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La fucilazione di Ferrer

Anonymous
Language: Italian

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[1909]
Sull'aria de Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio [Il sedici di agosto]
Parole di autore anonimo distribuite a Firenze su foglio volante all'indomani dell'assassinio avvenuto a Barcellona del grande libero pensatore pacifista e anticlericale e pedagogista libertario Francisco Ferrer



“Riman l'Idea se muore l'uom...”

Il catalano Francesc Ferrer i Guàrdia (1859-1909) è stato un libero pensatore pacifista e anticlericale e un pedagogista libertario. Fondò a Barcellona la cosiddetta “Escuela Moderna” per l’educazione razionale che - in un sistema educativo allora saldamente in mano alla retriva e oscurantista chiesa cattolica - nel 1906 arrivò a contare un paio di migliaia di allievi. Ma nel 1907 Ferrer fu accusato di aver avuto un qualche ruolo in un attentato contro il Re Alfonso XIII e, anche se scagionato, la sua scuola fu additata come covo di facinorosi anarchici e costretta a chiudere.
Però governo e chiesa non si accontentarono, Ferrer era troppo scomodo e lo volevano morto.
Così nel 1909 lo accusarono di essere l’ispiratore delle rivolte scoppiate in Catalogna nel corso di quella che passò alla storia come la “Semana Trágica” (26 luglio – 2 agosto 1909), quando a Barcellona e in altre città la gente si oppose alle coscrizioni obbligatorie destinate a procurare nuova carne da cannone per le guerre coloniali in Africa.
Francisco Ferrer fu arrestato, sottoposto ad un processo farsa e fucilato nel carcere di Montjuic il 13 ottobre 1909.

Sulla figura di Ferrer si vedano anche A Ferrer, Della moderna scuola il prence e Il lamento della figlia di Ferrer.
Vittima d'un livore
Triste, feroce, insano,
Tale da fare orrore
Ad ogni cuore umano,
Ferrer Francesco
Col sangue suo espiò
Il grande amore al vero
Che sempre professò.

Quasi senza processo
A morte condannato,
Quasi nel giorno stesso
El venne fucilato,
Ed a salvarlo
Neppure gli bastò
La supplica dolente
Che la figlia inviò.

Del prete l'assistenza
Presso a morire respinse,
E con ferma coscienza
Nessun timor lo vinse,
E disse: Vissi
Sempre così,
Perché cambiare
Vicino a morir?

Ai militi schierati
Pronti all'esecuzione
Disse: Bravi soldati,
Non vi faccia emozione.
Senza timore
Mirate qua,
Non è colpa vostra
Tanta infamità.

Colpito in pieno petto
Ei cadde nel suo sangue
E nel dolor più stretto
Ora la figlia langue.
Ma pur quel sangue
Ci grida ancor:
Sangue di Martiri
Mai invano versò.

E noi fratelli tutti,
Stupiti da tal nuova
Facciam che porti frutti
Una sì dura prova.
Nei nostri cuori
Egli riviva ognor,
Riman l'Idea
Se muore l'uom.

Contributed by Bernart Bartelby - 2017/11/5 - 15:03


Credo che il testo sia riportato anche nel volume di Santo Catanuto e Franco Schirone, "Il canto Anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento", edizioni Zero in Condotta, 2a ed. Milano 2009.

B.B. - 2017/11/5 - 16:41


Confermo. Il canto si trova a pagina 179 del volume di Catanuto/Schirone nell'edizione del 2009 ("Di anonimo. Su motivo di "Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio"). Nella pagina si specifica che fu pubblicato e distribuito su un foglio volante nel 1909, stampato dallo Stabilimento Tipografico E. Ducci, via dei Pilastri 32, a Firenze.

Riccardo Venturi - 2017/11/5 - 19:50


Grazie Riccardo, ho ritrovato un vecchio pdf con le canzoni su Ferrer, che però non conteneva indicazioni sulla fonte. Ho appena acquistato il Catanuto/Schirone ma l'ho regalato ad un musicista anarchico il giorno dopo, senza quindi poterlo consultare. Lo ricomprerò.

Saluzzi

B.B. - 2017/11/5 - 20:57



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