Language   

Ballata per i centri antiviolenza

Igor Lampis
Language: Italian


Related Songs

Inutile emigrare
(Igor Lampis)
Gabriella
(I Gufi)
Continuate a uccidere il poeta
(Igor Lampis)


2018
Nuovo Cantacronache 4
cantacronache

L’urgenza di un Nuovo Cantacronache in questi tempi così svuotati di senso e bellezza è un fatto scontato.

Dal gruppo torinese che si proponeva di “evadere dall’evasione”, Igor Lampis raccoglie il testimone del rigore programmatico, del taglio narrativo, della versificazione incalzante in rima baciata, dell’osservazione acuta che si fa invettiva, tra sberleffo e dramma, declinando il tutto con un’attitudine punk che schiaffeggia in maniera provocatoria il belcanto, le buone maniere e qualsiasi deriva estetizzante per dire con schiettezza vino al vino e pane al pane.

Lampis narra con il piglio del cantastorie l’epopea sommersa della gente comune, quella che se la passa male, quella che si arrangia di lavoro in lavoro, vessata dall’opprimente assenza dello Stato. La sua è la voce del guastafeste che canta fuori dal coro: la voce di chi rifiuta l’omologazione, di chi sceglie traiettorie sghembe, di chi conosce la dolente bellezza dei margini, ben sapendo che “dai diamanti non nasce niente”.
Il cenacolo di Ares
Come ti senti, bambina,
nata sotto un nastro rosa
quando il rosa d’ogni cosa
il futuro ti indovina?
Quando già ti si programma
con i trucchi nell’astuccio,
con la bambola col ciuccio,
nata appena, e già mamma?

Come ti senti, bambina,
quando ti fan benedire
e già il prete a partorire
di dolore ti destina?
Quando recita da un tomo
nero come la sua veste
che, da donne, non sareste
che una costola dell’uomo?

Come ti senti, fanciulla
quando già non dan respiro,
quando ti prendono in giro
e tu non puoi fargli nulla?
Loro fanno anche a mazzate,
e si regolan la vita;
alle tue esili dita
le difese non son date.

Come ti senti, ragazza,
quando tuo padre va in bestia
e alza un’ombra di molestia
su tua madre che sbarazza?
E ti bandisce in soffitta
come un cane, se ti impicci
dei suoi fatti; e maledici
lei che piange e resta zitta.
 
E come ti senti, donna
a saper che per le strade
della tua vita decide
la misura di una gonna?
A saper che cerchi rogna
tra le mani della torma
che ti umilia e ti trasforma
la bellezza in vergogna?
 
E come ti senti, donna,
mentre sanguini in cucina
come quella catenina
con il cuor della madonna,
dono di tua madre, quando,
quando il taglio ancora brucia
di lui che era in tua fiducia,
lui che ti sposò giurando?
 
Come ti senti, fantasma
tra lenzuola sotto cui
non esisti, sotto a lui,
a coprire ogni miasma,
ogni segno che ti tatua
ogni giorno che tramonta.
È la colpa che si sconta,
ma alla fine ci si abitua.
 
Come ti senti, compagna,
ad alzar lo sguardo asciutto,
a lasciarti indietro tutto
questo rimmel che ristagna,
ed andar libera e sola
a parlare ad altre uguali,
a lottar gli stessi mali,
a tornare alla parola?

Contributed by Dq82 - 2019/2/4 - 13:25



Main Page

Please report any error in lyrics or commentaries to antiwarsongs@gmail.com

Note for non-Italian users: Sorry, though the interface of this website is translated into English, most commentaries and biographies are in Italian and/or in other languages like French, German, Spanish, Russian etc.




hosted by inventati.org