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آه يا زين

Sabah / صباح
Language: Arabic

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(Alā' Zalzallī)
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(DAM / دام‎; / דם‎)


Ah ya zain
مترجمين / Interpreti / Performed by / Interprétée par / Laulaa : صباح Ṣabāḥ

La canzone folk Ah ya zain è molto popolare nel Medioriente. Compositore e origine non sono noti. E’ un pezzo antecedente gli anni ’50, di quanto non è dato sapere. E’ una melodia orecchiabile anche per un occidentale, con dei versi che sembrano riecheggiare atmosfere da Mille e una Notte. Proprio qui sta il nocciolo che spiega la sua diffusione. Divenne infatti popolare dopo l’uscita del film egiziano Raqsat al-wadah (رقصة الوضاح), in italiano “La danza dell’addio”, nel 1954. Nel film la canzone fa da colonna sonora nella scena in cui l’attrice e ballerina Samia Gamal, idolo delle masse locali, esegue la danza del ventre. Il film, diretto da Ezzel Dine Zulficar, regista e sceneggiatore celebre nel mondo arabo negli anni ’50, fu per qualche tempo un “cult movie”.

Samia Gamal


Il punto più importante , che giustifica l’interesse su queste pagine, è quanto seguì al film che fece da trampolino di lancio. La musica fu infatti suonata frequentemente nei locali notturni statunitensi durante quella che i sociologi dell’arte hanno qualificato come “ l’era dei night clubs” negli anni ’60 sino agli anni ’80. C’era da un lato una notevole domanda del pubblico verso l’esibizione di belly dance [raqṣ šarqī - رقص شرقي , letteralmente danza del ventre orientale], e quindi di musica idonea. Dall’altro lato era significativa la consistenza del gruppo di musicisti arabo-americani dopo le immigrazioni dei decenni precedenti.
Ecco come si esprime l’etnomusicologa Anne K. Rasmussen nel suo saggio ”The music of Arab Americans- Aesthetics and performance in a new land” (da "Visual and Performing Arts of the Middle East" ed. American University in Cairo Press 1998, pag.147-148):

“I creatori della musica da night club degli anni '60 affermano di rispettare l’*autentica musica araba* ….La musica di questa generazione, tuttavia, è stata temperata per creare un prodotto che fosse appetibile e tuttavia intrigante per un pubblico misto. L’improvvisazione che poteva risultare noiosa e l’intonazione araba con troppi toni indigesti per l'orecchio moderno, erano strettamente tenute sotto controllo…….
L'era dei night club ha anche visto un aumento della produzione di dischi LP di musica per la danza del ventre. In questi album ai compositori originali delle melodie tradizionali raramente veniva dato un riconoscimento. I titoli delle canzoni erano spesso anglicizzati come per "Camel Hop", o resi esotici come per "Dance of Contessa", o imbastarditi come per "Chifti",derivato dal ritmo turco gifti telli, oppure omesso del tutto. Tali modifiche linguistiche furono apportate per intercettare un pubblico non arabofono. Nomi di moduli ritmici, indicazioni di tempo e battute sostituivano spesso i nomi di canzoni come esemplificato in una registrazione della melodia popolare "Ah ya Zayn "ribattezzata" Medium 2/4 [due quarti moderato, ndt]. Il marketing si rivolgeva ad un target crescente di danzatrici del ventre professioniste e amatoriali che usavano i dischi per l’ insegnamento, la pratica e l’esibizione.”

Un’altra fonte significativa di informazioni è un articolo della rivista sulle culture arabe e islamiche della compagnia petrolifera Aramco nel 1962, questa; le citazioni della prof. Rasmussen e dell’articolo della rivista sono riportati non tanto per dare un’idea della popolarità della canzone Ah ya Zayn ma per stimolare la riflessione sulle dinamiche che portano le culture ad appiattirsi, ad una rinuncia forzosa o acquiescente degli attributi identitari. Ad un livello correlato si pongono la banalizzazione e la creazione di stereotipi che stravolgono la comprensione delle culture e tra culture. Di ciò hanno trattato in tanti con tesi contrapposte. Comunque la si pensi gli studi di Edward Said in merito (“Orientalismo” e monografie successive) rimangono un punto fermo.

Esistono parecchie versioni della canzone, in tutte il ritornello è identico. Quella proposta è la versione interpretata dalla cantante libanese Sabah , la più diffusa. Sono indicate anche due altre esecuzioni: quella più convincente e raffinata di Yolla Khalife (moglie di Marcel) e la colonna sonora del film citato. Chi fosse curioso di cogliere o qualche aspetto dell’Egitto nel periodo a cavallo tra la fine della monarchia e l’inizio del nasserismo oppure del cinema arabo negli anni ‘50, può visionare l’intero film su youtube. [Riccardo Gullotta]

