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E garnison [E garnizon Lannuon]

Denez Prigent
Lingua: Bretone

Lista delle versioni e commenti


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Kan ha diskañ [XVIII secolo?]
Questa versione:
Denez Prigent / Louise Ebrel
Album: Sarac'h (2003)

garlann


Strane cose succedono verso il 1790 alla guarnigione di Lannion, in Bretagna, a un anno dallo scoppio della Rivoluzione. La guarnigione locale, in quell'anno, era composta da due distaccamenti dei reggimenti di Beauce e di Normandia, e i rapporti con la popolazione non erano troppo buoni. Reclutamenti, addestramenti, soldati in giro per le campagne...e anche, magari, qualche ufficialetto forestiero che sposava la ragazza del posto. Nel 1792, la guarnigione di Lannion fu totalmente rinnovata negli effettivi: arrivarono i volontari repubblicani del distretto di Rostrenen, in numero di 500, e per acquartierarli tutti si dovette ricorrere al convento delle Orsoline. I cinquecento giovinotti si segnalarono per ogni sorta di indisciplina, zozzeria, vessazione e quant'altro, dando peraltro origine a un discreto numero di marmocchi con le giovani novizie. Sembrano essere questi i pur vaghi presupposti storici di questo vertiginoso kan ha diskañ che, peraltro, rientra nel nutrito gruppo dei componimenti popolari che si potrebbero etichettare come “Cornuti contro la guerra” (possibile percorso?) Il classico ritorno del cornuto, che quasi certamente è quell'ufficialetto comandato per un lungo periodo a Parigi e che, al suo ritorno, ritrova la giovane mogliettina che una sera se n'è andata a macinare al mulino, e che si è fatta una gustosa macinata col mugnaio tanto da essere restata incinta e aver partorito un bel bambino dagli occhi azzurri. Insomma, si capirà: il maritino ufficiale se ne resta a Parigi per un anno e mezzo per le sue esigenze militari, e la carne è debole... Nessuno, naturalmente, sa chi sia il padre, tranne tutti quanti -marito ufficiale compreso. Infatti va a cercare il mugnaio per chiedergli di fare da padrino, ma il mugnaio è comprensibilmente restio: ci ha da badare al mulino, lui. Ne consegue la logica deduzione espressa dal marito cornuto nell'ultima strofa. In più o meno tutte le versioni finisce qui questa specie di "Mamma di Rosina" bretone, tenendo peraltro conto che "Rosina" è anche il più comune nome femminile bretone (Rozenn).

Un canto popolare, quindi, di origine probabilmente settecentesca e che rinnova l'eterna tradizione: cari giovinotti, se vi piace la vita militare siate pronti a farvi ingravidare da altrui la mogliettina. Versione popolare del classico “Fate l'amore e non la guerra”, sennò l'amore la mogliettina (fidanzata ecc.) lo fa con qualcun altro, alla guarnigione di Lannion o altrove. Il canto, a rigore, avrebbe dovuto essere inserito come anonimo, considerando anche che ne esistono numerose versioni più o meno complete; fu reso particolarmente noto dalle irripetibili sorelle Goadec. Averlo attribuito qui a Denez Prigent è, ovviamente, un arbitrio; arbitrio ancor più sonoro, in quanto Denez Prigent (che lo interpreta in diskañ con Louise Ebrel, che poi sarebbe esattamente la figlia di una delle sorelle Goadec, Eugénie), si ferma prima della fine del testo più completo che qui abbiamo dato (mancano le ultime 5 strofe, ma quelle precedenti sono seguite scrupolosamente). Ma non mi sono sentito di non “prigentizzare” questo canto, e il perché lo capirete ascoltandolo. Sinceramente, prigentizzerei anche l'elenco del telefono, e non ci posso fare niente. Dall'album Sarac'h del 2003; la struttura del kan ha diskañ è riportata qui solo nella prima strofa; tutte le altre si comportano ugualmente. [R.Gw.]


Ur plac’h yaouank diwar ar maez
E garnison Lannuon
Ur plac'h yaouank diwar ar maez
E garnison Lannuon
Oa aet d’ar vilin un nozvezh
E garnison, zigidondon,
E garnison Lannuon


