Language   

Lavorare per morire

Le Mosche da Bar
Language: Italian


Related Songs

Non nel mio nome
(Rude Pravo)
20 Luglio 2001
(Rude Pravo)
Non posso continuare
(Le Mosche da Bar)


[2009]
Album / Albumi: Alla canna del gas

mosbar"Con un nome così (preso a prestito, forse, dal film di Steve Buscemi) ed un titolo così (preso a prestito, forse, da come siamo messi tutti quanti) non si può che ascoltare questo cd album appena pubblicato dalla Ansaldi Records di Steno. E come Steno Le Mosche Da Bar sono “vecchie” conoscenze del panorama underground bolognese. Cristiano Merini (già nel Balkan Air, Granchi Aviatori, DNA2), Gus Ramone e Trebbo (già nei Rude Pravo) e Mirko “King Freak” (già nei Los Regis) hanno deciso nel 2008 di dare vita ad un gruppo di rock “alla vecchia”. Un quartetto che si sente, fin dalle prime battute di “Non Mi Avrai”, si diverte a suonare senza steccati. Il sound può essere un pezzo punk e subito dopo planare nell’hard rock, senza preclusioni di sorta, liberi come il vento di suonare quello che più piace ai quattro componenti della band. Una bella libertà d’azione maturata dopo tanti anni passati sui palchi a chiedere quella attenzione che è sempre più difficile ottenere. Allora da veri dopolavoristi della musica (si suona solo il sabato sera, perché durante la settimana si lavora) hanno scritto dodici pezzi e li hanno ficcati in un album che suona, eccome se suona. Dalla parte delle liriche il degrado umano, le difficoltà quotidiane, il malessere che attanaglia chi fatica ad arrivare alla fine del mese, chi si piega ma non si spezza, chi vorrebbe ma non osa, chi urla senza voce. “Alla Canna Del Gas” invece grida il suo disagio sociale e lo fa attraverso una musica potente, forte, un rock arcigno che ricorda i Ramones, ma anche i mostri sacri degli anni settanta o il crossover dei Red Hot Chili Peppers. Un frullato di rock da bere tutto d’un fiato. “Non Mi Avrai”, “Non C’è Posto Per Te”, “Vince Sempre Il Disordine”, “Sogni D’Oro” e “Mai Due Volte” tra i pezzi migliori. Una gran pacca. Quella di un tempo." - Musicplus
Ormai non ho più bisogno
Non serve se tu sei qui
Se non riesci a capire
Non voglio i tuoi spicciolin

La mia vita ha un senso
Se ho la mia dignità
Continui a riempirti la pancia
Mangiando la mia anima

Indignarsi e protestare
A chi importa se sto qui?
C'è sempre qualcuno da sfruttare
Io lavoro per morir

Il mio futuro è una buca
E so chi la scaverà
Parlandomi dei miei diritti
Fai finta di volermi aiutar

Indignarsi e protestare
A chi importa se sto qui?
C'è sempre qualcuno da sfruttare
Io lavoro per morir

Indignarsi e protestare
A chi importa se sto qui?
C'è sempre qualcuno da sfruttare
Io lavoro per morir

Contributed by Alberto Scotti - 2021/3/1 - 00:53



Main Page

Please report any error in lyrics or commentaries to antiwarsongs@gmail.com

Note for non-Italian users: Sorry, though the interface of this website is translated into English, most commentaries and biographies are in Italian and/or in other languages like French, German, Spanish, Russian etc.




hosted by inventati.org