituzione, dovrebbe essere uno stato laico (e in cui invece, giusto per fare un esempio, le scuole cattoliche vengono allegramente foraggiate anche con soldi miei). Lo stesso discorso lo si può fare per la vituperata ricerca sulle staminali. Il referendum boicottato dalle gerarchie cattoliche e dal santo centro destra (che si genuflette in pubblico e va a puttane in privato) ha tolto speranze concrete di guarigione a migliaia di persone malate. E io credo che considerare un embrione più importante di una persona umana vivente e sofferente sia da benpensanti in odor di santità, che però certe sofferenze non le hanno mai sperimentate.

silvia - 9/9/2007 - 13:48


RIPARLIAMONE



All'alba del XXI secolo l'umanità ha già fatto passi da gigante. Grandi conquiste morali, democrazie evolute, scoperte scientifiche ed economiche hanno cambiato per sempre la storia del pianeta. Libertà e principi acquisiti, diritti civili, che oggi diamo per scontati sono figli di faticose battaglie.

Pensate ad esempio al diritto di voto allargato alle donne . Solo cento anni fa era ancora da costruire, oggi per fortuna nella nostra democrazia è un pilastro indiscutibile… ma perché non riparlarne?

Nessuno rimetterebbe oggi in discussione l'orrenda piaga della schiavitù, la possibilità che un uomo possa essere venduto come l'ultima delle merci.

Però… per sicurezza… riparliamone!

Pensate: un tempo la raccomandazione era considerata l'unico modo per fare carriera. Oggi, per fortuna, è un malcostume condannato moralmente dalla società intiera: dall'ultimo dei cittadini alle più alte cariche del gov… ma ne vogliamo riparlare?

Donna nana tutta tana… certo… ma riparliamone!

È scientificamente provato che se non limitiamo le emissioni di anidride carbonica, il nostro pianeta , entro il 2050 subirà danni irreversibili… beh… oggi che è? Domenica… lunedì… fino al 2050… aivoglia a riparlarne!

( al telefonino ) Sì sì, ho capito, Fabbrì: il gol di Turone… come no… ne riparliamo senz'altro…

Oggi chi potrebbe mai sostenere che non è la terra a girare intorno al sole?

Chi potrebbe negare la libertà di stampa, di parola?

Chi oserebbe rimettere in discussione la legge che ha, di fatto, protetto le donne dalla barbarie dell'aborto clandestino?

Chi? Ma noi! In Italia possiamo riparlare di tutto! Riparliamone.

Paola Cortellesi in Parla con me del 20 gennaio 2008.

25/1/2008 - 09:50


La 194 è salva, per oggi. La Corte costituzionale ha comunicato che la questione di costituzionalità della legge 194 sollevata dal giudice di Spoleto è “manifestamente inammissibile”.

save 194

CCG/AWS Staff - 20/6/2012 - 22:44


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