‘Toull ar vilin p’oa erruet
Ar miliner a oa kousket

Petra’zo ganeoc’h ‘n ho sarc’had
Ma erruit ken diwezhat

Ha segal ha gwinizh du
Emañ ar vilin war he zu

‘Zo war he zu pe n’emañ ket
Ho sac’had’c’hwi a vo malet

Ha dre ma kouezh ar greun er gern
Ar miliner a boke ferm

Ha dre ma kouezh ar greun er bank
Ar miliner a boke stank

Ha dre ma kouezh ar greun er sac’h
Ar miliner ‘ boke d’ar plac’h

Hola hola ‘ta miliner
Torret’peus las ma zavancher

Kemenerien a zo er vro
C’hwi a glasko ha me baio

Seitek devezh ha triwec'h miz
Oa aet an Aotrou da Baris

A-benn ma tistroas d'ar gêr
'Vo chañchamant 'barzh ar maner

"Chañchamant zo er maner-mañ
Ha ma Intron, pelec'h emañ ? -

'Mañ 'us e kambr an uhellañ
'Tommañ he mab an terriplañ

Ur paotr bihan glas e lagad
Ne oar ket piv ez eo e dad

E dad ne oar ket piv ez eo
M'hen dar' ar miliner e ve"

inviata da Richard Gwenndour - 18/1/2018 - 10:14



Lingua: Italiano


kazhdu
Traduzione italiana di Richard Gwenndour
18 gennaio 2018 11:03


Denez Prigent e Louise Ebrel.

ALLA GUARNIGIONE DI LANNION

Una ragazzina di campagna
Alla guarnigione di Lannion
Una ragazzina di campagna
Alla guarnigione di Lannion
È andata una sera al mulino
Alla guarnigione, “zigindonon”,
Alla guarnigione di Lannion.


Quando al mulino è arrivata
Il mulinaio s'era addormentato

Che cos'hai nel tuo sacco
perché tu arrivi così tardi?

Ci ho segale e grano saraceno,
che lo metti in funzione il tuo mulino?

Fermo il mio mulino non ci sta,
il tuo sacco sarà macinato.

E mentre il grano gira sulla macina
il mulinaio la baciava e ribaciava

E mentre il grano gira sul banco
il mulinaio la riempiva di baci

E mentre il grano va nel sacco
il mulinaio finiva di baci la ragazza

Ohilà, ohilà, mulinaio
mi hai rotto il laccio del grembiule!

Ci sono sarti qua nel paese,
cercane uno e io lo pagherò

Son diciassette giorni e diciotto mesi
che il marito se n'è andato a Parigi

E quando ritornò in paese,
c'era un cambiamento a casa sua

“C'è un cambiamento in questa casa,
la mia mogliettina dove sta?” -

“Sta nella camera di sopra
a riscaldar ben bene il suo bambino

Un piccolino dagli occhi azzurri,
e non si sa chi è suo padre.”

Chi è suo padre non si sa,
però il mulinaio lui lo sa.”

“Buongiorno a te, mulinaio,
Sono venuto a cercarti per chiederti di fare da padrino

Oh! Ma io non posso fare da padrino,
perché il mio mulino è in funzione

Perché il mio mulino sta girando
e ho paura che potrebbe guastarsi

Oh! ci sono artigiani in paese
se per caso si guastasse

E lo sapevo bene, mulinaio,
che non potevi essere padre e padrino”.

18/1/2018 - 11:03



Sorelle Goadec, Théâtre Bobino, Parigi, 1973


18/1/2018 - 12:01


Questo è il testo che cantano Eugenie Goadec e Louise Ebrel
in Gwriziou : chants à danser et mélodies de Bretagne:

Seitek devezh ha triwec'h miz
E garnizon Lannuon
Oa aet an Aotrou da b/Paris
E garnizon, zigidondon
E garnizon Lannuon

A-benn pa zistroio d'ar gêr
'Vo chañchamant 'barzh ar maner

"Chañchamant zo er maner-mañ
Ha ma Intron, pelec'h emañ ?

- 'Mañ 'us e kambr an uhellañ
'Tommañ he mab an terriplañ

Ur paotr bihan glas e lagad
Ne oar ket piv ez eo e dad

E dad ne oar ket piv ez eo
M'hen dar' ar miliner e ve"

"Diboñjour dit 'ta miliner
Me zo deut da glask da gomper

- O ! da gomper me na yin ket
Kar ma milin zo war he boued

Kar ma milin zo war he bord
Hag aon am eus e vefe tort

- O ! artizaned zo er vro
Ma vefe tort-int a renko

Ma ouie mat 'ta miliner
Ne ve'z ket bet tad ha komper"


Quasi il medesimo è il testo della canzone Na seitek deiz ha triwec'h miz (Diciassette giorni e diciotto mesi):

Na seitek deiz ha triwec'h miz,
Gwel rudala lari déno } (bis)
Oa bet an aotrou en Paris
Gwel larida, luridoñ, trañlourde
Tra lala lala leno
Gwel rudala lurideno } (bis)

Pa oa erru 'n aotrou ba'r gêr,
Oa chañchamant 'barzh ar maner.

