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Le Lac Majeur

Mort Shuman
Language: French

List of versions


Related Songs

Quand on n'a que l'amour
(Jacques Brel)
La tomba di Bakunin
(Alessio Lega)


[1972]

Album : Amerika
lagomaggiore

Parole di Étienne Roda-Gil (1941-2004), importante paroliere francese, anarchico
Musica di Mort Shuman


Le Lac Majeur est une chanson de Mort Shuman sortie en simple en 1972 et parue sur l'album Amerika la même année. Elle est écrite par Étienne Roda-Gil et composée par Mort Shuman. La chanson est initialement boudée par les radios, qui la trouvent trop longue car elle dure plus de cinq minutes. La chanson étant réclamée par les auditeurs, les stations de radio se sont retrouvées contraintes de la diffuser.

Le texte de cette chanson se réfère à Michel Bakounine, qui fit tirer le 13 juillet 1874 un feu d'artifice en l'honneur de sa femme à Minusio, face au lac Majeur. C'est donc plus de cendres du feu d'artifice que de neige dont il est question dans cette chanson, et du désenchantement des révolutions anarchistes italiennes de l'époque

Shuman a également enregistré la chanson en allemand sous le titre Lago Maggiore im Schnee, cette version sera reprise par Vicky Leandros en 1973.
Fonte
Il neige sur le lac Majeur
Les oiseaux-lyre sont en pleurs
Et le pauvre vin italien
S’est habillé de paille pour rien …
Des enfants crient de bonheur
Et ils répandent la terreur
En glissades et bombardements
C’est de leur âge et de leur temps
J’ai tout oublié du bonheur
Il neige sur le lac Majeur
J’ai tout oublié du bonheur
Il neige sur le lac Majeur

Voilà de nouveaux gladiateurs
Et on dit que le cirque meurt
Et le pauvre sang italien
Coule beaucoup et pour rien…
Il neige sur le lac Majeur
Les oiseaux-lyre sont en pleurs
J’entends comme un moteur
C’est le bateau de cinq heures
J’ai tout oublié du bonheur
Il neige sur le lac Majeur
J’ai tout oublié du bonheur
Il neige sur le lac Majeur

Contributed by adriana grazie a Bernart Bartleby - 2017/8/16 - 10:05



Language: German

Versione tedesca
LAGO MAGGIORE IM SCHNEE

Lago Maggiore im Schnee,
einsame Uferallee,
zugenagelt die kleine Bar,
wo ich so oft mit dir war.
 
Ich rufe hinaus auf den See,
ich bin allein, sag mir warum?
Der Laggo Maggiore im Schnee,
weiss was geschah,
doch er bleibt stumm.
 
Lago Maggiore im Schnee,
oh, die Erinn‘rung tut weh.
Letzte Spuren der schönen Zeit,
bald sind sie ganz zugeschneit.
 
Ich rufe hinaus auf den See,
ich bin allein, sag mir warum?
Der Lago Maggiore im Schnee,
weiss was geschah,
doch er bleibt stumm.

2017/8/16 - 10:09


Quel (NON) monumento a Bakunin…

Paolo Risi 5 aprile 2015

Da Verbanovolant


Il filosofo russo Michail Bakunin, padre del movimento anarchico moderno, dal 1874 soggiornò a Minusio sulla costa ticinese del Verbano. Alle sue spalle una vita in prima linea, da rivoluzionario. Condannato a morte nel 1850 per i fatti legati all’ insurrezione di Dresda, successivamente (commutata la pena capitale in ergastolo) fu deportato in Siberia. Dalla regione dei ghiacci riuscì a fuggire per rifugiarsi prima in Giappone e poi negli Stati Uniti. L’ arrivo in Italia (a Napoli) è datato 1865. Nel suo destino ancora impegno politico e battaglie ideologiche fino all’ arrivo a Minusio, ospite nella residenza La Baronata dell’ anarchico Angelo Cafiero. Soltanto tre anni dopo, il primo luglio 1876, Bakunin morì a Berna dove è sepolto al cimitero di Bremgarten.
A metà degli anni 90 del Novecento l’ industriale e anarchico toscano Alfredo Mazzucchelli immaginò di dedicare a Bakunin un monumento da collocare nell’ ospitale terra ticinese. A tale scopo donò un blocco di marmo di 28 tonnellate alla città di Locarno e la progettazione dell’ opera, presentata in grande stile al Monte Verità di Ascona, fu affidata all’ artista patafisico Enrico Baj. Di quella fervida idea…l’ opera è di tutti quelli che hanno il culto della libertà… non se ne fece poi nulla, complici, a quanto pare, le difficoltà di trasporto del masso a Rivapiana di Minusio e la dolorosa dipartita (nel 2003) del grande creativo di Vergiate. Ma assodata la rinuncia all’ innalzamento del monumento a Bakunin, che sorte toccò al marmo di provenienza carrarese? Ragguagli di stampa lo collocarono “a riposo” in una delle molte cave-laboratorio della Val Maggia, forse in attesa di essere tagliato per fini meno nobili e celebrativi. Anche il pugnace Alfredo Mazzucchelli, qualche anno fa rilanciò la questione esternando la sua amarezza e rinfocolando l’ antico desiderio mai sopito… mi sono sempre chiesto che fine avesse fatto quel marmo. Credo sia giusto recuperarlo e farne l’ uso per il quale era stato donato. Se non lo si può mettere sul lungolago, con l’ aiuto degli amici ticinesi si può trovare qualche altro posto. Io sono pronto a venire a Locarno a dare una mano…
A tale slancio emotivo beffardamente si contrappone l’ odierna e cruda narrazione dei fatti; nell’ estate scorsa il periodico anarchico La Voce Libertaria accertò il destino riservato al blocco marmoreo individuando e interpellando il titolare di una cava nella valle locarnese… alla fine abbiamo deciso di sbriciolarlo. L’ abbiamo fatto noi in cava. Mi è dispiaciuto molto perché quel progetto di monumento mi aveva affascinato. Ora quel blocco è diventato ghiaietta per la pavimentazione della pista ciclabile Locarno-Ascona. Se volete lo trovate lì… E mi pare siano state profetiche le parole di Enrico Baj che nei giorni dello slancio ideativo e delle presentazioni dichiarò… Al grande compagno Bakunin l’ onore di avere un Non Monumento…

adriana - 2017/8/16 - 10:43



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