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Angelo Balzarini, minatore

Ora Sesta
Lingua: Italiano


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[1966]

“Fine Luglio 1966. Nella cronaca dei giornali si legge che un uomo, per tre giorni, ha rantolato, allo stremo delle sue forze, in via Avogadro, al centro di Brescia. E' Angelo Balzarini, un uomo di cinquant'anni senza parenti ed amici, che ha fatto il minatore nelle cave micidiali della Valtellina. Nessuno dei passanti per tre giorni si è fermato. Le mamme dicevano ai loro bambini: non t'avvicinare, è un ubriaco. E i benpensanti aggiungevano: a che coca può ridurre il vizio! Finché un giovane udì il gemito del minatore Angelo Balzarini. Così per tre giorni (e per quanti altri ancora?), a Brescia (e in quante altre città?), un popolo cristiano strappò dal suo piccolo Vangelo la parabola del buon Samaritano. Noi non facciamo molto caso alle pagine che mancano dal nostro Vangelo. Ci accontentiamo delta sua rilegatura di lusso. Tanto Basta per la nostra etichetta di cristiani.” - Da viboldone.it (documento .pdf)


Ora Sesta

orases"Il gruppo “Ora Sesta”, ispirato all’episodio evangelico dell’incontro di Gesù con la Samaritana, era attivo a Roma negli anni 1966-67 e raccoglieva alcuni amici che, nel sentirsi Popolo di Dio e nei loro legami elettivi con il Movimento Operaio e Contadino, avevano riconosciuto la base comune per l’approfondimento culturale dei grandi temi su cui si gioca il destino dell’umanità (la pace, il lavoro, l’ecumenismo, la solidarietà internazionale, la libertà, la partecipazione democratica, la fratellanza universale). Non era un gruppo di teorici o di speculatori. Ogni elaborazione o ripensamento voleva partire dai fatti, dalla storia, dalla vita nel suo svolgersi, con riferimento costante all’uomo che di tutto ciò è protagonista. Dalla vita e della storia dei poveri e dei diseredati, già portatori di una cultura spesso dimenticata ed incompresa, il gruppo voleva trarre alimento e voleva cercare di esserne umile e rispettoso interprete, diffondendo poi ogni frutto ottenuto come momento di ulteriore promozione e presa di coscienza.

Dopo quaranta anni i motivi ispiratori del gruppo sono quanto mai attuali all’inizio di un millennio in cui le tante ombre sono però illuminate dalla speranza cristiana. Gli “Amici dell’Abbazia di Viboldone” in occasione degli ottanta anni di fra’ Galdino, autore delle canzoni, hanno deciso di rieditare la produzione musicale del gruppo, piccolo contributo nel testimoniare la fede nella pace fondata sulla giustizia."

Don Luisito Bianchi ("Fra' Galdino") [1927-2012]
Don Luisito Bianchi ("Fra' Galdino") [1927-2012]
“Un terzo e ultimo aspetto da tenere presente riguarda, infine, non più le nuove sonorità e i nuovi testi che stanno entrando nel mondo giovanile cattolico, ma piuttosto quelli che ne escono. Infatti, se in quegli anni nuovi gruppi musicali nascono in ogni angolo del paese (nelle fabbriche, nelle università, tra i gruppi spontanei), è inevitabile che anche in seno al complesso e articolato mondo dei gruppi giovanili cattolici sorgano esperienze musicali volte a tradurre le problematiche che animano la contestazione in un linguaggio musicale e testuale in cui sia riconoscibile la matrice cattolica. Da questo punto di vista, accanto ai gruppi che si dedicano a rinnovare il patrimonio di canti destinati ad accompagnare le celebrazioni liturgiche, si producono esperienze di canzone politica vera e propria; la più straordinaria di queste esperienze è, probabilmente, quella di un gruppo poco noto conosciuto allora e del tutto dimenticato oggi, ma che tra il 1963 e il 1967 riesce ad incidere sette dischi, le cui copie circolano clandestinamente in molte parrocchie: il gruppo si chiama Ora Sesta e, perché sia chiara la loro matrice ideale, sulla copertina dei loro dischi viene riportata questa presentazione:

