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Canzone del partigiano Giovanni (Uomini contro, pt. 1)

unòrsominòre
Lingua: Italiano



Non andare Giovanni, non salire in montagna
a ficcarti un proiettile in testa
Non andarci compagno, non salire sui monti,
a rimetterci il poco che ti resta
per donare a noi stronzi un Paese migliore che non meritiamo
libertà che non capiamo, non difendiamo,
cui non ci interessiamo
ché il Paese lo terranno quelli che lo han sempre avuto
con camicie appena un poco meno scure che in passato

E ogni cosa cambierà per non cambiare
spari a salve perché tutto resti uguale
e il Paese resterà a chi lo illuderà ancora
di volerlo più libero, giusto, civile e normale

E ogni poco concesso sarà per restaurare,
ogni libertà elargita per far rincoglionire
in un sonno malmostoso di consumi ed ovvietà
non andare Giovanni, vinceranno sempre loro, comunque finirà

E l’Italia è una povera bestia destinata ai calci in faccia
di preti, democristi, socialisti, berluschini,
burocrati, papponi, distratti, cretini,
troie, fascisti, qualunquisti, tifosi, ignoranti,
mafiosi, bulletti, furbetti, bigotti, meschini del Pd,
figli e figlie di

Io lo so tutto questo, lo so bene compagno,
ma io andrò, andrò lo stesso e non ne parliamo più
che le libertà che dici nemmeno io poi le capisco,
ma non posso immaginare
di vivere senza questo desiderio di andare:
perché si deve provare
è necessario lottare
perché l’uomo in rivolta
è l’unico uomo che abbia un senso immaginare


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