Language   

Uno Bianca

Bologna Violenta
Language: Instrumental


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[2014]
Wallace Records / Dischi Bervisti / Woodworm
Compositore / Composer / Composer / Säveltäjä : Nicola Manzan



Si cantava, e forse si canta ancora in qualche manifestazionaccia: ”La polizia italiana non è mai stanca, di giorno i manganelli, di notte la Uno Bianca!”. Millenovecentoottantasette, millenovecentonovantaquattro: sette anni in cui una banda criminale composta quasi interamente da poliziotti di estrema destra semina il terrore tra l'Emilia Romagna e le Marche. Ventiquattro morti, centodue feriti: questo il bilancio delle azioni della banda dei fratelli Savi, stimati sbirri in servizio presso la Qvestvra di Bologna (il capobanda, Roberto Savi, fu arrestato dai colleghi in servizio il 21 novembre 1994). In quei sette anni di sangue e di terrore, di tutto: benzinai, passanti, i tre carabinieri del Pilastro, armaioli, bancari, assalti a campi Rom, e immigrati ammazzati. Questi ultimi, per il gusto di farlo, per razzismo, per disprezzo. E' la Banda della Uno Bianca, perché i poliziotti criminali se ne servivano spesso, di quella comunissima utilitaria (la più comune di tutte, all'epoca) per dissimularsi, per non dare nell'occhio. L'utilitaria e le armi da guerra, l'utilitaria e il nazismo in divisa da “tutori dell'ordine”; logico che, pur essendo stati i membri della banda arrestati e messi all'ergastolo, in questo paese tutta questa vicenda sia stata rimossa, o meglio: melamarcizzata. Tutto coi crismi perfetti della strage di stato: i depistaggi, il gruppo terroristico di facciata (la “Falange Armata”), l'arresto di qualche innocente, la tortura e l'assassinio di qualche testimone involontario. E i soldi. E la denuncia, ovviamente rimasta inascoltata, del senatore Libero Gualtieri, ex partigiano, allora presidente della Commissione Stragi e che fu poi nella Commissione di Inchiesta su Gladio. Il senatore Gualtieri abitava a Cesena, e guarda caso proprio a Cesena fu commesso l'ultimo delitto della Banda della Uno Bianca. Stragismo allo stato puro, espressione nella quale la parola “stato” assume un'ambivalenza sinistra e, purtroppo, ampiamente già vista. Le parole e le smentite degli stessi fratelli Savi non basteranno mai a dissipare i dubbi.

Una rimozione dalla quale prende avvio il quarto album in studio di Bologna Violenta: Uno bianca. Del 2014. Vent'anni dopo l'arresto della banda. Un concept album strumentale che ripercorre, in ventisette brani, tutte le sue gesta. Bologna Violenta era, fino al 2015 un unico musicista e polistrumentista: il trevigiano Nicola Manzan (dal 2015 affiancato dal batterista Alessandro Vagnoni). Un album fatto di grind-core digitalizzato, dissonante, con chitarre distorte e effetti elettronici in una specie di disturbante colonna sonora alle imprese criminali dei fratelli Savi, poliziotti. Autentiche mazzate sonore lontanissime dalla “canzone”, ma che, a modo loro, formano un'unica cantata senza parole, brutale e qua e là interrotta da documenti sonori autentici (notiziari, voci). Il tutto addolcito da un uso massiccio di archi. Un tentativo di scrivere una storia in musica e un invito, volutamente violento, estremo e disarticolato, a ricordare, a ricostruire, a non dimenticare. A non dimenticare, soprattutto, chi, come e -possibilmente- perché. Una colonna sonora narrativa di musica cinica e oltranzista, trentadue minuti di storia al tempo stesso recente e lontana, una mitragliata ipercompressa in mezzo a campionature classiche e orrore di stati, forze del disordine, denaro e dura realtà di fatti.

La copertina scelta da Bologna Violenta, nel 2014, è uno degli atti razzisti della banda dei poliziotti della Uno Bianca: l'assassinio di due immigrati senegalesi, a bordo della loro automobile (anch'essa una Uno bianca), avvenuto a San Mauro a Mare, presso Cesenatico, il 18 agosto 1991. Si chiamavano Babon Cheka e Malik Ndiay. Due nomi dimenticati. Un signore che oggi fa il Ministro dei Temporali, e che si compiace spesso di indossare la stessa divisa dei fratelli Savi, allora aveva diciotto anni. [RV]



TRACCE / TRACK LIST

1 - 19 giugno 1987 - Pesaro: rapina casello A-14
2 - 31 agosto 1987 - San Lazzaro di Savena (Bo): rapina casello A-14
3- 3 ottobre 1987 - Cesena: tentata estorsione
4 - 30 gennaio 1988 - Rimini: rapina supermercato Coop
5 - 19 febbraio 1988 - Casalecchio di Reno (Bo): rapina supermercato Coop
6 - 20 aprile 1988 - Castelmaggiore (Bo): attacco pattuglia Carabinieri
7 - 19 settembre 1988 - Forlì: rapina supermercato Coop
8 - 26 giugno 1989 - Bologna: rapina supermercato Coop
9 - 15 gennaio 1990 - Bologna: rapina ufficio postale
10 - 6 ottobre 1990 - Bologna: rapina tabaccheria
11 - 10 dicembre 1990 - Bologna: assalto campo Rom
12 - 22 dicembre 1990 - Bologna: attacco lavavetri extracomunitari
13 - 23 dicembre 1990 - Bologna: assalto campo Rom
14 - 27 dicembre 1990 - Castelmaggiore (Bo): rapina distributore
15 - 4 gennaio 1991 - Bologna: attacco pattuglia Carabinieri
16 - 20 aprile 1991 - Bologna: rapina distributore
17 - 30 aprile 1991 - Rimini: attacco pattuglia Carabinieri
18 - 2 maggio 1991 - Bologna: rapina armeria Volturno
19 - 19 giugno 1991 - Cesena: rapina distributore
20 - 18 agosto 1991 - San Mauro a Mare (Fc): agguato auto senegalesi
21 - 28 agosto 1991 - Gradara (Ps): scontro a fuoco con due Poliziotti
22 - 24 febbraio 1993 - Zola Predosa (Bo): rapina banca
23 - 7 ottobre 1993 - Riale (Bo): rapina banca
24 - 3 marzo 1994 - Bologna: rapina banca
25 - 24 maggio 1994 - Pesaro: rapina banca
26 - 21 ottobre 1994 - Bologna: rapina banca
27 - 29 marzo 1998 - Rimini: suicidio Giuliano Savi

Contributed by Riccardo Venturi - 2019/1/30 - 01:10



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