Nota testuale

Della canzone in oggetto è arduo reperire il testo completo e corretto, tanto meno una traduzione qualsiasi. Non conosco l’arabo, riesco ad individuare a malapena le lettere arabe. Ho quindi faticato sia per consolidare il testo proposto sia per rettificare l’unica traduzione inglese disponibile in rete. I traduttori online non sono bastati dato che alcuni termini e forme sono espressioni dialettali dell’Arabo levantino, quello parlato grosso modo nella “Grande Siria”. Mi sono aiutato con la trascrizione , la consultazione di un dizionario arabo tollerante verso gli ignoranti e grazie a qualche superstite reminiscenza culturale di quei luoghi, nelle mie frequentazioni di decenni orsono quando il Medioriente profumava di vita. Direi che il senso del testo è rispettato. Sulla precisione della traduzione letterale ritengo che soltanto un conoscitore dell’Arabo levantino possa pronunciarsi compiutamente. [RG]

Musica araba. Cenni introduttivi.

Tra la musica araba e quella occidentale vi sono delle differenze sostanziali schematizzate di seguito.

-La musica araba è monofonica, basata sulla melodia, cioè su una successione di note cantabili: non contempla l’ esecuzione simultanea di note. La musica occidentale è per lo più polifonica e ampiamente basata sull’armonia, cioè sulla esecuzione simultanea di note prodotte sia con una pluralità di strumenti o anche con un solo strumento ( ad esempio il pianoforte).

- Sistema modale contrapposto a quello tonale. La musica occidentale è basata da secoli su una scala diatonica in cui un’ottava è suddivisa in 5 toni e 2 semitoni. Sono possibili diversi tipi di scala diatonica in relazione alla successione delle note. Variando la nota iniziale si hanno diversi “modi”, per una scala diatonica sono 7. In pratica le modalità diffuse oggi sono due, maggiore e minore. La musica contemporanea occidentale è articolata su un sistema tonale che regola principi armonici e melodici. La musica araba si basa su un sistema modale incentrato sul rapporto delle note della melodia con la nota di base, la cosiddetta tonica. L’ottava della scala è suddivisa in 24 toni, non tutti utilizzati. I modi possibili sono 72 , denominati maqāmāt (singolare maqām). Da qui i problemi di trasposizione delle scale arabe nelle scale occidentali e di esecuzione con gli strumenti usati nella musica occidentale. I maqāmāt sono per la musica araba il perno attorno a cui si sviluppa il sistema modale.
Per inciso, il sistema modale si è sviluppato anche in Occidente. Il canto gregoriano e alcuni generi di jazz sono esempi di musica modale.

- Esecuzioni orchestrali. Non sono presenti nella musica araba.

Gli strumenti principali sono i seguenti.

ʿūd : uno strumento con 5 coppie di corde ed una corda di bordone simile ad un liuto ma a manico corto, di origine persiana. I liuti adottati in Europa derivano da tale strumento, furono importati dagli Arabi della penisola iberica nel Medioevo.



buzuq : un cordofono simile allo ʿūd ma con manico lungo e tasti mobili per l’esecuzione di microtoni sempre presenti in un maqām. E’ questa la principale caratteristica che lo differenzia dal bouzouki greco.



našāt kār : variante dello ʿūd, con manico lungo, a diffusione regionale tra cui Aleppo.



qānūn : una cetra da 74 a 81 corde, di origine assai antica. Copre 3,5 ottave. I microtoni si ottengono agendo su levette. Esemplari con poche corde risalgono all’epoca micenea e in Cina nel V sec a.C. Introdotto in Europa nel XVII sec, assunse il nome di zither ( dal greco κιθάρα) che però è dotato tipicamente di 35 stringhe. E’ uno strumento particolarmente impegnativo.



samsmya: è una lira, cioè un cordofono a pizzico



tanbūra : lira, con cassa armonica, e tasti, diffuso nelle regioni del Golfo Persico. Da non confondere con il tanpura che è invece un cordofono indiano per tutt’altro genere di suoni e di musica (mistica, almeno per la sensibilità di un occidentale).



nāy : flauto di canna con 7 fori, 6 anteriori e uno posteriore. I microtoni sono ottenuti con una chiusura parziale dei fori , inclinando lo strumento o modulando le labbra. Copre 2,5 ottave. E’ di origine persiana e turca ma è diffuso in tutto il Medioriente.



kāwālā o salāmya : flauto simile al nāy ma con 6 fori.



mazmār : oboe a singola o doppia ancia. In Palestina, Libano e Siria è chiamato zamr. Spesso usato durante i festeggiamenti (interminabili) dei matrimoni e per ritmare la danza del ventre.



yarġūl‎‎ : uno strumento a fiato con un suono simile al clarino, a doppia canna. La canna più corta presenta 5-7 fori, la seconda consente di modulare la frequenza del tono.



rabāba: strumento ad arco con molte varianti. Consiste in 3 corde e una cassa armonica. L’estensione è limitata, appena un’ottava ma il suono è gradevole. E’ il progenitore della rebeca dei menestrelli e perciò in qualche modo del violino.



kamnja : una variante del rabāba con una cassa armonica che termina a punta per facilitare l’appoggio dello strumento durante l’esecuzione. Di origine persiana dove è indicato come kamānche. Diffuso nel Kurdistan, Turchia, Armenia, Azerbajan,Uzbekistan, Turkmenistan.Tende ad essere soppiantato dal violino suonato però con le stesse modalità.



darbūka : strumento a percussione, un tamburo con un corpo di argilla o metallo suonato e una membrana di pelle di capra , oggi sintetica. In Egitto viene chiamato ṭabla, In Palestina,Libano,Siria è il dirbakka.



