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2 Juni 1967 (oder Das Argument Der Straße)

Franz-Josef Degenhardt
Language: German


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[1968]
Nell'album "Wenn der Senator erzählt"



Non intendo una parola di tedesco, vado sempre ad intuito e di traduttore automatico e poi... aspetto una traduzione del Venturi, o di Marco Valdo M.I., o di Francesco Mazzocchi...

Però, quando il titolo è una data anche un ignorantone di tedesco come me può arrivare ad abbozzare un commento introduttivo...

Il 2 giugno 1967 è per molti versi una data epocale nella storia della Germania occidentale.



Quel giorno a Berlino Ovest si tenne una grande manifestazione di protesta contro la visita ufficiale dello Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi il quale, dopo il golpe realizzato nel 1953 da USA e GB contro il legittimo governo di Mohammad Mosadeq, regnava sull'Iran col pugno di ferro della sua polizia segreta, la famigerata SAVAK. Le proteste di piazza non erano soltanto contro il regime iraniano ma anche contro il suo mentore, gli USA, responsabile di una dottrina e di una pratica feroci in politica estera, di cui il Vietnam era solo il momento più drammatico.



Quel 2 giugno il corteo di protesta, giunto nei pressi della Deutsche Oper dove la coppia reale assisteva ad un concerto, fu violentemente attaccato dalla polizia e dagli agenti del SAVAK. La piazza era comandata da tal Hans-Ulrich Werner, un ex ufficiale nazista che si era contraddistinto nei rastrellamenti anti-partigiani in Ucraina e in Italia. Werner e i suoi diretti collaboratori ad un certo punto si lanciarono in quello che sapevano fare meglio, rastrellare. Uno di questi, tal Karl-Heinz Kurras, che vestiva in borghese, si avvicinò ad un giovane manifestante, Benno Ohnesorg, e gli sparò in testa un colpo di pistola a bruciapelo, uccidendolo.

Benno Ohnesorg era uno studente universitario di 26 anni, fresco di matrimonio e con un figlio in arrivo. Non era nemmeno uno dei militanti più in vista... Fu una vera e propria esecuzione, come quelle in cui Hans-Ulrich Werner era stato uno specialista nelle Einsatzgruppen...

Poi le autorità della democratica Germania occidentale fecero quello che fanno sempre le autorità in casi analoghi: depistare. Arrivarono a manipolare persino il referto medico, dove all'inizio si leggeva “colpito alla testa da un corpo contundente” (quante volte l'abbiamo già sentita, per esempio ancora a Genove nel 2001, insieme ai tanti, troppi “è caduto accidentalmente dalle scale” o “si è suicidato”...). La ricostruzione più attendibile di quei momenti si è avuta infatti solo 40 anni dopo, nel 2009.

Perchè l'efferato assassinio di Benno Ohnesorg fu un episodio fondamentale? Lo spiegano da sole le parole attribuite a Gudrun Ensslin, che nel 1968 con Andreas Baader avrebbe fondato la Rote Armee Fraktion (RAF): "Ci uccideranno tutti. Sapete bene con quale tipo di maiali stiamo combattendo. Questa è la generazione di Auschwitz. Non si può discutere con le persone responsabili di Auschwitz. Loro hanno le armi e noi no. Dobbiamo armarci!"



La conclusione cui era giunta la Ensslin, condivisa negli anni seguenti da parecchi, comunque minoritari, sappiamo quanto fosse sbagliata. Ma non lo era l'analisi. In Italia e in Germania, in virtù degli equilibri della Guerra Fredda, molti criminali di guerra fascisti e nazisti vennero accolti e riciclati negli apparati degli Stati “democratici” in ruoli anche fondamentali, poliziotti, questori, prefetti, responsabili dei servizi segreti, alti ufficiali e magistrati. Non conosco abbastanza la storia tedesca dell'immediato secondo dopoguerra, ma qui da noi non fu certo un caso se in quei durissimi anni della ricostruzione furono decine, centinaia gli italiani morti ammazzati dal fuoco delle "forze dell'ordine", a partire da La straggi di lu pani del 1944, in una Palermo già liberata, e dalla strage di Portella delle Ginestre del 1 maggio 1947, dove la mano fu della mafia ma i mandanti sono, ancora oggi, da ricercare tra servizi segreti ed ex repubblichini. Penso ai 5 braccianti morti a Cerignola nel febbraio 1948, i 6 operai della fabbrica siderurgica Orsi, mitragliati a Modena il 6 gennaio 1950, i 6 morti a Trieste nei primi giorni di novembre del 1953, l'eccidio di Mussumeli del febbraio 1954 (4 morti e numerosi feriti gravi), i 3 braccianti di Barletta uccisi nel marzo del 1956, i morti di Reggio Emilia del 7 luglio 1960, seguiti il giorno dopo dai meno ricordati 5 morti a Palermo e Catania...

