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Orzowei

Oliver Onions
Language: Italian

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Sandokan
(Oliver Onions)
Quaranta giorni di libertà
(Anna Identici)


[1976]
Parole di Susan Duncan Smith e Cesare De Natale
Musica di Guido e Maurizio De Angelis, gli Oliver Onions
Cori dei Fratelli Balestra
Sigla dell'omonima serie televisiva diretta dal francese Yves Allégret, una produzione italo-tedesca che nel nostro paese andò in onda in 13 puntate a partire dalla fine di aprile del 1977. Con il giovanissimo attore inglese Peter Marshall nella parte del protagonista, Isa / Orzowei, il “trovatello”, forse in lingua zulu. Peter Marshall morì nel 1986 in un incidente automobilistico in Sudafrica.
Lo sceneggiato fu tratto dal romanzo scritto nel 1955 da Alberto Manzi (1924-1997), un grande pedagogo che tra il 1960 ed il 1968, con la sua trasmissione “Non è mai troppo tardi” sul secondo canale della RAI TV, insegnò a leggere e a scrivere a milioni di italiani. Sul maestro Manzi invito ad ascoltare i podcast delle due puntate di recente a lui dedicate dalla trasmissione radiofonica “Ettore”, sapientemente condotta da Michele Dalai su Radio 2.

Orzowei

Ricordo la bellissima (per un ragazzino), interminabile sigla di “Orzowei”. E ricordo anche che le puntate erano, o sembravano, brevissime e la cosa mi faceva incazzare non poco, visto che invece gli episodi di “Sandokan” o de “Alla conquista del West” (ve la ricordate la magnifica saga dei Macahans?) duravano molto di più...

Orzowei

[…] Scritto mentre Manzi si trovava in Amazzonia tra gli indios Kiwari, a metà degli anni ’50, “Orzowei” è incentrato proprio sull’insegnamento. E’ quello che si usa definire “romanzo di formazione”, con un adolescente in cerca del suo posto in un mondo che ancora non conosce, ma è anche un romanzo dalla forte componente antropologica. Manzi decide di ambientarlo nell’Africa del Sud invece che in Sud America, affidandosi alla fantasia per non correre il rischio di farsi intrappolare dalle sue esperienze personali, e non si pone più di tanto il problema della veridicità. Racconta la storia di un bambino bianco abbandonato nella foresta e allevato da una tribù Bantu, dalla quale non viene mai completamente accettato e che non ha nessuna intenzione di permettergli di superare la Grande Prova che rappresenta l’ingresso all’età adulta. Isa – l’Orzowei, il trovato – incontra prima un membro di una tribù boscimane e poi un trapper boero disposti a prenderlo sotto la loro ala protettrice, ma dovunque vada Isa viene sempre considerato uno straniero. Pur essendo stato educato da tutti e tre i popoli, non appartiene a nessuno dei tre: «Io non so cosa sono. Sono Swazi, sono Boscimano, sono bianco. E forse non sono niente di tutti e tre o sono tutti e tre messi insieme».



[…] Nonostante una produzione attenta ma non certo ricca, l’ambientazione è convincente, e le sceneggiature – firmate dallo stesso Alberto Manzi – sono avvincenti e per nulla retoriche. Cosa tutt’altro che facile per un prodotto che, mutuando un dialogo del romanzo, si propone di «far capire al tuo popolo che siamo tutti uguali, affinché non ci sia disprezzo, né odio. Perché, pur cambiando il colore della pelle, ed il taglio degli occhi, e la statura, abbiamo però un cuore che è uguale per tutti […] Solo se ci comprenderemo a vicenda, solo se guarderemo al cuore, e non al colore della pelle che quel cuore ricopre, solo allora potremo vivere insieme, felici. Se no… se no sarà la fine di tutti».
(da Quanto ci manca Orzowei, di Alberto Cassani)
Corri ragazzo vai e non fermarti mai
La notte scenderà
Il freddo arriverà
Ma non pensare che tutto sia contro te
C'è l'amore, il sole giallo sorriderà

Orzowei
Na na na na na...
Lotta per la tua vita
Orzowei
Na na na na na...
Prima che sia finita
Orzowei
Na na na na na...
E la speranza sale
Orzowei
Na na na na na...
Di battere anche il male
Orzowei
Na na na na na...
Senti quel che ti dico
Orzowei
Na na na na na...
Trovi sempre un amico

Corri ragazzo vai e non fermarti mai
L'odio non vincerà
La luce splenderà

Orzowei
Na na na na na...
Lotta per la tua vita
Orzowei
Na na na na na...
Prima che sia finita
Orzowei
Na na na na na...
E la speranza sale
Orzowei
Na na na na na...
Di battere anche il male

Credi nell'amore e non tradirlo mai
Lui ti guiderà
Lui ti salverà
Lui ti porterà via, più lontano
Sempre più lontano, via così

Orzowei
Na na na na na...
Lotta per la tua vita
Orzowei
Na na na na na...
Prima che sia finita
Orzowei
Na na na na na...
E la speranza sale
Orzowei
Na na na na na...
Di battere anche il male
Orzowei
Na na na na na...
Senti quel che ti dico
Orzowei
Na na na na na...
Trovi sempre un amico
Orzowei
Na na na na na...
Lotta per la tua vita
Orzowei
Na na na na na...
Prima che sia finita...

Contributed by Bernart Bartleby - 2017/11/6 - 22:04


Però sàppiasi che fra i perfidissimi admins è in corso un referendum per l'attribuzione del Bollino Bleah (ma esclusivamente alla canzone in sé, non alle sue motivazioni intrinseche). In effetti, come parere squisitamente personale, fa decisamente caà... :-P

Riccardo Venturi - 2017/11/7 - 14:04


Minkia, Rik!!!

E cietto che fà cacare a noi vegliardi, ma da ragazzini ci piaceva assai!
"LOTTA PER LA TUA VIT... PRIMA CHE SIA FINIT...", che sprone!
Come si fa ad appiccicare bollini ex post?!?
E poi Orzowei manco si può difendere, che è morto da oltre 30 anni!

Siate buoni, o cattivi!

OrzoBBimbo - 2017/11/7 - 15:46


Ma infatti ancora il referendum non è terminato, e speriamo comunque di non fare la fine di quello catalano!!!
Io quand'ero pischello all'inizio credevo fosse una marca d'orzo. C'era l'Orzo Bimbo e l'Orzo Wei !!!

Riccardo Venturi - 2017/11/7 - 15:50


"Orzowei, chi cazzo sei, chi cazzo sei, chi cazzo sei?..."

"Sale e scende la marea, Sandokan ha la diarrea..."

Infantili e scurrili divagazioni di allora, che dimostrano quanto fossero seguiti e popolari i due sceneggiati tv.

B.B. - 2017/11/7 - 16:59


Veramente qui dalle mie parti, dove moccolano anche i neonati, si canticchiava "San Diocàn, San Diocàn"...non ti nascondo che anche il mio famoso "Erdiocàn" per Erdoğan è una sua reminiscenza...

PS Però a questo punto, sia pure negli Extra, mi aspetto anche la sigla finale di "Spazio 1999"....



PS. Senza però dimenticare Quaranta giorni di libertà, nella cui pagina tu intervenivi nell'aprile 2010 tirando fuori Sandokan e Orzowei...Bernardus Bartlebius perseverans!

Riccardo Venturi - 2017/11/7 - 17:22



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