ṭabl balādī: tamburo gigante con due membrane percosso con una bacchetta , sempre presente nelle feste. In Turchia lo chiamano davul .



mazhr o duf : tamburo a cornice con membrana in pelle di pesce o capra o cavallo. Fu introdotto dagli Arabi in Spagna e due secoli dopo dagli Ottomani attraverso i Balcani.

sagat : cimbalini metallici a dita.
آه يا زين [1]

آه يا زين آه يا زين
آه يا زين العابدين
يا ورد يا ورد مفتح بين البساتين
يا ورد يا ورد مفتح بين البساتين

آه يا زين آه يا زين
آه يا زين العابدين
يا ورد يا ورد مفتح بين البساتين
يا ورد يا ورد مفتح بين البساتين

ياما قال ياما قال
ياما قالوا العوازيل
أنا و حبيبي بالهوى مجانين
أنا و حبيبي بالهوى مجانين

آه يا زين آه يا زين
آه يا زين العابدين
يا ورد يا ورد مفتح بين البساتين
يا ورد يا ورد مفتح بين البساتين

بالحب بالحب جماله ساحرني
دوَّبلي روحي بعيونه الحلوين
دوَّبلي روحي بعيونه الحلوين
[1] Trascrizione (conforme a norme DIN 31635)
Transcription (according to DIN 31635)

ʾāh yā zayn

ʾāh yā zayn ʾāh yā zayn
ʾāh yā zayn alʿābdīn
yā ward yā ward maftḥ bayn albasātīn
yā ward yā ward maftḥ bayn albasātīn

ʾāh yā zayn ʾāh yā zayn
ʾāh yā zayn alʿābdīn
yā ward yā ward maftḥ bayn albasātīn
yā ward yā ward maftḥ bayn albasātīn.

yāmā qāl yāmā qāl
yāmā qālū alʿawāzīl
ʾanā ʾanā wa ḥabībī bālhū majānīn
ʾanā ʾanā wa ḥabībī bālhū majānīn

ʾāh yā zayn ʾāh yā zayn
ʾāh yā zayn alʿābdīn
yā ward yā ward maftḥ bayn albasātīn
yā ward yā ward maftḥ bayn albasātīn.

bālḥb bālḥb jamālh sāḥrnī
dawwablī rawḥī baʿyūnh alḥalwīn
dawwablī rawḥī baʿyūnh alḥalwīn.



Contributed by Riccardo Gullotta - 2019/8/16 - 11:12




Language: English

English translation / الترجمة الإنجليزية /Traduzione inglese / Traduction anglaise/ Englanninkielinen käännös:
Riccardo Gullotta, partly based on this translation
OH YOU BEAUTIFUL

Oh you beautiful, oh you beautiful,
oh you beautiful among people.
Oh flower, flower blooming in the garden
Oh flower, flower blooming in the garden.

Oh you beautiful, oh you beautiful,
oh you beautiful among people.
Oh flower, flower blooming in the garden
Oh flower, flower blooming in the garden.

People said, people said,
people have said as a couple
me and my beloved leisure we are crazy
me and my beloved leisure we are crazy.

Oh you beautiful, oh you beautiful,
oh you beautiful among people.
Oh flower, flower blooming in the garden.
Oh flower, flower blooming in the garden.

With love, with love
her beauty besots me.
wilt my soul her nice eyes
wilt my soul her nice eyes.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2019/8/16 - 11:15




Language: Italian

Traduzione italiana/ الترجمة الإيطالية / Italian translation / Traduction italienne / Italiankielinen käännös :
Riccardo Gullotta
OH BELLA

Oh bella, oh bella,
oh bella tra tutti,
oh fiore che sboccia nel giardino
oh fiore che sboccia nel giardino.

Oh bella, oh bella,
oh bella tra le belle,
oh fiore che sboccia nel giardino
oh fiore che sboccia nel giardino.

L’hanno detto in tanti, l’hanno detto in tanti,
in tanti hanno detto che come coppia
siamo folli io e il mio amore
io e il mio amore siamo folli.

Oh bella, oh bella,
oh bella tra le belle,
oh fiore che sboccia nel giardino
oh fiore che sboccia nel giardino.

Con amore, con amore,
la sua bellezza mi intontisce
i suoi occhi graziosi avvizziscono la mia anima
la mia anima avvizziscono i suoi occhi graziosi.

Contributed by Riccardo Gullotta - 2019/8/16 - 11:17



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