Negli anni seguenti i morti si fanno più radi, forse i Governi si rendono conto che la strage non può continuare, forse il boom economico ha anestetizzato un po' la protesta... Ma, al contempo, è cresciuta la coscienza civile e la consapevolezza politica e qualcuno anche qui da noi comincia a pensarla come la Gudrun Ensslin... E' il 1968 e poi la sua fine quasi immediata a suon di bombe fasciste, Piazza Fontana e altre Stragi di Stato...



Basta, mi taccio... chissà dove volevo andare a parare con questa lunga introduzione ad una canzone in tedesco che nemmeno comprendo bene... Forse è solo che continua a frullarmi in testa un dubbio, perchè anche in questi giorni si continui a parlare del terrorista Battisti come se con la sua cattura si sia infine chiusa simbolicamente un'epoca di sangue con la vittoria e la riaffermazione dello Stato di Diritto, come se quello Stato non fosse lo stesso che è sempre stato incapace di fare giustizia per le vittime innocenti dei suoi "servitori" e per quelle delle stragi ordite e realizzate da suoi stessi apparati, seppur "deviati". Ora mi auguro che Battisti sconti la galera per gli omicidi di cui ha rivendicato da ultimo la paternità ma al contempo mi chiedo, per esempio, perchè i riconosciuti autori della strage di Bologna del 1980, condannati a svariati ergastoli e centinaia di anni di carcere, siano potuti tornare a vedere la luce del sole dopo 26 anni di detenzione, peraltro resi particolarmente leggeri da una precocissima ammissione alla semilibertà e dai tanti soldi dei camerati che hanno continuato a sostenerli.



Ensslin, Battisti e gli altri che la pensavano come loro non avevano ragione. Quello che fecero ha portato solo altro sangue e ha contribuito a distruggere l'alternativa invece di aiutarla. Però non si dica che con l'annientamento del terrorismo rosso e la cattura dei suoi ultimi esponenti lo Stato ha fatto giustizia. Giustizia non è mai stata fatta e non sarà fatta mai.
Da habt ihr es, das Argument der Straße
Sagt bloß jetzt nicht: "Das haben wir nicht gewollt!"
Zu oft verhöhnt habt ihr die sogenannte Masse
Die euch trotz allem heut' noch Beifall zollt
Nun wisst ihr es, uns ist es nicht genug
In jedem vierten Jahr ein Kreuz zu malen
Wir rechnen nach und nennen es Betrug
Wenn es gar keine Wahl gibt bei den Wahlen!

Jetzt schreiben wir die Kreuze an die Wände
Mit roter Farbe. Warum eure Wut?
Das ist doch Farbe. Aber eure Hände
Sind seit Berliner Tagen voller Blut
Zerquetschte Schädel stellt ihr zum Vergleich
Geplatzten Eiern und Tomaten
Das ist nicht neu in diesem Land!
Und euch, euch paar'n, die ihr mal anders ward -
Was soll man euch, was soll man euch noch raten?

Genau das ist die Mischung, die wir kennen:
Gerührt bei kindischer Sorayerei
Und das schlägt zu, mitten im Flennen
Aus Rotz und Blut ist dieser Brei
Warum, verdammt, seit ihr nicht aufgewacht
Bevor die Kugeln trafen!
Jetzt denkt an Deutschland in der Nacht
Und sagt, wer kann noch ruhig schlafen?
Und sagt, wer kann noch ruhig schlafen?

Contributed by Bernart Bartleby - 2019/3/27 - 11:58



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