Il gruppo Ora Sesta che ha curato questo disco raccoglie alcuni amici che, nel sentirsi Popolo di Dio e nei loro legami elettivi con il Movimento Operaio e Contadino, hanno riconosciuto la base comune per l'approfondimento culturale dei grandi temi su cui si gioca il destino dell'umanità (la pace, il lavoro, l'ecumenismo, la solidarietà internazionale, la libertà, la partecipazione democratica, la fratellanza universale).

Con una tale premessa, il gruppo affronta nelle sue canzoni sia argomenti e problematiche interne al mondo cattolico, sia, più in generale, i temi politici di maggiore attualità: i preti operai e il fariseismo di certi ambienti cattolici, il razzismo e il malgoverno democristiano, la guerra in Vietnam e l'ingiustizia dei rapporti che regolano il commercio internazionale. Le parole vengono sorrette da uno stile musicale molto vario, a volte vicino alla tradizione melodica o a quella gregoriana, ma più spesso ispirato alla musica da cabaret, che in quegli anni ha tra i suoi interpreti principali il gruppo milanese dei Gufi.

I testi degli Ora Sesta, letti oggi, appaiono come una singolare miscela di temi datati e ormai storicizzabili e di felici intuizioni ancora oggi di sconcertante attualità.”

Stefano Pivato, Bella ciao – Canto e politica nella storia d'Italia, Gius. Laterza & Figli, 2005, pp. 237-239

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Per tre giorni sei rimasto
rantolante in via Avogadro
tra passanti frettolosi minatore Balzarini.
C'ero anch'io su quella strada
c'era un popolo cristiano
che scendeva per affari
nella piccola sua Gerico.

Ogni strada porta a Gerico
ed attende ad ogni metro
chi sa scender da cavallo
per fasciare piaghe vive

Non udimmo la tua voce
prigioniera nei polmoni
che volemmo fosser preda
di ruffiana silicosi;
non vedemmo la tua carne
ricoperta di ferite
noi, eredi del levita
che dal tempio andava a Gerico.

Ogni strada porta a Gerico
ed attende ad ogni metro
chi sa scender da cavallo
per fasciare piaghe vive

Quando udimmo la tua voce,
in omaggio alla coscienza,
decretammo senza indugi
ch'era quella di un beone,
ubriaco, alcolizzato,
per sua colpa rigettato
lungo i bordi della strada
che dal tempio andava a Gerico.

Ogni strada porta a Gerico
ed attende ad ogni metro
chi sa scender da cavallo
per fasciare piaghe vive

Il tuo corpo c'è d'ingombro
per la nostra passeggiata,
minatore Balzarini
dai polmoni incatramati:
qual diritto puoi avere
d'intralciare il nostro passo
d'onorati cittadini
sulla via che porta a Gerico?

Ogni strada porta a Gerico
ed attende ad ogni metro
chi sa scender da cavallo
per fasciare piaghe vive

T'abbiam dato un dormitorio
la pensione dell'invalido
e stendiamo dei rapporti
sulla sporca malattia
che colpisce i minatori:
che possiamo fare ancora
senza perdere del tempo
sulla via che porta a Gerico?

Ogni strada porta a Gerico
ed attende ad ogni metro
chi sa scender da cavallo
per fasciare piaghe vive

Oggi il buon samaritano
sono i medici pagati,
l'INAM, l'INPS e i dormitori,
le gazzelle e le ambulanze.
Non turbar la nostra pace
minatore Balzarini
con richieste fuori moda
sulla via che porta a Gerico.

Ogni strada porta a Gerico
ed attende ad ogni metro
chi sa scender da cavallo
per fasciare piaghe vive

inviata da Riccardo Venturi - 27/8/2019 - 19:52



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