Nag 'r c'hentañ tra 'n-oa goulennet
« Nag an itron, emen 'ma aet ? »

Emañ 'barzh ar gambr uhellañ,
'Tommañ he mab an terruplañ.

Ur paotr bihan glas e lagad,
Ne vez ket goaret piv eo e dad

Ne vez ket goaret piv e vez,
'Met hag ur miliner 'vefe

Les 'tañ hardi 'ta, miliner,
Me zo ' vont d'hen glask da gomper

"Boñjour deoc'h-hu 'ta, miliner,
Me zo deut d'ho klask da gomper

- Na da gomper me ne n'in ket,
Kar ma milin zo oc'h ober bleud

Kar ma milin zo war he zu,
'Valo segal ha gwinizh-du

Na ma hini all zo war he bord
Ma ta da gouehel, e vo torr't

- Laret 'm-oa deoc'h, miliner laer,
'Vijec'h ket bet tad ha komper"


Sorgente:

"Fiselezed Groñvel", canzoni di Kan ha diskan raccolte da Fañch Danno da due informatrici di Grommel: Catherine Baquer e Yvonne Goff

Il tema è inoltre assai simile a quello di "Son ar miliner"
(La chanson du meunier):

Div blac'h yaouank diwar ar maez
O, la la la, la la la le no } (bis)
Oa aet d'ar vilin un nozvezh
O, la le la, la la la la lo
Oa aet d'ar vilin un nozvezh
O la la, la la la le no

Toull ar vilin p'oant arruet
Ar miliner a oa kousket

"Savit 'lese, miliner laer,
Da val' hor samm deomp dont d'ar gêr

- Petra zo ganeoc'h 'n ho sac'had
Pa oc'h erru ken diwezhat ?

- Kerc'h ha segal ha gwinizh du
P'emañ ar vilin war he zu

- O! war he zu pe n'emañ ket
Bremaik-tuchant e vo lakaet

- Ola, ola ! miliner laer,
Torret eo las va zavañjer"

Seitek devezh ha triwec'h miz
Oa aet an Aotrou e Paris

P'oa erruet 'n aotrou er gêr
Oa chañchamant 'barzh e vaner

An Aotrou en deus goulennet :
"An Itronez, pelech eo aet ?

- 'Mañ barzh ar gambr an uhelañ
'Tommañ he mabig terruplañ

Ur mab bihan glas e lagad
'Vez ket gouiziet piv eo e dad

- Ne ouian ket da biv vefe
Met da'r miliner laer e ve..."

"Boñjour deoc'h, miliner laer,
Erru on d'ho klask da gomper

- Da gomper, nann, me n'ez in ket
Rak va milin zo war he boued

- Me ouie 'vat, miliner laer,
Vefec'h ket bet tad ha komper

- Dalc'hit hoc'h Itron barzh ar gêr
Ne vin ket bet tad ha komper !"


Kenavo d'Italie,
Messieur Venturì.

Flavio Poltronieri - 18/1/2018 - 18:36


Dilecte Kadorvrec'her, sembra infatti che questo canto appartenga a tutto un "filone", com'è del resto usuale per tutti i componimenti popolari. E' noto infatti, peraltro con una vicenda svolta assai dettagliatamente e con una sorta di "prequel", anche come Ar miliner laer (Il mugnaio ladro), qui da una pagina dalla quale ho ripreso diverse cose e che segnalo anche per le traduzioni in francese e inglese (quest'ultima, addirittura una riscrittura in versi). Dalla medesima pagina proviene anche il rapprochement al Barzhaz Breizh, e in particolare alla Milinerez Pontaro (ma qui non c'è un mugnaio, ma una mugnaia). Ci sarebbe a questo punto un po' da ragionare sulla figura del mugnaio (o della mugnaia) nella cultura popolare: mi ricordo che in quel dell'Elba, quand'ero ragazzino ino, sul mugnaio del paese si vociferava che si desse parecchio da fare con le ragazzotte e anche con le spose, senza però che il tipo fosse mai stato colto sul fatto. Anche perché esercitava un'attività fondamentale. Ma sto divagando, naturalmente. Kenavattuà.

Richard Gwenndour - 19/1/2018 - 05:18


Dis-moi donc, mon cher ami, quelles nouvelles as-tu entendu à St. Malo d'où tu reviens ce soir. De bien joyeuses nouvelles à dire et plus encore à entendre pour vous, Flav Kadorvrec'her, les gens de la ville disent que Richard Gwenndour a prigentisé l'annuaire téléphonique. Jésus-ma-Doué, hennès hen eus ar pouar! Hourra...Sinemara...Dali...Ariboué...

Flavio Poltronieri - 23/1/2018 - 17:26



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